La rassegna delle informazioni statistiche e delle previsioni sull’economia della Russia

Nel 2014 il volume delle vendite di prodotti lattiero-caseari per bambini in Russia era pari a 14.800 tonnellate

Negli ultimi anni il mercato dei prodotti alimentari per bambini in Russia è rimasto stabile. Tra il 2012 e il 2014 la vendita di prodotti nel paese è cresciuta ogni anno in media dell'1%. Uno dei fattori che influiscono positivamente sullo sviluppo del mercato è la crescita stabile del numero di nascite. Se nel 2010 il numero di nuovi nati ammontava a 1,79 milioni di persone, nel 2014 tale indice era già pari a 1,91 milioni. Nel periodo 2010-2014 il valore è cresciuto del 6,6%. Gli esperti citano tra le cause anche i cambiamenti nello stile di vita delle famiglie: i genitori dedicano sempre meno tempo alla preparazione dei pasti, preferendo le pappe pronte e i prodotti in scatola. Un ruolo importante è giocato inoltre dai consigli dei pediatri, i quali raccomandano di nutrire i figli con alimenti per bambini fino ai tre anni e anche più.
Il segmento maggiormente in crescita nel volume delle vendite è quello dei prodotti lattiero-caseari per bambini. Tale categoria di prodotti alimentari per bambini tra il 2010 e il 2014 è cresciuta di 3,8 volte: da 3.800 a 14.800 tonnellate. Un altro segmento in forte crescita è quello delle conserve per bambini. Le vendite di questo tipo di produzione sono cresciute del 74,1%: da 156.700 a 272.800 tonnellate. Il segmento dei succhi per bambini, ossia il più vasto, negli ultimi due anni ha dimostrato un andamento negativo nel campo delle vendite. Notiamo che la quota dei succhi per bambini occupa più del 75% nel volume delle vendite dal punto di vista quantitativo.
Nel 2015 ci si aspetta una riduzione delle vendite di prodotti alimentari per bambini sul mercato nazionale. Le vendite interne sono calate dell'1,8% rispetto al 2014. Per via del calo dei redditi reali della popolazione, molti consumatori di alimenti per bambini saranno costretti a ridurre i volumi di acquisto.  Ciò influirà in particolare sulla categoria dei succhi per bambini.

Nel 2014 le vendite di giocattoli per bambini in Russia sono aumentate del 4,2%

Il mercato russo dei giocattoli è uno dei più dinamici nel paese. In cinque anni, dal 2010 al 2014, il volume dell'offerta di giocattoli è aumentato di 2,5 volte: da 1,6 a 3,9 miliardi di pezzi. Bisogna notare che persino nell'anno precedente alla crisi, vale a dire nel 2014, il volume di giocattoli offerti sul mercato era cresciuto del 10,5% rispetto al 2013. Anche nel 2015 la domanda è cresciuta, sebbene il tasso di crescita sia notevolmente diminuito rispetto al 2013, quando la crescita era pari al 3,6%. Di conseguenza nei magazzini dei produttori e dei venditori hanno cominciato a proliferare le scorte di merce. La quota delle scorte di magazzino è passata dal 19,3% nel 2013 al 24,3% nel 2014.
La quota maggiore nella struttura dell'offerta è occupata dalla produzione importata, in particolare dalla Cina. Tuttavia l'attuale deprezzamento del rublo rispetto alla valuta nazionale potrebbe giocare a favore dei produttori nazionali permettendo di incrementare la propria presenza nelle grandi catene di negozi dedicate a merci per bambini. Il tasso di cambio sui giocattoli per bambini importati, inoltre, è sostenuto attivamente dallo stato.
Nonostante la crisi economica nazionale, nel 2015, la domanda di giocattoli per bambini si è ridotta complessivamente dello 0,2%. Il calo dell'indicatore previsto è così insignificante che non si può parlare di una futura contrazione del mercato: ci si attende solo un breve periodo di stagnazione. Accanto a ciò, il volume dell'offerta crescerà dell'1,4%.
Una leggera dipendenza del mercato dalla crisi sarà attribuibile al fatto che l'acquisto di giocattoli in Russia è un'azione spesso non spontanea, ma legata a determinate festività. Gli attori del settore stanno quindi puntando ad incrementare la quantità di acquisti spontanei di giocattoli per bambini, proponendo sconti e bonus sugli acquisti, facendo attenzione alla formazione del personale impiegato nei negozi e sfruttando la disposizione delle merci sugli scaffali.

Russia: Pil crolla del 4,6% nel secondo trimestre

Il Prodotto Interno lordo della Russia è sceso ai livelli del 2009, sotto il peso del calo del petrolio e delle sanzioni imposte dall'Occidente che hanno tagliato le banche e le industrie russe fuori dal mercato globale.
Nel secondo trimestre, il PIL ha registrato una contrazione del 4,6% rispetto allo stesso periodo di un anno fa dopo il calo del 2,2% accusato nel trimestre precedente. Lo rileva l'istituto di statistica federale che riporta i dati preliminari. Il dato è peggiore delle aspettative che avevano previsto un crollo del 4,5%. Il Governo aveva previsto un calo del 4,4%.
La Russia, il più grande esportatore mondiale di energia, sta subendo la sua prima recessione in sei anni, dopo la crisi valutaria della nazione dal 1998, e un aumento dell'inflazione che ha eroso il potere d'acquisto dei consumatori, oltre alle sanzioni imposte a causa della crisi ucraina che hanno soffocato l'accesso al mercato dei capitali.

La Russia mette al bando le importazioni di generi alimentari da altri quattro paesi

Mosca ha deciso di aggiungere Albania, Montenegro, Liechtenstein e Islanda alla lista dei paesi colpiti dalle controsanzioni per la crisi ucraina e i cui prodotti agroalimentari sono banditi in Russia. Lo ha annunciato il primo ministro russo Dmitrij Medvedev.
Nel 2014 il Cremlino  aveva bloccato le importazioni di prodotti agroalimentari dai Paesi dell’Unione Europea, dagli Stati Uniti, dall’Australia e da alcuni altri Stati che le hanno imposto delle sanzioni contro la Russia per la crisi ucraina e per l'annessione della Crimea.
Lo scorso 6 agosto, è entrato in vigore il decreto siglato da Vladimir Putin che ordina la distruzione dei prodotti agroalimentari arrivati in Russia dall'Occidente violando l'embargo imposto l'anno scorso da Mosca. L'iniziativa di Putin ha suscitato polemiche in un Paese che in passato ha conosciuto la penuria alimentare e che conta ora oltre 20 milioni di persone sotto la soglia di povertà.

Negli ultimi 6 anni il costo dei pannelli solari è calato in media del 75%

Pannelli solariI prezzi dei pannelli solari negli ultimi anni hanno dimostrato un consistente calo. Infatti, nel 2014 il loro prezzo è arrivato ad eguagliare circa il 75% in meno rispetto al 2009. Nel periodo 2010-2014, le spese capitali complessive per impianti fotovoltaici industriali si sono ridotte inizialmente del 29%, fino ad arrivare al 65% in meno, a seconda della regione.
Nel periodo 2013-2014, i prezzi dei pannelli solari più cari, ossia dei produttori europei e giapponesi, si sono ridotti più velocemente rispetto a quelli dei modelli cinesi, il che ha portato ad una riduzione del distacco tra di loro. Un rallentamento dei ritmi di riduzione dei prezzi nel periodo 2013-2014 è dovuto al fatto che i produttori avevano consolidato il marchio, cercando di incrementare la redditività delle vendite a seguito di un periodo di sovrapproduzione e della pressione concorrenziale nel settore.