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TREND E MERCATI N.303

Il mercato della pasta in Russia

Aumenta di anno in anno la produzione di pasta in Russia, uno dei piatti più popolari tra la gente – Un russo consuma in media oltre nove chili di pasta all’anno – Mentre aumenta la produzione, i prezzi al consumo sono in diminuzione (-1% nel 2018) – L’Italia è il leader incontestato tra i Paesi esportatori della pasta di alta qualità verso la Russia – I produttori italiani controllano oltre il 46% del mercato russo di pasta importata.


La pasta è uno dei prodotti alimentari più diffusi e popolari in Russia. Nel 2018 la Russia ha prodotto 1,34 milioni di tonnellate di pasta, il 7,6%, ovvero 95.000 tonnellate in più rispetto al 2017. Nel 2017, la produzione di pasta in Russia rappresentava oltre il 23% del volume complessivo del mercato europeo, compresi i paesi dell’Unione Europea.
Il consumo di pasta in Russia è a un livello paragonabile a quello dell’Europa: se in Russia, in media, si consumano 9,1 kg di pasta pro capite, in Europa, esclusa l’Italia, 6,4 kg. Tra i paesi europei che superano la Russia in termini di consumo pro capite di pasta vi sono l’Italia, Malta, la Grecia, il Lussemburgo, la Croazia, Cipro, l’Ungheria, la Germania e la Repubblica Ceca.
La produzione di pasta in Russia è in una fase di crescita stabile: come già osservato, alla fine del 2018, il paese ha prodotto oltre 1,34 milioni di tonnellate di prodotto.
Inoltre, dopo 14 anni, nel 2014, le aziende russe sono state in grado di far fronte al fallimento degli anni ‘90 e di raggiungere il livello di produzione del 1992 superando 1,1 milioni di tonnellate di pasta all’anno. Gli ultimi due anni hanno visto un aumento significativo della produzione in termini quantitativi: nel 2018 la crescita è stata del 7,63% e nel 2017 del 9,39%.
Tuttavia, secondo l’agenzia statistica Rosstat, il livello di utilizzo degli impianti produttivi delle imprese impegnate nella produzione di pasta nel 2017-2018 è stato del 95,5%. Pertanto, nel 2019 possiamo aspettarci un calo graduale del tasso di crescita della produzione di pasta fino a un +6%.
Per mantenere una crescita costante superiore al 7% annuo, si raccomanda alle imprese del settore di aumentare gli investimenti in immobilizzazioni per migliorare l’efficienza. Se le tendenze attuali continueranno anche nel 2019, possiamo aspettarci di raggiungere un volume di produzione di pasta di oltre 1,4 milioni di tonnellate.
Nella struttura del mercato russo della pasta, una quota significativa è occupata dai prodotti cosiddetti “altri” e dalla “pasta corta sagomata”. Le due categorie rappresentano rispettivamente il 28,8% e il 22,5% della produzione totale.  Seguono i “vermicelli” con una quota del 15,5% e le “pipe” con una quota del 13,9%. Da ciò si può concludere che il mercato è rappresentato da diversi tipi di pasta e non esiste un chiaro leader. La “pasta sagomata” è prodotta principalmente nel Distretto Federale degli Urali (112.000 tonnellate, pari al 35,6% della produzione totale di questo tipo di pasta). Tra le altre paste, quasi la metà viene prodotta nel Distretto Federale Centrale (il 48,8%, ovvero 196.000 mila tonnellate).

Si segnala che nel 2018 i prezzi al dettaglio della pasta di grano tenero di qualità superiore sono diminuiti mediamente dell’1,9%. Negli ultimi dieci anni, i prezzi sono aumentati quasi del 50%: da 45,52 rubli al chilo nel gennaio 2009 a 70,43 rubli nel gennaio 2019.
In generale, le variazioni dei prezzi della pasta hanno un carattere intermittente. Cioè, il rincaro maggiore si ha nei periodi di recessione economica o di crisi. Nel 2015 i prezzi della pasta sono aumentati in media del 22,9%. Durante la crisi finanziaria mondiale del 2008, il rincaro aveva raggiunto in media il 41,9% in un anno, un livello record per il periodo 2000-2018.

Il mercato nazionale della pasta è rappresentato principalmente dai produttori nazionali e la quota delle importazioni è trascurabile: nel 2018 era pari al 5,9% della produzione nazionale mentre la quota delle esportazioni era del 7,9%. In altre parole, il mercato nazionale della pasta in Russia è costituito per il 95% da produzione propria. Ciò testimonia un elevato livello di disponibilità di questo tipo di prodotto: i produttori russi di pasta soddisfano pienamente la domanda interna, e l’attenzione al mercato estero è insignificante.
Il principale fornitore di pasta per la Russia è l’Italia con una quota del 46,5%, in termini monetari, sul volume totale delle importazioni russe. Segue la Cina, che rappresenta il 16,1%. Nel 2018 il volume delle importazioni di pasta è stato di 79.000 tonnellate e i primi dieci paesi hanno rappresentato il 95,7% e il 94,7% delle importazioni totali, rispettivamente in termini quantitativi e monetari.

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