La rassegna delle informazioni statistiche e delle previsioni sull’economia della Russia

La quantità di crediti al consumo concessi ai cittadini russi è aumentata del 40% in un anno

Secondo i risultati del primo trimestre, in Russia sono stati rilasciati 3,26 milioni di prestiti al consumo di tutti i tipi (nel primo trimestre del 2015 l’indicatore ammontava a 2,33 milioni). Ne consegue che, rispetto all’anno precedente, si è verificato un aumento del 40 per cento.
La quantità di mutui ipotecari è aumentata di 2,25 volte, quella dei prestiti auto del 65,7%, mentre il tasso di crescita più elevato si osserva nel segmento dei crediti garantiti.
In misura inferiore è cresciuto il numero di prestiti erogati per l’acquisto di beni di consumo, ossia del 31,7%, secondo i calcoli dell’Ufficio nazionale delle storie creditizie. Tuttavia, rispetto al trimestre precedente, l’emissione di prestiti è diminuita del 24,7 per cento.
“All’inizio del 2015, al calo dell’attività da parte dei creditori, si erano aggiunti inflazione e calo dei redditi reali della popolazione,” ha sottolineato il direttore generale dell’Ufficio nazionale delle storie creditizie, Alexander Vikulin. Tuttavia, ha aggiunto, col tempo le banche sono state in grado di adattarsi alla nuova realtà e di innalzare il ritmo di emissione dei prestiti alla popolazione.
Inoltre, nel segmento dei prestiti garantiti, a sostegno dei prestiti auto e delle ipoteche sono intervenuti i programmi di Governo volti a sovvenzionare i tassi di interesse.
All’inizio di aprile, l’Ufficio Unito dei Crediti, in concorrenza con l’Ufficio nazionale delle storie creditizie, ha informato che alla fine del 2015 il 59% dei russi ha usufruito di crediti al consumo. In media, ogni mutuatario beneficia di 1,7 crediti, e ogni mutuatario deve alla banca una media di 210 mila rubli.
Secondo la Banca Centrale della Federazione Russa, circa 38 milioni di russi hanno un debito nei confronti delle banche e per la metà di loro i debiti sono mediante carta di credito. Dalla seconda metà dello scorso anno, secondo le stime del regolatore, la percentuale di crediti inesigibili (scaduti da più di tre mesi) è ad un livello del 10% e supera un trilione di rubli.

Dal 1° luglio il Governo russo aumenterà il salario minimo del 20,9%

Dal 1° luglio il Governo aumenterà il salario minimo del 20,9% fino a 7.500 rubli, ha annunciato il primo ministro, Dmitrij Medvedev, nella sua relazione annuale alla Duma.
Il premier ha ricordato che dall’inizio dell’anno il salario minimo è aumentato del 4%, e per iniziativa del partito “Russia Unita”, dal 1° Luglio 2016, il Governo aumenterà il salario minimo di una somma che arriverà fino a 7.500 rubli.
Secondo il Primo Ministro “non è un compito facile”. “Ma lo risolveremo”, ha promesso.
Il capo del Governo russo ha dichiarato che una serie di misure per sostenere il mercato del lavoro era già stata avviata. Come risultato, si è riusciti a contenere la disoccupazione. “A marzo dello scorso anno quest’ultima aveva raggiunto il 5,9% della popolazione attiva. Ma entro dicembre era già scesa al 5,6 per cento. Molto meglio che durante la crisi del 2008-2009, quando nel paese oltre il 9% dei cittadini erano disoccupati “, ha dichiarato Medvedev.

In Russia le tasse non aumenteranno fino al 2018

Il primo ministro russo, Dmitrij Medvedev, ha dichiarato che l’entità delle tasse rimarrà invariata nei prossimi due anni.
“Oggi, per via del crollo del prezzo del petrolio, vi è la tentazione di incrementare le entrate di bilancio aumentando la tassazione. Ma la nostra posizione è fondamentalmente diversa. Non abbiamo in programma di aumentare le tasse fino al 2018”, ha annunciato il primo ministro. “Nessuno vuole tornare alle buste con salari in nero o ad un aumento della fuga di denaro all’estero”, ha aggiunto Medvedev.
Secondo il primo ministro, “tutto l’aiuto al settore reale non porterà i risultati desiderati, se nel paese non vigerà un regime imprenditoriale veramente libero”. “Lasciate lavorare in pace le persone, e vedrete che guadagneranno non solo per se stessi ma per l’intero Paese”, ha sottolineato il primo ministro russo.

Nel primo trimestre del 2016 le importazioni russe dai paesi non CSI sono calate del 14 per cento

Nel primo trimestre del 2016, le importazioni in Russia di merci provenienti dai paesi cosiddetti del “lontano estero” in termini monetari sono diminuite del 14,2% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, ammontando a 32,25 miliardi di dollari. Lo ha reso noto il Servizio Federale Doganale russo.
Allo stesso tempo, a marzo 2016, le importazioni sono diminuite del 9,7% rispetto a marzo 2015, ossia fino a 13,12 miliardi di dollari, e rispetto al mese precedente sono aumentate del 19,5 per cento.
Le importazioni in Russia di prodotti di ingegneria meccanica ammontavano a 6,22 miliardi di dollari, in diminuzione del 12,3% rispetto a marzo 2015; le importazioni di prodotti chimici sono calate del 3,9% fino a 2,61 miliardi di dollari; quelle di prodotti alimentari e di materie prime per produrli, in termini monetari, sono calate di 1,82 miliardi di dollari, ovvero del 5,9% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
Rispetto allo stesso periodo del 2015, è calato l’acquisto di verdura (del 40,8%), zucchero (del 36,8%), carne e relativi sottoprodotti (del 22%), prodotti lattiero-caseari (del 18%) e frutta (del 7,4%). Allo stesso tempo sono aumentate le importazioni di tabacco (del 6,2%), bevande alcoliche e non alcoliche (del 5,8%) e pesce (dell’1,4%).
Le importazioni di prodotti farmaceutici sono diminuite del 9,3 per cento.

Nel primo trimestre del 2016 il deflusso netto di capitali dalla Russia è calato di quasi cinque volte

deflussoNel primo trimestre di quest’anno il deflusso netto di capitali dal settore privato è diminuito di 4,7 volte, fino a 7 miliardi di dollari rispetto ai 32,9 miliardi nello stesso periodo del 2015. Lo testimoniano i dati delle stime relative alla bilancia dei pagamenti dello stato russo nel periodo gennaio-marzo di quest’anno, pubblicati dalla Banca Centrale russa.
“La componente principale nella struttura dell’esportazione netta di capitale rimane l’estinzione di debiti esteri, anche se in misura di gran lunga inferiore rispetto al periodo analogo dello scorso anno”, spiega il regolatore.
Secondo i dati di quest’ultimo, il surplus commerciale nel primo trimestre del 2016 ammontava a 11,7 miliardi di dollari, rispetto ai 30 miliardi nello stesso periodo dello scorso anno.