Il Cremlino aiuta la PMI: una moratoria sull’aumento delle tasse per sette anni

Anche la tassazione sulle imprese estere in Russia potrebbe essere congelata per sette anni.
 

Dopo un inasprimento del regime fiscale, le società russe non dovrebbero essere soggette a nuove o maggiori imposte federali per almeno sette anni. Tale disegno di legge, che modifica l'articolo 3 del Codice fiscale (CF), è stato elaborato dal deputato Evgenij Fedorov, membro del partito "Russia Unita" e del comitato della Duma per il bilancio e le imposte.
Evgenij Fedorov, membro del partito "Russia Unita" e del comitato della Duma per il bilancio e le imposteSi prevede infatti di estendere alle imprese russe la cosiddetta “clausola del nonno” (diffusissima a livello mondiale), ossia il principio che tutela gli investitori stranieri contro eventuali cambiamenti nella legislazione. Fedorov ha inoltre comunicato di aver recentemente inviato al governo le rettifiche del Codice fiscale. Presso la segreteria del primo vice-premier Igor Shuvalov, si è evidenziata la "necessità di puntare alla prevedibilità fiscale, mentre eventuali misure e strumenti, compresa la “clausola del nonno”, dovrebbero essere elaborati da enti specializzati". Il Ministero dello Sviluppo Economico ha dichiarato di sostenere il disegno di legge.
In Russia la “clausola del nonno” (in senso ampio, il principio di tutela della persona da nuove leggi che possano peggiorare la sua condizione normativa) si trova all'interno dell'articolo 9 della legge 06 sugli "investimenti esteri", entrata in vigore nell'estate del 1999. Essa consente agli investitori di evitare per 7 anni l’entrata in vigore di nuovi atti legislativi, nel caso in cui prevedano un aumento delle imposte federali.
Essa riguarda le persone giuridiche estere, incluse, in particolare, tutte le società, le imprese, le organizzazioni e le associazioni aventi il potere di investire nel rispetto della legislazione del Paese in cui si trovano. A detta di Tamara Kasjanova, direttrice generale della società di consulenza "2k Audit", per avvalersi dello status di investitore estero è sufficiente possedere il 25% del capitale di una struttura non residente. In Russia la “clausola del nonno” viene applicata anche ai cittadini stranieri e alle persone senza cittadinanza che vivono permanentemente oltre i confini della Federazione Russa.
Federov propone di applicare un rinvio di 7 anni anche per le società russe, così da stimolare lo sviluppo degli investimenti interni. A detta del deputato, in questo caso le società potrebbero pianificare le proprie attività di investimento, e il rinvio consentirebbe loro di prepararsi ad un aumento delle tasse.
“Se le garanzie previste dalla "clausola del nonno" vengono applicate esclusivamente ai rapporti legislativi legati alla realizzazione di progetti d’investimento estero, non bastano per affrontare le sfide con cui l’economia russa si viene a scontrare attualmente, tra cui le forti pressioni politiche da parte di altri Stati (sanzioni), il declino dell’economia mondiale e quanto di negativo ne consegue, si legge nel memorandum al disegno di legge - Pertanto si propone di estendere il rinvio alle imprese russe - Anch’esse dovrebbero avere il tempo di prepararsi ad un aumento delle imposte federali”.
Queste ultime comprendono: l’imposta sul valore aggiunto (18%), l’imposta sul reddito (20%), le accise e l’imposta sul reddito delle persone fisiche (13%). Come ricorda Sergej Nazarkin, partner della società di consulenza Amond & Smith Ltd, negli ultimi tempi sono state discusse diverse iniziative circa un aumento delle tasse, attribuibili, probabilmente, al peggioramento della situazione economica e agli sforzi dello Stato di integrare il bilancio. Il Ministero delle Finanze ha proposto un’iniziativa per aumentare l’IRPEF (dal 13 al 15%) e l’IVA (dal 18 al 20%). Inoltre, secondo l’esperto, è molto probabile che dal 2015 aumenterà l’IRPEF sui dividendi pagati (dal 9 al 13%).
Nella relazione della conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo (gennaio 2014) si afferma che il volume degli investimenti diretti esteri (IDE) in Russia nel 2013 ammontava a 94 miliardi di dollari, ossia l’84% in più, rispetto all’anno precedente. Pertanto, nel rating mondiale per gli IDE, la Russia per la prima volta si è classificata al terzo posto (nel 2012 era al nono posto con un indice pari a 51 miliardi di dollari). Gli investimenti nell’economia russa eguagliavano esattamente il 75% di tutti gli IDE nei Paesi con “un’economia di transizione”. L’afflusso totale di investimenti esteri in questi Paesi nel 2013 era pari a 126 miliardi, con una crescita del 45% su base annua. Secondo le statistiche del Ministero dello Sviluppo Economico, i maggiori investitori in Russia sono Cipro (2,9 miliardi di dollari) e il Lussemburgo (1,9 miliardi di dollari).
Allo stesso tempo, come ha dichiarato il Ministero dello Sviluppo Economico al quotidiano “Izvestja”, nel 2013 il volume degli investimenti domestici russi ammontava a 13,3 trilioni di rubli (272 miliardi di dollari), ossia lo 0,2% in meno rispetto al 2012. Secondo i dati del ministero, nel 2014 gli investimenti domestici potrebbero ammontare a 13,5 trilioni di rubli. 


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