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ITALIA IN RUSSIA N.296

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

I materiali dell'Undicesima Edizione del Forum economico eurasiatico di Verona (25-26.10.2018) - Forum Cultura di San Pietroburgo, Italia protagonista a panel su balletto - Generali inaugura a Mosca l'ufficio di rappresentanza - Numéro Russia diventa biennale e sigla accordo con Ftl Moda 



Forum economico eurasiatico, Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia: “Su sanzioni passare dalle parole ai fatti in Consiglio Europeo, dialogo strategico con Unione Eurasiatica anche per business con Cina e Asia”.
“Il Vecchio Continente non accenna a perseguire una strategia geopolitica internazionale autonoma per affermare i propri interessi economici, che non coincidono automaticamente con quelli degli Stati Uniti. Da tre anni in Europa e in Italia abbiamo registrato con favore il pronunciamento di vari Governi, tra i quali quello italiano, contro le sanzioni americane ed europee nei confronti della Russia. Ma purtroppo esse periodicamente e automaticamente sono state sino a oggi rinnovate”. Lo ha dichiarato il 25 ottobre scorso a Verona, in apertura dell’XI Forum economico eurasiatico, Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, nonché ideatore del Forum.
“Oggi più che mai – ha sottolineato Fallico – dobbiamo intraprendere ogni azione possibile per abolire le sanzioni in Europa. Ci attendiamo che il Governo italiano nel Consiglio Europeo del 13-14 dicembre sia capace di far condividere agli altri Paesi il suo atteggiamento anti-sanzionatorio o in alternativa faccia pesare il suo voto negativo contro le sanzioni. Dobbiamo passare urgentemente dalle parole ai fatti”.
In merito alla due giorni di Forum veronese, che ha contato circa mille imprese in rappresentanza di quasi il 90% dell’interscambio complessivo con Mosca, per Fallico “ha l’ambizione di essere la piattaforma per tutta la Grande Eurasia”, auspicando l’interazione economica tra l’Unione Europea e l’Unione Eurasiatica (Ueea), che ha raggiunto un raccordo organico con il progetto One Belt, One Road sostenuto dalla Repubblica Popolare Cinese. “Da ciò – ha aggiunto – si possono aprire altri orizzonti con i Paesi che sono interessati a costruire zone di libero scambio con l’Unione Eurasiatica: Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Sud-Est Asiatico, Medio Oriente, Africa del Nord”. Si tratta di creare a lungo termine un enorme mercato governato da regole non certamente uniche, ma profondamente compatibili. “Sarebbe un vero peccato – ha concluso Fallico – se l’Unione Europea e l’Italia si trovassero fuori da questo contesto”.
L’XI Forum economico eurasiatico di Verona è stato organizzato come sempre dall’Associazione “Conoscere Eurasia”, Roscongress e Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, in partnership con Intesa Sanpaolo; Rosneft; Gazprombank; Credit Bank of Moscow; Region – Group of Companies; Visa Handling Services; in collaborazione con Banca Intesa Russia; Pirelli; Coeclerici; Assicurazioni Generali Italia; Accenture; S7 Profi e con il supporto di AEB – Association of European Business; ITTN – International Technology Transfer Network.

Vladimir Putin, presidente della Russia: “Forum eurasiatico piattaforma credibile e di prestigio. Russia pronta a sviluppare dialogo e business con l’Europa senza barriere e sanzioni”
“Cari amici, vi saluto cordialmente in occasione di questo forum che si svolge in una delle più belle città d’Italia. Il Forum si è guadagnato credibilità e il giusto prestigio su un tema molto importante. L’economia della fiducia e la diplomazia del business dall’Atlantico al Pacifico riflette infatti il crescente fabbisogno in materia di sviluppo, dell’energia e della tecnologia, che devono essere libere da barriere e sanzioni. La Russia è pronta a farlo con i partner europei”. Questo il contenuto della lettera del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, inviata agli organizzatori dell’XI Forum economico eurasiatico e alle imprese presenti alla Undicesima edizione del Forum. Il messaggio è stato letto dal presidente e Ceo del gruppo petrolifero Rosneft, Igor Sechin.

Igor Sechin, presidente e Ceo di Rosneft: “Sanzioni contro Russia solo per modificare mercato mondiale a favore degli Usa”
“Le sempre più aspre sanzioni comminate alla Russia sono finalizzate solo a modificare l’assetto del mercato mondiale, influenzando il settore energetico e favorendo gli Usa. Servono, invece, investimenti che puntino sull’ecologia ed è necessario insistere sullo sviluppo di politiche volte alla sostenibilità perché il comparto andrà incontro, nel prossimo futuro, ad una riduzione importante delle risorse petrolifere”. A dirlo, dall’XI Forum economico eurasiatico a Verona, è stato Igor Sechin, Ceo e presidente di Rosneft, principale compagnia petrolifera russa, che punta il dito contro il sistema sanzionatorio statunitense. “Tra pochi giorni saranno cinque anni che subiamo sanzioni ingiuste che vanno a minare e modificare le dinamiche economiche mondiali a danno della Russia.
Sebbene il sistema sanzionatorio sia ancora tutto da esplorare, le nuove sanzioni imposte al nostro Paese sono sempre più dure e non hanno natura giuridica: sono semplicemente finalizzate a creare squilibri di mercato, andando a colpire il settore energetico, metallurgico, bancario e della cooperazione militare, e costringendo così i Paesi di tutto il mondo a modificare la propria politica economica in chiave filostatunitense”. Secondo il numero uno di Rosneft, “Tra il 2030 e il 2040 la domanda di greggio crescerà sensibilmente e i giacimenti petroliferi attuali non saranno sufficienti a coprire le richieste provenienti da tutto il mondo. In un assetto futuro, quindi, dove lo scenario mondiale delle energie sarà dominato da Arabia Saudita, Usa e Russia, bisogna puntare ad alimentare e accrescere l’economia della fiducia, offrendo ai nostri investitori garanzia di business e di efficienza. Senza dimenticare poi l’ambiente e la continua ricerca di energie alternative. Se infatti il domani guarda all’auto elettrica – ha concluso Sechin –, alimentarla a carbone va a vanificare tutti gli investimenti messi in campo negli ultimi anni”.

Romano Prodi: “Europa non può essere anello passivo dell’economia politica mondiale; aprire dialogo con Commissione economica eurasiatica”
“L’Europa non può essere l’anello passivo, il pungiball delle tensioni e dell’economia politica mondiale. Anche quest’anno ci troviamo, con meno speranza dell’anno scorso, a discutere di uno scenario che va verso un ulteriore raffinamento delle sanzioni. Si tratta di un’involuzione dell’economia internazionale che sta fortemente cambiando lo schema del commercio”. Lo ha detto Romano Prodi, presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, intervenendo il 25 ottobre scorso alla Sessione speciale del Forum economico eurasiatico,  dedicata all’Economia della fiducia e sicurezza energetica della Grande Eurasia. “Un cambiamento – ha proseguito l’ex presidente del Consiglio – che crea disorientamento. Mentre la Russia cerca di compensare con la Cina, l’Europa si trova in un crescente isolamento economico derivante da una continua tensione politica. Mancano le iniziative concrete: stiamo perdendo un ruolo commerciale che è sempre stato la grande forza dell’Europa, siamo ancora il più grande produttore manifatturiero e più grande esportatore, ma con una tendenza a perdere che preoccupa moltissimo. Non c’è un movimento che riequilibra questa perdita di rapporti con la Russia. L’Europa – ha concluso Prodi – deve iniziare a dialogare con la Commissione economica eurasiatica, perché stiamo sciupando un patrimonio di rapporti economici mentre abbiamo bisogno di un win win, di una strategia vincente da entrambi i lati”.

Matteo Salvini, vice presidente del Consiglio: “Imprenditori portatori di pace; non servono sanzioni, carri armati e militari ai confini. non esiste decrescita felice” 
“Sono contento di essere qui nonostante tutti i fronti che abbiamo aperti sul tema sicurezza, immigrazione, manovra economica, business. Questo è un momento di crescita economica perché questa è una platea di portatori di pace”. Così, il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, intervenuto all’apertura dell’XI Forum economico eurasiatico. “Vi ringrazio – ha proseguito Salvini – perché voi lavorate al dialogo, lavorate per costruire, non per distruggere. Nel 2018 non servono le sanzioni, non servono i carri armati, non servono le truppe militari ai confini: serve l’amicizia, la conoscenza, la crescita, il dialogo.
Ringrazio Verona, il Veneto e tutti gli imprenditori italiani che hanno resistito nonostante tutto e nonostante tutti. Vi auguro buona crescita a nome di tutto il Governo e di tutto il popolo italiano. Il nostro impegno – ha concluso – sarà andare avanti e non tornare indietro. Non esiste decrescita felice, occorrono nuove infrastrutture, nuove strade. Ringrazio chi sta lavorando per avere costi dell’energia bassi, in grado di competere con il resto del mondo. E ringrazio chi da 11 anni, nonostante momenti positivi e negativi, ha tenuto duro. I problemi si risolvono al tavolo, guardandosi negli occhi, e non parlando di sanzioni economiche”.
Il vicepresidente Salvini ha poi proseguito a margine: “Sono qui in omaggio a Verona e agli imprenditori veneti che hanno resistito, esportando, alle sanzioni, al boicottaggio e una tassazione e una burocrazia folle. È un piacere essere qui al Forum economico eurasiatico, nonostante quello che succede a Roma, perché per me tutta Verona e il Veneto sono qui, nel cuore”.

Serghej  Razov, Ambasciatore della Russia in Italia: “Con Ue punto più basso nei rapporti da dissoluzione dell’Urss”
“In questo momento nei rapporti con l’Unione Europea abbiamo raggiunto il punto più basso, perlomeno dai tempi della dissoluzione dell’Unione Sovietica. In questo sfondo i rapporti tra Russia e Italia sono invece positivi, e lo dimostra la visita del premier Conte: erano 16 anni che mancava una visita ufficiale di un primo ministro del vostro Paese”. Lo ha detto al Forum di Verona, l’Ambasciatore della Russia in Italia, Serghej Razov. “Nei prossimi mesi – ha detto – si intensificheranno le visite, con il ministro degli Esteri russo, previsto due volte in Italia e con una partecipazione russa ai massimi livelli alla Conferenza di Palermo sulla Libia".

Pasquale Terracciano, Ambasciatore d’Italia in Russia: “Over compliance su fondo Bers viola principi Ue”
“In occasione dell’ultimo Consiglio europeo, il premier Conte ha proposto la riattivazione del fondo Bers (Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo), che metteva a disposizione delle Pmi russe 300 milioni di euro, portati a 1,4 miliardi di euro con l’intervento della Bei (Banca europea di investimento) e di banche di investimento private, per ottenere trade facilities e credito all’export. Uno strumento congelato da fenomeni di over compliance nel 2014, che era importante anche per sostenere l’export delle nostre aziende”. Lo ha detto al Forum economico eurasiatico di Verona l’Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa, Pasquale Terracciano. “Per quanto riguarda i rapporti comunitari, questi potrebbero cambiare già da dicembre con la ridiscussione del sistema delle sanzioni in scadenza a gennaio. Se così non fosse ci dovremo affidare alla prossima commissione, nella speranza che sia libera da singoli pregiudizi nazionali che come Ue non possiamo accettare. Pregiudizi che inficiano il principio del doppio binario sul quale si basano i rapporti comunitari, perché se è vero che l’Unione ha il dovere di adottare misure sanzionatorie, deve anche impegnarsi a costruire il dialogo – ha aggiunto l’Ambasciatore -. La frettolosità con cui l’Ue ha imposto nuove penalizzazioni ha acuito ulteriormente i fenomeni di over compliance, un atteggiamento di eccessiva autolimitazione che Paesi membri e aziende hanno adottato e che va superato. A questo proposito serve un’Ue coesa che risulti un interlocutore più affidabile e un partner con cui si possa instaurare un dialogo costruttivo. L’evoluzione comunitaria in questa direzione rappresenterebbe un vantaggio per tutte le economie coinvolte”.

Federico Sboarina, sindaco di Verona: “Verona è porta di ingresso per la Russia in Italia”
"Verona è la porta di ingresso per la Russia in Italia. Ringrazio Antonio Fallico per aver dato vita e impulso a questo vertice capace di guardare al futuro geopolitico ed economico con lungimiranza. L’obiettivo di queste giornate deve essere quello di alzare il livello della cooperazione e del business tra due grandi colossi economici mondiali, l’Europa e l’Eurasia. La presenza del vicepremier Matteo Salvini e del Ministro alla Famiglia Lorenzo Fontana qui oggi testimonia quanto questo appuntamento sia strategico per il nostro Paese, soprattutto per la fitta rete di relazioni internazionali che è in grado di promuovere”. Lo ha detto al Forum economico eurasiatico il sindaco di Verona, Federico Sboarina. “Verona – ha proseguito – è la terza provincia del Veneto per export e la prima per interscambio con l’Unione eurasiatica, grazie all’avanguardia e alla professionalità delle nostre aziende, non può che puntare a migliorare questi risultati. Qui le imprese russe devono sentirsi a casa loro. Noi in campo mettiamo l’innovazione, la tecnologia e le idee di tanti giovani che si stanno facendo strada nel mondo dell’impresa, ma anche una tradizione millenaria nel mondo dell’agricoltura e una storia lunga secoli che ci ha lasciato un patrimonio artistico e culturale di immenso valore. Mi auguro che queste due giornate possano essere produttive e di stimolo per la crescita dell’economia e della cooperazione tra i Paesi qui rappresentati, e che i riflettori rimangano accesi ad illuminare la strada del business tra l'Italia, la Russia e l'Eurasia”.  

Mauro Micillo, gruppo Intesa Sanpaolo: “Trasformazione digitale da minaccia a opportunità per sistema bancario”
“La sfida che il FinTech e nuovi player tecnologici pongono alle banche è quella di trasformare una possibile minaccia in una grande opportunità. Il nostro Gruppo guarda con fiducia a questo processo e nel piano di impresa 2018-2021 prevede di investirvi importanti risorse” – ha dichiarato Mauro Micillo, Responsabile Divisione Corporate e Investment Banking di Intesa Sanpaolo e Amministratore Delegato di Banca IMI, durante il suo intervento dedicato alle nuove tecnologie all’XI Forum economico eurasiatico di Verona. “Le banche hanno sposato il FinTech per rendere più efficienti i propri processi e per soddisfare le nuove esigenze di utenti sempre più abituati ad applicazioni che garantiscano servizi real-time e a basso costo, spesso offerti da player globali come Google, Amazon, Facebook, Apple e Alibaba. Questi operatori non a caso stanno espandendo la propria offerta anche all’ambito dei servizi finanziari. Non si può certo sostenere che le banche italiane non abbiano saputo adeguarsi al nuovo contesto. Nel caso di Intesa Sanpaolo, il mobile banking oggi è una realtà nelle tasche di 2,4 milioni di clienti, le operazioni sono sempre più dematerializzate (20 milioni di operazioni eseguite fino ad oggi) e i nostri servizi sono disponibili in multicanalità (85% dei prodotti retail è oggi disponibile su internet banking). Lo stesso percorso è stato avviato anche per l’offerta alle Imprese. Visto che i principali trend di mercato confermano la necessità di proseguire con decisione nella trasformazione digitale del Paese, intendiamo contribuirvi con forza”.
“ll Fintech spinge alla digitalizzazione del sistema bancario e finanziario e utilizza la tecnologia per rendere i processi interni più efficienti e i servizi più innovativi anche nel campo della gestione del risparmio e nella valutazione di merito di credito delle aziende, ma l’elemento umano rimane essenziale” – puntualizza Micillo. “Il tema forse più affascinante è quello dei robo-advisor. Guardiamo in particolare ai processi di “Robo-for-Advisor”, che valorizzano la componente “umana” del consulente, perché l’empatia è una componente determinante per una consulenza di qualità. Il “robo” porta in dote capacità di analisi e monitoraggio nel tempo che sino a pochi anni fa erano impensabili e questo libera il consulente che può relazionarsi maggiormente con il cliente”.
“Fintech significa anche blockchain, una tecnologia che promette di apportare maggiore trasparenza, semplificazione, efficienza e nuovi prodotti, grazie anche al maggior bagaglio informativo disponibile” – sottolinea Micillo. “Attraverso l’utilizzo dei cosiddetti registri distribuiti (“Distributed Ledger Technologies”) è infatti possibile garantire la trasparenza e l’immutabilità delle informazioni e dei beni scambiati. La tecnologia blockchain oltre al principio di condivisione delle informazioni, ha introdotto anche una nuova categoria di applicazioni, i cosiddetti “smart contracts”. Gli smart contracts sono applicazioni eseguite in logica distribuita, che, sulla base di determinate informazioni e condizioni, automatizzano l’esecuzione di un contratto senza la necessità di un intermediario che faccia da garante per eseguire e verificare quanto previsto dall’accordo. Questo modello può creare benefici sia in termini di trasparenza e fiducia, sia di maggiore automazione, in quanto tutte le operazioni di verifica ed esecuzione del contratto sono demandate ad un software”.

Gregorio De Felice, gruppo Intesa Sanpaolo: “Investimenti diretti italiani per 13,3 miliardi di euro nella Ueea nel 2017”
“Le imprese italiane presenti nell'Ueea sono 850, 740 in Russia e 87 in Kazakhstan, e operano soprattutto nei settori energia, agri-food, moda, trasporti e telecomunicazioni. Per quanto riguarda le costruzioni, nell’area le nostre aziende hanno cantieri aperti perlopiù in Russia, per un valore complessivo di 2 miliardi di euro, 300 milioni dei quali frutto di nuovi accordi nel 2017”. Lo ha detto a Verona, nel corso della seconda giornata dell’XI Forum economico eurasiatico Gregorio De Felice, chief economist di Intesa Sanpaolo. “Dati interessanti – ha proseguito l’economista della banca che in occasione del Forum ha realizzato lo studio Commercio e geopolitica della Ueea -, ma con un grande potenziale di crescita se si pensa che i contractor italiani sono molto apprezzati all’estero, dove realizzano la maggior parte del fatturato, e sono attualmente attivi in 92 Paesi in 5 continenti per un totale di 811 cantieri dal valore complessivo di 82,2 miliardi di euro”.
Lo scorso anno - secondo lo studio - l’interscambio dell’Ueea con l’Italia è cresciuto del 14%, attestandosi a 23 miliardi di euro, pari al 2,7% del commercio con l’estero del nostro Paese, ed è avvenuto per l’88% con la Russia e il 9% con il Kazakhstan. “Abbiamo importato - ha proseguito De Felice - per un controvalore di 13,8 miliardi di euro, soprattutto minerali, prodotti petroliferi raffinati e metalli, ed esportato per 9,1 miliardi, in particolare macchinari e prodotti legati alla moda e al design. 46 distretti industriali italiani su 55 hanno visto aumentare le esportazioni verso l’Ueea, registrando complessivamente un +18,2%, pari a 396 milioni di euro in più rispetto al 2016. La struttura del nostro interscambio riflette la complementarietà delle due economie e i reciproci vantaggi che ne derivano. Nel 2017 – ha concluso - i Paesi dell’Ueea hanno prodotto il 3,8% del Pil mondiale e raccolto il 2% degli investimenti diretti esteri, pari a 623,7 miliardi di dollari e destinati per il 95% a Russia e Kazakhstan. L'Italia ha investito 13,3 miliardi di euro, 11,5 dei quali nella sola Russia, ma di fatto il contributo del nostro Paese è stato maggiore, perché gli investimenti diretti non includono quelli avvenuti attraverso le controllate estere.

Alessandro Decio, Sace: “Allo studio 3 miliardi di euro di nuove operazioni strategiche con Mosca”
“La Russia è un mercato importantissimo per l’export italiano, che prevediamo possa tornare a crescere a un tasso del 4,4% medio annuo nel triennio 2019-2021”. Lo ha detto al Forum economico eurasiatico di Verona, Alessandro Decio, amministratore delegato di Sace. “Forti di questo potenziale e della nostra ormai storica presenza e reputazione a Mosca – ha proseguito l’ad della società del gruppo Cassa depositi e prestiti - confermiamo, nonostante incertezze e complessità nella evoluzione del quadro normativo e dello sviluppo economico e del rublo, il nostro massimo impegno a sostegno delle commesse italiane nel Paese, dove abbiamo allo studio 3 miliardi di euro di nuove operazioni in settori strategici e funzionali allo sviluppo manifatturiero, industriale e infrastrutturale russo”.

Antonio Fallico, la chiusura del Forum di Verona con 1.300 imprenditori da 40 paesi del mondo. Appuntamento al 24-25 ottobre del 2019
1.300 imprenditori in rappresentanza di circa mille aziende provenienti da 40 Paesi del mondo. Novanta incontri b2b pre-programmati e ben settanta deal molto vicini alla conclusione; tra i protagonisti due grandi aziende italiane e russe oltre a un buon numero di accordi tra piccole e medie imprese. Il Forum economico eurasiatico si chiude con un’ulteriore crescita e dà appuntamento nel 2019, il 24 e 25 ottobre”. Lo ha detto il 26 ottobre scorso in chiusura dell’XI Forum economico eurasiatico di Verona, il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico. “Se l’incontro tra il presidente Putin e il premier Conte è andato al di là delle attese sul piano istituzionale, – ha proseguito Fallico - ritengo che ora le relazioni debbano passare a un livello concreto, senza influenze euro-atlantiche.
È necessario avere più coraggio, evolvendo da una mentalità mercantile a una industriale”. In merito alle sanzioni, per Fallico: “Non si può pensare che sia solo l’Italia ad avere bisogno di eliminare le sanzioni, anche Germania e Francia hanno questa necessità: le sanzioni penalizzano non solo gli interessi economico-commerciali delle nazioni ma anche il business e la gente comune. Se questo non viene percepito dalla politica e non si è in grado di cancellare il rinnovo automatico delle sanzioni, allora non andiamo lontano”.

Per maggiori informazioni:
Ufficio stampa Associazione Conoscere Eurasia, Ispropress:
Benny Lonardi (+39 (393) 4555590; direzione@ispropress.it);
Marina Catenacci (+39 (327) 9131675; stampa@ispropress.it)



Generali inaugura a Mosca l'ufficio di rappresentanza
È stato inaugurato l'ufficio di rappresentanza di Generali a Mosca. "Celebriamo un passo fondamentale nella nostra espansione in Russia - ha commentato il Group Ceo di Generali, Philippe Donnet - Generali guarda con grande interesse e impegno l'evoluzione e la crescita di un mercato caratterizzato da una domanda sempre più sofisticata e che richiede nuovi prodotti e soluzioni assicurative. Apprezziamo gli sforzi compiuti dal governo e dalle autorità russe per garantire disposizioni normative chiare ed efficaci per il settore assicurativo e siamo fiduciosi per i futuri successi di Generali in Russia".
"La nostra collaborazione con Ingosstrakh risale a più di 30 anni fa - ha sottolineato l'Austria, Cee & Russia Regional Officer e Ceo di Generali Cee Holding, Luciano Cirinà - Da allora abbiamo supportato i nostri clienti nell'ex Urss e poi in Russia, soddisfacendo le loro esigenze nel campo dell'assicurazione corporate e dell'employee benefit. Siamo fermamente convinti che continueremo a costruire una relazione forte e reciprocamente proficua e intensificheremo la nostra cooperazione industriale in Russia. L'area Austria, Cee & Russia è nel dna di Generali - ha proseguito - In Austria e in Cee contiamo più di 12 milioni di clienti, siamo i leader nella regione in termini di redditività e siamo orgogliosi di contribuire con il 9% al totale dei premi del gruppo e con oltre il 15% al risultato operativo".
In occasione della cerimonia di apertura, Generali è stato main partner di un concerto svoltosi nella Sala Grande del Conservatorio di Mosca il 30 ottobre.

Luciano Cirinà: Generali è "molto interessata" a espansione in Russia
Generali è "molto interessata" a espandere la propria presenza in Russia. A dichiararlo Luciano Cirinà, Austria, CEE & Russia Regional Officer e CEO di Generali CEE Holding B.V. "Generali ha sempre avuto un rapporto con la Russia", dice il top manager ad askanews. "Un rapporto storico. Dall'impero zarista a oggi". Cirinà ricorda la partecipazione nell'assicuratore russo Ingosstrakh (attualmente pari al 38,45%). "Perché la Russia? Perché è un'economia solida, con un ottimo potenziale di crescita; ha dimostrato resistenza nel momento delle sanzioni. È riuscita a diversificare e a mostrare le proprie qualità. Sul mercato finanziario il regolatore ha fatto ordine e pulizia, ha creato delle regole del gioco internazionali e quindi siamo molto interessati, vista la combinazione a espandere la nostra presenza nel Paese. Siamo già presenti come azionista di minoranza, ma ora abbiamo un nostro ufficio di rappresentanza. E da lì vedremo".

Forum Cultura Pietroburgo, Italia protagonista a panel su balletto
Il contributo dell'Italia, che è la storica patria del balletto e il Paese ospite del Forum Culturale di San Pietroburgo, sarà discusso nel corso della manifestazione che si tiene dal 15 al 17 novembre nella Capitale degli zar. Gli esperti della sezione "Balletto e Danza" nel panel "Il ruolo del balletto italiano nella creazione della tradizione classica nazionale dell'arte coreografica" discuteranno come l'Italia abbia avuto un grande impatto sulla realizzazione della coreografia russa. Molti i temi sul tavolo: il potere di integrazione del balletto nel contraddittorio mondo moderno, il preservare e reinterpretare l'ereditarietà delle grandi figure di balletto, così come altri Paesi con antiche tradizioni di danza che contribuiscono alla coreografia russa saranno i temi chiave del programma. Inoltre il panel "Ballet in the Age of Cold War" sarà dedicato alla discussione su come le opere coreografiche possano diventare uno strumento efficace di diplomazia culturale.
Tra i partecipanti, il direttore generale del Teatro Bolshoi Vladimir Urin, il ballerino, insegnante e coreografo Azari Plisetsky (Svizzera), nonchè l'ex capo dell'ufficio di corrispondenza della CNN di Mosca Jill Dougherty (USA). "Ci rivolgeremo alle origini della nostra arte per analizzare come il patrimonio coreografico classico della Russia si sia cominciato a plasmare secoli fa, grazie al lavoro di eccezionali maestri di balletto, insegnanti e ballerini europei", spiega il coreografo Boris Eifman. "Inoltre - aggiunge - ci rivolgeremo alle origini della nostra arte per analizzare come il patrimonio coreografico classico della Russia si sia cominciato a plasmare secoli fa, grazie al lavoro di eccezionali maestri di balletto, insegnanti e ballerini europei".

Numéro Russia diventa biennale e sigla accordo con Ftl Moda 
Dopo molti anni di leadership tra le riviste europee, l'edizione russa dell'iconica rivista Numéro ha scelto di rivedere la propria strategia di pubblicazioni. Forte del suo enorme successo in Francia, Giappone, Cina e Thailandia, Numéro Russia si focalizza, tra le altre cose, sulla moda e sulle espressioni culturali più d'avanguardia attraverso scatti fotografici e interviste con personaggi chiave del mondo del fashion e dello spettacolo.  
Ora la svolta. Per risparmiare sulla carta in un'ottica di sostenibilità, rispettare l'ambiente e potere usufruire di un lungo periodo di produzione per garantire contenuti di alta qualità al magazine cartaceo, fiore all'occhiello di Acmg Group, l'editore ha deciso di cambiare l'agenda delle uscite. Con cinque mesi utili per preparare contenuti di alto profilo sia per l'edizione digitale, sia per quella cartacea e contemporaneamente mettendo insieme un team internazionale focalizzato nello sviluppo digitale del magazine, Numéro Russia promette di diventare il punto di riferimento di tutto ciò che ha a che vedere con l'innovazione, la implementazione tecnologica e la performance digitale.  
Numéro Russia diventerà testimone della evoluzione strettamente legata alla innovazione, alla diversificazione e alla implementazione tecnologica nel mondo della moda, delle arti, dello spettacolo, con un occhio attento anche sul cinema. Seguendo le richieste del board editoriale e creando partnership con operatori chiave del mondo della produzione, il magazine russo assumerà la leadership nell'orientare tutto ciò che ha a che fare con la realtà virtuale, con la interazione con le collezioni e con le nuove frontiere tecnologiche legate all'utilizzo degli ologrammi.  
Ftl moda, società pionieristica nelle presentazioni moda e con un solido background in termini di collaborazioni con partner di altissimo profilo tecnologico come Samsung e Obsess Vr, è stata scelta come partner di eccellenza per guidare l'espansione delle applicazioni di realtà virtuale per le passerelle di moda così come per le piattaforme di shopping legate alla realtà virtuale e, ora, anche agli ologrammi, facendo così raggiungere all'industria della moda livelli superiori rispetto a quelli che possono essere raggiunti con i media digitali.
Ftl Moda opera da 12 anni a livello internazionale, dal suo quartier generale di New York, attraverso le Americhe, l’Europa e l’Asia, come uno dei più innovativi e artistici produttori per l'alto profilo degli editori, dei marchi e delle compagnie con cui lavora.  
"Il mondo non sarà ancora lo stesso a lungo. Gli sviluppi tecnologici e la necessità di prendersi cura del pianeta ci porta a cambiare. Le riviste non saranno più come quelle di 50, 20 o anche solo 10 anni fa, e i media saranno creati in nuovi e differenti modi. Noi alla Artcom Media siamo felici di avere trovato in Ftl Moda un team con questa mentalità e lavoreremo insieme in questo nuovo, inesplorato viaggio come Yuri Gagarin fece 57 anni fa" ha commento Alexander Fedotov, publisher di Numéro Russia.

Pagine in collaborazione con il Servizio pubbliche relazioni di Banca Intesa Russia, l'Ufficio stampa Associazione Conoscere Eurasia, Ispropress, Il Sole 24 Ore, Askanews, l'Ufficio stampa dell'Ambasciata d'Italia a Mosca

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