Electronic banking

Visita il sito Eurasia 24
russia24_new.gif

ITALIA IN RUSSIA N.281

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

Grazie all'impegno dell'Associazione "Conoscere Eurasia" anche quest'anno l'Italia in primo piano a Forum economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF-2017 - Maxi-contratto in Russia per Maire Tecnimont - Enel vince la gara per due progetti eolici in Russia.

Al Forum economico internazionale di San Pietroburgo, l'Italia anche quest'anno protagonista
Al Forum Economico internazionale di San Pietroburgo SPIEF-2017 l'Italia, anche quest'anno, ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista della Davos russa, con un parterre di alto profilo guidato dal nostro ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, con compagnie leader come Maire Tecnimont e Enel e la prima banca del Paese Intesa Sanpaolo, tra le migliaia di partecipanti da tutto il mondo.
Cinque gli accordi siglati sul Baltico russo. A sottoscriverli sono stati Maire Tecnimont, Enel, Edison, Terna e il Politecnico di Torino. Intese di portata economica ma anche dall'alto valore tecnologico a testimoniare che nel settore dell'ingegneria e dell'energia l'Italia può contare su gruppi leader, anche a livello internazionale.
L'economia russa è in ripresa e anche per le aziende italiane si aprono nuove possibilità. A confermarlo, tra i partecipanti italiani, è stato Gaetano Miccichè, presidente di Banca Imi, del gruppo Intesa: gruppo che è in Russia da oltre quattro decenni.
Quello che manca alla Russia in ripresa è la piccola e media impresa. E in questo senso le aziende italiane sono state al centro di una tavola rotonda che ha attirato molta attenzione da parte russa. Per il presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo, "il mercato russo è certamente un mercato difficile, complesso, però noi abbiamo un'esperienza molto positiva: circa 50 anni fa abbiamo costruito questo grande impianto a Togliattigrad. In quel caso ci fu una grande azienda, ma soprattutto l'indotto Fiat e l'indotto Fiat è composto soprattutto da piccole medie imprese".
L'associazione “Conoscere Eurasia”, costituita e presieduta dal professor Antonio Fallico,  ha anche messo intorno a un tavolo, nella seconda e quanto intensa giornata di Forum, importantissimi esponenti dell'economia russa con Marco Tronchetti Provera, Francesco Starace, il ministro Calenda. "L'Italia riuscirà difficilmente a recuperare la quota di export che ha perso dal 2013, ma per stare in Russia occorre investire, perché molti prodotti che prima esportavamo saranno localizzati sul territorio" ha detto l'ambasciatore italiano Cesare Ragaglini. Calenda si è detto più ottimista del capo missione, pur condividendo la necessità di puntare su questo mercato.
Quello che è emerso davvero, tra le aziende italiane, è che non è più il tempo per lo scontro o "l'isteria" politica nel rapporto con Mosca. E in questo senso il presidente russo, Vladimir Putin, ha interpretato tale umore, che per il Cremlino si declina nella volontà di un riavvicinamento in particolare con gli Usa di Donald Trump (fortemente osteggiato da più parti negli Stati uniti), ma che per il mondo imprenditoriale mondiale si traduce in una grande stanchezza di fronte a barriere e sanzioni.
"Non è possibile attendere fino a quando la lancetta dell'orologio politico finirà il suo giro e la situazione si normalizzerà" tra Est ed Ovest, ha sottolineato Antonio Fallico, presidente di “Conoscere Eurasia”, che ha dato appuntamento al forum annuale di Verona in programma  dal 19 al 20 di ottobre 2017 per "un incontro informale tra i membri della Commissione europea e della Commissione economica eurasiatica", sotto il segno del dialogo da ritrovare e invocato da un veterano delle relazioni Est-Ovest come Romano Prodi.

Italia in primo piano a Forum San Pietroburgo con “Conoscere Eurasia”
Energia, finanza, alta tecnologia ma anche arte, musica e cucina. L'Italia si è presentata al Forum economico internazionale di San Pietroburgo e ha calato i propri principali asset strategici sui tavoli bilaterali della Davos russa, dall'economia alla cultura. Ad accompagnare i panel della rappresentanza italiana al Forum di San Pietroburgo è stata l'Associazione “Conoscere Eurasia”, l'organizzazione no profit con sede a Verona, da circa un decennio player per la promozione dei rapporti economico-culturali tra i due Paesi e da 3 unica “region partner” dello Spief in Italia.
Per Antonio Fallico, presidente di “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia: "La Federazione Russa torna ad essere un Paese obiettivo per le imprese italiane. La presenza del ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, in rappresentanza del governo italiano, è un segnale importante che sottolinea un rinnovato interesse per questo Paese strategico nell'area eurasiatica. Nel primo quadrimestre di quest'anno l'export verso la Federazione Russa è cresciuto del 23,2% rispetto allo stesso periodo del 2016; un'impennata dopo i dati negativi degli ultimi due anni che porta il valore a 2,3 miliardi di euro. “Una svolta da cogliere - prosegue il professor Fallico -. Ora bisogna intercettare le commesse dei partner russi, comprese le richieste di collaborazione all'insegna del made with Italy”. Una sfida, secondo Fallico, che passa anche dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo dove l'anno scorso si sono complessivamente firmati contratti per oltre 1.000 miliardi di rubli, che equivale a circa 16 miliardi di euro.

Maxi-contratto per Maire Tecnimont
Dopo Sochi, è arrivato il momento di San Pietroburgo. Raccogliendo il testimone dalla visita in Russia del premier Paolo Gentiloni, il 17 maggio scorso, il potenziamento della cooperazione industriale e commerciale tra aziende italiane e partner russi prosegue allo Spief, il Forum economico internazionale divenuto ormai un catalizzatore di accordi. Seguendo la linea indicata dal ministero per lo Sviluppo economico, che in una nota affida alla presenza di Carlo Calenda a Pietroburgo l’obiettivo di «sostenere le aziende italiane a intensificare la cooperazione industriale con partner russi, mirare a collaborazioni più strutturate con i grandi gruppi energetici della Federazione e consolidare l’interesse delle imprese russe per la tecnologia e il know-how italiano».
Il filo conduttore delle intese firmate è dunque l’energia, a partire da un grande accordo tra il gruppo Maire Tecnimont e Gazprom. Un contratto del valore totale di 3,9 miliardi, che porta la controllata Tecnimont nell’Estremo Oriente russo, nella regione dell’Amur ai confini con la Cina.
In qualità di majority leader del consorzio con la cinese Sinopec Engineering, Tecnimont realizzerà utilities, offsites e infrastrutture per uno dei tre pacchetti del progetto Amur Gpp, che una volta completato sarà uno dei più grandi impianti di trattamento del gas naturale al mondo. Per Gazprom, il primo passo nel grande piano strategico per la fornitura di gas alla Cina. Per Maire Tecnimont, il più grande contratto che il gruppo si sia mai aggiudicato: come ha sottolineato in Borsa il titolo della società, guadagnando il 2,5% (+64% da inizio anno).
"Noi mettiamo al servizio della Russia la nostra esperienza nel realizzare stabilimenti complessi in aree remote", ha sottolineato il presidente di Maire Tecnimont, Fabrizio Di Amato. Nel progetto - completamento previsto entro fine 2023 - insieme ad alcuni istituti finanziari cinesi sono coinvolte Cassa Depositi e Prestiti, l’Istituto nazionale italiano di promozione, e la controllata Sace, l’agenzia di credito all’export.
Una seconda, importante intesa firmata con Gazprom riguarda Edison e Depa,la società di Stato greca degli idrocarburi. Un accordo di cooperazione teso all’apertura di una rotta meridionale per le forniture di gas russo all’Europa. Le tre società si propongono di coordinare "lo sviluppo e l’implementazione dei progetti di gasdotto TurkStream e Poseidon, dal confine turco e greco verso l’Italia". "Questa firma - ha dichiarato Marc Benayoun, ad di Edison - è un passo avanti per il progetto Igi che porterà il gas russo in Italia attraverso la Grecia".
Di prospettive di cooperazione in questo fronte hanno parlato a Pietroburgo anche Aleksej Miller, presidente di Gazprom, e l’ad di Snam Marco Alverà, in vista della realizzazione di progetti di Gazprom per l’organizzazione delle forniture di gas russo all’Europa: anche attraverso TurkStream e Nord Stream 2, il secondo ramo del gasdotto che corre dalla Russia alla Germania. Mentre sulla scia degli accordi firmati a Sochi con Rosneft, il Politecnico di Torino ne ha stretto uno con Gazpromneft, “braccio” petrolifero di Gazprom, per la formazione di ingegneri e tecnici e per l’avvio di progetti di ricerca.
Inoltre, il Forum ha visto la firma di due accordi con Rosseti, gestore della rete elettrica russa che punta sull’Italia per acquisire tecnologie e capacità di gestione necessarie per modernizzare la rete elettrica. Un memorandum d’intesa tra Rosseti ed Enel riguarda l’avvio di un progetto pilota per la gestione di reti elettriche “intelligenti”, più efficienti nel risparmio energetico. Terna invece ha sottoscritto un accordo con Rosseti per sviluppare lo scambio di know-how nella trasmissione elettrica: studiando l’introduzione di tecnologie innovative per lo storage e l’integrazione delle fonti rinnovabili, oltre che per l’identificazione di soluzioni avanzate nell’ambito della progettazione e costruzione di reti ad alta tensione e della loro gestione con sistemi automatizzati.

Enel vince la gara per due progetti eolici in Russia
Enel, attraverso la sua controllata PJSC Enel Russia, si è aggiudicata due progetti eolici per una capacità totale di 291 MW, nell’ambito della gara indetta dal Governo russo nel 2017 per la realizzazione nel Paese di 1,9 GW di capacità eolica. I due progetti saranno sviluppati e costruiti da Enel Green Power. L’investimento complessivo nei due parchi eolici ammonta a circa 405 milioni di euro.

Saipem si aggiudica un nuovo contratto dalla jv Eni-Rosneft
Saipem si è aggiudicata una nuova commessa dalla joint venture costituita da Eni e Rosneft. L’annuncio è arrivato per bocca di Igor Sechin, amministratore delegato del colosso russo. Il contratto che riguarderà la divisione del drilling offshore vale, secondo fonti di mercato, oltre 100 milioni di euro. Per le attività, che, sostengono i russi, dovrebbero partire nella zona occidentale del Mar Nero per la seconda metà del 2017, la società guidata da Stefano Cao utilizzerà lo Scarabeo 9 che è stato appositamente modificato per poter attraversare il Bosforo e passare sotto i suoi ponti, unico in grado di farlo nel drilling. Il mezzo sta raggiungendo il Mar Nero e ha già ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie per partecipare alle trivellazioni programmate dalla joint venture italo-russa.
Come si ricorderà, lo scorso 17 maggio, in occasione della missione a Sochi del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il numero uno di Eni, Claudio Descalzi, e il ceo di Rosneft Sechin hanno firmato un accordo con l’obiettivo di collaborare in diversi settori, a cominciare dall’esplorazione e produzione, sia in Russia che all’estero. Quell’intesa, però, è servita anche a consolidare i patti già siglati in precedenza per lo sviluppo congiunto di attività di esplorazione nel Mar Nero e nel Mare di Barents, oltre che a schiudere ulteriori opportunità tra i due gruppi, a partire dalla cooperazione nel maxi-giacimento egiziano di Zohr, nella concessione di Shorouk, di cui Rosneft, come noto, ha acquisito il 30 per cento.
Il coinvolgimento di Saipem riguarda il blocco Western Chernomorsky, nell’offshore russo del Mar Nero, che si estende su una superficie di 8600 chilometri quadrati con una profondità d’acqua che va da 600 a 2250 metri. In base agli accordi siglati nel giugno 2012, nell’ambito del quadro strategico sottoscritto qualche mese prima, i due gruppi hanno costituito una joint venture (Eni 33,3% e Rosneft 66,7%) per sviluppare insieme sia la licenza appena citata sia le due, Fedynsky e Tsentralno-Barentsevsky, nell’offshore russo del Mare di Barents. A luglio dello stesso anno, poi, è stato firmato un’exploration loan facility agreement con cui Eni s’impegnava a finanziare, nella misura prevista dai precedenti accordi, i costi relativi alle attività esplorative condotte dalle due aziende nel Mare Nero e nel Mare di Barents.
Infine, Saipem ha comunicato di aver definito alcune controversie tributarie sull’Ires (2008- 2009) e su Ires e Irap nel biennio successivo con 79 milioni di oneri a valere sulla semestrale 2017 e non previsti nella guidance sul risultato netto reported dell’intero esercizio, l’esborso di cassa sarà invece in linea con il budget 2017 e non modificherà la guidance sull’indebitamento netto atteso a fine anno.

Dopo grande attesa, il Tiepolo all'Hermitage
Nella sontuosa cornice del museo Hermitage di San Pietroburgo è arrivato "Il Giudizio finale" di Giovanni Battista Tiepolo, in prestito da Palazzo Leoni Montanari di Vicenza. Un evento che come è stato sottolineato dall'ambasciatore italiano a Mosca, Cesare Ragaglini ha un valore intrinseco, poiché cade nella giornata di apertura del Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, dove l'Italia è presente con capitani di industria e modelli produttivi per le Pmi, oltre a essere rappresentata dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.
Il capolavoro del Tiepolo è stato svelato da Mikhail Piotrovskij, direttore del Museo dal 1992, che si è anche congratulato con Antonio Fallico, presidente dell'Associazione “Conoscere Eurasia” e della Banca Intesa Russia, per “aver reso possibile un evento del genere”. Come ha dichiarato ai giornalisti  lo stesso Piotrovskij, il significato di un prestito del genere è tutt'altro che scontato: "Vuol dire che le banche italiane funzionano in Russia", ha detto il direttore dell'Hermitage.

  Nella foto: il museo Hermitage di San Pietroburgo

Your browser is outdated! The site will not work properly. To fix this problem, click here

×