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TREND E MERCATI N.286

Il boom di caseifici in Russia

La Russia è intenzionata ad incrementare considerevolmente la produzione nazionale di formaggio – Vicino a Mosca sta per nascere un cluster di caseifici.

Il ministro dell'Agricoltura della Russia, Aleksandr Tkachev, ha dichiarato che entro il 2020-2022, in Russia finalmente non si registrerà più alcuna penuria di formaggi a pasta dura e molle. E questo perché nei prossimi 3-5 anni, i produttori di formaggio russi raggiungeranno un volume di produzione tale da soddisfare interamente la domanda dei consumatori.
“Già ora in Russia è in corso la costruzione di tre grandi fabbriche che produrranno rispettivamente 50, 60 e 70 tonnellate di vari tipi di formaggio al giorno”, afferma Tkachev.  
Il ministro ha anche sottolineato che in Russia già ad oggi in molte regioni del Paese vengono prodotti alcuni tipi di formaggio particolarmente pregiati, come i formaggi con muffa o il parmigiano.
In particolare, nella regione di Mosca, si sta formando un cluster di imprese lattiero-casearie. Come ha dichiarato il ministro delle Politiche Agricole e Alimentari della regione di Mosca, Andrej Razin, “nel quartiere Dmitrovskij vi è già un terreno destinato alla costruzione, nel 2018, di tutte le apparecchiature ingegneristiche”.
Secondo il ministro, i potenziali investitori nella produzione di formaggio otterranno il 20% di risarcimento dal bilancio regionale come incentivo a sostegno della produzione. Secondo Razin, nel 2018 verrà lanciato un nuovo impianto robotizzato per la produzione di formaggio nel distretto Istrinskij della regione di Mosca. “Il nuovo impianto verrà inaugurato nel corso del prossimo anno dall’imprenditore ed esperto caseario, Oleg Sirota. La sua azienda produrrà formaggi a pasta semi-dura e dura come parmigiano e emmentaler. Le attrezzature più moderne saranno portate dalla Svizzera. Inoltre, la nuova produzione sarà realizzata dai primi robot svizzeri per la produzione di formaggio operanti in Russia. Verranno presi a modello i caseifici svizzeri moderni nel distretto della Gruyère e nel cantone Appenzell.


In questa prima fase del progetto, gli investimenti corrispondono a più di 100 milioni di rubli e di questi più del 30% corrisponde al sostegno del governo regionale. In un giorno il caseificio robotizzato lavorerà fino a 30 tonnellate di latte e produrrà tre tonnellate di formaggio. Come riporta Razin, “il finanziamento regionale ammonta a 35 milioni di rubli, 6,2 milioni sono mezzi propri del produttore e 65 milioni sono stati finanziati da Rosselkhozbank”. Per incrementare la produzione di formaggi, i produttori della regione di Mosca nel 2018 per la prima volta riceveranno un sostegno finanziario unico da parte dello Stato. Infatti, il bilancio della regione di Mosca prevede di destinare ai caseifici un finanziamento pari a 60 milioni di rubli. Si tratta di un sussidio statale unico, offerto solo nella regione di Mosca. 
Le sanzioni contro la Russia e le risposte di Mosca, in particolare l’embargo sull’import in Russia di alcuni prodotti alimentari dai paesi dell’Unione Europea (tra cui i formaggi) hanno spinto le società estere ad interessarsi sempre più all’apertura dei propri impianti di produzione in territorio russo.
Ad esempio, la società tedesca Deutsches Milchkontor GmbH (DMK) prevede di aumentare del 25% le prestazioni del suo impianto di produzione casearia nella regione di Voronezh, investendo oltre 130 milioni di rubli nel 2018.
A settembre 2016, DMK ha acquisito una partecipazione di controllo in Richart Holding, che comprende il caseificio Bobrovsky, situato nella regione di Voronezh. Durante il periodo 2013-2017, l’impresa è stata rinnovata e la capacità produttiva è aumentata più del doppio.
Al momento essa produce annualmente 11.500 tonnellate di formaggio a pasta semi-dura. “Per il 2018 si intende destinare 130 milioni di rubli per l’aumento della produzione. Si pensa che ciò consentirà di incrementare la produttività di 2.900 tonnellate di formaggio all’anno”, ha dichiarato un portavoce russo di DMK.
Aleksej Gordeev, Governatore della regione di Voronezh ed ex ministro dell'Agricoltura della Russia, ha dichiarato che “le autorità regionali sono pronte ad offrire agli investitori qualsivoglia sostegno, favorendo la creazione di condizioni vantaggiose per lo sviluppo del business”.
Nei primi nove mesi del 2017 in Russia il volume della produzione di latte è cresciuto dell’1%. La crescita della produzione nel settore del latte è legata in primo luogo all’aumento della produttività. Nei primi nove mesi del 2017 la mungitura media di una vacca è aumentata del 5%, dopo un aumento del 4% nel 2016.
“Mantenendo il tasso di crescita attuale, già nel 2018 sarà possibile raggiungere un livello di 6 mila chilogrammi di latte all’anno per capo. Se si investirà attivamente nel settore, già fra tre anni la Russia sarà completamente autosufficiente nella produzione di latte, i cui volumi supereranno 38 milioni di tonnellate”, ha dichiarato il ministro Tkachev.
Il governo sta stanziando dei finanziamenti ai produttori lattiero-caseari. Nel 2017 più di 600 aziende hanno ottenuto degli incentivi. Il volume di un sussidio per gli agricoltori occupati nell’allevamento di bestiame da carne e da latte è aumentato, passando da 1,5 a 3 milioni di rubli, e fino a 30 milioni di rubli per gli allevamenti a conduzione famigliare (contro i 21,6 milioni di rubli stanziati in precedenza).
Tra gennaio e settembre 2017 sono stati prodotti 24,3 milioni di tonnellate di latte.
Il ministro delle Politiche Agricole ha osservato che accanto al sostegno statale, lo sviluppo è stato facilitato dalle contro-sanzioni. Negli ultimi tre anni le importazioni di latte all’estero sono cresciute del 14%, fino a 200 mila tonnellate.
Nel 2017 l’export di latte è cresciuto del 10%, mentre quello di formaggio è aumentato del 20% rispetto al 2016.
Al momento i cittadini russi consumano poco latte. Il livello di consumo pro capite di latte in Russia è inferiore a quello europeo: solo 265 chilogrammi di latte pro capite all’anno, contro l’indicatore medio europeo pari a 360-365 chilogrammi.  

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