Ancora in stallo il mercato dei titoli della Russia

Il mercato russo dei titoli si riprenderà a partire dal secondo semestre del 2015.

Il mercato russo dei titoli, che nel 2014 è divenuto uno degli outsider tra le borse di tutto il mondo, comincerà a risollevarsi completamente a partire dal secondo semestre del 2015, ritengono gli esperti finanziari.
Alla fine del 2014 l’indice MICEX è sceso più del 7%, mentre l’indice RTS in dollari è crollato del 45% in seguito alle sanzioni occidentali contro la Russia, per via dell’escalation delle tensioni in Ucraina, il calo del petrolio, il deprezzamento del rublo (in un anno dollaro ed euro hanno subito un rincaro di 23 rubli) e le misure di sostegno all’economia poco efficaci da parte delle autorità monetarie.

Federica MogheriniCome notano gli analisti, nel 2014 le azioni dei settori di esportazione hanno approfittato dell’aumento della domanda sui prodotti che non hanno subito un calo dei prezzi mondiali. I settori di esportazione hanno ottenuto degli ottimi benefici dal deprezzamento del rublo. In quest’ultimo anno tra i leader in crescita dei blue chip sono risultati i titoli delle aziende metallurgiche “Norilskij Nickel“ (+50%) e “Arkona” (+62%), entrambi in attesa di buoni risultati finanziari alla fine del 2014. Nel 2014, nel settore dei trasporti, a rivelare un andamento negativo sono stati i titoli di “Aeroflot” (-60%), a causa del deprezzamento del rublo e del minor spostamento di passeggeri all’estero; pertanto per la fine dell’anno l’azienda si attendeva una perdita.
In generale, nel 2014, sulla base dell’indice MICEX, si è osservata un’alta volatilità, legata ai fatti in Ucraina e alla svalutazione del rublo.  Per il 2015 ci si attende un consolidamento dell’indice nel primo semestre e una crescita nel secondo, quando dovrebbe superare i 1550 punti. L’aumento dell’indice MICEX potrebbe consentire una ripresa dei prezzi del petrolio.
Nel 2015 si manterrà la domanda sui titoli degli esportatori e, di conseguenza, ci si può attendere un aumento dei titoli di “Norilskij Nickel”, “Severstal”, “FosArgo” e “Akron”. Nel secondo semestre del 2015 si prevede una ripresa del settore dei beni di largo consumo e delle telecomunicazioni. Il mercato russo sarà anche in gran parte influenzato dall’atteggiamento dell’UE rispetto alle sanzioni. Il capo della diplomazia della UE, Federica Mogherini, ha dichiarato che, anziché l’opposizione, è ora di iniziare un dialogo con Mosca per regolare la situazione in Ucraina. Pertanto per l’anno 2015 gli analisti si attendono un miglioramento delle relazioni tra UE e Russia.
Inoltre, gli esperti richiamano l’attenzione sulla dichiarata prontezza della Cina ad offrire aiuto alla Russia nella risoluzione dei problemi economici. La Russia è nelle condizioni di affrontare autonomamente le proprie difficoltà economiche, ma simili dichiarazioni velocizzano la risoluzione dei problemi legati al finanziamento di imprese russe. 
Allo stesso tempo alcuni esperti prevedono che il mercato delle azioni registrerà un andamento negativo per il primo semestre del 2015 a causa di un probabile calo del rating sovrano della Russia da parte dell’agenzia S&P e un continuo indebolimento del mercato del petrolio.  Tuttavia, in seguito, di pari passo con un attenuamento quantitativo in Europa e il rimbalzo sul mercato delle materie prime, che molto probabilmente ne conseguirà, la situazione potrebbe raddrizzarsi e i prezzi delle azioni potrebbero crescere. I favoriti rimangono i titoli degli esportatori, in particolare di “Norilskij Nickel”. Il 2015 non sarà un anno semplice per il mercato azionario russo, dal momento che il suo andamento supererà la situazione nell’economia, mentre le finanze delle aziende verranno proiettate sul costo degli attivi. Molto probabilmente nel primo semestre i titoli delle aziende si ridurranno, mentre dal secondo semestre cresceranno. Tali previsioni si basano su una stima relativa al mercato del petrolio per l’anno 2015, in relazione al quale ci si attende un calo del prezzo di petrolio nel primo semestre in una fascia di prezzo che va dai 40 ai 50 dollari al barile, e questi livelli potrebbero essere raggiunti verso la fine del primo trimestre o nel secondo.
Il calo del prezzo del petrolio influenza negativamente il mercato valutario, dove prosegue il deprezzamento del rublo. Questo influisce anche sulle quote valutarie dei titoli russi e come risultato l’indice RTS potrebbe scendere ad un livello di 600 punti. Allo stesso tempo l’indice MICEX, con tutta probabilità, manterrà i propri livelli, oppure si ridurrà leggermente. Non dovrebbe scendere sotto la soglia dei 1350 punti.
La situazione negativa sui mercati esteri delle materie prime permetterà al governo di intervenire in maniera più attiva nell’economia, si può prevedere un’accelerazione degli stimoli economici per le imprese russe e l’annuncio di nuove misure economiche per il sostegno delle aziende commerciali.  Ciò permetterà di ridurre in parte il calo economico e, possibilmente, di rallentare i ritmi del crollo o di passare, addirittura, ad una crescita già nel secondo semestre.
Nell’anno 2015 ad influire positivamente sul mercato azionario russo potrebbe essere una correzione delle sanzioni economiche della UE, introdotte contro la Russia nella primavera del 2014. Il processo di negoziazione in Ucraina sud-orientale si sta sviluppando gradualmente, il che aumenta le probabilità per una risoluzione politica della situazione.  Se si continuerà a prendere gradualmente questa direzione, l’Unione Europea potrebbe attenuare le sanzioni, permettendo così ai titoli russi di crescere.


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