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ITALIA IN RUSSIA N.284

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

Intesa Sanpaolo è interessata alle privatizzazioni in Russia e potrebbe finanziare il progetto Arctic Lng, guidato da Novatek - Ai Saloni di Mosca operatori in aumento del 9,3% - Enel ha inaugurato il proprio Innovation Hub in Russia

Intesa Sanpaolo guarda a finanziamento progetto Arctic Lng in Russia
Intesa Sanpaolo è interessata alle privatizzazioni in Russia e potrebbe finanziare alcuni progetti su larga scala, come l'Arctic Lng guidato da Novatek, ha detto il presidente di Banca Intesa Russia Antonio Fallico, citato dall'agenzia stampa “Ria Novosti”.
Il progetto nella regione artica russa dovrebbe iniziare la produzione di gas naturale liquido nel 2022-2023.
"Sì, stiamo discutendo, non voglio fornire dettagli", ha detto Fallico, secondo quanto riferito da 'Ria', circa la possibile partecipazione della banca al progetto.
Il manager ha anche confermato l'intenzione di Intesa di partecipare alla raccolta di finanziamenti per Rosneft e di ulteriore collaborazione con la società controllata dal Cremlino.
Intesa ha agito come consulente in un'operazione da 10,5 miliardi di euro per la vendita di un quinto del colosso energetico russo Rosneft a un fondo del Qatar e a Glencore in dicembre, fornendo anche un finanziamento da 5,2 miliardi di euro.
Fallico ha dichiarato inoltre che Intesa ha anche considerato opzioni per finanziare il gasdotto sottomarino Nord Stream-2, progettato da Gazprom.
"È troppo presto per parlare delle condizioni", ha detto in risposta a una domanda su possibili modalità di partecipazione al Nord Stream-2.
"Dobbiamo capire cosa possiamo e cosa non possiamo alla luce delle nuove sanzioni americane", ha sottolineato il professor Fallico all'agenzia stampa "Ria Novosti"..

La Russia riparte e il made in Italy torna a crescere
Corsie e stand espositivi pieni; visitatori interessati a comperare e non solo a guardare; ordini firmati per nuove forniture e nuovi negozi. Il verdetto sembra unanime: il mercato russo è tornato. Non lo dicono soltanto i numeri sulle esportazioni di mobili italiani verso Mosca (+0,2% nel primo semestre del 2017, dopo tre anni di crolli a doppia cifra) e le buone previsioni per i prossimi mesi.
Lo confermano i risultati della 13esima edizione dei Saloni WorldWide di Mosca, che dall’11 al 14 ottobre scorsi ha portato nella capitale russa una selezione delle aziende e dei prodotti presenti lo scorso aprile al Salone del Mobile di Milano. Gli organizzatori stimano un aumento di oltre il 10% delle presenze in quattro giorni (+9,3% gli operatori, oltre 18mila) rispetto all’anno scorso. Ma la soddisfazione delle imprese che hanno esposto deriva anche da tutto quello che sta dietro i numeri dell’affluenza: ‘‘È stata una festa – commenta il presidente del Salone del Mobile, Claudio Luti -. Abbiamo percepito la ritrovata fiducia da parte dei buyer russi, che sono arrivati non soltanto da Mosca e San Pietroburgo, dove ormai le aziende italiane sono presenti e radicate, ma anche dalle province più lontane della Federazione russa e dai Paesi confinanti, dove è più difficile farsi conoscere e instaurare contatti’‘.
Dopo due anni di “resistenza” ai contraccolpi della crisi dell’economia russa e delle sanzioni internazionali, dunque, “questa edizione ha segnato un evidente cambio di passo’‘, commenta Luti. Non solo sono tornati in massa i visitatori, ma sono inoltre arrivati clienti nuovi ed è tornata la voglia di investire per intercettare il clima di ripresa economica diffuso nel Paese. ‘‘Il mercato si è sbloccato – conferma il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini – e le prospettive sono buone, sia perché c’è grande attenzione per il made in Italy, sia perché anche gli investimenti immobiliari sono in ripresa: nel 2017 si prevedono nuove abitazioni per 88 milioni di metri quadrati, che saliranno a 94 milioni l’anno prossimo’‘.
Certo non sarà facile tornare ai livelli (record) del 2013, quando le esportazioni italiane di arredamento e illuminazione avevano superato i 900 milioni di euro (contro i 506 del 2016) ma, anche sulla base della sostenuta ripresa dell’export complessivo italiano in Russia nei primi sette mesi di quest’anno, le premesse per una rapida ripresa ci sono tutte. Le incertezze, soprattutto di natura politica, non sono del tutto superate, ma l’Italia rimane nonostante tutto il secondo Paese fornitore di arredamento in Russia, con una quota di mercato del 24,5%, seconda solo alla Cina (che detiene il 36,1%) e ben distante dalla Germania, al terzo posto con il 9,8%.
L’interesse principale delle imprese italiane è ora radicarsi maggiormente e più diffusamente sul territorio russo e sui territori limitrofi. A questo scopo sono stati organizzati oltre 3mila incontri B2B tra le aziende italiane e 120 buyer invitati al Salone di Mosca grazie al programma di promozione portato avanti nei mesi scorsi da FederlegnoArredo e Ice in 24 Paesi (oltre alla Russia, anche Bielorussia, Armenia, Georgia, Azerbaijan, Kazakhstan, Uzbekistan e Turkmenistan). ‘‘Ci siamo dati appuntamento fra tre mesi con i responsabili dell’ufficio Ice di Mosca per fare un follow up di questi incontri e capire quanti si sono trasformati in ordini e contratti veri e propri – spiega Orsini -. La nostra volontà è infatti garantire una maggiore continuità dell’azione in questo Paese, che vada oltre i quattro giorni della fiera’‘.
Sulla stessa linea il presidente del Salone, Claudio Luti: ‘‘C’è un enorme potenziale su questo mercato, non dobbiamo mollare, ma anzi intensificare. Non bastano quattro giorni di fiera, occorre creare relazioni più frequenti e diffuse su tutto il territorio, che è molto vasto. I buyer che abbiamo incontrato ci hanno dimostrato di avere grande interesse per il made in Italy. Vogliono conoscerci meglio e cercano contatti più stretti’‘
Il lavoro inizia subito: ‘‘Faremo al più presto delle riunioni con gli imprenditori italiani – chiosa Luti –, per decidere come organizzare al meglio le attività dei prossimi mesi e arrivare l’anno prossimo a un Salone con più eventi e più espositori, coinvolgendo il maggior numero di marchi di gamma alta’‘. ‘‘Siamo già al lavoro per l’edizione 2018 – conferma il presidente di Fla Orsini –. Con l’obiettivo di una maggiore continuità sul territorio e di una maggiore qualità, per attrarre al Salone tutti i brand più importanti’‘.

Enel apre innovation hub a Mosca. Accordo per mobilità elettrica
Enel, in occasione dell'Open innovation forum di Skolkovo, vicino Mosca, ha inaugurato il proprio Innovation Hub in Russia. All'evento, il più grande e importante in Russia dedicato all'innovazione e alle nuove tecnologie, che si è svolto presso il Technopark di Skolkovo, ha partecipato l'amministratore delegato Francesco Starace.
L'Innovation Hub russo di Enel nasce all'interno del polo tecnologico di Skolkovo e ha l'obiettivo di individuare e sviluppare collaborazioni con start-up, Pmi e altre aziende russe su un'ampia gamma di progetti in diversi settori, come le soluzioni di efficienza energetica, le smart grid, le energie rinnovabili, l'Internet of Things (IoT) e il Big Data Analytics.
"L'innovazione è una grande sfida per tutte le aziende affermate che operano in settori che storicamente hanno goduto di uno sviluppo naturale grazie a tecnologie ereditate. L'apertura di un Innovation Hub in Russia è quindi una grande opportunità per Enel, che lavora duramente per mantenere la propria posizione di operatore all'avanguardia nell'evoluzione tecnologica in un paese con un ecosistema dinamico e produttivo", ha commentato Starace.
Inoltre Starace ha preso parte ieri all'incontro annuale del Foreign investment advisory council, presieduto dal primo Ministro russo Dmitry Medvedev, durante il quale gli amministratori delegati delle più grandi società estere, insieme ai principali rappresentanti delle aziende russe, hanno discusso le misure necessarie a migliorare ulteriormente il contesto per gli investimenti nel Paese. A questo proposito, l'ad di Enel ha siglato un accordo con Kirill Dmitriev, ad del Russian Direct Investment.

Duma russa a L'Aquila per visita a siti restaurati
Le delegazioni della Grande Commissione interparlamentare Italia-Russia sono state a L'Aquila dove hanno visitato alcuni siti restaurati grazie al sostegno della Duma russa. Lo ha reso noto il vice presidente della Camera, Simone Baldelli, nella conferenza stampa al termine della sessione di lavoro della Commissione. "La Russia aiuta sempre gli amici e ha sempre aiutato l'Italia quando le disgrazie causate dalla natura e non dall'uomo si sono abbattute su di lei", ha detto per parte russa la vice presidente della Duma, Irina Yarovaya, annunciando il completamento di due importanti opere di ricostruzione all'Aquila, la Chiesa di San Gregorio e Palazzo Ardinghelli.
Il risultato della ricostruzione realizzata grazie a nove milioni di euro stanziati dalla Federazione Russa è stato dunque al centro della visita che la commissione ha fatto nel capoluogo abruzzese sconvolto dal sisma del 2009. La Grande Commissione, presieduta, per la parte italiana, dal vice presidente della Camera, Simone Baldelli e per la parte russa dalla vice presidente della Duma di Stato della Federazione Russa, Irina Yarovaya, è nata nel 1999 sulla base di un protocollo di collaborazione tra i Parlamenti dei due Paesi.

Al Valdai la questione migranti, Tocci (Iai): sbagliato rincorrere
È giusto cercare di capire e affrontare i timori suscitati dall'ondata migratoria diretta verso l'Ue e l'Italia in particolare. Paure amplificate dalla propaganda populista e, proprio per questo, le soluzioni non possono arrivare da formule semi-populiste: "perché non sarà mai abbastanza e le tue azioni ti si rivolteranno contro", ha argomentato al Valdai Club Nathalie Tocci, direttore dell'Istituto Affari Internazionali (Iai), intervenendo durante un panel sul tema "Il conflitto tra universalismo e identità personale". Il dibattito ha visto la questione dei migranti emergere come esempio principe delle paure che accompagnano la globalizzazione, che spingono i singoli a rifugiarsi nel regionale, nei localismi, nel rifiuto del diverso.
Tra i panelist, il premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka e Wolfgang Schussel. L'ex cancelliere austriaco ha sostenuto che i Paesi che si ritrovano ad affrontare il problema migratorio "devono poter controllare chi arriva, devono poter difendere e controllare i propri confini, non è questione di razzismo o xenofobia". Ma le soluzioni non possono essere quelle promesse dalla destra populista che non sta al governo, ha ribattuto Tocci, portando al Forum internazionale riunito a Sochi l'esempio dell'intesa raggiunta dal ministro dell'Interno Marco Minniti con le autorità di Tripoli per bloccare le partenze dei migranti dalla Libia.
"Un conto è riconoscere le paure, in questo caso dei migranti, che alimentano il populismo: sono paure legittime e vanno affrontate. Ma altra cosa è rincorrere i populisti alla ricerca di una soluzione. Perché non sarai mai 'abbastanza puro', non potrai mai competere con 'l'originale', ovvero con le formule proposte dai populisti, quindi la tua rincorsa si trasformerà in sconfitta", ha affermato Tocci.
"Questo vale per qualsiasi forza di governo moderata - ha argomentato - che sia di centro sinistra o di centro destra. Nel caso dell'Italia, abbiamo un esempio con l'accordo con la Libia per contenere il flusso di migranti, con conseguenze pesanti per gli stessi migranti nel Paese di partenza, lo sappiamo bene. Un sondaggio realizzato di recente dallo Iai conferma proprio questo: da una parte registra l'approvazione per azioni di contenimento degli arrivi dei migranti, dall'altro la soluzione approntata dal governo italiano viene bocciata da una schiacciante maggioranza, perché non è abbastanza, perché il flusso migratorio si è ridotto, ma non è stato del tutto bloccato".

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