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MERCATI FINANZIARI N.283

La Russia aumenta l’export gaspetrolifero e consolida le riserve di valuta pregiata

Cresce l’interesse delle autorità russe nei confronti di bitcoin e blockchain

Il Cremlino investe i rubli in eccesso in dollari e in euro: tra il 7 agosto e il 6 settembre del 2017, il Ministero delle Finanze russo ha acquistato valuta estera dal valore di 47,6 miliardi di rubli, ottenuti grazie alle entrate aggiuntive derivanti dall’esportazione di petrolio e gas naturale. Lo scorso agosto la Russia ha incassato più di 40 miliardi di rubli in più dall’export di gas e petrolio. Pertanto, nel periodo considerato, il volume giornaliero di acquisto di valuta estera eguagliava 2,07 miliardi di rubli.
Nel mese di agosto 2017 il bilancio federale ha guadagnato dalle risorse gas-petrolifere 40,2 miliardi in più rispetto alla stima mensile. Alla fine di luglio il ricavo dalle entrate di gas e petrolio, rispetto al valore incassato il mese precedente, era pari a +7,4 miliardi di rubli, soprattutto per via del tasso di cambio dollaro-rublo più elevato rispetto al tasso medio mensile del dollaro a giugno 2017.
Per l’acquisto di valuta sul mercato interno è stato impiegato il seguente meccanismo: la Banca Centrale russa, per ordine del Ministero delle Finanze, comprava valuta alle negoziazioni della Borsa di Mosca in modo bilanciato durante tutta la giornata. Dopodiché, la valuta estera acquistata veniva registrata sui conti della tesoreria federale alla Banca Centrale.
Come già detto, la tesoreria federale può cominciare a rifornirsi di valuta per le attuali spese di bilancio del Ministero delle Finanze sfruttando anche i redditi aggiuntivi derivanti dall’esportazione di petrolio a partire da gennaio 2018.
Secondo Roman Artjukhin, capo della Tesoreria della Federazione Russa (http://www.roskazna.ru/), il meccanismo prevede che l’ente si rivolga indipendentemente alla Borsa di Mosca per acquistare valuta sia per sostenere spese in valuta estera del bilancio federale, sia per acquistare valuta con le entrate aggiuntive derivanti dal petrolio, cosa che il Ministero delle Finanze sta facendo proprio ora. La tesoreria ha messo a punto lo schema per l’acquisto di valuta direttamente alla Borsa di Mosca.
Si precisa che ad agosto le riserve internazionali della Russia sono cresciute di 5,5 miliardi di dollari. Come ha comunicato la Banca Centrale russa, le riserve hanno raggiunto un valore di quasi 424 miliardi di dollari.
Come è noto, le riserve internazionali della Russia sono attivi esteri ad alta liquidità, a disposizione della Banca Centrale russa e del governo della Federazione Russa, e consistono in fondi in valuta estera, diritti speciali di prelievo, posizioni di riserva nel FMI e oro monetario.
La dirigenza della Banca Centrale ha dichiarato più di una volta che le riserve internazionali del Paese non dovrebbero essere inferiori a 500 miliardi di dollari. Secondo gli esperti, questo risultato può essere ottenuto solo in condizioni economiche esterne favorevoli.
Allo stesso tempo, ad agosto 2017 il volume del Fondo di Riserva russo in rubli si è ridotto dello 0,5%, eguagliando 1.002 miliardi di rubli. Mentre, grazie alle variazioni nel tasso di cambio del rublo, il volume del Fondo di Riserva in dollari è cresciuto dello 0,8%, fino a 17,06 miliardi di dollari.
A sua volta, il Fondo di previdenza nazionale, nel periodo considerato, ha subito una contrazione in rubli pari allo 0,5%, fino a 4.426 miliardi di rubli, mentre in dollari si è verificato un aumento dello 0,9%, fino a 75,36 miliardi di dollari.
In precedenza il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, aveva dichiarato che il Ministero delle Finanze “non vedeva ancora le basi per avviare un finanziamento d’emergenza del debito pubblico con i mezzi del Fondo di Riserva”.
Inoltre, Siluanov ha comunicato che il Ministero delle Finanze potrebbe proporre di impedire la vendita di bitcoin a privati nel paese. Dal canto suo il vice ministro delle Finanze russo, Aleksej Moiseev, ha affermato: “Proponiamo di chiamare i bitcoin “criptovaluta”, regolandola però come fosse un altro bene, classificandola tra gli attivi finanziari e permettendo solo agli investitori qualificati di acquistarla e venderla in borsa”, sottolinea Moiseev.
Secondo Moiseev, di norma si ritiene che “queste criptovalute, come il bitcoin, non siano altro che una piramide finanziaria internazionale. Questo tipo di investimenti è altamente rischioso. E ciò determina l’atteggiamento del governo russo verso una sua regolamentazione”, ha spiegato il vice ministro, aggiungendo che l’approccio di regolamentazione proposto “contribuirà a garantire la tutela dei diritti degli acquirenti e dei venditori, così come l’esecuzione del contratto nel caso in cui una delle parti si rivelasse disonesta”. Nonostante il calo del tasso di cambio del bitcoin, in Russia vi è ancora agitazione per il “mining” della criptovaluta.

 

 

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