Electronic banking

Visita il sito Eurasia 24
russia24_new.gif

TREND E MERCATI N.298

Mosca vuole introdurre il prezzo minimo di vendita anche per il vino

Dopo la vodka e i vini spumanti sta per arrivare "il prezzo minimo di vendita" anche per i vini calmi - Nel 2019 il prezzo medio per il vino in Russia rischia di aumentare ancora dello 0,9 per cento - Le aziende vinicole russe guardano all'Oriente - Nel 2018 alla Shanghai Food Exhibition alcune cantine russe hanno firmato i primi contratti con importatori cinesi.


n Russia, nel 2019, potrebbe essere stabilito un prezzo minimo per la vendita al dettaglio di vino e dei suoi derivati. Secondo i media russi, l’iniziativa è attualmente in fase di elaborazione da parte del ministero delle Finanze di Mosca che intanto sta raccogliendo le opinioni della comunità imprenditoriale.
È stato riferito che l’introduzione di un limite minimo è ampiamente sostenuta dall’Unione dei produttori di vino e dei coltivatori di uva della Russia, dove si ritiene che tale misura consentirebbe di distinguere il vino autentico e di qualità dalle contraffazioni, che non di rado minacciano la salute dei consumatori. Allo stesso tempo, si crede che il prezzo minimo del vino debba essere inferiore al costo minimo dello spumante, considerando le differenze nei processi di produzione.
L’Associazione delle aziende per la vendita al dettaglio (AKORT), invece, non ha apprezzato l’iniziativa del ministero delle Finanze. I suoi rappresentanti hanno osservato che fissando un prezzo minimo non si garantirà un aumento della qualità degli alcolici sugli scaffali, richiamando anche l’attenzione verso la scarsa competitività dei produttori nazionali a fronte di politiche di tariffazione più restrittive.
Va notato che dall’agosto 2018 in Russia sono entrati in vigore i prezzi minimi per la vodka, che attualmente ammontano a 205 rubli per 0,5 litri di prodotto finito. Il prezzo minimo per lo spumante, già dal 2016, è di 164 rubli per 0,75 litri.
Il costo medio del vino nei negozi russi, secondo l’agenzia di dati fiscali Taxcom, oggi è pari a 370 rubli per una bottiglia da 0,7 litri.
In base a un recente rapporto della Banca Centrale russa “Sulla politica monetaria e del credito”, si prevede che nel 2019 aumenteranno i prezzi di alcuni prodotti, in particolare del vino.
Secondo la Banca Centrale russa, nel 2019 il vino potrebbe subire un rincaro in media dello 0,9 per cento. Come hanno sottolineato gli analisti della Tsentrobank russa, si tratta della soglia di influenza massima esercitata dalle accise sul rincaro dei prezzi.
In base ad alcune dichiarazioni rilasciate in precedenza dalla governatrice della Tsentrobank, Elvira Nabiullina, la Banca Centrale ammette la possibilità di accelerare l’inflazione oltre il 5,5% nel bimestre marzo-aprile 2019.
Attualmente, molti produttori di vino russi sono alla ricerca di una via per lanciare i propri prodotti sul mercato internazionale. Ad esempio, l’azienda vinicola “Abrau-Durso” sta negoziando con i partner cinesi possibili investimenti per produrre in Cina spumante leggero e vino, ha dichiarato Boris Titov, comproprietario dell’azienda, annoverata tra i leader nella produzione di vino in Russia.
Uno dei mercati più interessanti per l’industria del vino della Russia è il sud-est asiatico e la Cina che “sta mostrando interesse – come ha dichiarato il vicepremier del del governo della Crimea, Gheorghij Muradov - verso l’importazione di vini dalla Crimea”.
Nel 2018, i vini della Crimea sono stati ampiamente rappresentati alla Shanghai Food Exhibition. La loro qualità ha suscitato ammirazione tra i cinesi e sono stati firmati i primi contratti di fornitura. La Cina è interessata anche alle bevande non alcoliche, quali acqua minerale della Crimea, succhi naturali, acque gassate.
La produzione di vino russo di alta qualità è in aumento. L’associazione “Massandra” ha prodotto e inviato alle reti di distribuzione più di 15 milioni di bottiglie di vino prodotto nel 2018 con un indice medio annuo pari a 10 milioni, ha dichiarato la direttrice dell’associazione, Janina Pavlenko, ricordando che tutta la produzione nasce da uve coltivate in Crimea.
“Massandra” è un’impresa che gestisce gli affari del Presidente della Federazione Russa. È la più grande tenuta vinicola della Crimea, fondata nel 1894 dal principe russo Golitsyn. Oltre alla sede principale, comprende otto filiali, ognuna con le proprie tradizioni storiche. I vigneti vantano una superficie totale di circa 4 mila ettari e si estendono per 180 chilometri. “Massandra” è stata la prima azienda in Russia a ricevere una licenza per la produzione di vino con indicazione geografica protetta. L’Enoteca dei vini da collezione dell’azienda conta più di un milione di bottiglie.
Alla fine del 2018, la presentazione dei vini russi si è svolta presso il Centro russo di cultura e scienza a Bruxelles. Cinque aziende vinicole del Territorio di Krasnodar hanno stipulato degli accordi con la società belga Start2taste relativamente a forniture esclusive in Belgio. Secondo l’ambasciatore russo in Belgio, Aleksandr Tokovinin, l’evento si è trasformato in una sorta di presentazione della nuova immagine della Russia.
“Se chiedi a un cittadino belga medio se conosce il vino russo, la risposta sarà inequivocabilmente negativa. Ora i belgi impareranno che la Russia produce vino di buona qualità e realizzeranno che la loro visione del nostro Paese non è del tutto corretta, cosa che molte persone hanno ammesso quest’estate durante i Campionati del Mondo di calcio”, ha dichiarato l’Ambasciatore Tokovinin, aggiungendo che “l’esportazione di vino russo in Belgio, e in Europa in generale, è una piccola parte del sole russo, che aiuterà le persone a capire meglio l’anima generosa e sincera del nostro Paese”.

Your browser is outdated! The site will not work properly. To fix this problem, click here

×