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ITALIA IN RUSSIA N.306

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

Secondo seminario italo-russo a Trieste. Per Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa “la Russia è da sempre un mercato strategico per il Friuli Venezia Giulia, ma anche testa di ponte verso la grande Eurasia e la Cina” – L’Associazione “Conoscere Eurasia” ha organizzato un viaggio straordinario alle pendici del Caucaso per sette scrittori italiani - MV Agusta: dalla holding russa "Gitir" di Timur Dardarov 100 milioni di euro in 5 anni.


Friuli Venezia Giulia – Russia: scambi in calo nel primo semestre, bene i metallurgici
Antonio Fallico: “Potenzialità enormi, Russia testa di ponte per Eurasia e Cina”
Impiantistica, metallurgia, cantieristica e infrastrutture sono le basi su cui far ripartire il business tra Friuli Venezia Giulia e Russia, dopo un primo semestre di quest’anno in forte contrazione. È la sintesi del Secondo seminario italo-russo del 20 settembre scorso a Trieste, che come sempre è stato organizzato dall'Associazione “Conoscere Eurasia”, Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Centro Culturale Veritas, Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia, Generali e Rizzani de Eccher S.p.A.
“Lo stato attuale non rende giustizia alle potenzialità commerciali tra la Russia e la vostra regione – ha detto il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico –. Un business che fa della complementarietà dei beni e servizi un valore aggiunto su cui riavviare le relazioni commerciali. La Russia – ha concluso Fallico – è da sempre un mercato strategico per il Friuli Venezia Giulia, ma anche testa di ponte verso la grande Eurasia e la Cina, grazie agli accordi Mosca-Pechino sulla nuova Via della Seta, che possono aprire ulteriori enormi possibilità per il tessuto industriale e imprenditoriale della regione”. Nel semestre, rispetto al pari periodo 2018, si segnalano in contrazione gran parte dei fondamentali commerciali sia in entrata che in uscita, con un interscambio a 218 milioni di euro, in discesa del 32,8%.
L’export sconta un -30,7% (a quota 92 milioni di euro) per effetto del calo abbastanza generalizzato del manifatturiero, che passa da 130 a 90 milioni di euro (-31,3%) complice il crollo degli apparecchi elettrici (-85,3%, da 49 a 7 milioni di euro). Sempre nell’ambito del manifatturiero, volano invece i prodotti metallurgici, che guadagnano il 102%, e i macchinari (+15,8%). Pur con valori ancora bassi a causa delle sanzioni, in ripresa anche i prodotti agricoli (+7,2%). Le province virano tutte in negativo a eccezione di Pordenone – che supera Udine al primo posto per export verso Mosca – segnalata in sensibile crescita (+18,1%) grazie in particolare all’impennata sui metalli (+343,1%).
Ufficio stampa dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, agenzia “ispropress”
Benny Lonardi (direzione@ispropress.it  Tel: +39 (393) 455-55-90)
Marina Catenacci (stampa@ispropress.it  Tel: +39 (327) 913-16-75)

L’Associazione “Conoscere Eurasia”: viaggio alle pendici del Caucaso per sette scrittori italiani
Un’avventura ai piedi del Caucaso per scoprire storia, cultura, letteratura, e i luoghi simbolo di una delle più affascinanti zone della Russia meridionale. È il viaggio organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia” per sette scrittori italiani – tra narratori, poeti, giornalisti e sceneggiatori - che dal 22 al 29 di settembre hanno visitato Krasnodar, la città russa fondata dai cosacchi del Kuban, e Sochi, cuore delle Olimpiadi Invernali del 2014, passando anche per alcuni caratteristici borghi della montagna caucasica.
Tra i principali appuntamenti ci sono stati l’incontro con l’Associazione degli scrittori al Museo letterario di Kuban e la visita al Museo Storico Felytsin di Krasnodar, mentre a Sochi il viaggio è stato proseguito con la visita alla Casa di Iosif Stalin, al Centro di Formazione “Sirius”, all’incontro con il vice rettore della Russian International Olympic University, Irina Badayan e a un concerto al Teatro Invernale.
In programma ci sono state anche uscite extraurbane, come le visite ai villaggi Gorny Klyuch e Krasnaya Polyana e l’escursione ai canyon Sukhoy e Paskho con la fermata al monastero ortodosso di Troitse-Georgiev (di Santa Trinità e di San Giorgio). Sono state dunque queste le tappe principali del viaggio, organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia”, in collaborazione con Rospechat, l’Agenzia statale russa per la stampa e i mass-media, con il Consolato Onorario della Federazione Russa a Verona, Russkij Mir Foundation e con il sostegno di Banca Intesa Russia.
“Gli scambi culturali, letterari e artistici sono da sempre alla base dell’antico rapporto di amicizia tra l’Italia e la Russia, nonché terreno fertile per la costruzione di solide relazioni economiche e commerciali”, ha detto Antonio Fallico, secondo cui “l’obiettivo dell’Associazione è proprio quello di creare occasioni di incontro e contaminazione culturale, per sviluppare una profonda conoscenza reciproca e un dialogo duraturo e positivo”.

Firmato a Villa Berg un protocollo di intesa tra l’Ambasciata e la Higher School of Economics Mosca
Il 20 settembre scorso l’Ambasciatore d’Italia in Russia, Pasquale Terracciano, e il Rettore della Higher School of Economics (Hse) Yaroslav Kuzminov hanno sottoscritto a Villa Berg, la storica sede dell’Ambasciata italiana nella capitale russa un Memorandum of understanding che darà la possibilità agli studenti italiani più meritevoli che frequentano la Hse di integrare il proprio percorso formativo con un progetto trimestrale di ricerca che li metterà in diretto contatto anche con le attività istituzionali svolte dall’Ambasciata d’Italia a Mosca.
La Higher School of Economics - National Research University, fondata nel 1992, si è in poco tempo affermata come una delle più prominenti università nazionali per quanto riguarda le scienze economiche e sociali, ottenendo il terzo posto tra le università russe nella classifica del WUR-2019 (World University Ranking).
Un accordo di collaborazione con la Hse è stato firmato qualche anno prima (8 giugno 2015) anche con l’Università LUISS Guido Carli di Roma.

Conferenza stampa e serata di promozione della regione Sardegna a Mosca
Il 15 ottobre scorso si è tenuta a Villa Berg, la storica sede dell’Ambasciata d’Italia a Mosca, una conferenza stampa di presentazione delle novità dell’offerta turistica di una delle regioni italiane più amate qui in Russia, la Sardegna, aperta dal Consigliere Francesca Santoro, Capo dell'Ufficio Commerciale dell'Ambasciata.
La Direttrice Generale dell’Assessorato al Turismo della Sardegna, Angela Maria Porcu, ha illustrato la strategia di internazionalizzazione della Regione, fondata sulla promozione non solo delle sue eccellenze turistiche ed enogastronomiche, ma anche manifatturiere e artistiche.
La Sardegna non è, infatti, solo sinonimo di buon cibo, ma anche di buon gusto: a conclusione della conferenza stampa, gli ospiti di Villa Berg hanno potuto gustare pietanze e vini della regione e ammirare in anteprima le creazioni di sei stilisti emergenti sardi, che hanno partecipato in parallelo alla settimana di alta moda “Moscow Fashion Week”. Nel dare il benvenuto agli ospiti, l’Ambasciatore d’Italia in Russia, Pasquale Terracciano, non ha mancato di sottolineare la sua soddisfazione per “l’accresciuta capacità delle nostre regioni di presentarsi e di valorizzare le proprie eccellenze di fronte al pubblico russo, riflettendo un’immagine realistica dell’Italia: un mosaico bellissimo nella sua interezza, composto da tanti tasselli diversi, ognuno dei quali insostituibile e peculiare”.

La Quindicesima edizione della fiera “Salone del mobile. Milano Moscow”
Si è svolta nella capitale russa dal 9 al 12 ottobre la fiera “Salone del mobile. Milano Moscow”, che ormai da quindici anni si conferma l’appuntamento più importante nel panorama internazionale del design e dell’arredo-casa per la Russia e i Paesi Csi.
La manifestazione, organizzata da Federlegno in collaborazione con ICE, è stata ospitata da “Crocus Expo”, polo fieristico di spicco in tutta la Russia (per il calendario fieristico di "Crocus Expo" del 2020 si può consultare il rispettivo capitolo del presente numero di Russia24 N.d.R.). Sono state 240 le aziende espositrici, tra cui 160 le aziende italiane, mentre la fiera è stata visitata da oltre 30.000 persone.



"Il mercato russo non va abbandonato"
"È più facile abbandonare che cominciare a costruire. Ma non vogliamo mollare un mercato così importante per le nostre aziende". Emanuele Orsini, presidente di FederlegnoArredo, non nasconde le difficoltà: i dati sull’export di mobili in Russia nei primi sei mesi dell’anno non sono incoraggianti, ma i margini per migliorare ci sono. "È vero: il mercato russo è quasi dimezzato dal 2013, ma vale comunque 400 milioni di euro per la nostra industria ed è l’ottavo Paese di esportazione – spiega Orsini -. Non possiamo abbandonarlo. Anche perché tutti gli indicatori macroeconomici ci dicono che l'economia del Paese è in ripresa, con proiezioni di crescita del Pil del 4,5% nel triennio 2020-2022. Dobbiamo esserci e cogliere le opportunità che si apriranno". La strategia è quella seguita negli ultimi anni: creare sinergie: "Con l’ufficio Ice di Mosca lavoriamo molto bene non lo dico per formalità – dice Orsini –. Quest’anno hanno portato al Salone del Mobile di mosca 160 buyer, il 45% dei quali sono nuovi, quindi nuovi contatti e nuove opportunità per le nostre imprese". Oggi come oggi, "nessuno pensa di abbandonare questo presidio – aggiunge – che è una grande occasione di dialogo anche diplomatico per rinsaldare i rapporti tra Italia e Russia in un momento in cui le relazioni internazionali sono piuttosto tese". A frenare le esportazioni verso questo Paese sono soprattutto le conseguenze indirette dei dazi introdotti nel 2014, che non hanno colpito i prodotti dell'arredo e dell'illuminazione, ma hanno creato un impoverimento della popolazione e molta incertezza sul mercato, portando inoltre all’introduzione di una serie di barriere indirette non doganali per favorire la produzione interna, che appesantiscono e rallentano gli scambi commerciali. "Il discorso è più ampio e non riguarda solo la Russia – osserva Orsini –: dobbiamo lottare per un interscambio libero, contro i venti di protezionismo che invece stanno soffiando sempre più forte in tutti i Paesi". La vicenda Boeing-Airbus non è che l’ultimo esempio: "A oggi i dazi americani non riguardano i nostri prodotti, ma ne siamo comunque colpiti – spiega - perché i mobili italiani hanno successo nel mondo anche grazie all'immagine attrattiva di tutto il made in Italy. Se si colpisce anche uno solo dei nostri settori industriali, si fa danno a tutto il sistema italiano". Ben vengano, dunque, accordi come quello recentemente siglato con il Mercosur, oppure le opportunità di nuovi mercati come Dubai (ponte fondamentale verso l’Africa e occasione ghiotta in vista dell'expo 2020) o il Vietnam. In una fase come quella attuale, con l’Europa stabile, le incertezze della Brexit e gli Stati Uniti a rischio dazi, "aprire nuovi mercati è fondamentale – conclude Orsini –. Ma questo non esclude consolidare quelli in cui siamo da tanti anni, come la Russia". Il Sole 24 Ore 10.10.2019

Il design italiano seduce Mosca ma le sanzioni frenano l’export
Mosca non è la Russia, è vero: nonostante la crisi si è trasformata negli ultimi anni in una metropoli attrattiva dove le aziende italiane dell’arredamento continuano a crescere. Non è così nel resto del Paese, ma la capitale può essere precursore di un’evoluzione del gusto che gioca a favore del made in Italy e vetrina per espandersi in altre città della Federazione e in tutti i Paesi dell’area ex sovietica. Perché tutta la regione, nonostante i numeri ancora negativi dell’export dopo la crisi economica esplosa nel 2014, rimane un mercato prioritario. Ne sono convinte le oltre 240 aziende presenti alla 15esima edizione del Salone del Mobile organizzato proprio a Mosca da FederlegnoArredo Eventi, che ogni anno porta negli spazi del "Crocus Expo" una selezione dei brand e delle novità presentate in aprile al Salone di Milano. "È un mercato non facile – osserva Niccolò Mazzei, direttore sviluppo internazionale dell’azienda toscana Edra – ma ci crediamo perché vediamo una grande attenzione alla qualità e alla tradizione caratteristici del made in Italy". Anche Stefano Antoniali, commercial director della veneta Masiero, specializzata in illuminazione di alta gamma, è ottimista: "La crisi c’è, non possiamo nascondercelo, ma resta un mercato importantissimo, su cui siamo da 20 anni". I numeri delle esportazioni italiane in Russia soffrono ancora degli effetti indiretti delle sanzioni imposte dall’Unione europea nel 2014: dopo un 2018 ancora in negativo – con esportazioni di mobili e illuminazione made in Italy in calo del 2,9% - il 2019 si è aperto con un tonfo del 14,8%, che si spera di ridurre nella seconda parte dell’anno, anche grazie al booster del Salone stesso, dove l’anno scorso sono stati generati ordini per 8 milioni di euro. La grande affluenza registrata ieri lascia ben sperare, così come la presenza di 160 delegati in arrivo da 29 città di Russia, Bielorussia, Armenia, Georgia, Azerbaijan, Kazakhstan e Uzbekistan, selezionati in collaborazione con l’agenzia Ice, che daranno vita a 5.500 incontri B2B. Molti degli imprenditori e buyer presenti in fiera attribuiscono la mancata ripresa del mercato russo soprattutto alle barriere non doganali, come l’aumento di certificazioni, pratiche burocratiche e controlli, come spiega ad esempio Silvia Pizzi, area manager di Flou. Dello stesso avviso è Natalia Ospennikova, direttore di Imperio Grande, il principale multibrand di arredo a Novosibirsk, che lavora al 90% con marchi italiani di alta gamma e si dice convinta che si tratto di un fenomeno temporaneo. Svetlana Sidoruk, manager del Salone Bontempi di Tyumen, in Siberia, introduce un altro tema: la concorrenza dei produttori locali. In risposta alle sanzioni il governo russo ha avviato politiche di incentivazione alla produzione locale, che oggi cominciano a farsi sentire. L’Italia può però giocare la carta della qualità e dell’alto di gamma, spiega il presidente dell’Ice Carlo Ferro, secondo cui la Russia "resta un mercato prioritario per le aziende italiane del settore: ricordiamoci che l’Italia è il quarto fornitore di mobili in Russia e il primo nel segmento di qualità". Il Sole 24 Ore, 10.10.2019

Mv Agusta, dai russi 100 milioni di euro in cinque anni
Ci ha lavorato due anni, "per imparare" dice lui. Ora Timur Sardarov, l’uomo d’affari russo (ma basato a Londra) che attraverso la holding Gitir ha rilevato Mv Agusta dal concordato è pronto al rilancio. Nei giorni scorsi ha licenziato un piano industriale con cui punta a una produzione di oltre 25mila moto nei prossimi 5 anni.
A supporto del piano, assicura Sardarov, destinerà un budget di "oltre 100 milioni di euro", per assicurare che vuole fare le cose per bene. Il piano punta a raggiungere un target di almeno 300 milioni di fatturato in cinque anni. "Ho rilevato l’azienda e ho ripulito i bilanci", spiega Sardarov, che ha iniettato 50 milioni nel capitale di Mv. "Ora dobbiamo fare il passo successivo: focalizzarci sulla crescita e sulla generazione di cassa, senza distrazioni. Tutto deve andare nella giusta direzione: il marketing, la distribuzione, la produzione. Dobbiamo concentrarci su tutto quello che può avere senso per questa azienda". Il ritorno a maggiori volumi di produzione garantirà anche maggiore occupazione: il piano non prevede numeri scritti nero su bianco ma "l’ammontare dell’organico sorpasserà il livello precedente al concordato" assicura Sardarov. Il mercato italiano, assicura "è il più importante", ma il piano prevede forti investimento in tutta la rete di distribuzione, con particolare attenzione a Europa (i mercati principali sono Germania, Uk e Francia), Asia e Usa. Sardarov riconosce di non avere un background motoristico. Si è innamorato di un prodotto-simbolo del made in Italy, che ritiene abbia ottime potenzialità di crescita e ha immesso nell’azienda, oltre ai capitali, le sue capacità manageriali, ristrutturando la governance e l’organizzazione. A dicembre dell’anno scorso Sardarov ha assunto il ruolo di ad e di presidente. Nei giorni scorsi è stato annunciato che i vertici dell'azienda sono stati ora integrati con l’ingresso di Massimo Bordi (manager apprezzato nel settore) come vicepresidente esecutivo, e di Paolo Bettin come cfo. Giovanni Castiglioni, figlio del fondatore Claudio, alla guida del gruppo dal 2011 e fino oggi ai vertici della società, manterrà un ruolo consultivo.
"È un accordo consensuale - spiega Sardarov -, Giovanni ha un ruolo importante, entrambi siamo felici così". Le direttrici del piano prevedono investimenti sia in una nuova gamma premium sia in una di media cilindrata, con l’obiettivo di aumentare la penetrazione del marchio verso nuovi clienti e incrementare i volumi di vendita. Nessun invaghimento, al momento per le motorizzazioni elettriche. "È ancora presto - riflette Sardarov -, il mercato dell’auto si sta muovendo solo ora, e per le due ruote vediamo opportunità solo nel medio periodo. È una prospettiva, ma non immediata". La sensazione chiara è che Sardarov, come già detto, intenda concentrare tutte le risorse sulla fase di rilancio, in attesa che l’azienda riacquisti un suo equilibrio. A questo proposito l’uomo d’affari russo spiega di "non essere soddisfatto dei risultati di Mv Agusta nelle corse". L’azienda varesina è tornata a gareggiare in Moto2 (anticamera della Motogp), ma Sardarov ritiene che "vada rivista completamente la strategia relativa al racing". Il Sole 24 Ore, 11.10.2019

Pagine in collaborazione con il Servizio di pubbliche relazioni di Banca Intesa Russia, l'Ufficio stampa dell'Ambasciata d'Italia a Mosca, l'Ufficio stampa dell’Associazione "Conoscere Eurasia" - Ispropress, Il Sole 24 Ore

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