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STATNEWS N.296

La rassegna delle informazioni statistiche e delle previsioni sull’economia della Russia

La Russia, che ai tempi sovietici non poteva fare a meno fare a meno di grano statunitense, canadese e latino-americano, ora è diventata uno dei maggiori esportatori di cereali nel mondo – Le sanzioni anti-russe favoriscono la crescita della produzione dell’industria agroalimentare e come conseguenza la riduzione delle importazioni di molti prodotti, tra cui zucchero, latte e carne – In calo il tasso di disoccupazione in Russia - Sul mercato russo continua a crescere la popolarità delle carte bancarie.


Il Cremlino ha stimato il volume delle esportazioni di grano
Il governo russo stima a 38-39 milioni di tonnellate il potenziale di esportazione di cereali dalla Russia per l’anno agricolo 2018-2019 (dal 1° luglio 2018 al 30 giugno 2019), e a 33-34 milioni di tonnellate quello di grano. Il ministro delle Politiche Agricole, Dmitrij Patrushev, osserva che per diversi anni la Russia ha dimostrato una crescita nelle esportazioni di cereali. “Alla fine del 2018, il Ministero si aspetta un raccolto lordo di cereali pari a 109 milioni di tonnellate, di cui quasi due terzi sono frumento”, ha dichiarato Patrushev. È un buon raccolto, che garantirà alla Russia cereali e pane e consentirà di destinarne una notevole parte anche all’esportazione.

In Russia è in calo il tasso di disoccupazione
Nel mese di agosto dell’anno in corso, il tasso di disoccupazione in Russia è stato del 4,6%. Il tasso di disoccupazione più basso è stato registrato a Mosca, ed è pari all’1,2%. Al secondo posto troviamo San Pietroburgo con un tasso di disoccupazione dell’1,4%. La terza posizione è occupata dal distretto autonomo di Jamalo-Nenets con il 2%. Il più alto tasso di disoccupazione si registra invece in Inguscezia, dove il 25,6% della popolazione in età lavorativa non ha un impiego.



La Russia ha drasticamente ridotto le importazioni di zucchero, latte e carne
La Russia soddisfa quasi completamente la domanda interna dei prodotti a largo consumo più popolari. Oggi il Paese produce autonomamente tutto lo zucchero per il mercato interno, inoltre, negli ultimi anni, la Russia è diventata un esportatore netto di zucchero. Le importazioni di latte in polvere sono diminuite quasi del 50%. Anche la carne di maiale e di pollame sugli scaffali dei negozi è principalmente di produzione russa, mentre frutta e verdura importate vengono sempre più rapidamente escluse dal mercato russo. Nel 2018, si prevede una crescita record nella produzione di ortaggi in serra. Il leader nella riduzione delle importazioni è stato lo zucchero grezzo, dal quale derivano zucchero semolato e raffinato.
Nel periodo gennaio-luglio 2018, l’importazione di zucchero grezzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente è diminuita del 62,1%. Venti anni fa, circa il 70% dello zucchero in Russia era prodotto da materia prima importata, ma a ottobre 2016 la quota dello zucchero grezzo è stata ridotta a zero. Tutto lo zucchero è estratto dalla barbabietola da zucchero, di cui la Russia dispone in abbondanza. Negli ultimi anni, la produzione in Russia di zucchero grezzo è aumentata di 5,2 volte da 1,3 a 6,6 milioni di tonnellate annue.

In Russia è in crescita il consumo di gallette e cracker 
Nel periodo 2013-2017, la vendita di gallette e cracker sul mercato russo è aumentata del 2%, passando da 96.500 a 98.400 tonnellate. Il tasso di crescita ha raggiunto il suo massimo nel 2015, quando sono state vendute 103.400 tonnellate di gallette di cracker. A differenza della maggior parte dei mercati di prodotti alimentari, che in qualche modo hanno subito un calo durante la crisi del 2015, questo segmento ha mostrato una crescita lieve, ma costante. Ciò è dovuto al fatto che gallette e cracker sono privi di glassa e cioccolato, quindi appartengono a una categoria a basso prezzo e spesso sostituiscono i prodotti da forno più costosi.
Nel 2016-2017 il graduale adattamento della popolazione alla nuova situazione economica e i successivi cambiamenti nella struttura del consumo di prodotti dolciari hanno portato a un calo delle vendite di gallette e cracker. Infatti, nel 2016, dopo un significativo calo nel 2015, hanno ripreso a crescere le vendite di cioccolato e prodotti a base di cioccolato. Inoltre, nel 2016, è aumentata la domanda di prodotti dolciari a lunga conservazione come panpepato, tortine e rotoli.
Secondo le previsioni, nel triennio 2019-2022 le vendite effettive di cracker e gallette cresceranno annualmente dello 0,3-2,1%. Cracker e gallette vengono posizionate sempre più dai produttori nella categoria degli snack, il che è molto attuale, se consideriamo il ritmo di vita accelerato della popolazione urbana. Ciò si riflette anche nella confezione del prodotto: sempre più cracker e gallette vengono confezionati in pacchetti monoporzione, comodi da portare con sé. Entro il 2022 le vendite di gallette e cracker in Russia raggiungeranno, secondo le stime degli esperti, 101.500 tonnellate all’anno.



In crescita le vendite di escavatori in Russia
È iniziato in Russia un rinnovo del parco escavatori, sospeso durante la crisi del 2014-2015. Alla fine del 2016, è stato fissato il volume minimo delle vendite per un periodo di cinque anni (40.000 escavatori). La svalutazione del rublo, gli alti tassi di interesse sui prestiti e la situazione nel complesso negativa dell’economia, che ha portato a un calo del volume dei lavori di costruzione, hanno contribuito al declino annuale del suddetto indicatore. Nel 2016 è iniziato un rallentamento del calo dei volumi di vendita reali e nel 2017 si è registrata una rapida crescita delle vendite di escavatori in Russia, associata a una ripresa dell’economia e della domanda. Nel 2017 sono stati venduti 7.415 escavatori in Russia e nel periodo 2018-2022 le vendite di escavatori continueranno a crescere. Nel 2022, si prevede un volume di vendita pari a 13.100 escavatori, il 76,5% in più rispetto al 2017.

Sul mercato russo continua a crescere la popolarità delle carte bancarie 
Nella prima metà del 2018, in Russia sono state utilizzate quasi 270 milioni di carte bancarie, grazie allo sviluppo dinamico delle infrastrutture che le accettano e grazie alle innovazioni nel campo delle tecnologie di pagamento associate all’espansione della gamma dei servizi bancari che ne prevedono l’uso.
L’andamento degli ultimi anni testimonia che il volume delle emissioni di carte è in costante crescita: ad esempio, nel 2014 il tasso di crescita ha mostrato un andamento positivo (+ 4,7%), successivamente proseguito nel 2015 (+ 7,1%), nel 2016 (+4,4 %) e nel 2017 (+ 6,7%).
Cresce anche la quota di carte usate attivamente. Infatti, a partire dal primo luglio 2018, la quota sul mercato delle carte bancarie attive possedute da persone fisiche era del 63,4%, registrando quindi un aumento del 7,9% rispetto all’anno precedente.




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