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MERCATI FINANZIARI N.282

Banche russe favoriscono gli investimenti nell’energia rinnovabile

Banca Intesa Russia è stata autorizzata ad operare e offrire servizi bancari a imprese e società russe di importanza strategica per l’industria della difesa e la sicurezza della Russia, così come alle società che si trovano sotto il controllo diretto o indiretto dell’industria della difesa.

Nonostante la proroga da parte dell’Occidente delle sanzioni contro la Russia, continua a crescere l’interesse degli investitori esteri nell’economia russa.
Lo scorso giugno il Ministero delle Finanze ha completato il collocamento di Eurobond per 10 e 30 anni per un valore di uno e due miliardi di dollari rispettivamente. “Sul volume totale delle obbligazioni collocate, gli investitori americani detengono il 32%, la Gran Bretagna il 31%, l’Europa il 15% e l’Asia il 14%. Nell’elenco delle candidature è comparsa una serie di nuovi nominativi tra i maggiori investitori istituzionali degli Stati Uniti e della Gran Bretagna che non hanno partecipato al collocamento degli Eurobond russi nel 2016”, ha annunciato un portavoce del Ministero delle Finanze. Inoltre il volume totale delle richieste raccolte era pari a 6,6 miliardi di dollari, e le richieste sono state inviate da più di 200 grandi investitori.
Questi dati dimostrano quanto sia elevato l’interesse degli investitori occidentali nei confronti delle obbligazioni russe e, in generale, verso gli investimenti nei settori tradizionali e innovativi dell’economia russa. Per esempio, l’agenzia di stato russa per lo sviluppo delle nuove tecnologie “Rosnano” sta notando un’ingente domanda da parte delle banche russe a partecipazione estera per finanziare la costruzione delle centrali eoliche. “A breve potrà essere indetto un concorso per selezionare le banche che finanzieranno un progetto congiunto tra “Rosnano” e la società energetica “Fortum”, ha comunicato in un’intervista a RIA “Novosti” Alisher Kalanov, coordinatore per lo sviluppo di progetti a lungo termine di “Rosnano”.
Lo scorso giugno durante il concorso, la società “Fortum energia” ha ottenuto il diritto di costruire alcuni parchi eolici con una capacità totale di un gigawatt. Il costo di tale progetto potrebbe equivalere a 100 miliardi di rubli. Di questi, 15 miliardi saranno stanziati rispettivamente da “Fortum” e da “Rosnano”, mentre si prevede di ottenere i restanti 70 miliardi di rubli dalle banche.
“Ora stiamo lavorando attivamente con le maggiori banche russe per creare una linea di credito che ci consenta di costruire in modo efficace tutti i parchi eolici. La domanda da parte delle banche è piuttosto elevata. Molto probabilmente a breve indiremo un concorso per capire quali e quante banche saranno scelte per finanziare il progetto”, ha dichiarato Kalanov ai giornalisti russi e internazionali. Secondo l’esperto, “Rosnano” rivolge il proprio interesse a tutto ciò che riguarda “i bond verdi”, la possibilità di attrarre denaro dai fondi pensionistici privati e il collocamento di obbligazioni infrastrutturali. Ma non si tratta di compiti imminenti. Il compito principale è “una chiara regolamentazione delle strutture di credito e il lancio dei parchi eolici”.
Banca Intesa Russia segue con molta attenzione i progetti innovativi dell’economia russa e il tema della cooperazione Italia-Russia nel campo delle innovazioni e dell’energia verde si trova continuamente al centro dell’attenzione dei partecipanti agli annuali Forum euroasiatici, che ogni ottobre sono organizzati a Verona dall’Associazione “Conoscere Eurasia” con la collaborazione di Banca Intesa Russia e del gruppo Intesa San Paolo.  
Questo interesse non è passato inosservato al Cremlino, e di recente Banca Intesa Russia si trova tra gli enti creditizi autorizzati ad operare e offrire servizi bancari completi ad imprese e società russe di importanza strategica per l’industria della difesa e la sicurezza della Russia, così come alle società che si trovano sotto il controllo diretto o indiretto dell’industria della difesa. Questo decreto unico è stato firmato personalmente dal Primo Ministro della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, che ha così sottolineato l’importanza di Banca Intesa Russia per la stabilità finanziaria ed economica del paese.
Il Presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, nei suoi interventi e durante le interviste sottolinea costantemente la necessità di lavorare “per il futuro dell’Italia, della Russia, dell’intera umanità”, e di pensare già da ora alla realizzazione di progetti comuni per il periodo “post sanzioni”.
La stessa opinione è condivisa dal capo del Centro per le ricerche strategiche ed ex ministro delle Finanze russo, Aleksej Kudrin, secondo il quale “la Russia dovrebbe creare delle zone di rapporti commerciali preferenziali con l'Occidente e, in particolare, delle zone preferenziali per il commercio con l’Unione Europea”.
“Noi stessi ci prefiggiamo il compito di incrementare entro 6 anni fino al 15% tutte le nostre zone commerciali di esportazione sulla base di rapporti preferenziali. Abbiamo una lista dei paesi con i quali saremmo in grado di migliorare questi rapporti. Oltre all’Unione economica eurasiatica, la Russia amplia costantemente le relazioni russo-cinesi, i rapporti con Singapore, e, in prospettiva futura, le relazioni con India e Iran. Abbiamo bisogno, dopo aver compiuto dei passi di avvicinamento con l’Occidente, di stipulare nuovi accordi speciali a lungo termine con i paesi dell’Unione Europea e, forse, in futuro creare con l’UE una zona di libero scambio”, ha sottolineato Kudrin.
In generale, “la situazione dell’economia russa non può non ispirare ottimismo, sebbene le autorità russe debbano fare tutto il possibile per mantenere questa tendenza”, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin.
“L’economia russa è sicuramente fuori dalla recessione, stiamo crescendo, sarà presto il quarto trimestre di crescita consecutiva”, ha dichiarato ai giornalisti. “Penso che nel 2017 registreremo una crescita del 2%”, continua il presidente.
Da parte sua, la Banca Centrale russa prevede che l’economia nel secondo trimestre del 2017 mostrerà un tasso di crescita dello 0,9-1,3% su base annua, mentre nel terzo trimestre la crescita sarà pari circa all’1,3%. Il ministro dello Sviluppo Economico, Maksim Oreshkin, è più ottimista e conta di vedere già in autunno un andamento del PIL superiore al 2%. Secondo Oreshkin, gli ultimi dati statistici permettono di affermare con una certa sicurezza che alla fine dell’anno l’economia presenterà una crescita del 2 per cento.

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