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MERCATI FINANZIARI N.303

La stabilità finanziaria in Russia favorisce l’afflusso di capitali esteri malgrado le sanzioni

Il presidente, Vladimir Putin, ha incaricato il governo di Dmitrij Medvedev di offrire agli investitori stranieri delle partecipazioni maggiori nei settori strategici dell’economia russa – Il ministro dello Sviluppo Economico della Russia, Maksim Oreshkin: “Il Cremlino sta lavorando senza sosta su come migliorare il processo di interazione tra le autorità russe e il capitale estero”.


l lavoro sull’attuazione di progetti nazionali russi è un’enorme arena per le iniziative congiunte di imprenditori russi ed esteri. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, al Forum economico di San Pietroburgo (SPIEF). “È ovvio che il lavoro sulla realizzazione di progetti nazionali è un’enorme arena per la cooperazione e il partenariato, per iniziative congiunte di imprenditori russi ed esteri. E spero vivamente che, in questo senso, il commercio estero non solo ci capisca, ma si sintonizzi anche sul lavoro comune”, ha sottolineato Vladimir Putin.
Al momento il ministero dello Sviluppo Economico, per ordine del presidente russo, sta analizzando la questione della quota degli investitori esteri in alcuni importanti settori dell’economia, ha comunicato il capo del Ministero, Maksim Oreshkin, ai giornalisti.
Oreshkin ha specificato che “ora il governo sta lavorando sulla questione della quota degli investitori esteri, che può riguardare diversi settori, e sulla possibilità di modificare questi indicatori verso l’aumento, poiché le aziende straniere vogliono investire, ma la legislazione russa attuale impone alcune restrizioni su cui il governo russo sta facendo ora delle valutazioni”.
“Ci sono delle restrizioni nella legislazione sulla quota degli investitori esteri in alcuni segmenti dell’economia russa. Il Presidente ci ha incaricato di analizzare la situazione”, ha aggiunto il ministro, sottolineando che attualmente non è in grado di fornire cifre specifiche.
Oreshkin ha anche osservato che ci sono altri temi sui quali il Gabinetto dei Ministri sta lavorando, ad esempio come migliorare il processo di interazione con gli investitori esteri, rendendolo più trasparente e comprensibile.
Negli ultimi anni, l’afflusso di investimenti esteri nell’economia russa è stato limitato dalle sanzioni occidentali. A questo proposito, il Ministero delle Finanze russo, sulla base dei fatti oggettivi attuali, ritiene improbabile che vengano imposte sanzioni contro il debito sovrano russo. Inoltre, l’interesse degli investitori esteri a lavorare nel grande mercato russo è un “ancoraggio” che limita i tentativi di imporre sanzioni. Lo ha dichiarato Serghej Storchak, viceministro delle Finanze della Russia. “Il mercato finanziario è diventato globale, e questo è un serio deterrente all’imposizione di sanzioni”, ha dichiarato Storchak in una conversazione con i giornalisti russi a margine di una riunione che ha coinvolto i ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali del G20.
“Più di 10.000 miliardi di prestiti obbligazionari vengono venduti e acquistati sul mercato con un rendimento inferiore allo zero o senza profitto. Si tratta di un problema serio per i fondi di investimento e, soprattutto, per i fondi pensione, che devono risolvere il problema di come adempiere ai propri obblighi pensionistici in assenza di profitti. In questo senso, il mercato russo è molto attraente”, ha sottolineato Storchak.
Il viceministro ha inoltre osservato che la volatilità del rublo è notevolmente diminuita, mentre il rendimento degli investimenti in titoli russi rimane positivo, anche a fronte dell’inflazione della moneta russa. “Il mercato russo del debito è attraente per gli investitori esteri sotto vari aspetti. Il loro interesse rappresenta un’ancora che limita i tentativi di imporre restrizioni alla loro partecipazione al mercato russo. Si tratta di una realtà oggettiva”, ha continuato Storchak.
Nel rapporto “Sull’economia della Russia”, gli esperti della Banca Mondiale hanno anche individuato nell'espansione delle sanzioni economiche uno dei principali fattori che possono avere “un impatto negativo sullo sviluppo dell’economia del Paese”.
Per quanto riguarda i fattori positivi, osserva la Banca Mondiale, i progetti nazionali volti a sviluppare il capitale umano e ad aumentare la produttività possono avere un effetto benefico sulla crescita potenziale della Russia nel medio termine, a seconda del successo della loro attuazione.
Mitigare la politica monetaria e velocizzare la realizzazione di progetti nazionali può contribuire ad accelerare la crescita nella seconda metà dell’anno.
La Banca Mondiale ha annunciato la stabilità del settore bancario russo. “Sullo sfondo della ripresa economica in corso e della politica di misure proattive da parte della Banca Centrale della Russia nel settore bancario russo, si osserva un rafforzamento della stabilità. La Banca Centrale sta adottando misure tempestive per ridurre i rischi associati all’accelerazione della crescita del credito al consumo. Inoltre, il regolatore ha continuato ad attuare misure volte a risanare il settore bancario, ritirando le licenze alle piccole banche e concentrandosi sulla ripresa economica dei maggiori istituti finanziari”, si legge nel Rapporto.
Gli esperti della Banca Mondiale osservano inoltre che, finché l’economia continua a crescere, la redditività del settore bancario rimane stabile. “Con l’aumento della domanda di risorse creditizie nel segmento dei crediti alle imprese, si osserva una crescita. Così, a partire dal 1 maggio 2019, i prestiti al settore delle imprese in rubli sono aumentati dell'11,4% su base annua. I tassi di crescita del segmento del credito al dettaglio in rubli continuano a raddoppiare: la crescita è stata del 24% su base annua", emerge dal documento.
Le stime ufficiali della corsa dei prezzi al consumo variano dalla Banca Centrale al Governo di Dmitrij Medvedev. Secondo le previsioni della Banca Centrale russa, alla fine del 2019 l’inflazione in Russia sarà leggermente superiore al 4%, mentre secondo le stime ufficiali del ministero dello Sviluppo Economico il tasso d'inflazione potrebbe raggiungere il 4,3%. Ma il ministro dello Sviluppo Economico, Maksim Oreshkin, ha dichiarato di essere "piuttosto ottimista" perché “secondo le stime aggiornate alla fine del mese di giugno, nel 2019 il Cremlino si aspetta un’inflazione inferiore al 4%, molto probabilmente pari o addirittura inferiore al 3,8 per cento".



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