Il rublo in libera fluttuazione comincia ad affondare

Il petrolio sotto quota 78 dollari al barile minaccia di mettere KO l’economia russa. Il Cremlino promette che i programmi sociali non saranno tagliati, ma si prospetta un inverno difficile, mentre aumenta la tensione interna, alimentata dalla crisi in Ucraina.

Mercoledì 5 novembre la Banca Centrale, che aveva inizialmente innalzato il tasso chiave al 9,5%, ha deciso di rinunciare agli interventi illimitati sui confini del paniere bivalutario.  Di conseguenza il rublo ha registrato l'ennesimo minimo storico: 45 rubli per un dollaro e 56 rubli per un euro.
Gli interventi valutari della Banca Centrale non supereranno i 350 milioni di dollari al giorno. Di fatto questo significa che rublo e corridoio continueranno ad esistere separatamente. Tali cambiamenti rendono la presenza del corridoio irrilevante, segnando quindi il passaggio ad un regime di cosiddetto tasso di cambio fluttuante "sporco". Il meccanismo è inoltre divenuto meno prevedibile, il che risparmia la Banca Centrale dal compito di respingere gli attacchi speculativi sul rublo.

Esperti indipendenti: le decisioni della Banca Centrale frenano la crescita economica

Secondo gli esperti finanziari russi, le autorità monetarie stanno fallendo nella politica di rafforzamento del rublo. Le azioni del regolatore si fondano sulla teoria del monetarismo e sono completamente distaccate dalla realtà in cui si trova il mercato.
La Banca Centrale gioca insieme a quanti speculano contro la moneta russa, quando, da un lato, concede alle banche trilioni di rubli in cambio di attivi non garantiti e, dall'altro, compra i suoi stessi rubli durante il processo di intervento, si legge sui giornali.
Si può dire che negli ultimi mesi la Banca Centrale abbia, con una mano, distribuito rubli tra le banche mettendoli all'asta e, con l'altra, distribuito dollari per poi riacquistare da quelle stesse banche i propri rubli. Ne risulta che le riserve in valuta estera sono state spese senza riuscire ad interrompere il crollo del rublo né a garantire liquidità ai settori reali dell'economia. I soldi alle imprese industriali non arrivano, ed esse non fanno che rigirarsi sul mercato finanziario. Gli unici a trarre beneficio dalla politica della Banca Centrale sono gli istituti di credito commerciali e gli speculatori.
Finché calerà il prezzo del petrolio, un rafforzamento del rublo è improbabile. Il rublo dipende strettamente proprio da questo fattore. Non appena il prezzo del petrolio supererà il livello previsto per il bilancio del prossimo anno, allora si potrà parlare di rafforzamento della valuta nazionale. Per il rublo la situazione al momento è veramente dura. In primo luogo per il costo del petrolio, ma anche a causa del continuo rafforzamento del dollaro sui mercati esteri. Presto potrebbero esserci fluttuazioni da entrambe le parti, cosa che stiamo già osservando.
Da un lato i dirigenti della Banca Centrale si rifiutano apertamente di regolare il mercato valutario. Con un'economia decadente e l'accelerazione della fuga di capitali si va verso la svalutazione della moneta nazionale. Dall'altro lato, per mettere in atto le misure annunciate ci vuole tempo. Pertanto, l'effetto positivo di tali azioni potrà essere osservato solo tra alcune settimane e a condizione che il prezzo del petrolio aumenti.
Inoltre, una delle cause di indebolimento della moneta russa è attribuibile alla mancanza di sostegno a suo favore. Ora è indispensabile non irrigidire la politica monetaria e non ridurre l'ammontare di denaro, ma, al contrario, attenuare la prima ed ampliare il secondo. 
La dura lotta della Banca Centrale con l'inflazione sta conducendo ora ad un'accelerazione ancora maggiore della stessa. Con l'aumento del tasso chiave il regolatore ostacola l'accesso ai crediti da parte dell'industria e, quindi, inibisce l'attività di investimento delle imprese e, ancor peggio, rallenta la crescita economica. I produttori cercheranno di compensare l'aumento delle spese rincarando il prezzo finale della merce: il cerchio in questo modo si chiude e i prezzi aumentano.

Il corso della moneta russa: da meno 40 a quasi 60 rubli per un Euro in tre anni esatti

Analisti: il rublo continuerà ad indebolirsi

Secondo il quotidiano "Kommersant", a breve termine gli operatori del mercato finanziario russo si attendono un ulteriore deprezzamento del rublo. Il capo-economista di "Alfa-Bank", Natalija Orlova non esclude che per un dollaro si arriverà presto a pagare 47 rubli.  Tuttavia, in una prospettiva a lungo termine, una correzione deve aver luogo. La Orlova ritiene che il tasso di cambio del rublo si avvicini al suo costo base, che oscilla tra i 40 e i 45 rubli per dollaro, considerando la riduzione dell'import attesa per il 2015.
Il giornale "Rossiskaja Gazeta" ha pubblicato delle previsioni ancora più pessimistiche in un'intervista ad Aleksandr Abramov, professore del dipartimento di mercato azionario e mercato degli investimenti presso la High School of Economics, durante la quale ha dichiarato che, se si considera il grafico dei pagamenti dei debiti esteri aziendali sullo sfondo di un mantenimento delle sanzioni, entro la fine del 2015 per un dollaro si pagheranno tra i 50 e i 55 rubli.