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MERCATI FINANZIARI N.313

La ripresa (lenta) del rublo comincerà nel 2021

La maggiore banca russa controllata dalla Stato, Sberbank, ha aumentato di oltre 6 rubli la previsione sul tasso di cambio rublo/dollaro nel 2020 – La previsione per il biennio 2021-2022 è stata aumentata di 5 rubli – La Banca Centrale della Russia vende dollari per sostenere la divisa nazionale del Paese – Il 19 giugno prossimo la Banca Centrale potrà annunciare un nuovo forte taglio del tasso di interesse di riferimento (attualmente a quota del 5,5%).

 

a maggiore banca russa, Sberbank, ha aumentato di oltre 6 rubli la previsione sul tasso di cambio del dollaro. L’indicatore aggiornato è stato incluso nelle previsioni macroeconomiche della Sberbank per il 2020. Secondo le aspettative degli analisti finanziari di Sberbank, “alla fine del 2020, il tasso medio della moneta russa sarà di 70,7 rubli per dollaro”. Lo scorso febbraio, prima dell’inizio delle ampie misure restrittive a causa della pandemia di coronavirus, Sberbank aveva previsto un tasso di cambio di 64,5 rubli per dollaro.
Sberbank ha aumentato il tasso di cambio medio previsto per il 2021 e il 2022 rispettivamente da 65 a 70 rubli per dollaro e da 65,5 a 70,5 rubli per dollaro.
Secondo le previsioni di Sberbank, i prezzi mondiali del petrolio russo del marchio “Urals” saranno in media pari a 32 dollari al barile nel 2020, ovvero 2 dollari al di sopra delle previsioni del governo russo, e pari a 50-55 dollari al barile nel 2021-2022.
All’inizio di marzo, dopo che i membri dell’OPEC+ non sono riusciti a raggiungere l’unanimità relativamente alla proroga dell’accordo, i prezzi del petrolio sono crollati, accompagnati da un calo del tasso di cambio del rublo: in dieci giorni, il dollaro alla Borsa di Mosca è salito quasi del 20%, superando gli 81,66 rubli il 19 marzo.
Nel mese di aprile, il tasso di cambio del dollaro non ha più superato gli 80 rubli e si è gradualmente ridotto all’attuale livello di 72-74 per dollaro, sullo sfondo di una vendita significativa di dollari da parte della Banca Centrale russa. Agli inizi di maggio, il regolatore ha annunciato una vendita di dollari in borsa per un totale di 481 miliardi di rubli.
Il Cremlino ritiene che nel 2020 il deficit di bilancio della Russia potrebbe raggiungere il 4,5-5% del PIL. Per compensare il forte calo delle entrate derivanti dalle esportazioni di petrolio e gas, così come la spesa per il sostegno alle industrie sullo sfondo delle misure restrittive a causa della pandemia di coronavirus, il governo dovrà aumentare l’indebitamento fino a 6.000 miliardi di rubli (circa 79,5 miliardi di dollari).
Lo ha annunciato Andrej Kostin, presidente della banca statale VTB, secondo cui la Banca Centrale russa dovrebbe fornire alle banche denaro più economico nel quadro di programmi speciali al fine di sostenere le imprese e la popolazione, riducendo al contempo l’onere sul bilancio.
Il 24 aprile scorso la Banca Centrale della Russia ha deciso di tagliare il tasso di interesse di riferimento di 50 punti base portandolo al 5,5%, una mossa per sostenere l'economia colpita dal lockdown per il coronavirus e dal crollo dei prezzi del petrolio. La successiva riunione del board della Banca Centrale della Russia nel corso della quale potrà essere deciso un nuovo taglio del tasso di interesse di riferimento è prevista per il 19 giugno prossimo.
Secondo i calcoli di Kostin, nel 2020 il settore bancario russo potrebbe perdere fino a 2.500 miliardi di rubli a causa della pandemia di coronavirus. “In particolare, ha sottolineato Kostin, stiamo parlando di potenziali perdite delle banche derivanti dal mancato rimborso dei prestiti a persone fisiche e giuridiche”. “Il settore bancario russo ha emesso prestiti per 3.000 miliardi di rubli e altri 1.500 miliardi di rubli a società di leasing che lavorano in settori ad alto rischio (attrezzature per l’aviazione, vagoni ferroviari, ecc.).
Pertanto, quando queste imprese non potranno rimborsare i loro finanziamenti alla data di scadenza prestabilita, il colpo sarà grave. La valutazione più pessimistica mostra che il settore bancario russo potrebbe perdere 2.500 miliardi di rubli”, ha ripetuto Kostin.
Alla fine di marzo 2020, il governo ha avviato un meccanismo di prestiti agevolati per gli imprenditori al fine di mantenere l’occupazione anche in caso di proliferazione del coronavirus. A partire dal 6 aprile le aziende possono chiedere un prestito fino a 12 mesi. Nei primi sei mesi, il tasso su tali prestiti sarà pari a zero e successivamente del 4 per cento.

 

 

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