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TREND E MERCATI N.275


Rassegna del mercato russo della produzione ittica

La Russia è tra i dieci Paesi più grandi al mondo che si dedicano alla pesca industriale, con una quota del 2-3% del volume mondiale.

Storicamente, la Russia è una delle principali potenze marittime del mondo grazie alla sua posizione geografica. La pesca nella Federazione Russa è un settore articolato dell’economia, che include una vasta gamma di attività, dalla previsione delle materie prime all’organizzazione del commercio dei prodotti ittici sul mercato russo e all’estero.

Il volume delle materie prime (base produttiva) per la pesca industriale della Russia (migliaia di tonnellate)

In Russia, la pesca di pesce e frutti di mare si effettua sia nella zona di pesca dell’ex URSS, entro le 200 miglia di acque costiere confinanti con Paesi esteri, in mare aperto oltre le 200 miglia, così come nelle acque interne al Paese. Le materie prime per la pesca hanno una serie di caratteristiche associate alla stagionalità delle attività, alla mobilità delle risorse biologiche acquatiche, alla difficoltà di prevedere le riserve di risorse biologiche acquatiche e di definire una quota razionale di estrazione senza danni per la riproduzione.
Nel 2015, il volume delle materie prime per la pesca nazionale ammontava a 7,5 milioni di tonnellate. Di queste, 4,8 milioni di tonnellate si trovavano all’interno della giurisdizione russa, e 2,7 milioni di tonnellate oltre i suoi confini.

L’andamento della produzione di risorse biologiche acquatiche in Russia nel 2010-2020 (migliaia di tonnellate)

La Russia è tra i dieci Paesi più grandi al mondo che si dedicano alla pesca, con una quota del 2-3% del volume mondiale, sebbene i volumi della pesca nel corso degli ultimi decenni siano diminuiti in modo significativo.
Secondo l’Agenzia federale per la pesca, dal 1991 al 2006, il volume totale di pesca delle risorse biologiche acquatiche in Russia è diminuito, passando da 6,93 a 3,3 milioni di tonnellate, ovvero il 52,5% in meno. Il volume delle estrazioni operate dalla flotta russa è calato del 65% nelle zone economiche esclusive degli Stati esteri e del 75% nell’Oceano. Le ragioni principali di tale contrazione sono attribuibili al calo della produzione di prodotti ittici, nonché all’usura dei grandi pescherecci.
Ciononostante, negli ultimi anni la situazione della pesca ha cominciato a migliorare, a seguito di una graduale crescita dell’economia del Paese. Secondo i dati del Centro di monitoraggio della pesca, nel 2014 in tutte le regioni dell’Oceano mondiale, così come nei bacini di acqua dolce in territorio russo, sono state raccolte 4,22 milioni di tonnellate di risorse biologiche acquatiche. Nel 2015 tale indicatore ammontava a 4,4 milioni di tonnellate, ossia il 4,5% in più rispetto all’anno precedente, nonché il record degli ultimi 15 anni.
Le regioni per la pesca di pesce e risorse biologiche in Russia si dividono in bacini: Estremo Oriente, Settentrionale, Occidentale, del Mar Caspio e del Mar d’Azov-Mar Nero. Il volume più elevato di pesca nel 2015 è stato totalizzato nel bacino dell’Estremo Oriente, e precisamente 2,8 milioni di tonnellate.
Nel bacino Settentrionale sono state pescate 549.000 tonnellate. Nel Mar Caspio il volume è aumentato fino a 41.000 tonnellate, e nel bacino Azov-Mar Nero fino a 90.700 tonnellate.

Il mercato russo del pesce e di altri prodotti acquatici, di frutti di mare nel 2009-2015
(migliaia di tonnellate)

Così, attualmente la pesca marittima nazionale si basa per il 75% su risorse russe e per il 25% su risorse delle zone economiche esclusive di altri Paesi e dell’Oceano mondiale.
La specie più pescata nella Federazione Russa è il merluzzo d’Alaska, che rappresenta circa il 40% del pesce pescato in totale. Tra le principali specie pescate in Russia si annoverano anche: merluzzo, aringa e salmone. Analizzando la pesca delle risorse acquatiche per tipologia si evince che in Estremo Oriente nel 2015 la quota maggiore era attribuibile a specie quali merluzzo d’Alaska, salmone del Pacifico, aringa, calamari e granchi. Nel bacino Settentrionale viene pescato soprattutto merluzzo.
Tuttavia, non tutto il pesce pescato è consumato in Russia. Infatti, nel 2015 il volume del mercato nazionale del pesce era pari solo a circa 2,5 milioni di tonnellate di pesce e frutti di mare, il 12,4% in meno rispetto all’anno precedente. Nei due anni di sanzioni il consumo di pesce è crollato in modo significativo: di 403.000 tonnellate, ovvero del 14 per cento.
Fino al 2012, il consumo di pesce e prodotti ittici in Russia era aumentato di anno in anno. La crescita della domanda era dovuta alla diffusione di nuove abitudini alimentari volte ad una dieta sana e all’aumento del benessere dei cittadini russi. Tuttavia, dopo aver raggiunto un livello di consumo pari a 24,8 chilogrammi di pesce e frutti di mare pro capite nel 2012-2013, il volume del mercato ha cominciato a calare, per via del rincaro dei prezzi a causa del deprezzamento della moneta russa e delle contro-sanzioni adottate dal Cremlino. Di conseguenza, il volume massimo del mercato russo del pesce e dei prodotti ittici si è registrato nel 2009, quando era pari a 3,3 milioni di tonnellate.
Negli anni successivi, a causa del significativo aumento delle esportazioni verso il mercato interno è comparso un deficit. Il volume di mercato dei prodotti ittici è diminuito lentamente: nel 2015, rispetto al 2009, è calato del 26 per cento. La quota dei prodotti ittici importati sul volume totale del mercato era pari al 22% nel 2015.

L’andamento attuale e le prospettive di sviluppo del mercato russo del pesce e di altri prodotti ittici (migliaia di tonnellate)


L’embargo alimentare ha liberato una parte del mercato a favore dei produttori nazionali. In precedenza, nel 2013, la quota dei prodotti importati ammontava al 34 per cento.
La quota dell’export di pesce e frutti di mare sul volume totale della produzione in Russia, negli ultimi tre anni, si è trovata ad un livello del 46-49 per cento. Dopo la svalutazione del rublo per i pescatori russi è diventato ancora più conveniente esportare pesce e frutti di mare all’estero, poiché la loro produzione è divenuta più competitiva sui mercati mondiali.
In una prospettiva a breve termine, gli analisti non prevedono un considerevole aumento del volume del mercato russo del pesce in termini quantitativi. Secondo le stime degli analisti entro il 2020 il volume del mercato in termini quantitativi crescerà in media del 2-3 per cento. Tuttavia, entro il 2020, il mercato difficilmente raggiungerà gli indicatori massimi registrati nel 2009.

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