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STATNEWS N.314

L’economia russa resiste alla crisi, causata dal coronavirus, e si prepara a ripartire

Dopo il drammatico calo del mese di aprile nel maggio 2020 la recessione ha rallentato il passo – Aumentano le spese dei russi: a maggio 2020 lo scontrino medio per gli acquisti di beni di prima necessità nei supermercati e nei mini-market è cresciuto del 15% rispetto all’anno scorso - A maggio, tra le varie categorie di beni di consumo la Russia ha registrato un’impennata della domanda di materiali da riparazione e da costruzione, nonché di attrezzature sportive per il work-out casalingo.


maggio 2020, a causa della quarantena, il fatturato delle piccole e medie imprese (PMI) che operano nei settori del commercio e dei servizi ha subito forti perdite. I negozi di articoli sportivi hanno perso l’84% del proprio fatturato e i saloni di bellezza il 71 per cento. Il fatturato dei negozi di abbigliamento e calzature è diminuito rispettivamente del 69% e del 67%, mentre quello delle gioiellerie ha subito un calo del 61 per cento. Alla fine di maggio 2020, i ricavi delle piccole e medie imprese in Russia sono calati in media del 41% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Il calo è tuttavia meno importante rispetto a quanto registrato nel mese precedente: rispetto ad aprile, il fatturato delle PMI a maggio è aumentato del 27%, grazie all’allentamento delle restrizioni in alcune regioni.
Durante il periodo di quarantena i consumi sono cambiati: le persone sono diventate meno propense a recarsi nei negozi, acquistando invece più prodotti in una sola volta. Di conseguenza, lo scontrino medio per gli acquisti di beni di prima necessità è aumentato. Nei supermercati e nei mini-market è aumentato del 15% rispetto all’anno scorso ed è stato pari a 314 rubli, nelle farmacie è aumentato del 14% (fino a 366 rubli).
Per le grandi aziende russe, il mese di maggio è stato abbastanza positivo. Nonostante il fatturato degli alberghi in Russia sia diminuito in media dell’87% e quello dei ristoranti del 61%, si è registrata una crescita in molti settori. Ad esempio, le entrate dei supermercati alimentari sono aumentate del 3% e in essi lo scontrino medio dei consumatori è aumentato di un terzo, fino a 496 rubli. Il volume delle vendite di articoli di elettronica e gadget è aumentato del 14%, mentre le vendite di materiali per l’edilizia e beni per la casa sono aumentate del 12 per cento. A maggio, la Russia ha registrato un’impennata della domanda di materiali da costruzione, beni per le case fuori città, pezzi idraulici, nonché di attrezzature sportive per il work-out casalingo. Nel periodo giugno-luglio, dovremmo aspettarci un aumento significativo del fatturato nei settori dell’abbigliamento, delle calzature e degli accessori, poiché durante il periodo di quarantena la domanda di questo tipo di articoli è rimasta congelata.



A maggio 2020 i consumatori russi sono diventati più ottimisti, ma non sono ancora pronti a spendere di più.
Secondo un’indagine sociologica condotta dal Boston Consulting Group (BCG), “quasi la metà dei consumatori russi guarda negativamente al futuro a causa del COVID-19”. Allo stesso tempo, l’indagine ha mostrato che il livello di ansia dei consumatori in Russia è diminuito: il numero di quanti ritengono che il peggio debba ancora venire è in calo rispetto ai dati di aprile: dal 65% al 47 per cento. Le tendenze dei consumatori sono in gran parte influenzate dall’attesa di un calo del proprio reddito e di un rincaro dei prezzi. Questi fattori sono stati descritti dagli intervistati come “significativi” relativamente alle spese per cibo, beni durevoli, intrattenimento e attività ricreative.
I criteri per un ritorno alla normalità menzionati dai partecipanti al sondaggio sono una forte riduzione del numero di contagi e la disponibilità di un vaccino: il 55% degli intervistati ritiene che la situazione sarà sotto controllo solo quando in Russia cesseranno di verificarsi nuovi casi di COVID-19, e il 47% quando si avrà un vaccino.



Nel frattempo, secondo il sondaggio, i cittadini hanno paura di recarsi di persona nelle strutture mediche anche se manifestano i sintomi del COVID-19: il 41% degli intervistati chiederebbe consulenza telefonica, e il 17% preferirebbe l’auto-trattamento.
Inoltre, tra i consumatori russi crescono i timori per l’occupazione e la situazione finanziaria. In termini di domanda, le categorie più colpite, come previsto, sono le industrie legate al tempo libero, all’intrattenimento e ai viaggi.
Nel complesso, i consumatori in Russia stanno tagliando le spese in modo più attivo rispetto ad altri mercati emergenti. La volontà di spendere meno nella metà dei casi è dovuta a due motivi fondamentali: il minor reddito e la disponibilità di scorte precedentemente acquistate. L’aumento delle spese per alcuni consumatori è dovuto principalmente alle previsioni relative a un ulteriore aumento dei prezzi e al desiderio di accumulare scorte.
Per quanto riguarda le categorie di persone, per la prima volta dopo molto tempo le più promettenti in termini di aumento dei consumi sono attualmente quelle tra i 45 e i 60 anni. Dal punto di vista delle banche, è molto probabile che la domanda di prestiti ricominci a crescere prima di tutto per le auto, come indicato dal 23% degli intervistati. Allo stesso tempo, l’84% dei russi ha dichiarato che la situazione non ha ancora influito sul loro benessere o semplicemente non dispongono di un conto di risparmio, mentre il 6% degli intervistati a Mosca e il 4% in media in Russia hanno addirittura registrato un aumento dei propri risparmi.

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