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ITALIA IN RUSSIA N.328

La pandemia non riesce a ostacolare lo sviluppo della cooperazione economica, commerciale e culturale tra l'Italia e la Russia

La Banca Intesa Russa allo studio della possibilità di finanziare un progetto della russa Novatek, che prevede la produzione di gas naturale liquefatto nella zona dell’Artico – È arrivato a Mosca il nuovo Ambasciatore d’Italia in Russia, Giorgio Starace - Anche quest’anno in Russia i Saloni WorldWide Moscow hanno registrato un successo straordinario.

 

Banca Intesa Russia valuta un maxi investimento in progetto “Lng Novatek”
La banca russa di Intesa Sanpaolo sta valutando la possibilità di finanziare il progetto dell'impianto per la produzione di gas liquefatto nell’estremo Nord della Russia, Arctic Lng 2, della società Novatek. È quanto ha detto all’agenzia stampa Reuters Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia. Tuttavia Fallico ha sottolineato che “ancora non è stata presa alcuna decisione in merito ai finanziamenti per il progetto”, che prevede la costruzione di tre treni di liquefazione del gas dotati singolarmente di una capacità di 6,6 milioni di tonnellate l'anno.

Ambasciatore Giorgio Starace: "Avanti nella collaborazione tra Italia e Russia"
Il nuovo Ambasciatore d’Italia a Mosca, Giorgio Starace, ha presentato l'8 ottobre scorso le copie figurate delle Lettere Credenziali al Vice Ministro degli Affari Esteri, Amb. Alexander Viktorovich Grushko. Alla cerimonia, svoltasi in un clima di viva cordialità, ha fatto seguito uno scambio di vedute sull'intero spettro dei rapporti bilaterali.
“Le relazioni tra Italia e Federazione Russa – ha dichiarato l’Ambasciatore Starace – sono intense e vivaci in tutti i campi e spaziano dal versante politico a quello economico e culturale e già ci attende una fitta agenda di impegni. Questi legami poggiano su solide basi, grazie a secoli di storia comune che ci fornisce il quadro di riferimento per soluzioni condivise ed efficaci, ampliando gli spazi di collaborazione. Questa sarà la priorità della mia missione a Mosca”.

Messaggio di saluto dell'Ambasciatore Giorgio Starace
Condividiamo con i lettori di "Russia24" il messaggio di saluto dell'Ambasciatore Giorgio Starace in occasione dell'inizio del suo mandato nella Federazione Russa.
https://youtu.be/LwlI-3T_b1o

Preview a Villa Berg del "Ritratto del pittore Frank Haviland" di Amedeo Modigliani
Il 18 ottobre scorso è stata inaugurata a Mosca, presso il Museo Pushkin delle Belle Arti, la mostra “L’arte libera. Il futurismo italiano dalla collezione di Gianni Mattioli”. L’inaugurazione era stata preceduta il 13 ottobre da una Preview ospitata dal nuovo Ambasciatore italiano a Mosca, Giorgio Starace, a Villa Berg, storica sede dell’Ambasciata d’Italia a Mosca, di una delle opere più prestigiose della collezione, il Ritratto del pittore Frank Haviland di Amedeo Modigliani. L'evento ha rilanciato la tradizione della sede diplomatica italiana di ospitare, per la stampa ed i protagonisti del mondo della cultura in Russia, celebri opere delle grandi mostre organizzate o patrocinate dall’Ambasciata.
La mostra, patrocinata e sostenuta dall’Ambasciata d’Italia in collaborazione con gli Istituti Italiani di Cultura di Mosca e di San Pietroburgo, realizzata anche grazie al generoso sostegno finanziario di Sberbank, rappresenta il momento culminante dell’ambizioso progetto espositivo che, nell’ambito delle iniziative per celebrare l’Anno incrociato Italia-Russia dei Musei (inaugurato a Milano dai Ministri Franceschini e Ljubimova il 29-30 settembre scorso), ha portato in questa terra una delle più significative collezioni private italiane dell’arte del Novecento, composta da ventisei opere di inestimabile valore – assurte a vere e proprie icone del futurismo italiano – che dopo San Pietroburgo (con un diverso allestimento presso il Museo Russo di Stato) e Mosca abbandoneranno per sempre il circuito museale mondiale.
Le opere saranno esposte al Museo Pushkin delle Belle Arti nelle sale della Galleria d'arte dei Paesi d'Europa e d'America del XIX-XX secolo, ove trova spazio la collezione permanente: una scelta indicativa dell’interessante approccio contrastivo che si vuole dare al progetto, che integra Balla, Boccioni, Severini, Sironi, Carrà e Morandi – per citare solo alcuni degli artisti selezionati da Gianni Mattioli – nel contesto delle avanguardie europee, facendo emergere i punti di contatto, ma anche di respingimento, fra le poetiche del futurismo italiano e degli altri movimenti coevi.
Per come è stata strutturata e per come accompagna il pubblico, la mostra “L’arte libera. Il futurismo italiano dalla collezione di Gianni Mattioli” consente di esplorare una straordinaria stagione di circolazione europea delle ideologie e delle sperimentazioni artistiche e di scoprire un’ulteriore, significativa declinazione storica dell’intensissimo rapporto culturale che da sempre lega Italia e Russia.
La mostra sarà accessibile al pubblico dal prossimo 19 ottobre sino al 16 gennaio 2022.

La qualità superiore è il punto di forza di fronte all’avanzata del made in Russia
“Prodotto in Italia? Amato in Russia!”. Le parole con cui Cesar Cucine si presentava due anni fa ai Saloni WorldWide Moscow sono sicuramente ancora valide.
Ma il mercato russo di arredamento e design di interni sta cambiando: nel gusto - questo è l’aspetto positivo - che pian piano impara ad apprezzare lo stile più raffinato espresso dai produttori italiani di alta gamma.
Nello stesso tempo, però, la Russia figlia delle sanzioni internazionali e delle crisi che hanno svalutato il rublo sta imparando a rimboccarsi le maniche e a fare da sé anche su questo fronte. Riducendo il raggio d’azione dei marchi stranieri.
“La Russia è sempre stata per noi un mercato importante”, spiega Gina Cester, amministratore delegato di Cesar che guida con il fratello Dante. Un mercato orientato inizialmente su prodotti classici e tradizionali, ma che negli ultimi anni ha sposato la filosofia d’origine di queste cucine d’autore: “Oggi - spiega Gina Cester - siamo coerentemente posizionati in Russia con prodotti che sono la nostra bandiera”. Seguendo da vicino il mercato russo, Dante Cester lo ha visto trasformarsi: “Tutto il business legato al classico, i prodotti più economici ormai se li fanno quasi totalmente in Russia, un mercato è sparito - osserva -. Con la crisi molti non hanno più avuto la possibilità di comprare italiano. Dunque per noi è stata una fortuna esserci posizionati su un target più elevato: non avremmo avuto altra scelta”.
E questa fascia alta, dimostrano i conti, non conosce crisi. Anche Maria Porro, neopresidente del Salone del Mobile e direttore Marketing e Comunicazione per l’azienda di famiglia, indica un rafforzamento delle già buone aspettative sul mercato russo: “Stiamo trovando un terreno fertile”. Merito del cambio di gusto legato alla nuova generazione di consumatori, “che hanno avuto esperienze all’estero, hanno un punto di vista più internazionale e una maggiore affinità con lo stile più pulito e minimale che noi proponiamo. Un altro elemento importante è il forte appeal che l’impostazione sartoriale dei nostri prodotti ha sul cliente russo”. E il punto di forza di Porro, la cabina armadio, è diventato centrale anche nelle case di Mosca.
Qualità e affidabilità di un processo produttivo industriale “non superabili da un artigiano locale”: consapevolezza, avverte però Maria Porro riflettendo sull’avanzata del made in Russia, che deve comunque “stare molto attenta a cogliere i segnali di problematiche future”.
Dal fronte del design applicato all’illuminazione Marco Ghilarducci, amministratore delegato di Martinelli Luce, per qualche tempo ha guardato alla Russia “rimanendo alla finestra”. “Un prodotto medio-alto come il nostro in Russia, dove il gusto è molto diverso, non ha mai trovato un grande successo - spiega -. Almeno finora”. Là dove chi è ricco ama farlo vedere, si predilige il dorato, il vetro e ciò che brilla e sembra dare prestigio alla casa. Una mancanza di sintonia a cui si aggiungono le problematiche che da sempre preoccupano chi affronta il mercato russo: le frequenti richieste dei clienti di fatturare in Paesi terzi; le nuove normative per i prodotti elettrici (Eurasian Conformity Mark) che non riconoscono le certificazioni europee e appaiono motivate dalla volontà di imporre una nuova tassa più che da preoccupazioni di sicurezza. Eppure, conclude Marco Ghilarducci, “sono tentato a rientrare in Russia. Questo è un mercato da tenere d’occhio, sta cambiando e tra qualche anno ci saranno più persone che possono capire cosa vuol dire il design”. Il Sole 24 Ore, 05.09.2021

 

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