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MERCATI FINANZIARI N.314

Il rublo si smarca dal prezzo del petrolio e sfida il tandem dollaro-euro

Malgrado le sfide globali la moneta russa in questi mesi ha più volte mostrato un’importante tendenza al rialzo – Per tendere una mano d’aiuto al rublo la Banca Centrale della Russia ha venduto sul libero mercato oltre 6 miliardi di dollari – Il Cremlino va a caccia dei prestiti per compensare l’aumento significativo delle spese di bilancio a sostegno della popolazione e dell’economia - Il ministero delle Finanze ha annunciato alcuni importanti collocamenti obbligazionari pubblici su larga scala.


l rublo russo, nonostante tutto, si sta rafforzando rispetto al dollaro e all’euro. Dopo una serie di drammatici cali in marzo, quando il tasso di cambio aveva superato 80 rubli per dollaro e 87 rubli per euro, la moneta russa si è rafforzata periodicamente nel mese di giugno scendendo a quota 68,3 rubli per dollaro e a 76,6 per euro.
Ciò è avvenuto sebbene il rublo “debole” sia molto vantaggioso per i produttori russi di petrolio e gas: le aziende russe ricevono dollari per le esportazioni di idrocarburi, ma pagano stipendi, tasse, e fornitori esclusivamente in rubli.
Inoltre, si ritiene che un rublo relativamente “debole” sia vantaggioso per il bilancio del Paese al fine di adempiere agli obblighi sociali verso i cittadini, pagare in rubli le pensioni, le borse di studio, le indennità e così via.
Il bilancio della Russia per il 2020 è stato elaborato sulla base di un prezzo medio del petrolio pari a 42 dollari al barile. Pertanto, ad un prezzo medio di 35 dollari al barile, il tasso di cambio del rublo rispetto al dollaro avrebbe dovuto essere molto più basso rispetto alla posizione attuale.
Ma il rublo a fine maggio e inizio giugno 2020 ha mostrato periodicamente un’importante tendenza al rialzo. Questo dopo che la Banca Centrale russa ha iniziato ad agire in favore di un rublo forte nei mesi di marzo e aprile di quest’anno, iniziando a vendere quantità significative di dollari alla Borsa di Mosca: in media, durante questo periodo, il regolatore ha venduto più di 20 miliardi di rubli al giorno sul mercato libero.
Pertanto da metà marzo 2020, la Banca Centrale russa ha venduto oltre 6 miliardi di dollari, anche se potrebbe offrirne 20 miliardi sul mercato. E non è poi così tanto: durante il periodo del coronavirus, la domanda di dollari in Russia è diminuita notevolmente.
Inoltre, un rublo “debole” non è redditizio anche per motivi politici: il primo luglio in Russia si voterà per gli emendamenti alla Costituzione e il crollo del rublo non farebbe guadagnare punti al Cremlino.
Quali sono le prospettive per il rublo dopo che il Paese sarà uscito dal lockdown? Gli importatori inizieranno a sviluppare il business, la necessità di dollari ed euro per l’acquisto di beni e servizi aumenterà in modo significativo, dal 15 luglio la Russia avvierà il servizio aereo internazionale ed è improbabile che l’economia russa si riprenda rapidamente dopo la recessione globale. In queste circostanze, il governo e la Banca Centrale dovranno sviluppare un programma speciale per sostenere il rublo al fine di evitare forti fluttuazioni dei tassi di cambio.
Un’ulteriore direzione di lavoro del governo russo è l’aumento dei prestiti per compensare l’aumento significativo delle spese di bilancio a sostegno della popolazione e dell’economia. A tal fine, il ministero delle Finanze effettuerà collocamenti obbligazionari pubblici su larga scala. “Stiamo iniziando un aumento su larga scala della spesa pubblica per finanziare la lotta alla crisi. L’emissione dei nostri titoli vedrà un aumento da record”, ha affermato Aleksej Moiseev, vice-ministro delle Finanze della Federazione Russa, secondo il quale “agli investitori sarà offerto un gran numero di strumenti finanziari di prima qualità senza rischi”. Si ipotizza che per ricostituire il bilancio nel 2020 potrebbe essere necessario un ulteriore prestito pari a oltre 2.000 miliardi di rubli.
Attualmente la quota degli investimenti esteri in obbligazioni di prestiti federali (OFZ) non supera il 31%. L’interesse degli investitori esteri verso i titoli di Stato russi è in crescita, poiché la politica della Banca Centrale si è attenuata. Mentre prima il regolatore si atteneva a una politica monetaria piuttosto rigorosa, ora, al contrario, tutte le dichiarazioni parlano di un forte allentamento e di una continua riduzione del tasso di riferimento.
Il 29 aprile, il ministero delle Finanze ha collocato OFZ per un valore di oltre 134 miliardi di rubli. È stato il secondo importo per entità dal 15 maggio 2019, quando sono state collocate obbligazioni per un valore di quasi 135 miliardi di rubli. Il 13 e il 20 maggio 2020 è stato raggiunto il record di vendite di OFZ in termini annui da parte del ministero delle Finanze, ossia 92 e 112 miliardi di rubli, rispettivamente.
La capitalizzazione delle banche russe attraverso OFZ ha già avuto un effetto positivo. In 33 banche è stata effettuata l’assicurazione dei depositi per un totale di 838 miliardi di rubli. 29 banche hanno ricevuto prestiti subordinati sotto forma di OFZ, mentre altre 4 banche hanno acquistato azioni privilegiate in cambio di obbligazioni federali. Le banche capitalizzate attraverso OFZ hanno dimostrato una crescita più rapida dei crediti: il tasso di crescita del volume totale dei crediti alle imprese concessi dalle banche capitalizzate continua a superare il tasso di crescita dei crediti in tutto il settore bancario. Il portafoglio corporate delle banche capitalizzate è cresciuto del 3,21%, quello del settore bancario nel suo complesso del 2,6%. In conclusione, va notato che il governo russo sta discutendo la possibilità di un ulteriore finanziamento del bilancio del Paese attraverso le cosiddette obbligazioni “popolari” (OFZ-N). Si prevede di aumentare in modo significativo le vendite alla popolazione di questo tipo di obbligazioni del ministero delle Finanze, nonché delle loro controparti regionali. Questa misura fa già parte del piano del Cremlino per ripristinare l’attività commerciale in Russia dopo la pandemia di coronavirus.

 

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