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TREND E MERCATI N.292

Rassegna del mercato russo del caffè

I nuovi costumi dei russi sfidano la tradizionale “passione” per il tè – Di anno in anno aumentano i consumi del caffè – Nel periodo 2013-2017 le importazioni russe di chicchi di caffè non tostato sono aumentate da 26.000 a 160.000 tonnellate – Le maggiori reti di fast-food sfidano l’inflazione e cercano di tenere “più stabili possibile” i prezzi di una tazza di caffè.

 

La Russia non è un Paese che produce caffè. Tutto il caffè venduto in Russia è importato, pertanto la produzione delle aziende alimentari russe è impegnata nei processi di torrefazione, macinazione e confezionamento di caffè naturale. Inoltre, nel Paese viene prodotto il caffè istantaneo.
Tradizionalmente, i consumatori russi preferiscono il tè, ma negli ultimi anni la popolarità del caffè nel Paese è cresciuta.
A questo proposito, a partire dal 2012, il volume della produzione russa di caffè tostato naturale e di caffè decaffeinato ha mostrato un andamento positivo; solo nel 2014 è stato registrato un leggero calo. E nel 2017 i produttori russi hanno confezionato 39.589 tonnellate di prodotto.
Anche la produzione nella categoria del caffè istantaneo mostra un andamento positivo. Dal 2013 al 2015, gli indicatori di produzione si sono dimostrati stabili, con un leggero aumento. Nel 2016 è aumentato il volume di produzione di caffè istantaneo. Nel 2017 è proseguita la crescita e ne sono state prodotte 88.604 tonnellate.
Tradizionalmente, il Servizio russo di statistica monitora i prezzi medi al consumo in diverse categorie di caffè e di prodotti a base di caffè.
Nel segmento del caffè in Russia tradizionalmente si considerano:
1. Caffè naturale in grani e macinato.
2. Caffè naturale istantaneo.
3. Caffè servito in locali di ristorazione di tipo fast-food (bar, caffetterie, ristoranti e altro).
Confrontando gli indicatori dei prezzi medi al consumo nelle regioni della Russia, gli esperti osservano che i prezzi più alti per il caffè sono registrati nell’estremo est del Paese. Il caffè naturale in grani e macinato nel Distretto Federale dell’Estremo Oriente viene venduto ai consumatori in media ad un prezzo di 1.411 rubli per chilogrammo, mentre il caffè solubile naturale costa 2.767,5 rubli per chilogrammo. Il prezzo più alto del caffè nelle caffetterie e in altri punti fast-food è stato registrato negli Urali e nel 2017 ammontava a 90,54 rubli per 200 grammi di bevanda.
Per quanto riguarda i prezzi più bassi, nelle categorie “caffè venduto nei fast-food” e “caffè naturale istantaneo” il leader è il Distretto Federale Siberiano: rispettivamente 45,17 rubli per 200 grammi e 2.136,5 rubli al chilo. Nel Distretto Federale Meridionale si registra il prezzo più basso nella categoria del “caffè naturale in chicchi e macinato”, venduto in media a 900 rubli al chilo.
Se nel 2016 i prezzi medi al consumo in Russia avevano dimostrato una crescita nelle categorie sopraelencate, nel 2017 il rincaro si è fermato per quanto riguarda il “caffè naturale in chicchi e macinato”. Nelle restanti categorie l’aumento dei prezzi è stato poco significativo.
Pertanto il prezzo del caffè naturale in chicchi e macinato in 2 anni è aumentato in media di 90 rubli per chilogrammo, arrivando a costare 1.005 rubli. Il prezzo massimo per questo prodotto, pari a 1.011,22 rubli per chilogrammo, è stato registrato a gennaio 2017. Ma una crescita attiva è stata osservata solo nel 2016: da gennaio a dicembre, l’aumento è stato di 84,2 rubli (9%). Nel 2017 l’incremento è stato negativo: il rapporto tra dicembre e gennaio è stato pari allo -0,6%.
Il prezzo medio del caffè istantaneo naturale a gennaio 2016 era pari a 2.100 rubli per chilogrammo, raggiungendo un livello di 2.370 rubli per chilogrammo alla fine del 2017.
Nella categoria “caffè venduto nei fast-food” la situazione è relativamente stabile: negli ultimi 2 anni il prezzo è aumentato di soli quattro rubli per 200 grammi di bevanda e alla fine del 2017 era pari a 68-69 rubli per tazzina.
Il mercato russo presenta prodotti esteri nelle seguenti categorie: “caffè tostato con caffeina” e “caffè non tostato con caffeina”. Anno dopo anno si registra un leggero aumento del volume delle forniture di questo prodotto. Tra gennaio e novembre 2017, le importazioni di caffè tostato sono ammontate a 21.000 tonnellate.
Per quanto riguarda la categoria dei “chicchi di caffè non tostato”, nel 2013 sono state importate in Russia 26.000 tonnellate di questo prodotto e nel 2014 le importazioni sono aumentate di oltre 100.000 tonnellate in una volta, raggiungendo 135.000 tonnellate. Un aumento così significativo dell’offerta di questa categoria potrebbe essere dovuto alla crescita della domanda da parte dei trasformatori e dei confezionatori. Dopo un tale salto, il volume del prodotto importato ha continuato a mostrare una crescita: nel 2017 la Russia ha importato circa 160.000 tonnellate di caffè non tostato.

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