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TREND E MERCATI N.293

Rassegna del mercato russo dei succhi

Dopo il boom degli Anni 90 del Ventesimo secolo la Russia riduce di anno in anno la produzione dei succhi – Anche la Russia segue il trend globale secondo cui i succhi di produzione industriale sono stati dichiarati dai nutrizionisti come “prodotti poco salutari e persino nocivi” – Rimangono invece più o meno stabili le importazioni russe dei succhi: nel 2017 il volume delle importazioni di succhi in Russia è addirittura cresciuto del 4,2 per cento.

Negli ultimi anni la produzione di succhi e di nettari in Russia sta diminuendo di anno in anno: dal 2011 il volume di produzione dei succhi di frutta e verdura ha dimostrato un calo quasi annuale, ad eccezione di una lieve crescita nel 2013 (+3,4%) e nel 2014 (+0,2%) rispetto ai risultati degli anni precedenti.
Come mostrano le statistiche, nel 2017 il mercato si è ridotto di quasi un terzo: le imprese russe hanno prodotto 1,1 miliardi delle cosiddette “confezioni prestabilite” (termine statistico russo che significa una lattina da 353 centimetri cubi, ovvero di 350 grammi di peso netto, N.d.R.), ovvero il 30,6% in meno rispetto al 2016. Tuttavia, si prevede che nel 2018 il calo della produzione rallenterà e sarà circa del 2,4 per cento.
Il calo del volume di produzione sul mercato dei succhi è dovuto a una serie di motivi. In primo luogo, la riduzione del potere d’acquisto osservato negli ultimi anni. Gli attori del mercato osservano che i consumatori tendono ad acquistare succhi di frutta meno frequentemente, scegliendo prodotti sostitutivi più convenienti (ad esempio, bibite analcoliche gassate). Influisce negativamente sulla produzione di succhi anche il rincaro delle materie prime dovuto agli sbalzi sul mercato dei cambi. Poiché una parte significativa delle materie prime per la produzione di succhi viene importata in Russia dall’estero, il calo del tasso di cambio del rublo ha portato ad un aumento dei costi di produzione nel settore.
L’andamento negativo del consumo di questo prodotto è dovuto anche al fatto che negli ultimi anni i succhi di produzione industriale sono stati dichiarati dai nutrizionisti come “prodotti poco salutari e persino nocivi”, provocando un calo del loro consumo. Tra i fattori che hanno influenzato positivamente il mercato, invece, si ricorda l’apertura di nuove produzioni. Tra i nuovi progetti dei maggiori attori è da menzionare il lancio di due nuove linee in uno degli stabilimenti Coca-Cola di San Pietroburgo (dove vengono prodotti succhi di marchio “Dobryj” e “Moja Semja" - Mia Famiglia). La capacità delle nuove linee ha eguagliato 70 milioni di confezioni all’anno. Nel progetto sono stati investiti 170 milioni di rubli.
Considerando l’andamento mensile dei volumi di produzione dei succhi di frutta e verdura da gennaio 2017 a marzo 2018 (dati più recenti), si può notare che la produzione ha raggiunto il picco nei mesi autunnali, e i volumi di produzione più bassi hanno caratterizzato il periodo dalla fine dell’inverno all’inizio dell’estate.
In generale, in 15 mesi, l’indicatore della produzione di succo è variato passando da 137,4 milioni di “confezioni prestabilite” nel mese di ottobre 2017 a 59,7 milioni nel febbraio 2018. A marzo 2018, le fabbriche russe hanno prodotto 76,2 milioni di “confezioni prestabilite” di succhi di frutta e verdura. Si tratta di un quarto (27,7%) in più rispetto al mese precedente, ma rispetto a marzo 2017 è stato osservato un leggero calo: un anno fa in Russia era stato prodotto l’1,3% di succhi in più.
Nel 2017 la produzione maggiore di succhi di frutta e verdura si è registrata nel Distretto Federale Meridionale, che ha realizzato il 43% della produzione totale. Al secondo posto troviamo il Distretto Federale del Volga con una quota del 33,5%, e al terzo posto, con una quota dell’11,7% si è classificato il Distretto Federale Centrale. La quota del Distretto Federale Siberiano nel 2017 è stata del 7,6%, mentre gli altri distretti federali hanno prodotto complessivamente meno del 5%.
Analizzando l’andamento della produzione in base ai tipi di succo, si nota che negli ultimi anni è in calo il volume di produzione nella maggior parte delle categorie, e nel 2017 è stata ridotta la produzione di tutti i principali tipi di succo.
Il succo di mela – il più consumato in Russia – ha sofferto meno di tutti: il volume di produzione di questo prodotto in un anno è calato del 39,6%, ammontando, alla fine del 2017, a 454,3 milioni di “confezioni prestabilite”. In altre categorie le tendenze negative sono state più percettibili: ad esempio la produzione di succo di pomodoro, che è cresciuta stabilmente tra il 2013 e il 2015, nel 2016 si è ridotta del 36,4%, e nel 2017 del 55,4%. Nel 2017 a mostrare l’andamento maggiormente negativo è stato il succo di pompelmo: la produzione di questa bevanda ha subito un calo pari all’82,4% rispetto all’anno precedente.
Allo stesso tempo, l’importazione di succhi di frutta nel 2017 è calata solo in diverse categorie: ad esempio, nella categoria dei succhi di mela, le importazioni sono diminuite del 4,5% e nella categoria dei succhi di arancia del 7,8%. Le statistiche doganali mostrano che con il calo della produzione in Russia, il volume di importazione dei succhi di pompelmo, pomodoro e uva è cresciuto, mentre a mostrare le dinamiche di crescita più evidenti sono il succo d’ananas (+ 38,5%) e altri succhi (+ 63,8%), soprattutto a base di mirtillo rosso, pera, frutti tropicali e ciliegia.
Inoltre, negli ultimi anni, si è registrato un calo della domanda di succhi di mela e arancia importati, poiché questi gusti sono ampiamente rappresentati dai produttori russi. Una nicchia promettente per i produttori esteri sul mercato russo sono i succhi ai gusti esotici: mirtillo, kiwi, ananas, pompelmo, pera, mix di verdure e altri. Alcuni produttori esteri si spingono oltre e sviluppano gusti esclusivi per il consumatore russo, anch'essi molto richiesti.
Nel 2017, nella struttura delle importazioni, sia in termini monetari che in termini quantitativi, il succo di mela ha realizzato la quota più significativa, rispettivamente il 28,7% e il 45,8%. Il leader assoluto nell’importazione di succo di mela in Russia è la Cina, dalla quale in un anno sono state importate 52,286 tonnellate di questo tipo di succo per un valore di 50,4 milioni di dollari. Un’altra categoria popolare è quella del succo d’arancia, la cui quota nelle importazioni era pari al 28% in termini monetari e al 18% in termini quantitativi.
Una quota significativa delle importazioni è occupata dalle miscele di succhi (11,7% e 9,5%, rispettivamente in termini monetari e quantitativi) e dal succo d’uva (rispettivamente 6,7% e 7,6%). Lo scorso anno il volume delle importazioni di succo in Russia è cresciuto del 4,2%, arrivando a 192.152 tonnellate. Al temine del 2017 il volume di importazione di succo in Russia in termini monetari era pari a 303,4 milioni di dollari, ovvero il 5,8% in più rispetto al 2016. Nel 2018 non è previsto un ingente calo del volume di importazione di questo prodotto. Infatti, si prevede che l’import di succhi di frutta e verdura alla fine dell’anno sarà pari almeno a 165.600 tonnellate.

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