La rassegna delle informazioni statistiche e delle previsioni sull’economia della Russia

Nella prima metà del 2013 la produzione di lavatrici è aumentata del 20%

La produzione di lavatrici in Russia nella prima metà del 2013 è aumentata in termini quantitativi del 20% rispetto all’analogo periodo del 2012. La corsa dei prezzi ha fatto aumentare notevolmente i risultati finanziari dei produttori.
In Russia le produzioni di lavatrici sono concentrate in alcuni territori industrializzati: più dell’80% di lavatrici è prodotto dalle fabbriche situate nella regione centrale della Russia. Per questo motivo la produzione di lavatrici è cresciuta a ritmi accelerati in primo luogo nella regione Centrale e in quella Nord-occidentale, dove sono concentrate le produzioni dei maggiori gruppi internazionali tra cui Merloni nella città di Lipetsk. Alla fine del 2012 è stata messa in funzione una nuova linea tecnologica presso gli stabilimenti della tedesca Bosch, capace di produrre 350 mila lavatrici l’anno.
Mentre cresce la produzione interna russa di lavatrici, le importazioni di questo tipo di elettrodomestici è in diminuzione.

In Russia ci sono 316 produttori di vino e di spumanti

Nel 2013 in Russia sono state registrate 316 società, specializzate nella produzione di vini e di spumanti. La maggior parte delle aziende vinicole (82) si trova nelle repubbliche del Caucaso del Nord, che forniscono sul mercato russo il 25,9% di vini di produzione locale. Al secondo posto con 81 società si trova il Territorio amministrativo centrale della Russia, i cui produttori controllano il 25,6% del mercato. Al terzo posto – 76 aziende e il 24,1% del mercato - si trova il Territorio federale del Sud. I maggiori produttori dei tre territori leader sono “Stavropolskij vinno-konjachnij zavod” (la fabbrica di Stavropol di vini e di cognac), che fattura 3,87 miliardi di rubli l’anno, “Moskovskij kombinat shampanskih vin” (L’azienda di Mosca di vini spumanti) che fattura 2,56 miliardi di rubli l’anno e le cantine di “Abrau Durso” con il fatturato annuo pari a 2,47 miliardi di rubli.

Sempre in calo le importazioni russe di carne di tacchino

Da alcuni anni gli importatori russi riducono gli acquisti all’estero della carne di tacchino. Nei cinque anni passati le importazioni russe della carne di tacchino sono diminuite in termini quantitativi del 70 per cento. Nel 2012 la Russia ha importato appena 20.000 tonnellate di carne di tacchino, mentre nel 2013 le importazioni sono diminuite ancora del 5 per cento. Tacchini interi surgelati costituiscono soltanto il 9% delle importazioni totali russe di carne di tacchino, mentre il 91% delle importazioni è costituito dalle parti surgelate e dai cosiddetti “sottoprodotti” (fegato, cuore, ventre, ecc.) Il maggiore Paese esportatore della carne di tacchino verso la Russia è il Brasile, che controlla circa il 50% del mercato russo della carme di tacchino d’importazione. Gli importatori russi stanno diminuendo le importazioni della carne di tacchino dalla Francia, dalla Germania, dagli Stati Uniti, per aumentare gli acquisti in Brasile. Nel 2013 il Brasile ha mantenuto le proprie posizioni sul mercato russo della carne di tacchino.

Sul mercato di abbigliamento per le signore il 59% di acquisti nella fascia alta è compiuto dalle donne di Mosca

Nel 2013 il 59% di vendite dei capi di abbigliamento per signore della fascia alta è stato registrato a Mosca, la città più ricca del Paese, dove abitano 11 milioni di persone (dei 143 milioni di abitanti della Russia).
Il 16% delle vendite di capi di abbigliamento per signore della fascia alta è registrato a San Pietroburgo, la seconda maggiore città del Paese, mentre il restante 25% delle vendite è stato registrato nel resto del Paese. Il volume totale delle vendite di capi di abbigliamento per signore della fascia alta è stato pari nel 2013 a 3,5 miliardi di dollari, ovvero il 10,5% dell’intero mercato russo della fascia Premium+Luxury. La crisi finanziaria ha colpito le vendite dei prodotti della fascia alta, favorendo lo sviluppo della tendenza mix&match, che permette di unire i prodotti di stilisti più rinomati a quelli di mass-market, come Zara, Bershka, H&M, ecc. Questa tendenza ha ridotto il fatturato del mercato luxury, che intanto è cresciuto soltanto a Mosca e a San Pietroburgo, registrando invece la stagnazione nel resto del Paese.