Electronic banking

Visita il sito Eurasia 24
russia24_new.gif

MERCATI FINANZIARI N.289

La Banca Centrale russa rilancia la sanatoria del sistema bancario

È subito polemica tra il Governatore della Banca Centrale, Elvira Nabiullina, e l’influente Presidente del Senato, Valentina Matvienko, che lancia accuse pesanti: “Le purghe causano un calo della concorrenza e favoriscono le banche statali” – Intanto il ministero delle Finanze riduce gli acquisti dei dollari sul mercato valutario interno russo – Procede la seconda fase dell’“amnistia dei capitali”.

La Banca Centrale russa non intende interrompere il processo di risanamento del settore bancario. Lo ha dichiarato la governatrice Elvira Nabiullina, durante una recente riunione del Consiglio bancario interregionale presso il Consiglio della Federazione. In questo modo Nabiullina ha avanzato una polemica aperta con l’influente presidente della Camera alta del Parlamento russo, Valentina Matvienko, a detta della quale “l’epurazione del settore bancario condotto dal regolatore ha causato un calo della concorrenza in questa sfera, rafforzando il monopolio delle maggiori banche, molte delle quali sono statali”. Pertanto, secondo il presidente del Consiglio della Federazione, nel Paese di fatto si assiste a una “statalizzazione del settore bancario”. "In aggiunta - ha commentato Matvienko - oggi i flussi di informazione riguardanti le banche ricordano i bollettini di guerra. Sentiamo senza sosta notizie su fallimenti, revoca delle licenze, ritiro dei beni. È chiaro che tutto ciò riduce seriamente la fiducia nel sistema bancario".
La governatrice della Banca Centrale, dal canto suo, ha dichiarato che il danno maggiore a una sana concorrenza è recato dal fatto che “attori disonesti e in cattiva fede concorrono con attori onesti, e tutto il resto avviene di conseguenza”. Ma ha anche promesso che la Banca Centrale cercherà di portare sul mercato il più velocemente possibile le banche risanate e adotterà delle misure per sostenere il livello di presenza delle banche nei piccoli centri abitati, cosa che già oggi sta diventando un enorme problema.
In ogni caso, Nabiullina non ritiene giusto ridurre gli sforzi per risanare il settore bancario. Lo scorso dicembre la governatrice aveva pronosticato che l’“epurazione” attiva del settore bancario dagli attori disonesti sarebbe durata ancora 2-3 anni. Anche il presidente Vladimir Putin, durante la consueta Conferenza Stampa di fine anno, ha sottolineato come sia indispensabile proseguire il lavoro di risanamento del settore bancario e finanziario del Paese.
Inoltre, ultimamente, la Banca Centrale sta rivolgendo particolare attenzione alla difesa del sistema bancario russo dalla criminalità informatica.
Nel 2017 gli hacker sono riusciti a rubare 16 copechi ogni mille rubli dalle banche russe. Lo ha comunicato il vice-direttore del dipartimento di sicurezza e salvaguardia dell’informazione della Banca Centrale, Artyom Sychev. L’esperto ha valutato l’anno passato come “molto positivo”, poiché si è rafforzata la tendenza alla riduzione dei volumi delle perdite monetarie da parte dei clienti e delle banche. “Prima l’indice di perdita era pari a 28 copechi ogni mille rubli, mentre l’anno scorso si è ridotto a 16”, ha affermato Sychev.
Per quanto riguarda la situazione sul mercato valutario, il tasso di cambio del rublo, rispetto a dollaro ed euro, ha subito delle oscillazioni fino ai limiti accettabili, considerando che il Ministero delle Finanze, rispetto ai primi due mesi dell’anno, a marzo ha ridotto considerevolmente la conversione di rubli in valuta forte. Infatti, dal 7 marzo al 5 aprile 2018, il Ministero delle Finanze ha destinato all’acquisto di valuta 192,5 miliardi di rubli derivanti dai redditi gas-petroliferi, mentre il volume annuale degli acquisti di valuta estera equivale a 9,6 miliardi di rubli.
Si tratta di 1,6 volte in meno rispetto al mese precedente. Dal 7 febbraio al 6 marzo il Ministero delle Finanze aveva acquistato sul mercato russo 15,7 miliardi di rubli al giorno, spendendo a questo scopo 298,1 miliardi di rubli.
Il volume degli acquisiti nel mese di marzo e inizio aprile, dunque, si è ridotto del 35% rispetto a febbraio, mentre gli interventi giornalieri si sono ridotti del 39%.
“Il calo degli acquisti di dollari ed euro sul mercato valutario russo è dovuto al volume delle esportazioni di petrolio, gas e prodotti petroliferi, che si è rivelato inferiore rispetto ai valori pronosticati: di fatto lo scarto totale ottenuto dalle entrate gas-petrolifere alla fine di febbraio ammontava a 45,4 miliardi di rubli in meno rispetto alla somma mensile attesa”, ha dichiarato il portavoce del ministero delle Finanze russo.
Il Ministero delle Finanze acquista valuta grazie alle entrate aggiuntive derivanti dal petrolio per stabilizzare il tasso di cambio del rublo e ridurre la dipendenza dell’economia russa dagli idrocarburi.
Inoltre, il primo marzo 2018 in Russia è cominciata la seconda tappa della cosiddetta “amnistia dei capitali”, che durerà fino al 28 febbraio 2019. In questo periodo i cittadini russi potranno dichiarare le proprietà estere, tra cui società estere e conti aperti oltre i confini nazionali, e non sarà necessario trasferire gli attivi in Russia e pagarvi le relative tasse.
L’amnistia (legalizzazione) del capitale presuppone un ritorno nel campo della legalità dei redditi nascosti dal sistema fiscale in cambio di una parziale estinzione del debito fiscale dovuto al bilancio dello Stato.
Nell’ambito dell’amnistia i cittadini russi avranno la possibilità di dichiarare volontariamente gli attivi e le proprietà detenute all’estero, i conti esteri e le società estere controllate.

 

Your browser is outdated! The site will not work properly. To fix this problem, click here

×