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ITALIA IN RUSSIA N.290

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

Si è svolto a Catania il 10° business forum italo-russo – Nel 2017 l’export siciliano verso la Russia è salito a quota 25,7 milioni di euro – Per Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia “la diplomazia del business è l’intermediario super partes per ricucire i rapporti con la Russia” – Il presidente russo, Vladimir Putin: “"Per la Russia è molto importante la collaborazione con l'Italia, uno dei nostri partner chiave sul continente europeo. Abbiamo accumulato una notevole esperienza di lavoro congiunto nei più svariati settori. Sappiamo che il business italiano è interessato a ricostruire i rapporti commerciali ed economici con il nostro Paese".

Antonio Fallico: Diplomazia del business deve promuovere il dialogo
A Catania il 10° business forum italo-russo: export siciliano verso la Russia a 25,7 milioni di euro nel 2017
“L’Italia e la Russia restano dei partner economici fondamentali. Gli imprenditori dei nostri due Paesi mirano ad una cooperazione efficace e allo sviluppo, malgrado la congiuntura geopolitica globale. Oggi più che mai la comunità imprenditoriale e industriale italiana ed europea deve intervenire presso i governi nazionali affinché si ripristinino il dialogo e il buon senso. La diplomazia del business è l’intermediario super partes per ricucire i rapporti con la Russia”. Lo ha detto Antonio Fallico, presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, aprendo il 13 aprile scorso i lavori del Decimo business forum italo-russo a Catania che ha puntato i riflettori sullo stato dei rapporti tra i due Paesi ma anche sulle opportunità economico commerciali tra la Sicilia e la Russia.
Secondo i dati Istat 2017 elaborati da Conoscere Eurasia appunto per il 10° business forum, la Sicilia, con oltre 2 miliardi di euro (+37,5% sul 2016), è la seconda regione italiana per interscambio con la Russia, dietro solo alla Lombardia. Un dato positivo : spinto, però, dal valore delle importazioni Infatti, le vendite siciliane in Russia, seppure in aumento del 33,5% rispetto all’anno precedente, pesano solo per 25,7 milioni di euro.
“Il dato dell’export regionale è ancora modesto – ha inoltre sottolineato il professor Fallico – e non esaurisce il potenziale che la Sicilia può ancora esprimere, soprattutto nei settori dell’innovazione tecnologica, delle imprese innovative, del farmaceutico e del turismo. Non solo. Anche il settore agroalimentare, penalizzato dalle sanzioni sui prodotti freschi italiani – ha proseguito Fallico – potrebbe trovare nuove vie di sviluppo attraverso partnership industriali all’insegna del made with Italy”.
Entrando nel dettaglio dei dati, Catania (7,4 milioni di euro), Trapani (6 milioni di euro) e Siracusa (5,6 milioni di euro) sono le tre province che trainano l’export siciliano verso la Russia, seguite da Palermo (3,4 milioni) e Ragusa (1,7 milioni).
Tra i settori più performanti della Regione spicca quello dei macchinari (7,3 milioni di euro), con un’impennata di ben il 271% e il farmaceutico, che nel 2017 ha registrato un aumento del 9,2% portando il valore a quasi 6,3 milioni di euro. In ulteriore contrazione, invece, la categoria alimentari e bevande: il -22,2% fa chiudere l’anno al comparto con una quota export appena sotto i 4 milioni di euro.
Il Decimo business forum italo russo a Catania è stato organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, dalla Camera di Commercio (Catania, Ragusa, Siracusa - Sicilia Orientale), Roscongress, Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con l’Aeroporto di Catania, con il gruppo bancario Intesa Sanpaolo e la Banca Intesa Russia.
Per maggiori informazioni:
Ufficio stampa Associazione Conoscere Eurasia: Ispropress
Benny Lonardi (393.4555590; direzione@ispropress.it)

Banca Intesa Russia ha concesso un limite di credito alla società “Irkutskkabel”
Il 3 aprile scorso la filiale siberiana di Banca Intesa Russia (Gruppo Intesa Sanpaolo) ha concluso l’accordo sul fido massimo pari a 170 milioni di rubli per un periodo di 24 mesi con la società “Irkutskkabel”, uno dei maggiori produttori di cavi elettrici della Russia. “La concessione dei finanziamenti alle maggiori aziende industriali della Russia rappresenta una delle più importanti attività di Banca Intesa. La firma dell’accordo con “Irkutskkabel” è particolarmente importante perché entra organicamente nel sistema delle relazioni tradizionali, iniziate tra la fabbrica russa e la banche nel 2012 e che ora possono essere definite come relazioni di partnership”, ha sottolineato il Direttore del business corporate della filiale Siberiana di Banca Intesa Russia, Pavel Kuts. La società “Irkutskkabel” fa parte del gruppo dei cinque maggiori produttori di cavi elettrici della Russia . L’azienda vanta una gloriosa storia di oltre 50 anni. I cavi prodotti dall’azienda vengono utilizzati nell’industria dell’energia, in quella gaspetrolifera, nell’industria dei trasporti, nell’industria metalmeccanica, nell’industria delle costruzioni e nell’agricoltura.

Presentazione delle lettere credenziali al Presidente della Federazione Russa
L’11 aprile scorso l’Ambasciatore d’Italia nella Federazione Russa, Pasquale Terracciano, è stato ricevuto al Cremlino per la cerimonia di presentazione delle lettere credenziali al Presidente Vladimir Putin. La cerimonia, a poco meno di due mesi dall’arrivo dell’Ambasciatore Terracciano nella capitale russa, si è svolta in forma solenne al Gran Palazzo del Cremlino. Alla fase protocollare è seguito un colloquio bilaterale dai toni aperti e calorosi nel corso del quale il Presidente Putin ha manifestato all’Ambasciatore Terracciano i sentimenti di profonda amicizia della Federazione Russa nei confronti dell’Italia. Il diplomatico ha ringraziato il Presidente Putin e gli ha trasmesso i saluti del Presidente Mattarella. L’Ambasciatore Terracciano ha quindi rimarcato le eccellenti relazioni bilaterali, seppure in un contesto reso più complesso dall’attuale difficile situazione internazionale. In particolare l’Ambasciatore Terracciano ha voluto precisare come il rapporto con la Russia sia per l’Italia sempre ed in ogni caso speciale, fondamentale e imprescindibile. Tale legame trae alimento dalla reciproca, sincera vicinanza e amicizia tra i Popoli italiano e russo e da una comunione di interessi che è possibile riscontrare in ogni contesto: dalla sfera economico-commerciale al settore degli scambi culturali alla collaborazione in ambito politico.

Putin: gli imprenditori italiani vogliono ricucire con la Russia
Il mondo imprenditoriale italiano è interessato a ricostruire i legami commerciali ed economici con la Russia, danneggiati dalle sanzioni Ue e le contromisure russe: lo ha dichiarato Vladimir Putin durante la cerimonia per la consegna delle credenziali dai nuovi ambasciatori a Mosca, tra cui  l'Ambasciatore d’Italia, Pasquale Quito Terracciano.
"Per noi è molto importante la collaborazione con l'Italia, uno dei nostri partner chiave sul continente europeo. Abbiamo accumulato una notevole esperienza di lavoro congiunto nei più svariati settori. Sappiamo che il business italiano è interessato a ricostruire i rapporti commerciali ed economici con il nostro Paese", ha dichiarato il Presidente russo.

Paolo Grimoldi: urgente rimuovere sanzioni a Russia
"Le sanzioni economiche europee alla Russia, come confermato dall'ambasciatore russo in Italia, Razov, e da una stima di Coldriretti, stanno continuando a causare un danno gravissimo alla nostra economia e alle nostre imprese. Un danno di oltre tre miliardi l'anno nelle esportazioni dei nostri prodotti nel mercato russo". Lo dichiara Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombarda.
"Prima di queste assurde sanzioni - prosegue Grimoldi - imposte anche con il masochistico via libera del Governo italiano targato Pd, fino al 2014, l'Italia era il secondo esportatore verso la Russia tra i Paesi Ue con un export annuo di 11 miliardi di euro, che in questo quadriennio ha subito una riduzione del 35%, per un totale di oltre 12 miliardi persi insieme a circa 80.000 posti di lavoro, quasi tutti nell'agro alimentare. Ed un terzo di queste perdite è avvenuto in Lombardia, le cui imprese sono le più penalizzate. Per questo uno dei primi impegni del nuovo Governo dovrà essere quello di far eliminare, in sede europea, queste assurde sanzioni, che danneggiano l'Italia e la sua economia in maniera maggiore di quanto vengano danneggiate le economie e l'export di altri Stati Europei".

Scrittori russi in Campania sulle tracce di Gorki
È stato un viaggio sulle orme di Massimo Gorki quello dei sette scrittori russi che, dal 14 al 21 aprile, sono stati accompagnati dall’Associazione Conoscere Eurasia alla scoperta di Napoli, Capri e Sorrento, città care allo scrittore e drammaturgo russo che, per molti anni, vi ha vissuto. In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, i letterati russi sono stati protagonisti di un itinerario alla scoperta di alcuni dei luoghi più significativi legati al soggiorno in Italia in Italia del grande autore del 20° secolo. In particolare, due tappe sono state dedicate alla Fondazione Premio di Napoli, impegnata dal 1961 a promuovere la produzione letteraria e il dibattito culturale nel territorio campano, e all’Associazione culturale "Massimo Gorki", che dal 1946 promuove iniziative di reciproca conoscenza tra la regione Campania e la Federazione Russa.
Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “L’amicizia tra Italia e Russia ha radici antiche, fondate su un terreno fertile di relazioni culturali importanti che Conoscere Eurasia vuole continuare a promuovere e stimolare. Per questo ogni anno creiamo occasioni di incontro, scambio e dialogo che arricchiscono un patrimonio culturale condiviso sempre più ricco. Tra l’altro – ha concluso – stiamo finalizzando, in collaborazione con l’Istituto della letteratura mondiale di Mosca, la prima pubblicazione della “Sorrentijskaya Pravda”, giornale manoscritto creato da Gorki e alcuni dei suoi ospiti durante una tappa sorrentina”.
Massimo Gorki – nome d’arte di Aleksej Maksimovich Peshkov – è nato nel 1868 a Nizhnij Novgorod e ha vissuto a Capri dal 1906 al 1913 e a Sorrento tra il 1921 e il 1928. In gran parte autodidatta, ha pubblicato i suoi primi racconti nel 1892. Ha lasciato una moltitudine di scritti, tra cui romanzi e opere drammaturgiche ed ha svolto una grande attività editoriale e pedagogica. Da giovane ha partecipato al movimento rivoluzionario, non ha accettato la rivoluzione del 1917 ma poi si era riconciliato con la Russia sovietica, dove rientrò definitivamente nel 1932.
Candidato cinque volte al Nobel per la letteratura e stimato da letterati come Lev Tolstoj e Anton Chechov, è considerato il padre del realismo socialista. Nelle sue opere, Gorki (“amaro” in russo) coniuga romanticismo e realismo, studia e glorifica la natura dell’Uomo. "La madre", "I bassifondi", la trilogia "Le mie università", "La vita di Klim Samghin" possono essere citati tra i suoi lavori più rappresentativi e conosciuti.
Organizzato da Associazione Conoscere Eurasia con il sostegno di Banca Intesa Russia, il viaggio degli scrittori russi è stato realizzato in collaborazione con Rospechat, Agenzia Federale per la Stampa e Mass Media della Federazione Russa, Consolato Onorario della Federazione Russa a Verona e Russkij Mir Foundation.

 


Approfondimenti


Il made in Italy ha un solo nemico: sanzioni e dazi
La ripresa dei consumi è stata trainata da Cina e Russia
C’è chi continua a comprare e chi ha iniziato a vendere. Si vocifera su imminenti Ipo o M&A. E c’è quella che gli americani chiamano merry go round (giostra) di stilisti e manager. Nei primi tre mesi del 2018 il lusso ha dato molti segnali di vitalità. Entro fine mese arriveranno i risultati trimestrali e gli analisti sono ottimisti sull’intero esercizio, incertezze geopolitiche e sanzioni o guerre commerciali transoceaniche permettendo.
È di questa settimana la notizia che il colosso francese Kering – che controlla Gucci e ha chiuso un 2017 record, con ricavi in crescita del 27% a 15,5 miliardi e utile più che raddoppiato a 1,7 miliardi – ha ceduto il marchio Stella McCartney, co-fondato con la stilista nel 2001 e di cui deteneva il 50%. La figlia dell’ex componente dei Beatles Paul ha approfittato dell’opzione prevista nel contratto siglato 17 anni fa ed è ora proprietaria al 100% del brand che porta il suo nome. Intervistata dal quotidiano americano WWD, non ha spiegato i dettagli del buyback, ma ha parlato «di un’opportunità che capita una volta nella vita». Sempre secondo WWD, i ricavi di Stella McCartney nel 2016 sono cresciuti del 31% a circa 42 milioni di sterline, l’utile è salito del 42,5% a 7 milioni e nel 2017 ci sarebbe stata un’analoga corsa . Complice la sintonia di Stella McCartney con lo spirito del tempo: nel 2018 molti stilisti hanno annunciato che non useranno più pelli o pellicce, la designer inglese non lo ha mai fatto.
La prossima mossa di Kering potrebbe essere la cessione di Puma, marchio di sportswear poco in sintonia, per quanto estremamente redditizio, con la scelta di concentrarsi sul lusso “puro”.
Anche Richemont, terzo gruppo del lusso al mondo dopo Lvmh e Kering, ma primo nell’alta gioielleria e orologeria, sta rivedendo il portafoglio per concentrarsi sull’hard luxury. È di dieci giorni fa la notizia delle trattative del colosso svizzero con Piquadro per la cessione di Lancel, storica maison di borse e valigeria. Strategica poi l’opa totalitaria di Richemont su Ynap (Yoox Net-a-porter), leader europeo dell’e-commerce e in procinto di lanciare una sezione dedicata all’hard luxury all’interno del suo portale specializzato in collezioni da donna, Net-a-porter. Mentre sul portale dedicato all’uomo, Mr.Porter, è appena apparso un orologio Bell&Ross da 400mila euro, l’oggetto più caro mai venduto sul sito nei suoi sette anni di vita. Il fronte e-commerce è tutt’altro che secondario per il lusso: Federico Marchetti, ceo di Ynap, è stato il primo a capirlo e da un anno ha accelerato le collaborazioni con maison di gioielli e orologi. E non è un caso che nel 2017 Lvmh abbia internalizzato le vendite online con il portale 24sevres.com e, per quanto riguarda il mondo fisico, abbia creato con Marcolin la joint-venture Thelios, per la creazione e distribuzione di occhiali di fascia alta.
In attesa di sapere se il 2018 sarà l’anno di Ipo di aziende come Furla, Versace, Twin-Set, debutti sui quali si vocifera da anni (per non parlare delle ipotesi su Giorgio Armani, Dolce&Gabbana ed Ermenegildo Zegna), c’è molto fermento pure, dicevamo all’inizio, sul fronte delle poltrone.
Kim Jones, direttore creativo dell’uomo Louis Vuitton, è passato a Dior, sostituito da Virgil Abloh, giovane stilista in grado di coniugare alta gamma con tendenze streetwear, in pieno spirito Millennials. Riccardo Tisci, ex direttore creativo di Givenchy, è andato da Burberry e molti pensano che il tandem con l’amministratore delegato Marco Gobbetti possa portare risultati simili a quelli del duo Marco Bizzarri-Alessando Michele da Gucci. Da Roger Vivier (gruppo Tod’s) Bruno Frisoni ha passato il testimone a Gherardo Felloni, shoe designer con un passato nel gruppo Prada. La giostra del lusso continuerà a girare: Salvatore Ferragamo sta cercando un amministratore delegato, dopo l’uscita di Eraldo Poletto e l’interim affidato al presidente Ferruccio Ferragamo; Berluti (gruppo Lvmh) ha bisogno di un nuovo stilista.
A spingere ricavi e utili stanno pensando i cinesi, global shopper quasi compulsivi, e i russi, che nel 2017 e nel primo trimestre 2018 hanno ricominciato a comprare all’estero e in patria; a fermare gli acquisti e la voglia di “bello e ben fatto” (quasi tutto made in Italy) potrebbero essere solo le guerre commerciali. Donald Trump è convinto che sia facile vincerle. La moda italiana e il lusso avrebbero invece molto da perdere. Specie se la Cina decidesse di estendere le rappresaglie all’Europa.


Pagine in collaborazione con il Centro stampa di Banca Intesa Russia, l'Ufficio stampa del Cremlino, Il Sole 24 Ore, l'Ufficio stampa dell'Ambasciata d' Italia in Russia

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