Le azioni delle imprese russe fanno ritorno alle Borse estere

In febbraio e nella prima settimana di marzo le negoziazioni dei titoli liquidi delle maggiori 15 emittenti alla Borsa di Mosca si sono ridotte rispettivamente al 50,82 e 48,14%.

La crisi ucraina ha rovinato i piani della Borsa di Mosca di “richiamare” in patria le azioni delle imprese russe quotate all’estero. La recente tendenza ad incrementare la negoziazione domestica di titoli russi si è infatti interrotta e gli investitori stanno intensificando le negoziazioni di titoli russi sui mercati internazionali. A darne chiara visione sono i dati di LiquidMetrix, società di analisi dei mercati finanziari. Mentre lo scorso anno le negoziazioni sulla piazza di Mosca dei titoli liquidi di 15 maggiori emittenti russi erano aumentate, raggiungendo a novembre quasi il 58%, a gennaio di quest'anno tale percentuale si è ridotta al 52,53%, facendo registrare dati ancora peggiori in febbraio e nella prima settimana di marzo (rispettivamente 50,82% e 48,14%).

La Borsa di Mosca ha esaminato allo stesso modo i dati di LiquidMetrix, registrando che a novembre 2013 la negoziazione di titoli di società russe sulla Borsa di Mosca era pari al 61%, a febbraio si è ridotta al 54%, l'11 marzo era pari al 51% e il 13 marzo al 49%.

La Borsa di Mosca spera che si tratti di un fenomeno temporaneo, sebbene gli analisti avvertano che le sanzioni economiche potrebbero apportare una nuova ondata di fuga di capitale dalla Russia.

Inoltre, come ha spiegato ai giornali un top-manager della Borsa, a causa dell'inasprimento del conflitto internazionale gli investitori rifuggono dal rischio che i loro conti in dollari presenti in Russia vengano bloccati.

Allo stesso tempo, a causa della crisi in Ucraina, le banche statali russe hanno cominciato a rimandare i forum di investimento.

Alcuni di questi, durante i quali si sarebbero discussi i punti di crescita dell'economia russa con investitori esteri, sono stati immediatamente rinviati a data da definirsi. I funzionari responsabili per la creazione di un clima di investimenti favorevole ammettono che gli investitori stanno palesando forti timori e, pertanto, non si affrettano ad investire i propri soldi nell'economia russa.

Se la situazione in Crimea non si tranquillizza, molti investitori esteri, in primis le banche, potrebbero non giungere in Russia, rivela al giornale un funzionario dello Stato.

Ad esempio a Mosca il 10 e l'11 aprile era previsto il forum d'investimento organizzato da Sberbank, "Russia-2014". Ora si prevede che avrà luogo il prossimo autunno. L'evento è rimandato a causa della situazione internazionale tesa dovuta alla crisi ucraina, ha affermato l'ufficio stampa di "Sberbank CIB". Tra le cause vengono menzionate anche la situazione economica instabile e l'elevata volatilità sui mercati dei capitali.

La settimana scorsa anche VTB Capital ha annunciato la cancellazione del suo forum annuale a New York. Anche in questo caso la decisione è legata alla situazione in Ucraina, rivelano gli impiegati della VTB. Secondo i dati di Bloomberg, è dovuta al gelo tra Russia ed America. Le autorità statunitensi ed europee avevano avvertito la Russia circa la possibilità di sanzioni nei confronti di banche statali e funzionari, qualora la Russia avesse inasprito il conflitto in Crimea.

Gli investitori temono di venire per poi dover affrontare i propri governi, e non c'è nemmeno molto da ridire, afferma un funzionario federale. A detta di quest'ultimo è difficile attirare gli stranieri affinché investano i propri soldi in un'economia, quando tutti parlano di sanzioni reciproche.

Sono nervosi anche i rappresentanti delle società estere operanti in Russia. Gli imprenditori stranieri vogliono essere fedeli sia ai propri governi sia alla propria impresa sul territorio russo.

Tuttavia, a dire il vero, non sono stati rimandati tutti i forum. Ad esempio la Borsa di Mosca aveva previsto per il 27 marzo un forum che non è stato cancellato e al quale ci si attendeva l'adesione di circa 1000 partecipanti, afferma un rappresentante della Borsa. Allo stesso modo non si prevede di rimandare il forum economico internazionale di San Pietroburgo anche se qualcuno potrebbe non aderire.

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