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MERCATI FINANZIARI N.292

Gli esperti internazionali: “Il sistema bancario russo è stabile e resisterà a un’altra ondata di sanzioni anti-russe”.

Le nuove ritorsioni anti-russe non spaventano il Cremlino - Il presidente, Vladimir Putin, dà il via alle «controsanzioni» - Moody’s: “Il sistema bancario russo è stabile e resisterà a un’altra ondata di sanzioni anti-russe” – Il pessimismo della Banca Centrale russa che non esclude il mantenimento delle sanzioni anti-russe nei prossimi tre anni.

L'Unione europea non ha voluto dare retta all’Italia e ha esteso di un anno, ovvero fino al 23 giugno del 2019, le proprie sanzioni contro la Russia. L’Italia aveva più volte chiesto ai partner europei di cambiare idea e di rivedere la politica comunitaria nei confronti di Mosca. Proprio nel suo discorso programmatico per il voto di fiducia in Senato, il premier Giuseppe Conte aveva dichiarato: "Saremo fautori di una apertura alla Russia, che ha consolidato negli ultimi anni il suo ruolo internazionale in varie crisi geopolitiche. Ci faremo promotori di una revisione del sistema delle sanzioni, a partire da quelle che rischiano di mortificare la società civile russa".
La decisione della Ue ha fatto seguito a quella statunitense e la risposta di Vladimir Putin all’ultima ondata di sanzioni decretate in aprile da Washington a causa delle presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali in America del 2016 non si è fatta attendere: il leader del Cremlino ha deposto la propria firma su una legge approvata dalla Duma che, tra le altre cose, dà al presidente il potere di sospendere le relazioni diplomatiche con Paesi considerati ostili, mettendo al bando anche gli scambi commerciali. Il documento mira direttamente a Washington: «Misure di risposta alle azioni ostili degli Stati Uniti d’America e di altri governi stranieri».
Rispetto alla prima versione elaborata dai deputati, la legge è stata notevolmente ammorbidita: le restrizioni proposte all’import di beni e servizi americani sarebbero andate a danneggiare anche le imprese russe dipendenti da forniture americane. Controproducente anche l’idea, bocciata, di considerare il rispetto delle sanzioni reato punibile con il carcere. Cosa che avrebbe costretto le imprese straniere a scegliere se restare legate alla Russia o al resto del mondo.
Intanto gli esperti internazionali sono giunti alla conclusione che “il sistema bancario russo è stabile e resisterà a un’altra ondata di sanzioni anti-russe”. Lo ha dichiarato  Yaroslav Sovghira, amministratore delegato del gruppo bancario dell’agenzia internazionale di rating Moody’s.
“In primo luogo, crediamo che nel complesso il sistema bancario russo stia resistendo e continuerà a resistere alle sanzioni”, ha dichiarato Sovgira, sottolineando inoltre che se, dopo un’altra ondata di sanzioni, se ne avrà una terza, o una quarta, “solo in questo caso si verificheranno alcuni problemi per il sistema bancario russo”. Un rappresentante dell’agenzia Moody’s ha aggiunto che le prospettive per il sistema bancario russo nell’insieme sono “stabili”.
In precedenza, era stato comunicato che la Banca Centrale russa non esclude il mantenimento delle sanzioni antirusse nei prossimi tre anni.
“Secondo le previsioni, adottando un approccio conservativo, la Banca Centrale non esclude che le sanzioni possano protrarsi per altri tre anni. In queste condizioni è particolarmente rilevante il compito di sviluppare le fonti interne di finanziamento, considerando che l’accesso a quelle esterne potrebbe essere limitato”, dichiara il regolatore.
Nonostante le sanzioni, si mantiene l’andamento positivo dello sviluppo del sistema bancario russo e la Banca Centrale può evitare di innalzare il tasso di riferimento.  
Come ha dichiarato la governatrice della Banca Centrale, Elvira Nabiullina, “nonostante il calo dei tassi, la politica della Banca Centrale rimane ancora moderatamente rigida, ma possiamo evitare di aumentare il tasso di riferimento”. La governatrice nota inoltre che il regolatore potrebbe cominciare a ridurre il tasso più lentamente, se sarà necessario.
Man mano che l’inflazione tornerà al 4%, il tasso di riferimento la supererà di 2-3 punti percentuali per mantenere l’attrattiva del rublo. Nell’ambito della sua “politica moderatamente severa”, la Banca Centrale intende continuare la regolamentazione dei prestiti in valuta estera.
“Per quanto riguarda il nostro inasprimento della regolamentazione sui crediti in valuta estera, ha sottolineato Nabiullina, stiamo perseguendo questa politica e continueremo a lavorare in questa direzione”. Secondo il capo della Banca Centrale “tali azioni avranno un effetto positivo a lungo termine per la stabilità finanziaria in generale e per la stabilità del sistema bancario del paese in particolare”.
Anche il viceministro delle Finanze, Aleksej Moiseev, ha affermato che “il Ministero è contrario al divieto dei crediti in valuta estera”. Ha anche aggiunto che il Ministero delle Finanze sostiene la politica del regolatore per rafforzarne la regolamentazione.
Negli ultimi anni, la Banca Centrale russa ha perseguito una politica finalizzata alla riorganizzazione del sistema bancario russo e a giugno 2018 Nabiullina ha dichiarato che “la maggior parte delle banche disoneste è stata eliminata dal mercato”, ma “il processo di pulizia del sistema bancario continuerà”.
In aggiunta, il capo della Banca Centrale ha osservato che la maggior parte del lavoro per risanare i principali attori del sistema bancario russo può essere considerato completo. Ma non ci si fermerà, perché al momento si registrano ancora casi isolati di comportamento poco scrupoloso da parte di alcune banche.
Il governo, attualmente guidato dal primo ministro Dmitrij Medvedev, sta sviluppando un piano di misure per sviluppare l’economia, che, secondo gli esperti della Banca Centrale Russa “potrebbe accelerare temporaneamente l’inflazione”.
Secondo le parole di Nabiullina, in alcuni casi sarà possibile accelerare per breve tempo l’inflazione, che arriverebbe a superare leggermente il 4%. La governatrice ha sottolineato che in questo caso i cambiamenti non saranno sostanziali e duraturi.
“L’inflazione tornerà al 4%. Abbiamo sempre ricordato che non potrà essere costantemente pari al 4%, ma che potrebbe oscillare sia in basso, come ora, sia in alto”, ha dichiarato Nabiullina.
Da ultimo aggiunge che, al momento, la politica credito-monetaria è costruita in modo che sia possibile gestire le conseguenze di queste misure governative sull’inflazione. 

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