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STATNEWS N.304

In arrivo una stangata da 22 miliardi di rubli l'anno sul vino in Russia

Il Governo russo ha proposto di aumentare le accise sul vino a partire dal nuovo anno - Il portavoce del Primo ministro, Oleg Osipov ha dichiarato che gli emendamenti approvati dall’Esecutivo sono stati presentati alla Duma di Stato, la Camera bassa del Parlamento - Le società di commercio del vino non sono d'accordo con tale aumento - Il Cremlino sostiene invece che l’aumento delle accise sul vino proteggerà gli interessi delle aziende vinicole russe – In secondo luogo il provvedimento aiuterà il Governo a battere cassa: gli introiti supplementari sono stimati a 22 miliardi di rubli all’anno - Il costo dei vini importati potrebbe aumentare del 10%


l 9 luglio scorso, il Governo russo ha presentato al Parlamento un disegno di legge volto ad aumentare le accise sul vino a partire dal 2020 e stabilirà le aliquote fiscali per i prodotti soggetti ad accisa per il 2022. Si prevede che le misure proposte porteranno in bilancio 22 miliardi di rubli in più all’anno. Il documento comprende anche la materia prima (mosto) per la produzione di vino e l’uva, utilizzata per la produzione del vino, compresi gli spumanti e altre bevande alcoliche.
Il Cremlino ha dunque proposto di aumentare le aliquote di accisa sul vino a partire dal 2020 fino a 31 rubli per un litro rispetto agli attuali 18 rubli, e per gli spumanti fino a 40 rubli per un litro rispetto agli attuali 36 rubli. Si propone inoltre di portare allo stesso livello del vino le accise sulle bevande a base di vino, ma prodotte senza l’aggiunta di alcol.
Fino al 2022, l’aliquota di accisa aumenterà di un rublo all’anno. Per l’uva, la quota raggiungerà i 30 rubli per tonnellata l’anno prossimo. Nel 2021 e 2022, anche in questo caso l’aliquota dell’accisa aumenterà di un rublo. Allo stesso tempo, i produttori russi avranno diritto a detrazioni fiscali, a condizione che le materie prime soggette ad accisa siano utilizzate correttamente.
Il disegno di legge propone di uniformare le aliquote di accisa sull’alcol etilico, sui prodotti contenenti alcol, nonché sui prodotti alcolici con una frazione in volume di alcol etilico superiore al nove per cento. Nel 2020, esse saranno pari a 544 rubli per litro, nel 2021 a 566 rubli, nel 2022 a 589 rubli, mentre quelle sull’alcool denaturato saranno pari, rispettivamente, a 111, 115 e 120 rubli.
L’aliquota dell’accisa sulle bevande gassate prodotte senza l’aggiunta di alcol etilico rettificato è fissata al livello dell’aliquota dell’accisa sul vino spumante: 40 rubli al litro per il 2020, 41 rubli per il 2021 e 43 rubli per il 2022.
Per le bevande a base di vino non gassate e altri vini, compresi quelli a base di frutta, l’accisa per il 2020 sarà di 31 rubli, per il 2021 di 32 rubli, per il 2022 di 33 rubli. In questo modo, dal 2020, le aliquote di accisa sui vini fermi aumenteranno da 18 a 31 rubli per litro, sui vini spumanti da 36 a 40 rubli, mentre le aliquote delle accise sui vini prodotti in Russia e importati nel paese saranno uniformate.
“Il costo dei vini importati potrebbe aumentare del 10% dopo l’aumento dell’aliquota di accisa in Russia, mentre i vini nazionali, a loro volta, potrebbero diventare più economici grazie a una speciale detrazione fiscale”, ha dichiarato il presidente dell’Unione dei viticoltori e produttori di vino della Russia, Leonid Popovich.
Secondo Popovich, l’aumento delle accise farà sicuramente aumentare i costi di produzione. Allo stesso tempo, il documento suddivide convenzionalmente le bevande in due categorie: vino prodotto da uve importate e vino prodotto da uve coltivate in Russia. Le aliquote di accisa saranno le stesse, ma un’accisa speciale sull’uva stessa dovrebbe creare condizioni più favorevoli per i produttori russi.



“L’idea del documento è di aumentare l’accisa per il prodotto importato e in nessun caso aumentare i costi per la produzione di vino prodotto da uve russe, e forse anche ridurli per detrazione. Alla fine, i prodotti derivanti da uva coltivata in Russia non dovrebbero aumentare di prezzo, perché l’aumento delle accise sarà compensato da una detrazione fiscale che sarà stabilita dallo Stato”, ha sottolineato Popovich.
Per poter beneficiare di tale detrazione, i produttori dovranno fornire alle autorità fiscali la prova che il vino è ottenuto da uve russe: fatture che ne comprovino l’acquisto o documenti che ne attestino la trasformazione. Nell’ottobre del 2018 il Ministero delle Finanze aveva proposto per la prima volta di fissare aliquote di accisa unificate per il vino russo e il vino importato. Ma già allora si era previsto il diritto alla detrazione fiscale per i produttori di materia prima per la produzione del vino, di vini e spumanti derivati da uve russe.
“Inoltre, un aumento delle accise renderà i vini russi con indicazione geografica protetta più competitivi rispetto ai vini importati”, ha dichiarato Dmitrij Kovalev, capo del centro enologico “Laboratorija vina” (Laboratorio del vino). Secondo Kovalev, questo passo, da un lato, aumenterà il prezzo delle bevande alcoliche e dei vini importati e, dall’altro, permetterà di mantenere lo stesso livello di prezzi per i vini russi con indicazione geografica protetta, motivando i produttori di vino russi ad investire nella coltivazione dei propri vigneti, piuttosto che acquistare materia prima per la produzione del vino all’estero.

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