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TREND E MERCATI N.289

La Russia lancia misure, volte a migliorare la qualità di vino

Sarà presto introdotto il livello minimo del prezzo al dettaglio del vino fermo – Intanto, nonostante gli sforzi del Cremlino, continua a calare la produzione interna russa del vino – Il Cremlino ha intenzione di innalzare le accise sull’alcol importato.

Il Ministero delle Politiche Agricole della Russia ha determinato il livello minimo del prezzo al dettaglio del vino fermo, che può ammontare a 180-190 rubli a bottiglia da 0,75 litri.  
Si prevede che le proposte saranno inviate al Ministero delle Finanze quest’anno in primavera. “Gli esperti sono sicuri che fissare un prezzo sul vino aiuterà a tagliare dal mercato la merce di scarsa qualità”, ha dichiarato il capo del dipartimento dell’industria alimentare e manifatturiera del Ministero delle Politiche Agricole, Evgenij Achpashev. A detta sua, il Ministero delle Politiche Agricole formulerà definitivamente le sue proposte su questo tema entro la fine della primavera del 2018. Il prezzo minimo al dettaglio diventerà per l’acquirente un punto di riferimento durante l’acquisto di una bevanda alcolica e gli darà ad intendere che si trova di fronte ad un vino di sufficiente qualità. “E se al prezzo minimo si aggiunge ancora una certa somma, è possibile acquistare una bevanda accettabile”, ha spiegato Akhpashev.
Già in precedenza il Ministero delle Politiche Agricole aveva proposto di fissare un prezzo minimo sul vino in Russia. Si parlava di 250 rubli a bottiglia. Ma il Ministero delle Finanze non ha approvato la proposta, adducendo come motivazione la necessità di “lavorare per determinare l’effetto derivante dall’applicazione di tali misure”. Se si fissa da subito un prezzo minimo elevato, i produttori disonesti possono guadagnare sulla base del brusco innalzamento del prezzo di mercato. Pertanto, si è deciso inizialmente di proporre un prezzo minimo al di sotto dei 200 rubli a bottiglia. Si sottolinea che in Russia vengono fissati già i prezzi minimi su vodka, spumante e cognac.  
Il presidente dell’Unione dei viticoltori e dei vinificatori, Leonid Popovich, ha valutato positivamente il prezzo minimo al dettaglio sul vino fermo proposto dal Ministero delle Politiche Agricole. Secondo l’esperto, il prezzo minimo consentirà ad alcuni produttori in buona fede di aumentare il prezzo dei loro prodotti. “Tuttavia, vi sono dei rischi. Se i redditi della popolazione l’anno prossimo caleranno, non tutti potranno permettersi una bevanda a questo prezzo. Quindi, vi è la possibilità di perdere l’acquirente, nonché di ridurre la produzione”, ha osservato Popovich.
Nonostante gli sforzi del Cremlino per sviluppare la produzione di vino in Russia, nel 2017 essa è calata in media quasi dell’8%, mentre le vendite dei vini importati sono rimaste al livello del 2016. Per incrementare le vendite di vino il governo russo sta valutando la possibilità di consentire il commercio di alcolici su internet. È una questione seria, ammettono al Cremlino. E in questo senso la legalizzazione della vendita di alcol su internet in Russia può essere rimandata al 2019. In precedenza, il Ministero delle Finanze aveva proposto di consentire il commercio di vino online già dal 2018. Ma ora si presuppone che la legge entrerà in vigore dal 1° gennaio 2019 e che fino al 2020 riguarderà solo vino e spumante con indicazione geografica protetta e a denominazione di origine controllata, birra, sidro, poiré e medovucha (bevanda alcolica a base di miele). Potranno ottenere una licenza per la vendita di alcol su internet solo i produttori e i distributori.
I retailer (aventi la licenza per la sola vendita al dettaglio di bevande alcoliche) non potranno vendere alcol su internet fino al 1° gennaio 2022. Ciò sarà possibile ai siti registrati con il dominio egais.ru.
Il commercio di alcol online in Russia al momento è vietato, anche se il divieto di fatto non è applicato: le bevande alcoliche sono offerte su una grande quantità di siti e di pagine sui social network, hanno puntualizzato i redattori del disegno di legge.
Gli attori del mercato delle bevande alcoliche hanno notato che il posticipo del commercio online non avrà delle conseguenze critiche sul business, poiché inizialmente il volume delle vendite su internet sarà solo di pochi punti percentuali, probabilmente meno dell’1%.
Infine, ad attendere i produttori e gli esportatori di vino e di altre produzioni alcoliche in Russia vi è un’altra novità: il Cremlino ha intenzione di innalzare le accise sull’alcol importato.
Si propone di portare l’attuale costo delle accise (pari a 1.700 rubli ogni 1.000 pezzi) a 1.850 rubli (ogni 1.000 pezzi), iva esclusa.
La necessità di aumentare i prezzi è dovuta, in particolare, all’alto livello di inflazione negli anni in cui vigeva il prezzo attuale, alla crescita del tasso di cambio del rublo, all’aumento del costo di produzione dei monopoli naturali, all’indicizzazione dei salari.

 

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