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TREND E MERCATI N.315

Rassegna del mercato russo dei succhi di frutta

Di anno in anno aumenta la popolarità dei succhi di frutta e di verdura tra i consumatori russi – In Russia si producono in media circa 400 milioni di litri di succhi all’anno, ma la pandemia del COVID-19 provocherà nel 2020 un calo della produzione le cui dimensioni sono impossibili da prevedere – Il mercato russo è dominato dai succhi di mela e di pomodoro – La Russia importa da molti Paesi del mondo tra cui l’Italia in media 165.000 tonnellate (misurazione standard doganale russa) di succhi di frutta all’anno per un valore di 260 milioni di dollari.


a produzione industriale di succhi di frutta e verdura in Russia ha una storia lunga un secolo e nel 1940 è apparso in Unione Sovietica il primo documento ufficiale che stabiliva i principali requisiti tecnici e sanitari per la produzione di succhi di frutta e verdura.
Oggi il mercato russo offre una vasta gamma di prodotti con gusti diversi. Secondo l’Agenzia federale di statistica “Rosstat” i succhi maggiormente prodotti in Russia sono quelli di mela e le miscele di frutta: 29,4% rispettivamente. Al terzo posto troviamo il succo di pomodoro con una quota di mercato del 15,5%. I restanti succhi di frutta e verdura rappresentano il 13,8% del mercato russo. Le suddette preferenze di gusto dei consumatori sono dovute in larga misura alla coltivazione dei frutti corrispondenti sul territorio nazionale.
Nel 2019 sono stati prodotti 391 milioni di litri di succo, mentre nel periodo gennaio-marzo 2020 la produzione ammontava a 78 milioni di litri. Ma qualsiasi previsione basata su statistiche matematiche oggi sarebbe inaffidabile, poiché a causa della pandemia di coronavirus tutti i consueti processi economici sono stati sconvolti. Pertanto, il calo di questa produzione è al momento imprevedibile.
Quasi la metà (44,3%) di tutto il succo in Russia è prodotto nel Distretto Federale del Volga, mentre il Distretto Federale Meridionale occupa il secondo posto (30,8%).
Secondo i dati di Rosstat, il prezzo per litro di succo nel 2019 è aumentato in media di 5,13 rubli rispetto all’anno precedente. A gennaio 2020 il prezzo è diminuito di 0,29 rubli. Questo tipo di sbalzo stagionale è riscontrabile in tutti i tipi di prodotto: i prezzi subiscono un costante rincaro fino alla fine dell’anno, mentre a gennaio si registra un leggero calo. Nei primi tre mesi del 2020 la crescita è stata pari a 1,08 rubli.
Si può presumere che quanto accaduto nel mondo nella primavera del 2020 influenzerà ulteriormente i prezzi dei prodotti. Ogni anno vediamo aumentare i prezzi, e i prodotti a base di succhi di frutta non fanno eccezione. Non è un segreto che l’economia del Paese non sarà più la stessa, dal momento che molte persone non solo hanno smesso temporaneamente di lavorare, ma hanno addirittura perso il proprio lavoro. Non tutte le aziende sono sopravvissute alla quarantena e la pandemia ha colpito più di un Paese. Tenendo conto che il succo non è un prodotto di prima necessità, possiamo supporre che il suo prezzo aumenterà, ma non si sa ancora quanto e in quali proporzioni.
Inoltre, il calo del rublo rispetto alle altre valute non può che influenzare il mercato. Ma i prezzi non aumentano solo per i prodotti importati. Dal momento che in Russia viene importato non solo il succo finito, ma anche il concentrato destinato alla sua produzione, aumenterà anche il prezzo dei marchi nazionali.
Nel 2019 le importazioni di succhi e derivati hanno raggiunto 165.000 tonnellate e 269,5 milioni di dollari in termini monetari.
I due principali Paesi che esportano succhi di frutta verso la Russia sono la Cina e i Paesi Bassi, che nel 2019 hanno importato nella Federazione rispettivamente 37.000 e 32.000 tonnellate in volume. In termini monetari le quote erano pari rispettivamente a 41 milioni e 75 milioni di dollari. Va notato che la quota dei Paesi Bassi in termini di valore è molto più alta, in quanto i prodotti di questo Paese sono più costosi (2.300 dollari a tonnellata contro i 1.100 dollari a tonnellata della Cina). Tra i consumatori russi sono molto popolari i succhi italiani, che rientrano nell'alta gamma sia per quanto riguarda la qualità, che il prezzo piuttosto elevato.
Riassumendo i risultati dell’indagine, si osserva ancora una volta che nella situazione attuale è estremamente difficile fare previsioni. Molte aziende hanno sospeso o ridotto i volumi di produzione: anche se quest’ultima non è stata messa in quarantena, in mancanza di una domanda adeguata, i prodotti rimarranno in magazzino con un conseguente calo del volume produttivo.

Per la situazione del periodo precedente si può consultare il No.293 di Russia24 (23.07.2018)

 

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