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ITALIA IN RUSSIA N.311

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

Banca Intesa Russia concede un credito strategico al gruppo russo “VSMPO-AVISMA”, il maggiore produttore del titanio nel mondo - Banca Intesa ha portato in Russia i film dell’Undicesimo Festival cinematografico “Da Venezia a Mosca” – Il gruppo Barilla investirà nelle nuove produzioni in Russia fino a 130 milioni di euro.


Banca Intesa Russia ha concesso un credito al gruppo russo “VSMPO-AVISMA”, il maggiore produttore del titanio nel mondo 
Il 17 febbraio scorso la Banca Intesa Russia ha concluso un accordo sulla concessione di un credito di 40 milioni di dollari per un periodo di 36 mesi con la società pubblica russa “Corporazione VSMPO-AVISMA”. I mezzi finanziari, concessi da Banca Intesa Russia al produttore russo, saranno utilizzati per finanziare tutta una serie di necessità corporate. «L’accordo con “VSMPO-AVISMA” è di importanza strategica per la Banca Intesa Russia. Valutiamo molto altamente la collaborazione con il produttore-leader dell’industria del titanio e una delle maggiori società dal territorio industriale degli Urali. Speriamo che il prestito già versato sui conti del produttore russo sia l’inizio di una cooperazione positiva e a lungo termine di tempo con il gruppo “VSMPO-AVISMA”», ha dichiarato il direttore della filiale degli Urali di Banca Intesa Russia, Anton Burkov.
Il gruppo “VSMPO-AVISMA” è il maggiore produttore del titanio nel mondo che vanta il completo ciclo tecnologico dalla trasformazione di materia prima e fino alla produzione di componenti di metallo molto sofisticati  con un elevato tasso di lavorazione meccanica. La corporazione russa rifornisce di propri prodotti i partner in oltre 50 Paesi del mondo ed è integrata organicamente nell’industria aerospaziale globale. Inoltre la produzione di “VSMPO-AVISMA” viene ampiamente usata dall’industria dell’energia, da quella gaspetrolifera, dai cantieri navali, dalla medicina, dall’industria delle costruzione e dallo sport.

Banca Intesa ha portato in Russia i film dell’Undicesimo Festival cinematografico “Da Venezia a Mosca”
Il 4 marzo scorso Banca Intesa Russia (sponsor generale) ha presentato al pubblico russo l’Undicesimo Festival del cinema italiano “Da Venezia a Mosca”. L’evento è stato organizzato dall'Istituto Italiano di cultura a Mosca, in collaborazione con la Biennale di Venezia e con il supporto dell'Ambasciata d'Italia in Russia.
Per cinque giorni, dai 4 all’8 marzo nella capitale russa, nel prestigioso Centro cinematografico “Oktjabr” a molte migliaia di spettatori russi sono stati presentati i migliori film italiani, che in precedenza erano stati proiettati  l’anno scorso nell’ambito delle varie sezioni del Festival Internazionale del Cinema di Venezia. Un giorno speciale è stato dedicato per intero al centenario della nascita del grande regista italiano e internazionale, Federico Fellini. Quest'anno il Festival ha presentato al pubblico russo ben otto pellicole, dedicate all’analisi dei vari aspetti dei rapporti tra persone, delle relazioni in famiglia e dei problemi di crescita di adolescenti. Tutti i film sono stati proiettati in italiano con sottotitoli in russo.
Per quanto riguarda la giornata, dedicata alla figura di Federico Fellini gli spettatori russi hanno visto il film di Eugenio Cappuccio “Fellini fine mai” e una delle prime opere del maestro stesso dal titolo “Lo sceicco bianco”. La proiezione è stata preceduta da una conferenza sui film di Fellini del critico d’arte, Vsevolod Korshunov. «Banca Intesa da 10 anni sostiene con piena convinzione il Festival del cinema italiano “Da Venezia a Mosca”», ha dichiarato alla cerimonia di inaugurazione, il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico. “Il nostro sostegno – ha detto - non viene concepito come mecenatismo o, ancora più volgarmente, come sponsorizzazione a fini commerciali. Sono infatti convinto che la nostra Banca ha il dovere etico di contribuire a sviluppare i profondi legami amichevoli, culturali ed economici tra l’Italia e la Russia, condizione indispensabile per superare quanto prima possibile le discriminazioni e le barriere geopolitiche che dividono non solo i nostri due Paesi, ma anche l’Europa e la Grande Eurasia.”

Barilla: 130 milioni sulla Russia per raddoppiare gli stabilimenti
Barilla raddoppia in Russia. Dopo lo stabilimento di Solnechnogorsk, partito nel 2015, la multinazionale di Parma investirà altri 130 milioni di euro per costruire sia un nuovo sito produttivo sia un mulino per macinare il grano duro, il primo nell’Europa dell’Est. La location scelta è la Zona economica speciale di Stupino Quadrat, in piena area metropolitana moscovita.
Per Barilla, il mercato russo si conferma dunque un target interessante, con i suoi oltre 141 milioni di abitanti. L’embargo iniziato nel 2014, a seguito delle sanzioni Ue contro Mosca, non è la ragione diretta degli investimenti del colosso parmense in Russia, poiché la pasta non rientra nell’elenco dei prodotti il cui export italiano è vietato (anche se però lo sono alcuni ingredienti dei sughi). Il motivo, dunque, sta tutto nella crescita dei consumi della classe media russa.
Ci sono voluti due anni di trattative e di riflessioni, prima che la scelta di Barilla Rus Llc - la società russa che fa capo al gruppo - cadesse proprio sulla Zona economica speciale di Stupino Quadrat: "A convincerci è stato soprattutto l’aspetto logistico - racconta Mikhail Putilin, vicepresidente per la Russia e i Paesi Cis di Barilla Rus nonché futuro ceo della nuova unità produttiva - in particolare la presenza di una linea ferroviaria direttamente all’interno della Zes".
L’area speciale di Stupino Quadrat è nata nel 2015 e ad oggi raccoglie 27 investitori stranieri proveninenti da vari paesi del mondo. Nei suoi primi cinque anni di vita, la Zes ha raccolto capitali per 13,8 miliardi di rubli, pari a circa 188 milioni di euro. Con i suoi 130 milioni di investimenti, quello di Barilla sarà dunque il più grande investimento di tutta l’area speciale. In Italia, l’ufficio di rappresentanza di Stupino Quadrat è lo studio Livolsi & Partners, che ha anche seguito le trattative con Barilla. Ad oggi, le fabbriche già realizzate nell’area speciale sono dieci. Oggi in Russia si contano una trentina di zone economiche speciali. Il più grande beneficio che offrono è una tassa sui profitti minima, tra l’1 e il 2% a seconda dei casi, per tutti i primi dieci anni dell’investimento. A questo si aggiungono prezzi stracciati per acqua, gas ed elettricità, oltre alla possibilità di assumere manodopera più qualificata della media del Paese. Perché allora Barilla ha scelto proprio Stupino Quadrat?
"Certo la sua posizione strategica deve aver contato, a soli 40 chilometri dall’aeroporto e crocevia delle più importanti arterie stradali e ferroviarie di Mosca - racconta Alberto Conforti, partner dello studio Livolsi - l’altro motivo determinante però è che Stupino Quadrat è l’unica Zes russa gestita da un soggetto privato, il developer tedesco MG. Il che rende la gestione dell’area speciale più managerial-imprenditoriale e meno burocratica. Più moderna, insomma".
Barilla non è l’unica azienda italiana a Stupino Quadrat, anche perché la Zes moscovita punta molte delle sue fiches sull’attrazione delle imprese made in Italy: "Oltre 20 imprese alimentari italiane sono andate in visita presso questa Zes - racconta ancora Conforti - i gestori inoltre stanno aprendo linee di produzione per il “living with italy”, per favorire la produzione di mobili di design italiano , ma prodotti in Russia". Stando al bilancio del 2018, l’ultimo disponibile, il fatturato di Barilla in Russia è cresciuto del 16%: il marchio parmense sarebbe la terza pasta più acquistata sul mercato russo e la prima in valore sulla piazza di Mosca e di San Pietroburgo. Il Sole 24 Ore, 05.03.2020




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