Il premier Dmitrij Medvedev: bisogna stimolare il denaro a lungo termine

La Russia ritorna sul mercato globale del debito per rastrellarvi tre miliardi di dollari - Alla popolazione saranno offerti titoli di Stato “OFZ” - Sondaggio: la classe media russa non è stata colpita dalla crisi.

La strategia di sviluppo del mercato finanziario dovrebbe stimolare la disponibilità di denaro a lungo termine per l’economia, ha dichiarato il primo ministro russo Dmitrij Medvedev.
“Il mercato del capitale moderno è un prerequisito necessario allo sviluppo economico. Oggi, con le fonti di finanziamento occidentali di fatto chiuse alle nostre imprese, è di particolare importanza individuare percorsi interni ed è necessario stimolare una maggiore disponibilità di denaro a lungo termine. Il mercato dovrebbe offrire strumenti per finanziare progetti di modernizzazione e nuove produzioni, e per avviare l’erogazione di prestiti alle piccole e medie imprese “, ha dichiarato Medvedev.
A sua volta, il Ministero delle Finanze si propone di rilanciare la cosiddetta “regola fiscale”, integrando i fondi sovrani in caso di rincaro del petrolio oltre i 50 dollari al barile.
Il Ministero delle Finanze russo ha proposto di continuare a sostenere il rublo in caso di prezzi del petrolio non elevati tramite una nuova regola di bilancio che sarà discussa in autunno. Il nuovo meccanismo dovrebbe partire dopo il 2018.
L’iniziativa del Ministero prevede di dedurre dal fondo di riserva o dal Fondo nazionale di previdenza una parte dei proventi del bilancio derivanti da gas e petrolio, quando i prezzi del petrolio supereranno il livello stabilito dalla “legge di bilancio” pari a 50 dollari al barile. Con un calo del prezzo al di sotto di 50 dollari al barile, la moneta nazionale dovrà essere venduta al fine di salvaguardarla da shock temporanei.
“Ciò non solo consente di garantire una struttura fiscale stabile nel medio e lungo termine, ma è anche l’unico modo efficace per separare la volatilità del tasso di cambio reale dalle fluttuazioni dei prezzi del petrolio”, ha sottolineato il vice ministro delle Finanze, Maksim Oreshkin.
Ad oggi la crisi non ha colpito la posizione della classe media. Lo si legge nel rapporto dell’Istituto di Sociologia dell’Accademia Russa delle Scienze. A differenza della crisi del 2008-2009, oggi la classe media non solo non è scomparsa, ma addirittura non si è ridotta. La sua quota alla fine del 2015 era pari al 44% della popolazione del Paese e al 47% della forza lavoro.
Più del 60% della classe media ha dichiarato di non notare grandi cambiamenti nella loro posizione nel 2014-2015. La perdita di lavoro a causa della crisi ha toccato circa il 2% della forza lavoro appartenente alla classe media, e tre quarti sono stati in grado di trovare rapidamente un nuovo impiego. Il reddito medio pro capite nelle famiglie della classe media prima della crisi ammontava a circa 16 dollari al giorno e nell’autunno del 2015, a parità di potere d’acquisto, era pari a circa 12 dollari al giorno.
La classe media è caratterizzata come minimo da un’istruzione secondaria specializzata, dalla natura non fisica del lavoro, da un livello di reddito medio per il loro luogo di residenza e da auto-identificazione. La differenza principale tra la classe media in Russia e quella della maggior parte dei Paesi sviluppati sta nell’essere costituita soprattutto da dipendenti di imprese e di istituzioni pubbliche.
Per proteggere i propri risparmi, l’ex ministro delle finanze russo, Aleksej Kudrin, ha consigliato ai russi di acquistare titoli di Stato OFZ, considerati come uno “strumento finanziario assolutamente affidabile”. Kudrin ha anche consigliato al governo di iniziare a prendere in prestito denaro dalla popolazione nelle attuali circostanze. “I tassi sarebbero favorevoli”, ha dichiarato Kudrin.
In precedenza, il ministro delle Finanze Anton Siluanov aveva annunciato l’intenzione del governo di creare meccanismi speciali per la vendita di OFZ alla popolazione e di metterli in atto nel 2016.

 

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