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STATNEWS N.289

La rassegna delle informazioni statistiche e delle previsioni sull’economia della Russia

Aumentano le riserve russe d'oro - La Russia è diventata uno dei maggiori importatori di olio di palma - L'agenzia Rosstat valuta il volume dell'economia sommersa in Russia al 15-16% del Pil - In calo l'export del petrolio dalla Russia.

La Russia ha conquistato il quinto posto al mondo per il volume di riserve d’oro
La Banca Centrale russa ha occupato il quinto posto per il volume di riserve d’oro tra le Banche Centrali degli Stati del mondo, rimpiazzando la Banca popolare cinese. A gennaio 2018 le riserve d’oro della Banca Centrale russa sono aumentate quasi di 20 tonnellate, fino a 1.857 tonnellate. Lo scorso anno in Russia sono state acquistate 224 tonnellate di oro, e dal luglio del 2015 la Banca Centrale ha acquisito più di 576 tonnellate.
In termini monetari, le riserve d’oro della Banca Centrale sono stimate a 80,4 miliardi di dollari, ovvero il 17,95%. Per un confronto, il volume di obbligazioni statali negli Stati Uniti è pari a circa 100 miliardi di dollari.
Il valore dell’oro nelle riserve della Russia nel mese di gennaio è cresciuto del 4,87%: il 1° febbraio 2018 era pari a 80,378 miliardi di dollari, rispetto ai 76,12 miliardi di dollari del 1° gennaio.
Negli ultimi mesi la Russia ha diversificato le riserve internazionali in seguito ai crescenti disaccordi con gli Stati Uniti. La maggior parte dell’oro proviene dai produttori locali: la Russia occupa il terzo posto al mondo nell’estrazione di questo metallo.   

L’import di olio di palma in Russia è in continua crescita
La Russia continua ad incrementare le importazioni di olio di palma. Secondo le stime dell’agenzia di statistica federale “Rosstat”, l’anno scorso nel paese sono state importate quasi 900 mila tonnellate di olio di palma, ovvero lo 0,7% in più rispetto al 2016. A dicembre 2017 in Russia è stato importato il 53% di olio di palma in più rispetto al periodo analogo del 2016 e il 93% in più rispetto a novembre 2017. Ricordiamo che in Russia la questione dell’olio di palma è divenuta saliente dall’inizio della crisi del 2014 e in seguito all’embargo imposto da Mosca sui prodotti provenienti dai paesi occidentali in quello stesso anno. A causa dell’aumento dei prezzi sugli alimenti, i produttori hanno cominciato ad offrire nuovi prodotti contenenti ingredienti più economici. Così alcuni produttori di cioccolato, anziché il burro di cacao, usano altri grassi equivalenti, tra cui olio di palma o di colza. Nel 2015 l’import di olio di palma è aumentato considerevolmente e la Russia ne è divenuta un ingente importatore. Gli specialisti di Rosselchoznadzor (Servizio Federale per il controllo veterinario e fitosanitario) hanno espresso la loro preoccupazione per il fatto che i produttori lattiero-caseari, se disonesti, possono usare olio di palma di cattiva qualità e dannoso per la salute, poiché più economico rispetto ai suoi equivalenti.
Nel 2015 il governo russo ha considerato delle varianti per limitare l’impiego di olio di palma nella produzione di alimenti, ma non è stata presa alcuna decisione definitiva.

Rosstat ha valutato la quota dell’economia sommersa in Russia
La quota dell’economia sommersa in Russia, secondo le stime, è pari al 15-16% del PIL russo. Lo ha annunciato Aleksandr Surinov, a capo dell’agenzia di statistica federale Rosstat. In precedenza il Ministero delle Finanze aveva stimato che l’economia sommersa della Russia fosse pari al 33% del PIL del Paese.
“L’ho letto, sì. Mi riesce molto difficile commentare queste cifre, perché secondo le nostre valutazioni l’indicatore equivale alla metà”, ha dichiarato Surinov, sottolineando che il metodo di valutazione di Rosstat potrebbe non coincidere con il metodo del Ministero.

Nel 2017 si è ridotto l’export di petrolio dalla Russia
Il volume delle esportazioni di petrolio nel 2017 si è ridotto dello 0,9% rispetto al 2016 ammontando a 252,6 milioni di tonnellate. A dicembre 2017 l’export si è ridotto del 20% rispetto a dicembre 2016, e rispetto al mese precedente ha registrato un calo del 20,5%, fino a 17,2 milioni di tonnellate. In 12 mesi, nel 2017, sono state trasformate 284,3 milioni di tonnellate di petrolio, ovvero lo 0,3% in meno rispetto al periodo analogo dell’anno precedente. A dicembre lo stesso indicatore era pari a 25 milioni di tonnellate, il 3% in meno rispetto allo stesso mese del 2016, ma il 3,4% in più rispetto a novembre del 2017.
L’estrazione di petrolio nella Federazione Russa nel 2017 ha eguagliato 546,7 milioni di tonnellate, ovvero lo 0,2% in meno rispetto al 2016. A dicembre l’estrazione è stata pari a 46,6 milioni di tonnellate, registrando un calo dell’1,9% rispetto a dicembre 2016, ma è cresciuta del 3,9% a dicembre rispetto a novembre 2017.
A dicembre in Russia, secondo i dati di “Rosstat”, sono estati estratti 10.582.000 barili al giorno, a novembre 10.582.000, a ottobre 10.529.000.
La quota delle esportazioni di petrolio nell’ultimo anno ha eguagliato il 26,1% del volume totale delle esportazioni russe, mentre le esportazioni di carburanti e prodotti energetici hanno eguagliato il 44,1% (nel 2016, rispettivamente, 25,8% e 44,4%).
Lo scorso dicembre, il prezzo effettivo di esportazione del petrolio era pari in media a 435 dollari per tonnellata (106,3% rispetto a novembre 2017). Il prezzo sul mercato mondiale del petrolio Urals ammontava a 464,4 dollari per tonnellata (102,6% rispetto a novembre 2017).

In un anno Mosca ha venduto immobili per un valore totale di 2,6 miliardi di rubli
La capitale russa sta incrementando la vendita del suo patrimonio immobiliare: “Nel 2017 sono stati venduti 213 immobili con una superficie totale di 26.000 m2 per una somma di 2,6 miliardi di rubli”. Inoltre, nel 2017 la capitale russa ha guadagnato 73 miliardi di rubli dall’affitto di terreni e immobili.

Nella capitale russa sono stati investiti 5 miliardi di dollari in immobili commerciali
Mosca si è aggiudicata il settantunesimo posto nel rating mondiale che valuta il volume di investimenti nell’immobiliare commerciale. Il primo posto va a Los Angeles con un volume di investimenti pari a 21,3 miliardi di dollari. Al secondo posto c’è Londra (20,8 miliardi di dollari). Il terzo posto è occupato dal quartiere di New York Manhattan (20,2 miliardi di dollari). Il volume mondiale degli investimenti in immobili commerciali è aumentato dell’1,5%, fino a 840 miliardi di dollari americani.



Questo inverno a Mosca è stato classificato come uno dei tre inverni più nevosi in 140 anni
L’inverno passato a Mosca è stato registrato il record di nevicate.
In 140 anni di osservazioni metereologiche a Mosca ci sono stati solo due anni in cui in 3-4 occasioni è caduta una quantità di neve simile: il 1960 e il 2005. Nel 2018 i nuovi record per quantità di nevicate in un giorno si sono verificati il 3 febbraio, il 4 febbraio e il 4 marzo.
Secondo i meteorologi anche la quantità di neve caduta complessivamente è stata da record: 217,5 mm in tutto la stagione. In 140 anni di osservazioni meteo solo l’inverno 1965-1966 ha battuto questo record con 249 mm di neve.  

La Russia conta più di 2 milioni di auto a motore diesel
Secondo l’agenzia analitica Autostat, in Russia vi sono 2,1 milioni di auto a motore diesel.
Ciò significa che la quota di automobili a motore diesel rappresenta circa il 5% dell’intero parco veicolare del Paese. Il modello più diffuso è la Toyota Land Cruiser Prado: gli esperti contano 81.400 unità. Al secondo posto troviamo la Toyota Land Cruiser con 73.900 vetture.
Il terzo posto è occupato da Mitsubishi Pajero con 66.900 esemplari. Nella top cinque troviamo anche Toyota Hilux e Volkswagen Touareg con 63.300 e 59.700 vetture.

In Russia cresce l’inflazione
L’inflazione annua in Russia a febbraio di quest’anno era pari al 2,2%, come si evince dai materiali dell’agenzia “Rosstat”. È stato reso noto, inoltre, che a febbraio l’inflazione in termini mensili ha subito un rallentamento fino allo 0,2%. In precedenza si era comunicato che la Banca Centrale prevede un ritorno dell’inflazione pari al 4% annuo.

A febbraio le vendite di automobili in Russia sono aumentate del 24,7%
Il volume di nuovi autoveicoli leggeri e commerciali venduti è stato pari a 133.177 automobili. L’andamento positivo del mercato russo si osserva anche alla fine dei primi due mesi dell’anno, quando sono state vendute 235.641 automobili, ossia il 27,5% in più rispetto al periodo analogo dell’anno precedente.

In Russia crescono i proventi del turismo
Il contributo del turismo al PIL russo è in crescita e passerà dal 3,5% attuale al 5%, grazie ai nuovi Programmi federali volti allo sviluppo del turismo nazionale ed estero per il periodo 2019-2025. Lo ha annunciato il ministro del Turismo e dello Sport, Vitalij Mutko.

 

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