La rassegna delle informazioni statistiche e delle previsioni sull’economia della Russia

Nel 2013 i prezzi del miele al dettaglio sono rimasti invariati

MieleNel 2012 il volume totale di produzione del miele in Russia era pari a 65 mila tonnellate, destinate quasi completamente al consumo interno. Rispetto al 2011 la produzione è incrementata dell’8% e nel 2012 i prezzi al dettaglio del miele sono variati di poco: l’aumento è stato pari al 4%. Nei primi dieci mesi del 2013 il miele è rincarato ancora dell’1% e il prezzo al dettaglio medio ha superato i 400 rubli. Allo stesso tempo il prezzo medio dei produttori di miele nel primo semestre del 2013 si è ridotto del 14%, di conseguenza una tonnellata di miele è arrivata a costare quasi 240 mila rubli.
Nel 2013 i prezzi al dettaglio più elevati sono stati registrati in Siberia e nell’estremo Oriente: nel distretto autonomo Yamalo-Nenets, nella regione della Kamchatka e nella regione di Tjumen. In queste regioni della Federazione Russa i prezzi al dettaglio del miele hanno superato di 1,44-1,64 volte il prezzo medio del Paese. A Mosca il miele costa il 30% in più rispetto all’intero Paese.

Nel 2012 il mercato russo del legname è cresciuto del 10%

Nella Federazione Russa si concentra un quarto delle riserve mondiali di legname. All’interno del patrimonio terriero della Federazione Russa la quota del patrimonio boschivo rappresenta più del 64% di tutti i terreni. L’area forestale costituisce una risorsa enorme e ogni anno aumenta di centinaia di migliaia di ettari. Ma il potenziale dei boschi è sfruttato pochissimo rispetto all’intero volume. Alla lavorazione viene destinato solo il 20% del legname nazionale abbattuto. Ogni anno nel Paese vengono preparati circa 220 milioni di metri cubi di legname, ma solo 140-170 milioni di metri cubi, sulla base di dati differenti, vengono lavorati al fine di ricavare tutti i prodotti possibili.
Il mercato russo del legname sta crescendo in maniera sbilanciata. Dopo il calo del suo volume nel 2011, il 2012 ha rivelato una ripresa e una crescita di mercato pari al 10%. Il mercato è totalmente indipendente dalla produzione importata e la sua quota da molti anni non supera lo 0,2%. Secondo le previsioni degli esperti della IGR, il volume del mercato russo del legname continuerà a crescere fino al 2016 grazie all’aumento della domanda da parte del settore delle costruzioni. Alla fine del 2013 la crescita del volume di mercato può essere pari al 9%.

In Russia il volume di mercato delle lavastoviglie di tipo industriale è aumentato del 30%

Sul mercato russo oggi troviamo diversi tipi di lavastoviglie: lavabicchieri, lavapentole e lavastoviglie che per tipo di cassetto si dividono in frontali, a cupola e con convogliatore. In misura minore sono richieste anche macchine specializzate nel lavaggio di cestini per coltelli.
I calcoli degli analisti in un’indagine del mercato russo delle lavastoviglie di carattere industriale hanno dimostrato che il volume di mercato delle lavastoviglie industriali in Russia in termini naturali era pari a 8077 pezzi nel 2011, mentre nel 2012 il mercato è incrementato del 30% ed ha cominciato a raggiungere i 10514 pezzi. In termini monetari il volume di mercato nel 2012 era pari a 41,1 milioni di dollari. Il ritmo di crescita era pari al 13%.
Oggi sul mercato russo delle lavastoviglie i leader sono le seguenti aziende produttrici: Fagor (Italia), Winterhalter (Germania), Zanussi (Italia), MEIKO (Germania), COMENDA (Italia), KROMO (Finlandia), DIHR (Italia), Electrolux Professional (Brand di Zanussi, quindi appartenente a quest’azienda) (Svezia), Blanco (Germania), Colged (Italia), HOBART (Germania), e così via.
Tra le aziende russe spiccano la s.p.a.“Chuvashtorgtekhnika”
(importante produttore russo di macchinari professionali per la ristorazione sotto il marchio Abat), la s.p.a "Torgmash", la s.p.a. chiusa "RADA".
Secondo il Servizio Doganale Federale russo, nel 2012 in Russia sono stati importati 7166 pezzi di lavastoviglie professionali.
Nel 2012 in termini monetari il volume d’importazione delle lavastoviglie destinate alle catene di ristorazione in Russia ha eguagliato i 29,1 milioni di dollari. Nel 2012 il ritmo di crescita era pari al 9%.

Nel 2012 in Russia il volume di vendita della birra in termini quantitativi è calato quasi del 2%

Nel 2012 in Russia il volume di vendite della birra in termini quantitativi è calato quasi del 2% rispetto all’anno precedente ed ha eguagliato gli 11,3 miliardi di litri. Gran parte della produzione è venduta al dettaglio. Tra il 2008 e il 2012 la sua quota nella struttura delle vendite era pari in media al 93,4%. Di conseguenza la quota di acquisto della birra tramite il settore Horeca si aggirava intorno al 6,6%.
Nel 2012 il volume di vendite al dettaglio maggiore è stato realizzato a Mosca. La quota di vendita della birra complessivamente è pari al 10,3% (1084,6 milioni di litri). Nel 2012 la seconda maggiore regione per volume di vendite di prodotto finito è divenuta la regione di Mosca con una quota del 9,7% (1026,9 milioni di litri). La regione di Krasnodar si è aggiudicata il terzo posto per volume di vendite al dettaglio di birra: il 3,7% (391,7 milioni di litri).
Secondo le stime degli analisti, nel 2013 il calo delle vendite di birra nel Paese continuerà e alla fine dell’anno sarà pari al 7% rispetto al 2012, dopo aver raggiunto i 10,5 miliardi. Un fattore fondamentale per la riduzione del fatturato della produzione è il regolare aumento delle imposte sulla birra, così come il divieto di commerciare birra di notte e in punti vendita non stazionari (chioschi). Tali fattori mineranno lo sviluppo della vendita al dettaglio, anche se aumenteranno la quota di vendita della birra tramite il settore della ristorazione. Nel 2017 la quota del settore Horeca sarà pari al 7,2% del volume totale di vendita di birra in Russia. La quota del commercio al dettaglio sarà pari al 92,8%.