In gennaio il rublo in caduta libera

La moneta russa perde i colpi nella battaglia contro il dollaro e l’Euro

A gennaio il tasso di cambio è giunto al minimo degli ultimi quattro anni, oltrepassando il limite di 35 rubli/dollaro e 48 rubli/euro. Se in tutto il 2013 il rublo si è indebolito del 7,12% rispetto al dollaro, solo nel gennaio del 2014 lo stesso indicatore ha raggiunto il 4%, andando quasi ad eguagliare le previsioni annuali del Ministero dello Sviluppo Economico (33,9 rubli/dollaro in media nel 2014 e 33,4 rubli in media nel mese di gennaio).

Con tutta probabilità si è trattato di una cosiddetta “perdita a ruota”, dal momento che altre valute hanno subito un rapido crollo nel 2013. Ad un tratto, agli inizi del calo, hanno cominciato a sfumarsi le attese per una crescita economica russa, e in seguito, a causa degli “stop loss”, si è ottenuto un “effetto valanga”.

La Russia verso un corso fluttuante del rublo. Putin "Così impari a galleggiare"Gennaio è diventato il mese del ripensamento della situazione economica: alla fine del 2013 il mercato si ostinava ad ignorare le notizie, sia mondiali (il miglioramento dell’economia statunitense, la revisione del programma di attenuazione qualitativa del Federal Reserve System (FRS) degli USA, la ripresa delle esportazioni di petrolio dall’Iran), sia nazionali (la revoca delle licenze bancarie, il panico delle banche, un’improvvisa rivalutazione negativa della crescita economica). Anche il fatto che la ripresa delle economie sviluppate non sia andata di pari passo con un incremento della domanda di risorse energetiche è per la Russia una cattiva notizia.

Ma accanto alle cause esterne vi sono anche motivazioni interne che hanno contribuito all’indebolimento del rublo.

Una crescita economica così debole è attribuibile sia al fatto che il rapporto tra rischi e rendimento del capitale risulti poco attraente, sia a fattori istituzionali: la causa fondamentale del crollo del rublo non riguarda solo quest’anno, fanno notare gli esperti, ma anche i successivi. Oltre alle aziende, ad esportare valuta sono anche i cittadini. Eppure, tra gli “avversari della svalutazione” c’è anche il Ministero dello Sviluppo Economico, sempre critico nei confronti della Banca Centrale per il suo rublo troppo forte. Ma ora un indebolimento del rublo è più probabile di un suo rafforzamento.

La Banca Centrale per il momento non lascia il mercato valutario: dall’inizio del gennaio 2014 ha venduto 2,4 miliardi di dollari per sostenere il rublo.

Le possibilità di svolta del tasso di cambio sono inesistenti: entro la fine del 2014 potrà scendere fino a 38 rubli/dollaro.

Inoltre il Ministro delle Finanze Anton Siluanov ritiene che le basi fondamentali per una variazione del tasso di cambio del rublo non vi siano, anche se in gennaio il costo del paniere bivalutario ha rinnovato le massime degli ultimi cinque anni ed è andato a consolidarsi nella fascia che richiede maggiori interventi da parte della Banca Centrale Russa. Il dollaro ha raggiunto il suo massimo dalla primavera del 2009, l’euro e il paniere bivalutario hanno continuato a rinnovare le massime dal febbraio del 2009, ossia da quasi cinque anni.

“E’ uno spostamento notevole, molti attori si sono visti costretti a “tagliare” le loro posizioni corte in valute, e come risultato sul mercato dominano gli acquirenti. Ci troviamo in una zona molto pericolosa, 400 milioni di dollari di vendite al giorno da parte della Banca Centrale Russa: è una cosa seria”, ha dichiarato il trader di Alfa-Bank Igor Akinshin, secondo il quale “se verrano poste le condizioni per una svolta, i movimenti del tasso di cambio potrebbero divenire ancora più rapidi. Ciononostante, al momento, per il rublo tutto appare scoraggiante: i dati macroeconomici russi sono sfavorevoli e in generale nel mondo si osserva una pressione sulle monete di Paesi simili alla Russia”.

“Per ora non vedo il problema (per quanto concerne il tasso di cambio del rublo). La politica della Banca Centrale e delle autorità finanziarie consiste nel rendere il rublo più fluttuante. La politica della Banca Centrale è assolutamente corretta”, ha dichiarato il ministro delle finanze Anton Siluanov.

Inoltre ha sottolineato che “non vi sono motivazioni di fondo per le quali il rublo debba indebolirsi o rafforzarsi”.

A detta sua, la situazione del tasso di cambio osservabile dall’inizio dell’anno è legata, da un lato, alle dichiarazioni dei Paesi che emettono una valuta di riserva riguardo ad una riduzione dei volumi di emissione, causando l’abbandono dei titoli russi da alcuni investitori. “Ciò non ha influito significativamente sulla situazione del mercato valutario”, ha affermato il ministro. Dall’altro lato, la Banca Centrale Russa ha iniziato a condurre una politica valutaria più flessibile e liberale. “Il regolatore non interviene in quei casi di cui si era preoccupato lo scorso anno e ha venduto valuta sul mercato”, - ha spiegato il ministro.

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