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TREND E MERCATI N.274

Il Cremlino sostiene i produttori di vino russi

Il Ministero dell’Agricoltura ha elaborato un programma di sviluppo per l’industria vinicola in Russia

I produttori di vino italiani e della Crimea prevedono di dare il via ad una produzione congiunta di vini di marca. "Si prevede una co-produzione del vino tra la Crimea e i produttori italiani", ha annunciato il presidente dell’amministrazione del "Forum economico internazionale di Yalta", Andrej Nazarov. Il design delle bottiglie e le etichette della nuova marca di vino saranno presentate al Terzo Forum economico internazionale di Yalta ad aprile 2017.
La decisione di avviare un’impresa italo-russa riflette il desiderio del Cremlino di sviluppare l'industria del vino nelle regioni meridionali del Paese. Alla fine di ottobre 2016 il Ministero dell'Agricoltura ha presentato un progetto per lo sviluppo dell’industria vinicola russa per il periodo 2016-2020, che mira a portare il settore a “livelli internazionali”.
Due anni fa, dopo un aspro dibattito, il vino è stato riconosciuto non solo come bevanda alcolica, ma anche come prodotto agricolo.
Secondo il progetto, nella prima fase (fino al 2020), l'obiettivo principale sarà l'aggiornamento del materiale e della base tecnica delle cantine e la creazione di un clima favorevole agli investimenti. L’obiettivo per il periodo 2021-2025 sarà di "creare il potenziale di esportazione della Federazione Russa e di innalzare il vino nazionale a livelli mondiali".
Affinché i produttori russi possano concorrere con i produttori francesi e italiani, il Ministero dell'Agricoltura si propone di stimolare la crescita del "numero delle piccole aziende agricole e delle cantine", nonché di attirare la popolazione "verso la piccola e media impresa, finalizzata alla produzione di vini d’autore". A questo scopo il progetto presuppone svariate opzioni: la semplificazione dei requisiti di licenza per le piccole cantine, una copertura fino all’80% delle spese per la costituzione di nuovi vigneti e l’acquisto di macchine agricole, la promozione del turismo del vino e addirittura iniziative rischiose come lo sviluppo della viticoltura nell’Estremo Oriente russo.
Grazie allo sviluppo dell’industria vinicola e quindi all’aumento delle accise, la Russia prevede di incrementare le entrate dei bilanci regionali. Lo sviluppo dell’industria vinicola può apportare alla Russia più di 1.118 miliardi di rubli di reddito totale per il periodo 2016-2025. "Le entrate complessive dello Stato per gli anni 2016-2025 provenienti da vari fronti (imposte, tasse, accise), a condizione che vengano adottate tutte le misure previste dal progetto, secondo uno scenario ottimale ammonterebbero a 1.118 miliardi di rubli, e l’utile netto dei produttori derivante dalla vendita dei propri prodotti sarà pari a circa 185 miliardi di rubli", ha dichiarato un rappresentante del Ministero dell'Agricoltura russo.
A seconda del volume dei finanziamenti a favore dei produttori, il progetto prevede tre scenari: pessimistico, di base e ottimale, che, rispettivamente, avrebbero un costo di 21,4 miliardi, 49,3 miliardi e 84,6 miliardi di rubli. Qualunque sia lo scenario, l'onere principale del bilancio federale sarà quello di finanziare la produzione del vino (oltre il 90%), mentre gli altri costi saranno ripartiti tra le regioni e gli investitori privati.
Il progetto dovrebbe diventare il primo documento a definire lo sviluppo dell'industria del vino nella Russia di oggi. In precedenza, il supporto non era mai stato coordinato ed ed era stato attuato in primo luogo a livello regionale.
Secondo l'agenzia Rosstat, nel 2015 in Russia sono stati prodotti 400 milioni di litri di vino, ovvero il 25% in più rispetto all'anno precedente. Il volume di produzione dei vini spumanti e dello champagne ha raggiunto i 160 milioni di litri, con un incremento del 3,3%. Il valore complessivo della produzione, escludendo IVA e accise, è stato di 46,7 miliardi di rubli. Il maggiore produttore russo di vino è diventato la holding "Ariant", la cui percentuale di produzione è costituita per la maggior parte da vino in bottiglie di vetro proveniente dalle proprie viti in Russia. Nel 2015, la holding "Ariant" ha prodotto 37,95 milioni di litri di vino fermo e di spumante, il 48% in più rispetto al 2014. In precedenza, il primo posto nella classifica dei maggiori produttori di vino era detenuto da società che imbottigliavano principalmente preparati a base di vino importati. Nel 2014 il leader era l'azienda "Mineralovodskij zavod vinogradnych vin" (parte della holding "Alvis") con una produzione di 32 milioni di litri, seguita da "Gatchinskij spirtzavod" con 30 milioni di litri e dalla fabbrica di Majkop "Viktoria", con 24 milioni di litri.
Dal 1 gennaio 2016 è entrato in vigore un emendamento alla legge 171-FZ, che regola la produzione di bevande alcoliche, secondo la quale le accise per i produttori di vino sono state ridotte dal 9 al 5 per cento del costo del vino. Ma questa riduzione delle accise è valida solo per le piccole aziende agricole e per i produttori russi il cui vino ha una indicazione geografica protetta.
Secondo la suddetta legge, le aziende agricole sono definite come "un'associazione di cittadini", "che si dedicano congiuntamente alla produzione e ad altre attività economiche" nel settore dell'agricoltura. Il volume della loro produzione di vino è limitato a 500.000 litri all'anno.
Nel mese di agosto 2016, sono state apportate delle variazioni al sistema fiscale russo, per cui il costo della licenza per il commercio del vino è sceso da 800 mila a 65 mila rubli.

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