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ITALIA IN RUSSIA N.287

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

L'Italia è invitata a partecipare al concorso Internazionale di Architettura & Design in Russia - Italia-Russia, migliorano relazioni commerciali nonostante sanzioni anti-russe - Il ministero degli Esteri della Russia, Serghej Lavrov: Ricche relazioni Russia-Vaticano continuano a svilupparsi - Pitti Uomo: la Russia accende l’export

Italia-Russia, migliorano relazioni commerciali nonostante sanzioni anti-russe
Nonostante le sanzioni decise nel 2014 dall'Unione europea nei confronti della Russia, negli ultimi mesi gli scambi commerciali italiani con Mosca sono tornati a crescere. Lo dice una nota di Palazzo Chigi dopo una conversazione tra il premier, Paolo Gentiloni, e il presidente russo, Vladimir Putin.
I rapporti bilaterali Italia-Russia sono caratterizzati da una “ripresa delle relazioni commerciali che, negli ultimi mesi, hanno segnato una netta e positiva inversione di tendenza”.
“Nello stesso periodo si è registrata una significativa ripresa del turismo russo nel nostro Paese”, dice la nota.
Da marzo 2014 l‘Unione europea ha introdotto misure restrittive nei confronti della Russia che riguardano, in particolare, l‘accesso a banche e società russe e gli scambi di armi da parte della Ue. Di contro, la Russia ha imposto il divieto di importare molti prodotti agroalimentari da Ue, Usa, Canada, Australia e Norvegia.
L‘Italia resta il secondo più importante partner commerciale europeo della Russia dopo la Germania. Secondo dati della Farnesina, nel 2016 l‘interscambio Italia-Russia è stato pari a 17,4 miliardi di euro rispetto agli oltre 21 miliardi del 2015, con un calo del 23,9%.
Gentiloni e Putin hanno anche parlato della vicenda libica ribadendo il “comune impegno a contribuire ad una soluzione politica e alla progressiva stabilizzazione dell’area” .
Il 14 dicembre scorso Putin ha negato che sia mai passato per la mente delle autorità russe di intromettersi nelle elezioni di un altro Paese, inclusa l‘Italia dove il 4 marzo 2018 è previsto il voto per rinnovare il Parlamento.
Parlando con la stampa, Putin ha aggiunto che le notizie sulle presunte interferenze nelle elezioni italiane sono state fabbricate per sabotare i legami economici italo-russi.

Concorso Internazionale di Architettura & Design
Scadenza domanda di iscrizione è stata fissata al 20 di maggio del 2018
Il 20 Novembre scorso ha preso ufficialmente il via il concorso di architettura & design per la “Creazione della futura immagine del comprensorio turistico di Kavkazskie Mineralnye Vody”. L’iniziativa fa parte di un piano nazionale per riqualificare e rilanciare uno dei principali poli turistico-curativi di tutta la Russia.
Promotori della manifestazione sono il Consolato Generale Onorario d'Italia a Krasnodar, il Governo della Regione di Stavropol ed il Ministero dell’Edilizia e dell’Architettura della Regione di Stavropol.
La partecipazione, a titolo gratuito, è riservata ad architetti, designer, studenti di facoltà universitarie e istituti tecnici specializzati in progettazione e pianificazione urbanistica.
Potranno partecipare al concorso singoli designer, così come collettivi di progettisti.
Il concorso prevede tre categorie di progetti in gara che accederanno ad altrettante nomination.
Informazioni sul concorso
Tutti gli interessati a partecipare al Concorso sono invitati a prendere visione del regolamento e della relativa modulistica, utilizzando i link indicati qui sotto. A tale proposito, il Comitato organizzatore ha individuato una serie di oggetti architettonici (edifici, complessi, parchi, luoghi di interesse, ecc.) che possono essere oggetto di studio per progetti di ricostruzione, restauro o modernizzazione. Tali oggetti si trovano tutti entro il territorio di KMV, precisamente nelle città di Kislovodsk, Zheleznovodsk, Pjatigorsk, Gheorgievsk ed Essentuki.
Le informazioni di base sul concorso si possono anche trovare (in lingua russa) sui seguenti siti: www.consudrus.ru, www.минстройск.рф, www.uar.ru, www.stroymarket-sk.ru Le fonti web sopra indicate ospiteranno inoltre i nominativi dei vincitori.

Riparte l’export in Russia
Calzature. È il mercato con la crescita record (+28,3%) nel terzo trimestre
A piccoli e cauti passi, l’industria delle calzature si avvia a salutare il 2017 come un anno di ripresa. I dati del terzo trimestre lo confermano, con il comparto che “continua a mostrare segni moderatamente positivi in tutti i principali indicatori”, come si legge nella nota di Assocalzaturifici: la produzione è cresciuta in media dello 0,7% in volume e del 2,1% in valore.
L’export è aumentato dell’1,4% in quantità e del 2,2% in valore rispetto allo stesso periodo 2016. Le vendite all’estero sono andate meglio nei Paesi extra Ue (+4,4%), con la Russia in forte ripresa (+28,3%) e gli Stati Uniti a +6%, mentre cala del 6,8% il Far East, soprattutto Giappone e Hong Kong, nonostante gli aumenti di Cina (+5,5%) e Corea (+7,6%). L’Europa è generalmente stabile (+0,2%), con il lieve recupero della Francia (+0,8%) a fronte, però, di un ulteriore rallentamento della Germania (-2,9%).
L’Italia, purtroppo, stenta ancora: nei primi nove mesi 2017, infatti, i consumi nazionali sono calati dello 0,3% in volumi e dello 0,4% in valore, con un aumento del prezzo medio pari allo 0,7%. Nei primi sei mesi dell’anno le percentuali erano state rispettivamente +0,4% e +0,9%. L’unico comparto a crescere è quello delle “calzature sportive e sneakers” (+3,3%, in volume e +4% in valore), coerentemente con il progressivo affermarsi del trend “athleisure” che interessa trasversalmente l’industria della moda e con una maggiore attenzione dei consumatori al fattore prezzo.
‘‘Ci avviamo alla chiusura di un anno in cui, dopo un lungo periodo insoddisfacente, iniziano a manifestarsi primi timidi segnali di inversione del ciclo - ha commentato Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici -. Ma non possiamo cedere a facili entusiasmi: la ripresa, già rilevata in altri settori produttivi nazionali, non è per noi ancora in corso, sebbene le indicazioni confortanti che ricaviamo dai dati dei primi nove mesi ci facciano sperare che la strada imboccata sia quella giusta. Tante sono ancora le imprese in difficoltà’‘.
Fra dicembre 2016 e settembre, infatti, hanno chiuso altri 99 calzaturifici, a fronte però di un timido aumento degli occupati (+0,4%), la stessa percentuale registrata nella prima metà dell’anno.

Lo shopping russo cresce del 24%
La ritrovata forza del rublo ha fatto ripartire il turismo verso l’Europa e l’Italia in particolare
Una nobildonna russa vestita con un abito di velluto nero, guarnito di merletti a punto di Venezia: nel tratteggiare uno dei più famosi look di Anna Karenina, Lev Tolstoj esprime in modo chiaro la passione che l’aristocrazia russa ha sempre nutrito per il ben vestire. Una passione che ha fatto dei russi una fetta importante della clientela internazionale del made in Italy. Nonostante le difficoltà. Dopo un biennio di recessione, che tra il 2015 e il 2016 ha visto il valore del rublo in caduta libera sotto la spinta delle sanzioni in risposta alla crisi Ucraina, il 2017 ha segnato la ripresa delle esportazioni in Russia. Gettando le fondamenta per un 2018 di ulteriore crescita.
Tra gennaio e settembre 2017, secondo le elaborazioni del Centro Studi di Sistema Moda Italia, le esportazioni di prodotti tessili e di abbigliamento verso la Russia sono cresciute del 10,8% in valore, superando i 790 milioni di euro, e del 2,2% in volume. Merito dell’abbigliamento moda, che sta trainando la ripresa: il settore nei nove mesi ha messo a segno un +13,3% in valore, a 693,4 milioni di euro. Nel dettaglio, a crescere sono i comparti calzetteria, che ha registrato un aumento dell’export in valore del 31,4%, con le calze maschili a +75% e le femminili a +85,7%, e la maglieria, che ha chiuso i nove mesi del 2017 con un +27,4%. La maglieria femminile è una delle voci di maggior peso nell’export della moda made in Italy in Russia: vale infatti 85 milioni, in salita del 15,6%. Ma la categoria più esportata rimane l’abbigliamento esterno femminile, 268,6 milioni nei nove mesi, in aumento del 3,9%.
I segnali positivi non arrivano solo dal tessile-abbigliamento: secondo le elaborazioni di Assocalzaturifici, tra gennaio e settembre 2017 l’export di calzature italiane in Russia ha messo a segno un +28,3% in volume e un +18,4% in valore, scacciando i timori di molte aziende che avevano assistito al crollo del fatturato estero nell’area. ‘‘ La nostra azienda chiuderà l’anno con +20% e dobbiamo la metà della crescita alla Russia - ha detto Annarita Pilotti, titolare di Loriblu e presidente di Assocalzaturifici -. Il mercato è cresciuto del 28% in volume e del 18% in valore, ma il prezzo medio è calato: l’atteggiamento del cliente è più prudente e maturo sul fronte spesa’‘.
Il 2017 è stato dunque l’anno del ritorno dei russi all’acquisto: in patria, ma anche all’estero, con un +28% nella spesa tax free a livello europeo e del 24% in Italia, secondo le stime di Global Blue. E del ritorno delle aziende italiane in Russia: a settembre Zegna ha celebrato il 20esimo anniversario di presenza in Russia con la sfilata di debutto di Alessandro Sartori a Mosca, mentre alla fine di ottobre Ermanno Scervino ha aperto con Bosco dei Ciliegi una nuova boutique a San Pietroburgo e a novembre Valentino ha inaugurato un pop up store da Tsum a Mosca per lanciare il progetto VLTN. Sempre da Tsum, uno dei department store più famosi della capitale, sarà in vendita la collezione P-E 2018 di Cividini: l’azienda italiana, che chiude l’anno con ricavi per 12 milioni, ha scelto di puntare sulla Russia nell’ambito di un processo di internazionalizzazione più ampio. Il 2018 sarà infatti l’anno dell’implementazione del tax free shopping in Russia: un sistema che dovrebbe partire dal 1 ottobre, ma la cui sperimentazione è partita all'inizio di gennaio 2018 in alcuni top retailer. Pronti ad accogliere i già molti turisti cinesi, primi per nazionalità negli acquisti di lusso al mondo, che si dirigono a Mosca approfittando delle sole sette ore di volo e di una politica dei visti agevolata.

Manuel Ritz accelera in Russia e Giappone
È l’estero una delle direttrici di sviluppo di Manuel Ritz, core brand dell’azienda maceratese Manifattura Paoloni specializzata nell’abbigliamento maschile di fascia alta che nel proprio portafoglio ha i brand Paoloni, Manuel Ritz e Montecore e, attraverso una controllata, Msgm.
Manuel Ritz, che dal 2015 è contrassegnato da un asterisco multicolore, secondo stime interne all’azienda archivierà il 2017 con ricavi a circa 30 milioni di euro. Anche grazie alla spinta derivata dall’espansione all’estero: “Nel 2017 abbiamo fatto una serie di passi avanti sul piano della distribuzione commerciale all’estero - spiega Federico Rosi, direttore commerciale di Manuel Ritz -. Siamo approdati in Giappone con un partner locale, a partire dalla collezione P-E 2018”. Il feedback dei buyer è stato positivo: “Il Giappone ha sviluppato un forte interesse per il nostro brand, emblema di un abbigliamento curato e insieme contemporaneo, una proposta “individuale” e a un prezzo adeguato”.
Manuel Ritz, insieme a Manifattura Paoloni, ha deciso di mettere in vetrina la propria collezione a Pitti 93, che Rosi definisce “un appuntamento per noi sempre importante”: l’azienda, per il prossimo autunno-inverno, presenterà un guardaroba all’insegna del soft tailoring - che unisce, dunque, la cura del dettaglio tipica della sartoria al comfort di uno stile più contemporaneo, e punta su artigianalità e tecnologia nella linea Reflex, su tessuti organici e capi iperleggeri.
Il 2018 sarà per Manuel Ritz l’anno dell’approccio a tre nuovi mercati: Svezia, Russia e Grecia. L’obiettivo è quello di consolidare la presenza europea: “Siamo partiti dall’Europa perché è un mercato con logiche commerciali affini a quelle italiane - dice Rosi - e stiamo avendo riscontri positivi. La nostra strategia? Muoverci senza forzature”.
Vale soprattutto in questo momento per la Russia, nuova grande frontiera che Manuel Ritz affronterà proprio con la collezione A-I 2018/19: “Nell’ultimo anno abbiamo avuto un approccio “soft” con i compratori russi, tenendo come base il nostro showroom di Milano (aperto proprio un anno fa in Zona Tortona, n.d.r.). Abbiamo riscontrato un interesse crescente da parte dei clienti e da questa stagione andremo a lavorare in loco, con un partner che a sua volta lavora con uno showroom a Mosca”.
Se le relazioni commerciali b2b sono decisive nel processo di costruzione di una rete di vendita internazionale, Manuel Ritz stringe il focus anche sul b2c, puntando su un format di vendita, il Taylor Modular System: “Anche sul fronte della distribuzione al cliente finale abbiamo scelto di fare a modo nostro, avvicinandoci al retail progressivamente: oggi abbiamo 30 corner sul territorio nazionale e abbiamo cominciato ad aprirne di nuovi: alle Galerie Lafayette di Istanbul, per esempio”.
I corner potrebbero essere un punto di partenza per lo sviluppo retail, anche se non immediatamente. Manuel Ritz nel 2016 ha aperto il suo primo monomarca a Milano, in via Solferino: “Una vetrina sul mondo che ci ha dato importanti riscontri”, dice il direttore commerciale. L’azienda, tuttavia, non ha al momento in programma altre aperture. La seconda vetrina internazionale del brand per importanza è senza dubbio l’online store: “Ha fatto da ponte con mercati vicini e soprattutto lontani”, ha detto Rosi.

Pitti Uomo: la Russia accende l’export
Pitti Uomo passa il testimone alle sfilate milanesi con una effervescenza di compratori, soprattutto stranieri, e confortanti prospettive di ripresa di Russia e Spagna, seguite da Cina (in particolare Hong Kong) ed Europa, guidata dalla Germania. L’indicazione arriva dalle aziende espositrici (1.243 marchi, per il 45% esteri) ed è confermata dai primi dati di affluenza: +2,5% la stima provvisoria rispetto ai 24.300 buyer del gennaio 2016. Pitti Uomo non è solo l’appuntamento più importante al mondo per la moda maschile: è diventato un motore di idee e di progetti, come la sfilata di Brooks Brothers accompagnata dal vivo dall’Orchestra Filarmonica italiana sotto i dipinti del Vasari nel Salone de’ Cinquecento in Palazzo Vecchio; la performance di acrobati che indossano la nuova linea di jeans Replay; la sfilata dei giapponesi Undercover e Takahiromiyashita alla Stazione Leopolda.
“Tra i mercati in crescita c’è innanzitutto la Russia – spiega Andrea Lardini, presidente dell’azienda marchigiana di abbigliamento di fascia alta e che ha aperto due corner a Mosca con Bosco dei Ciliegi – il mercato per noi vale ancora poco, circa tre milioni, ma sta accelerando. Continuiamo a investire anche sul Giappone, che rappresenta uno sbocco strategico, e sulla Spagna, dove abbiamo aperto la prima filiale diretta, Lardini Iberica, che ha già prodotto tre corner nel department store El Corte Inglés”. Lardini ha chiuso il 2017 (al 30 settembre) con 70 milioni di fatturato (per il 65% all’estero), un margine operativo lordo del 12% e altri tre milioni di investimenti in tecnologie, che portano il totale dell’ultimo triennio a quota 17 milioni. Il marchio proprio, Lardini, vale il 50% dei ricavi (il resto sono produzioni per grandi marchi) ed è destinato a crescere ancora: “Quest’anno prevediamo un +10% - aggiunge Andrea Lardini – e l'obiettivo al 2020 è superare i 100 milioni di ricavi’‘.
Guarda alla Russia anche “Harmont & Blaine”, il marchio napoletano del bassotto che ha chiuso il 2017 con oltre 85 milioni di fatturato (+6%) e punta a una crescita ancora più robusta quest’anno. “La Russia era il nostro best spender prima della crisi che l’ha colpita – spiega l’amministratore delegato Paolo Montefusco – L’obiettivo è che torni uno sbocco importante e per questo stiamo definendo un accordo con un partner”. “Harmont & Blaine” sta accelerando inoltre in Cina – dove prevede 27 punti vendita nei prossimi quattro anni – e in Spagna: ‘‘Grazie alla partnership con El Corte Inglés apriremo 14 nuovi shop-in-shop entro l’anno, che si aggiungeranno agli otto attuali’‘.
La Spagna rappresenta un mercato di espansione anche per Herno, il marchio di piumini e capispalla di lusso di Claudio Marenzi che ha come primo mercato estero il Giappone e ora vuole spingere su Stati Uniti e Russia. ‘‘In questo momento l’America non è un mercato brillante – spiega Marenzi, che è anche presidente di Pitti e di Confindustria Moda – vedo grandi opportunità di crescita per il marchio. Per il resto va bene l’Europa, soprattutto la Germania, e ha ripreso la Russia, dove nel 2017 abbiamo aperto due negozi. Continuiamo a non essere presenti in Cina, anche se lo considero il mercato dei prossimi 50 anni, perché penso che l’azienda non sia ancora pronta’‘. Herno chiude il 2017 con 96 milioni di fatturato, margine operativo lordo del 14% e forti investimenti: ‘‘La prima preoccupazione in questo momento non è tanto il margine quanto far crescere il marchio - conclude Marenzi – e quest’anno prevediamo una crescita ulteriore del 10-12%’‘. La Russia ‘‘sta riprendendo molto bene’‘ per Paul & Shark, il marchio di Andrea Dini che chiude il 2017 a 151 milioni di fatturato (+5%), per il 90% all’export, e un Ebitda al 20%. ‘‘Accanto alla Russia puntiamo sulla Cina e sulla Germania, che sta andando molto bene, e poi su Canada e Medio Oriente’‘, dice il direttore generale Enrico Airoldi, prevedendo un ulteriore aumento dei ricavi del 5% per il 2018.

Il ministero degli Esteri della Russia, Serghej Lavrov: Ricche relazioni Russia-Vaticano continuano svilupparsi
Le “ricche relazioni” tra la Russia e il Vaticano continuano a svilupparsi, anche attraverso la conferenza per i diritti dei cristiani, “a dicembre di questo anno” voluta sia da Mosca che dalla Santa Sede. Così il ministro degli Esteri russo Serghej Lavrov rispondendo a una domanda di Askanews, alla tradizionale conferenza stampa di inizio anno a Mosca con la stampa straniera.
Lo scorso anno, ha notato Lavrov, si è tenuta la visita del Segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin, ma anche prima di questa visita il presidente russo Vladimir Putin e Francesco si sono incontrati "non solo una volta".
Tra i punti di sviluppo il ministro ha annoverato l'accordo per il regime senza visti per i rispettivi diplomatici e il dialogo su Medio Oriente e Africa, condotto da Mosca con il Vaticano.

 

In collaborazione con Ufficio stampa dell'Ambasciata d'Italia a Mosca, il Centro stampa di Banca Intesa Russia, Il Sole 24 Ore, Askanews

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