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MERCATI FINANZIARI N.295

L'aumento del tasso è una mossa “tecnica”, non l’avvio di una politica monetaria più rigida

La Banca centrale della Russia ha aumentato il tasso di sconto di fronte ai fenomeni di “pressione esterna sul Paese” – Il governatore, Elvira Nabiullina: “Spero che possiamo ritornare presto alla linea di abbassamento dei tassi” – Il rublo sull’ottovolante, ma Mosca tranquillizza gli operatori finanziari: “Le stime relative al corso della valuta russa per un periodo a medio-lungo termine rimangono invariate”.

 

a decisione della Banca Centrale russa di innalzare il tasso ufficiale di riferimento non rappresenta l’inizio di un ciclo di inasprimento della politica monetaria, ha assicurato il governatore della Tsentrobank russa, Elvira Nabiullina. “Ovviamente, non escludiamo la possibilità di un ulteriore rialzo dei tassi di interesse, ma solo se i rischi, compresi quelli internazionali, si trasformeranno in realtà. E ciò non deve necessariamente accadere, quindi per ora non intendiamo considerare questo avvenimento come l’inizio di un periodo di continuo aumento dei tassi”, ha affermato Nabiullina.
La decisione sull’innalzamento del tasso di interesse di riferimento ridurrà i rischi di inflazione per il futuro. “E, al contrario, ceteris paribus, consentirà di tornare rapidamente a un nuovo ciclo di riduzione dei tassi di interesse”, ha sottolineato il governatore della Banca Centrale.
Nabiullina ha anche affermato che il regolatore per ora non ha modificato le stime sul tasso neutrale a medio termine, mantenendolo al 6-7%. Secondo la governatrice, “nel breve periodo si è registrato un aumento del premio russo per il rischio” e la previsione della Banca Centrale sull’inflazione del prossimo anno ha subito un rialzo. “Pertanto, secondo le nostre stime, al momento ci troviamo approssimativamente al livello del tasso neutrale. Pertanto valuteremo più avanti la situazione e la direzione della nostra politica”, ha osservato Nabiullina.
Anche il ministro dello Sviluppo Economico russo, Maksim Oreshkin, ha respinto gli umori allarmistici affermando che, nonostante il recente calo del tasso di cambio del rublo rispetto a dollaro e euro, “le sue stime relative alla valuta russa rimangono invariate”. Come ha dichiarato ai giornalisti, alle condizioni attuali, un tasso di cambio solido sarebbe pari a 64 rubli per dollaro e entro la fine dell’anno ci si può attendere un ritorno a tale livello.
“Come ho già detto, la nostra previsione per la fine dell’anno vede il tasso di cambio a un livello pari a 64 rubli per dollaro, ovvero al livello in cui il rublo dovrebbe trovarsi a queste condizioni. Per questo ci si può attendere, prima della fine dell’anno, un tasso che si aggiri attorno a questi valori”, ha dichiarato il ministro, rispondendo alla domanda sull’intenzione del Ministero di variare la propria stima per la fine dell’anno. Come ricorda Oreshkin, recentemente il tasso di cambio rispetto al dollaro si avvicinava a 71 rubli. “Abbiamo costruito una politica macroeconomica che garantisca stabilità a lungo termine all’andamento del tasso di cambio. Tenendo persino in considerazione che il tasso è completamente fluttuante, ma l’andamento a lungo termine dipende anche dalle azioni della Banca Centrale e dalle misure del governo in termini di politica monetaria e di bilancio”, ha sottolineato Oreshkin. “Dal punto di vista delle decisioni, è chiaro che la Banca Centrale è assolutamente indipendente e agisce nell’ambito del suo mandato, ma proprio per questo motivo le sue azioni erano prevedibili, perché è completamente orientata alla stabilità dei prezzi e alla riduzione dei rischi che minano la stabilità finanziaria. Ora il dollaro è sceso sotto il livello di 66 rubli”, ha aggiunto il ministro. "Pertanto, a prescindere dalle fluttuazioni del nostro mercato, le nostre previsioni e stime non cambiano, perché abbiamo capito che le oscillazioni del mercato erano temporanee. E ora assistiamo al medesimo movimento in direzione contraria. La cosa più importante è che chi prende decisioni circa un acquisto o una vendita non si faccia prendere dalle emozioni, con la convinzione che, grazie alla politica della Banca Centrale e del governo, l’andamento di tutti gli indicatori crescerà in modo costante”, ha sottolineato Oreshkin.
Secondo le previsioni del Ministero dello Sviluppo Economico, approvate dal governo alla fine di settembre, al termine del 2018 il tasso di cambio del dollaro dovrebbe raggiungere 63,9 rubli, alla fine del 2019 il Ministero si aspetta che il dollaro sarà pari a 63,8 rubli, alla fine del 2020 a 64,1 rubli e alla fine del 2021 a 63,9 rubli. Secondo le previsioni, il tasso di cambio medio del dollaro, nel 2018 dovrebbe raggiungere 61,7 rubli, nel 2019 63,9 rubli, nel 2020 63,8 rubli, nel 2021 64 rubli nel 2022 64,7 rubli, nel 2023 66,3 rubli, nel 2024 68 rubli.
Le banche russe sono in grado di adempiere ai propri obblighi nei confronti dei cittadini russi in qualsiasi valuta. Lo ha dichiarato la governatrice della Banca Centrale Elvira Nabiullina, sottolineando che  secondo il regolatore i depositi in valuta estera non sono minacciati da un eventuale inasprimento delle sanzioni contro il Paese. Secondo la governatrice, nessuno ha intenzione di costringere le persone a convertire in rubli i depositi in valuta estera.
In precedenza, anche i leader delle principali banche statali della Russia avevano affermato che persino nel caso di nuove sanzioni anti-russe, i clienti avrebbero avuto la garanzia di ricevere i loro soldi in valuta estera.
Secondo gli esperti dell’agenzia di rating Expert RA (RAEX), Banca Intesa Russia rientra nella trojka degli istituti di credito più stabili e affidabili della Russia, e rientra nella top 15 delle banche russe in termini di dimensioni del portafoglio crediti a favore delle piccole e medie imprese (PMI) del Paese. Le stime di RAEX si basano sulle statistiche ufficiali della Banca Centrale russa, sui risultati dei sondaggi alle banche e sulle interviste ai rappresentanti del mercato dei prestiti alle PMI.
A partire dal primo gennaio 2018, Banca Intesa Russia si trova alle seguenti posizioni:
- al 15° posto per le dimensioni del portafoglio di credito alle PMI;
- al 18° posto in termini di volume di prestiti alle PMI emessi nel 2017;
- al 5° posto su 30 banche per il volume del portafoglio di prestiti concessi a singoli imprenditori.
“Noi di Banca Intesa Russia cerchiamo non solo di servire i clienti delle piccole e medie imprese, ma di costruire con loro rapporti di collaborazione solidi e duraturi, fondati su qualità, stabilità e approccio individuale. Conosciamo bene il mercato russo. Una delle banche italiane ora compresa nel gruppo finanziario Intesa Sanpaolo ha aperto una rappresentanza a Mosca più di quarant’anni fa. La stessa Banca Intesa Russia, all’inizio degli anni 2000, è divenuta in Russia una delle prime banche specializzate nel lavoro con il piccolo e medio business”, ha sottolineato Mikhail Volkov, direttore del dipartimento delle piccole e medie imprese di Banca Intesa Russia.

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