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TREND E MERCATI N.284

Classe media in Russia: le condizioni vanno migliorando

E cala la disoccupazione: nella prima metà del 2017 il numero dei disoccupati in Russia è calato dell’1,2%

La classe media russa valuta le proprie condizioni sociali in miglioramento, sebbene permanga il timore per il futuro. Questo il risultato di un’indagine sociologica condotta dal centro di monitoraggio “Ranchigs” e dal centro studi “Gajdar”.
Rispetto al 2016 la struttura sociale della classe media russa è migliorata. In un anno il numero delle persone vicine alla classe media, ma non ancora appartenenti ad essa, è cresciuto del 6,6%. Allo stesso tempo si è ridotta del 3,9% la quantità di persone appartenenti alle classi sociali più basse.
Secondo la metodologia russa, circa il 20% della popolazione in Russia appartiene alla classe media. Negli ultimi 15 anni, il numero di persone appartenenti alla classe media è rimasto praticamente invariato, nonostante le crisi del 2008 e del 2014.
In generale, quasi un quarto (22,6%) dei rappresentanti della classe media dichiara un miglioramento della propria situazione finanziaria. Ma tra questi i rappresentanti del nucleo della classe media sono il 35%, mentre i membri dei suoi strati più bassi solo l'8%. Allo stesso tempo, una percentuale piuttosto elevata di intervistati (38%) denuncia un peggioramento della propria situazione finanziaria. La maggioranza dei rispondenti (66,5%) valuta positivamente l’attuale capacità di realizzazione personale: la quota di questi ultimi è massima nel nucleo della classe media (80,7%), mentre tra gli strati inferiori scende al 47,5%. Più spesso (40%) gli intervistati ritengono che ad aiutarli nella propria realizzazione personale sarà l'alto livello di istruzione e professionalità.
Insieme al rafforzamento della classe media in Russia, cala la disoccupazione. In ottobre il numero di cittadini disoccupati nel paese è diminuito dell’1,9%, fino a 723,98 mila persone. Il numero dei disoccupati è diminuito in 70 regioni. Nella prima metà del 2017 il numero dei disoccupati in Russia è calato dell’1,2%.
Uno dei problemi della Russia è la crescita della popolazione anziana. Entro il 2025 la quota dei pensionati raggiungerà il 27%. E entro il 2035 saranno più dei lavoratori. Secondo gli esperti, si tratta di una tendenza globale che non vale la pena temere, poiché il contributo degli anziani nell’economia ha molto peso e la produttività del loro lavoro è superiore a quella dei giovani.
Eppure, già ora, il Cremlino deve essere in grado di intuire quali saranno le necessità di queste persone e come saranno percepite dalla società.
Le risposte a queste domande dovranno essere prese in considerazione nell’elaborazione delle strategie di assistenza a lungo termine degli anziani, ordinate quest’anno dal presidente Vladimir Putin. Infatti, i bisogni delle persone anziane (secondo una classificazione dell’OMS, tra i 60 e i 74 anni) non possono più essere ridotte soltanto al piano assistenziale. Emerge la necessità di integrarli nella vita professionale e sociale.
In Russia ci sono oggi 43,2 milioni di anziani e 12 milioni di persone continuano a lavorare. Essi portano circa 12.000 miliardi di rubli della domanda di beni di consumo, garantendo circa 10 milioni di posti di lavoro. Inoltre gli anziani preferiscono acquistare beni da produttori russi.
Per aumentare la speranza di vita, il Ministero della Salute a partire dal 2018 implementerà un nuovo progetto prioritario per lo sviluppo di uno stile di vita sano tra i cittadini russi. Si prevede di destinare a questo scopo più di 400 milioni di rubli del bilancio pubblico. Entro il 2025, le autorità prevedono di portare al 60% il numero di cittadini che conducono uno stile di vita sano.
Recentemente, il Fondo Monetario Internazionale ha migliorato la sua previsione per la crescita del PIL del 2017 e del 2018 di 0,4 e 0,2 punti percentuali, ovvero rispettivamente fino all’1,8% e all’1,6 per cento.
Le previsioni sono state migliorate sullo sfondo di un rafforzamento generale della stabilità finanziaria, di un maggiore rallentamento dell’inflazione, di una crescita della produzione e di un rafforzamento della valuta nazionale.
Ad aprile il Fondo Monetario Internazionale aveva previsto che la crescita dell’economia russa nel 2017 e nel 2018 sarebbe stata pari all’1,4% annuo. A luglio il Fondo ha mantenuto invariata tale previsione.
“La crescita dell’inflazione in Brasile e in Russia, secondo le previsioni, rallenterà più velocemente, rispetto a quanto atteso ad aprile 2017, riflettendo maggiori effetti derivanti dalla crescita della produzione, dal rafforzamento della valuta e dal calo favorevole dei prezzi alimentari”, si legge nel rapporto di ottobre del Fondo.
Allo stesso tempo, si ricorda che dall’economia russa possono emergere effetti negativi legati ai prezzi del petrolio, alla conservazione dei flussi di capitale e alle sanzioni contro le società gas-petrolifere e le banche russe.

Da Soci a Verona

A Soci Putin ospita Consiglio supremo economico eurasiatico
L'11 ottobre scorso a Soci si è tenuto la riunione del Consiglio economico eurasiatico supremo ed è la seconda riunione dei capi degli Stati membri dell'EurAsEC quest'anno. Vi hanno partecipato i presidenti di Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e il primo ministro del Kirghizistan. Alla riunione sono state approvate le “Linee guida per l'attuazione dell'agenda digitale dell'Unione fino al 2025”, un documento politico che autorizzerà gli Stati a lavorare insieme, a “cinque”, per sviluppare il commercio elettronico e distribuire in modo efficace la tecnologia digitale, creando mercati di beni, servizi, capitali e manodopera.
L'Unione è un'opportunità, un ponte o una piattaforma che apre l'accesso al mercato cinese. "Abbiamo un potenziale di transito enorme e stiamo preparando con la Cina un accordo di collaborazione economica", ha dichiarato in un'intervista con Askanews Tatyana Valovaya, ministro dell'Unione per le principali aree di integrazione e macroeconomia. Valovaya, ha partecipato ai lavori del Decimo Forum eurasiatico di Verona. "Molto spesso riflettiamo sul fatto che i temi che vengono discussi da noi con la Cina, sarebbe molto bello discuterli in tre, con l'Europa. Anche perché, se noi con i nostri colleghi cinesi costruiamo il cosiddetto ponte, sarebbe bello che questo ponte finisse in Europa e non prima", ha sottolineato la ministra.
Il trattato sull'istituzione dell'Unione economica eurasiatica venne firmato da Vladimir Putin, con il collega bielorusso Aleksandr Lukashenko e quello kazako Nursultan Nazarbajev il 29 maggio 2014 ad Astana.
Il 1 ° gennaio del 2015 è entrato in vigore il trattato e ha avuto luogo il lancio del lavoro dell'Unione. Il 2 gennaio 2015 l'Armenia è entrata nell'Unione, il 12 agosto 2015, anche il Kirghizistan si è unito. Il presidente di turno dell'Unione per il 2017 è il Kirghizistan, il prossimo - dal 1 ° gennaio 2018 - sarà la Russia.

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