La Russia incentiverà la produzione del vino

Un nuovo piano del Cremlino per combattere l’alcolismo dilagante.

La campagna anti-alcol, annunciata dal governo russo alcuni anni fa, non ha portato i cittadini a rinunciare al consumo di bevande alcoliche. Infatti bevono molto come sempre e senza freni. L’anno scorso la Russia era al secondo posto nel mondo in termini di spese destinate all’alcol: il 5,8% della spesa totale (circa 429 dollari per persona all’anno). Ha superato la Russia, per quanto concerne tale indicatore, solo l’Estonia, i cui abitanti destinano il 6,5% della spesa totale in bevande alcoliche. Al terzo posto troviamo la Bielorussia con il 5,5%. Il livello di "gozzoviglia" diventa ancora più palese se si confronta con l’indicatore medio mondiale, pari all’1,5%.
Alcolismo dilaganteA dire il vero, se si considerano altri parametri, i risultati dei consumatori russi di alcol rimangono in ombra accanto alle cifre di alcuni Paesi. In cima alla classifica mondiale troviamo la Finlandia: nel 2013 ogni finlandese ha speso in media 844 dollari in alcol. Al secondo posto c’è la Svizzera (788,8 dollari), mentre al terzo posto si è classificata la Norvegia (788,4 dollari). Ma tali dati si spiegano in maniera molto semplice: in questi Paesi le bevande alcoliche costano molto di più che in Russia. Tuttavia, se si considera che anche gli stipendi sono molto superiori, in generale l’ammontare delle spese in alcol non risulta così elevato.
Nel 2013 la Russia si è aggiudicata il secondo posto al mondo (dopo l’Estonia) per quanto riguarda i consumi di alcol sulla base di tutti gli acquisti pro capite della popolazione.  Nel 2013 i cittadini russi hanno speso in tutto l’equivalente in rubli di 61,5 miliardi di dollari per l’acquisto di alcol. Di questi quasi 21,9 miliardi di dollari sono stati spesi in superalcolici, 27,5 miliardi di dollari in birra e 12 miliardi di dollari in vino. La quota delle spese pro capite sull’alcol in Russia, rispetto alla totalità degli acquisti nel 2013, si è ridotta passando dal 6% al 5,8%, ovvero 429 dollari rispetto al 2012 (il numero degli abitanti della Russia è stimato a 143 milioni di persone).
Secondo i dati di Rosstat, il consumo di alcol in Russia nel 2013 ha raggiunto i 13,5 litri pro capite, vale a dire il doppio rispetto all’indicatore mondiale medio di 6,2 litri di alcol puro all’anno, ovvero 13,5 grammi al giorno a persona con un’età superiore ai 15 anni, secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Le aziende vinicole, a proposito, chiedono da tempo al governo di concentrare le proprie forze non sulla lotta contro l’alcol in generale, ma su una variazione della cultura del suo consumo. E sembra che il governo, finalmente, abbia deciso di ascoltare queste richieste.
In giugno il Premier Dmitry Medvedev ha visitato una serie di aziende agricole di Kuban tra cui la fabbrica di spumanti "Abrau-Durso" e ha condotto una riunione sullo sviluppo della viticoltura e dell’industria vinicola in Russia, dove si è reso sostenitore dell’idea di approvare una legge a parte sul vino, a cui da tempo aspiravano i produttori.  Di grande impatto è stata la voce dei produttori di vino della Crimea: in aprile hanno chiesto al governo russo di approvare tale legge, ricordandogli che in Ucraina esiste già. Simili leggi sono in vigore nella maggior parte dei Paesi consumatori di vino, inclusi Stati Uniti e Paesi europei, ha ammesso Medvedev. "Può darsi che anche per noi sia il caso di aderire", - ha dichiarato.
Al capo del governo, inoltre, sembra giusto affidare al Ministero delle Politiche Agricole le questioni relative alla regolamentazione della produzione di vino, "mentre la regolamentazione dell’ammontare di produzione alcolica in generale rimane di competenza del Servizio Federale per la regolamentazione del mercato dell’alcol. In sostanza si tratta di classificare il vino nella categoria dei prodotti agricoli, così da poterlo pubblicizzare. Infine, il Primo Ministro ha proposto di pensare seriamente ad un sostegno statale nei confronti della produzione russa di vini di alta qualità. Ciò riguarda il vino russo prodotto da viti coltivate sul territorio nazionale.  Saranno proprio questi produttori ad ottenere accesso alla pubblicità e ad una serie di agevolazioni e preferenze. 
A detta di Medvedev, "anche lo Stato è pronto a sostenere la viticoltura in Russia".  Nel 2014 l’ammontare di sovvenzioni a questo scopo era pari a 300 milioni di rubli, mentre negli ultimi anni, in tutto, erano stati stanziati 1,5 miliardi di rubli a sostegno della viticoltura. Entro il 2020 si pensa di incrementare la superficie destinata alla coltivazione di viti fino a 140 mila  ettari. 


“Una vigna nel sud della Russia”, quadro olio su tela, pittore Yaroslav Zjablov