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TREND E MERCATI N.291

Rassegna del mercato russo della carne

Aumentano di anno in anno in Russia la produzione delle carni di pollo e di maiale, problemi invece per quella di manzo – Il nuovo programma di sviluppo dell’agricoltura in Russia dovrà favorire lo sviluppo di allevamento di bovini – Intanto il mercato russo della carne di manzo dipende in maniera drammatica dalle importazioni.

Nel periodo gennaio-ottobre 2017, il consumo di carne in Russia è cresciuto in media fino a 75 chilogrammi pro capite, dopo aver raggiunto il picco dei valori nel 1990 e nel 2013, quando il volume del consumo era identico rispetto al periodo considerato.  Una tale crescita è attribuibile allo sviluppo della produzione interna e all’aumento della capacità d’acquisto dei cittadini russi (rispetto agli anni Novanta). Infatti, durante la crisi del rublo del 1998, il consumo di carne in Russia è crollato fino a 45 chilogrammi pro capite all’anno. In Russia si osserva una tendenza all’incremento del volume di produzione di carne suina e di pollame. Nel 2017 la carne di pollame occupava una quota consistente nel volume totale della produzione di carne (62,3%).

Al secondo posto si è classificata la produzione di carne suina (33,9%); a carne bovina e ovina spetta la restante quota, pari al 3,7% e allo 0,1% rispettivamente. In Russia storicamente si è delineata una cultura gastronomica particolare, basata su tre tipi di carne: maiale, manzo e pollame. La carne ovina è diffusa soprattutto nelle regioni mussulmane del Paese, per via delle particolarità religiose di questi territori.
Il volume della produzione di carne di pollame nel 2017 si è ridotta fino a 4,2 milioni di tonnellate. Alla fine del 2017, la maggior parte della produzione, pari al 68%, consisteva in carne appena macellata e refrigerata di pollame, mentre il restante 32% era rappresentato dalla carne surgelata.
Il volume della produzione di carne suina nel 2017 è cresciuto fino a 2,3 milioni di tonnellate, ovvero 2,8 volte in più rispetto al 2010. È evidente che il produttore nazionale è stato perfettamente in grado di approfittare delle condizioni esterne a lui favorevoli, aumentando così rapidamente la produzione nazionale. Fino a poco tempo fa, infatti, in questo segmento la Russia dipendeva quasi completamente dalla produzione importata.
Nel 2017, il 91% del volume totale della produzione in Russia era attribuibile alla carne suina appena macellata o refrigerata e il restante 9% a quella surgelata.

Il volume di produzione delle carni bovine nel 2017 ammontava a 253.000 tonnellate, e rispetto al 2010 è calato del 3,5 per cento.
L’anno precedente, nel segmento della produzione russa, il 79% del mercato delle carni bovine era occupato dalla carne appena macellata, fredda o refrigerata, e il restante 21% da prodotti surgelati.
Nel 2016 il volume della produzione di carne ovina in Russia ammontava a 6.500 tonnellate, mentre nel 2017 è stato di circa 7.000 tonnellate. Di queste, il 97% era costituito da carne appena macellata o refrigerata, e solo il 3% da prodotti surgelati.
Il mercato del pollame russo è il segmento più sviluppato di quest’industria. La produzione di questo tipo di carne nel 2017 è diminuita del 4%. Per il momento gli agricoltori nazionali si concentrano principalmente sul consumo interno, soddisfacendo pienamente la domanda. La quota delle importazioni è solo del 5,3% e la quota delle esportazioni è pari al 3,8%. I principali acquirenti di prodotti russi sono l’Ucraina, il Vietnam e il Kazakistan, a cui è destinato il 77% di tutte le esportazioni russe.
In Russia è sviluppata anche la produzione nazionale di carne suina. Nel 2016-2017, la produzione di carne suina è stata rispettivamente di 2.042.000 e 2.316.000 tonnellate. Le importazioni di carne suina in Russia nel 2016-2017 hanno eguagliato rispettivamente 258.700 e 281.200 tonnellate.

 

Sul mercato delle carni bovine il fatturato del commercio estero non è favorevole alla Russia: si osserva una bilancia commerciale significativamente negativa; vi è una completa dipendenza del mercato dalle importazioni.
Va notato che il volume delle carni bovine importate nel 2017 è sceso a 358.600 tonnellate, ma rimane ancora superiore alla produzione nazionale, che nel 2017 ammontava a 254.000 tonnellate.
Una tendenza analoga si osserva sul mercato della carne ovina, dove la bilancia commerciale è negativa e la dipendenza dall’import è piuttosto elevata.
Nel 2016 sono state importate in Russia 3.000 tonnellate di carne ovina per un valore di 16,8 milioni di dollari. La quota delle importazioni nella struttura del mercato nazionale della carne ovina alla fine del periodo 2016-2017 corrispondeva al 32 per cento.

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