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ITALIA IN RUSSIA N.277

Sempre più capillare la presenza economica, commerciale e culturale dell'Italia nelle regioni della Russia

Italia-Russia: il Quinto seminario italo-russo per ripresa delle relazioni economiche tra i due Paesi (Milano, 16.02.2017) - Antonio Fallico (Presidente Banca Intesa Russia e Associazione Conoscere Eurasia): dopo shock geopolitico si riparte dall’innovazione.

Italia-Russia: il Quinto seminario italo-russo per ripresa delle relazioni economiche tra i due Paesi (Milano, 16.02.2017) - Antonio Fallico (Presidente Banca Intesa Russia e Associazione Conoscere Eurasia): dopo shock geopolitico si riparte dall’innovazione.
(Milano, 16 febbraio 2017). “Negli ultimi tre anni abbiamo assistito a una tensione geopolitica che ha avuto conseguenze rovinose sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia e la Russia. Oggi sembra di assistere a un nuovo inizio, anche se lo shock di questo triennio non è stato archiviato: si riparte con circa 5mld di euro di esportazioni italiane in meno rispetto al 2013 e un interscambio crollato di quasi il 45%”. Lo ha detto a Milano il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico, ai lavori del quinto seminario “Italia-Russia, l’arte dell’innovazione”, organizzato dal Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, Conoscere Eurasia, Roscongress e Forum Economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Pavia e Ansaldo Studio legale.
“Anche potendo contare su un possibile disgelo geopolitico – ha proseguito Fallico - su certi comparti sarà difficile tornare ai livelli pre-crisi. Ma le opportunità di business, che sono rimaste latenti in questi anni, a breve si potranno con buona probabilità manifestare in tutte le loro potenzialità, a partire dai settori innovativi dell’industria italiana, della meccanica di precisione e della ricerca tecnologica”.
Secondo gli ultimi rilevamenti Istat elaborati da Conoscere Eurasia, nel 2016 le esportazioni italiane verso la Russia hanno subito una diminuzione (-5,3%) meno drastica rispetto al biennio precedente, grazie anche all’inversione di tendenza a fine anno, con dicembre che ha segnato un incoraggiante +9,2%, rispetto allo stesso mese del 2015. L’interscambio dovrebbe assestarsi attorno ai 17mld di euro con il dato a ottobre fermo a -22,6%. Nei primi 3 trimestri l’export lombardo registra una contrazione del 6,8% e un valore – nei 9 mesi – di circa 1,35mld di euro, con un interscambio di 2,5mld di euro. Tra i settori che hanno ripreso la corsa verso Mosca, quelli dell’abbigliamento e del tessile in crescita dell’8,6% (234mln, gen-set) e della farmaceutica (+16,2%), nonostante il calo generale dei prodotti manifatturieri che hanno perso il 6,7%. In negativo, elettronica, oltre a macchinari e apparecchiature varie (339mln di euro), che perdono entrambi circa il 20% e i prodotti raffinati (-40,5%).
“Il modello della cooperazione tra Mosca, Milano e Roma – ha concluso Fallico - si sta trasformando e sta sollecitando un cambiamento importante che noi per primi abbiamo rilevato anni fa, ossia il passaggio dal “made in” al “made with” attraverso progetti di internazionalizzazione di imprese italiane in Russia, su cui insistono importanti piani di sostegno”.
Vittorio Loi, partner dello Studio Legale Pavia e Ansaldo, responsabile per gli uffici a Mosca e San Pietroburgo, ha commentato: “Dal nostro osservatorio, sicuramente parziale ma comunque significativo considerata la presenza ventennale dello Studio in Russia al fianco delle imprese italiane, non possiamo che confermare i segnali di rinnovato interesse dell’industria nazionale verso un Paese e un’intera area eurasiatica che, per potenzialità di mercato, cultura tecnologica, apertura all’innovazione e molti altri fattori, restano tra i più promettenti in assoluto per le nostre imprese. La “stagione delle sanzioni”, del resto, ha avuto come effetto anche quello di accelerare un processo di riforme interne volte ad agevolare e vitalizzare la localizzazione della produzione, riducendo la dipendenza dall’importazione di prodotti finiti. La svalutazione e successiva stabilizzazione del corso del rublo, infine, rappresenta oggi un ulteriore fattore di incentivazione all’investimento diretto in Russia da parte di imprese straniere.”
All’incontro partecipano, tra gli altri: Roberto Maroni, presidente Regione Lombardia; Serghej Razov, Ambasciatore Federazione Russa in Italia; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Giancarlo Giorgetti, deputato; Raffaele Cattaneo, presidente Consiglio Regione Lombardia; Marinella Loddo, direttore ICE -Milano; Antonio Fallico, presidente Banca Intesa Russia e presidente Associazione Conoscere Eurasia; Svetlana Rai, vicepresidente e responsabile logistica PAO “NK Rosneft”; Aimone Di Savoia, responsabile Pirelli Tyre Russia; Konstantin Simonov, General Director National Energy Security Fund; Valeriy Vaisberg, responsabile Ricerche GK Region; Alberto Ribolla, vicepresidente Siirtec Nigi Spa; Pavel Grachev, Ceo Polyus Gold; Gianluca Gaias, Security Risk & Compliance Director YOOX Net-A-Porter Group; Sergei Komlev, direzione strutturazione contratti e formazione dei prezzi, Gazprom export; Nikolay Katorzhnov, fondatore Verona Asset Management; Vittorio Loi, Partner Studio Legale Pavia e Ansaldo.

Maroni: togliere sanzioni alla Russia, partner contro terrorismo
Bisogna togliere le sanzioni alla Russia che stanno provocando danni economici per centinaia di milioni alla Lombardia: lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni al suo arrivo a Milano al V Seminario Italia-Russia "L'Arte dell'innovazione". "Occorre togliere le sanzioni, che scadono il 31 luglio 2017, occorre quindi fare le elezioni a giugno, vincerle e toglieremo le sanzioni. In Italia abbiamo un danno economico di circa 4 miliardi e in Lombardia ammonta a centinaia di milioni, a cui si aggiunge il danno che deriva dall'embargo messo dalla Russia. Il problema non è solo il danno economico. Ma la quota di mercato che si perde inesorabilmente" ha detto Maroni.
"I rapporti con la Russia devono essere più intensi anche a fronte di quello che è successo nel 2016 con il terrorismo internazionale - ha detto Maroni - su questo fronte è un partner strategico indispensabile per combattere il terrorismo. L'Europa come al solito è indietro secoli".

Emerson Milenski (consigliere Rosneft): privatizzazione fatto storico, previste ulteriori partnership con Italia
“L'accordo sulla privatizzazione del 19,5% di Rosneft rappresenta un fatto storico ed è una possibilità importante per lo sviluppo globale di Rosneft. Ci saranno ancora altri progetti che riguarderanno la cooperazione con l'Italia, dove nel 2016 abbiamo esportato per un valore di 2,7mld di dollari”. Così l’advisor Rosneft Emerson Milenski, intervenuto al quinto seminario italo-russo di Milano organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia. “Nello scorso dicembre – ha proseguito – abbiamo annunciato un accordo per l'acquisizione da Eni di una quota fino al 35% (per un valore di 1,125mld di dollari) nella concessione di Shorouk per lo sviluppo di Zohr, il più grande giacimento di gas nell'offshore dell'Egitto, e del 15% nel progetto di Petroshorouk, una joint venture tra Eni e Egaz. In totale l'investimento di Rosneft sul progetto nei 4 anni sarà di 4,5mld di dollari. Stiamo inoltre sviluppando la cooperazione con altri partner italiani: Enel, Leonardo Finmeccanica, Fincantieri, Pirelli, Autogrill, Pietro Barbaro, Intesa Sanpaolo e Pirelli”.

Genova: primo seminario “Italia-Russia, l’arte dell’innovazione” (17.02.2017)

Liguria-Russia: per Antonio Fallico export ligure in crescita ma molto potenziale inespresso
“Il dato di crescita dell’export ligure verso la Russia (+14,7% a settembre 2016) è incoraggiante, ma non ancora soddisfacente rispetto alle potenzialità della regione. La tecnologia, con la meccanica di precisione e le apparecchiature, può rappresentare la carta vincente, grazie anche a una cantieristica in grado di rispondere a una domanda sempre più specializzata. Altro comparto a fortissimo tasso di crescita potenziale - ancora in gran parte inespresso - è il turismo”. Lo ha detto a Genova il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico, nel corso del primo seminario “Italia-Russia, l’arte dell’innovazione”, organizzato da Regione Liguria, Consolato Generale della Federazione Russa a Genova, Conoscere Eurasia, Roscongress e Forum Economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Pavia e Ansaldo Studio legale.
Per Fallico: “L’economia russa - che quest’anno ripartirà dopo la congiuntura negativa - punta sempre più verso piani che facilitano la produzione interna in diversi settori strategici. Per fare ciò ha intrapreso con decisione la strada del “made with”, attraverso importanti azioni di sostegno a partnership con società straniere in grado di portare know how e qualità nei processi. Si tratta di un’opportunità per molte piccole e medie aziende liguri in possesso di requisiti di eccellenza e alta tecnologia”. Per il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il consolidamento dei rapporti con la Federazione Russa si inserisce a pieno titolo nella road map dei traguardi da raggiungere nel 2017. "Fin dal nostro insediamento, meno di due anni fa – spiega il governatore - abbiamo lavorato per far sì che questo straordinario territorio, racchiuso tra il mare e le montagne, potesse tornare a crescere e prosperare, superando l'isolamento, non solo fisico, in cui era rimasto per troppi anni. Per traguardare questo obiettivo, insieme al Growth Act, la legge sulla crescita con una serie di misure a supporto del tessuto economico-produttivo ligure, abbiamo varato un Piano dell'internazionalizzazione per sostenere e incentivare le nostre imprese a competere sui mercati esteri, promuovendo in tutto il mondo le produzioni d'eccellenza, non solo nel settore agroalimentare. Per il 2017, in particolare, abbiamo stanziato 517mila euro per una serie di interventi e misure tra cui anche la valorizzazione del 'brand' Liguria, attraverso la partecipazione a fiere ed eventi mirati, in Italia e all'estero, come vetrine per le nostre produzioni di eccellenza. Contestualmente intendiamo perseguire un'operazione di marketing territoriale per attrarre nuove imprese e nuovi investitori dall'estero. Sicuramente – conclude - puntiamo a consolidare anche i rapporti con la Federazione Russa, che abbiamo visitato circa un anno fa e sulle cui potenzialità di mercato crediamo molto, visto il fortissimo interesse nutrito per la nostra regione dal punto di vista turistico e per i prodotti 'made in Liguria'".
In controtendenza rispetto al dato nazionale 2016 (-5,3%), nei primi 3 trimestri di quest’anno l’export ligure verso la Russia registra un balzo positivo del 14,7% rispetto allo stesso periodo del 2015, con un valore di quasi 63,5 milioni di euro. Una crescita - secondo le elaborazioni di Conoscere Eurasia su base Istat - che colloca la Liguria tra le 9 regioni italiane che hanno avuto un export positivo nel periodo indicato e che la pone in quinta posizione in una classifica tutta segnata da percentuali in negativo per il resto dei territori. Bene in particolare la voce ‘macchinari e apparecchiature’ (+28,3% e un valore di 34mln di euro) e in crescita bevande e abbigliamento, mentre perdono leggermente i prodotti chimici (-4,3% a 18,2mln di euro). Male il turismo che chiude il 2016 a oltre -13% sull’anno precedente (dati CCIAA Genova).

Toti: “Le sanzioni danneggiano la nostra economia”
“La Russia è un partner strategico del nostro Paese, le sanzioni hanno danneggiato molto l’economia italiana, con riduzioni importanti dell’export, un danno assoluto per il nostro continente senza contropartite dal punto di vista diplomatico”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a Genova il 17 di febbraio scorso al convegno “Italia-Russia: l’arte dell’innovazione” a cui ha partecipato l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Serghej Razov.
“La Russia è un alleato strategico nella lotta al terrorismo, un alleato per la stabilizzazione di aree importanti del mondo dove gli Usa si sono disimpegnati causando instabilità e drammatici eventi come l’avanzata dell’Isis - ha evidenziato il governatore -. Credo che i rapporti con la Russia debbano essere ripristinati al più presto nella normalità e armonia. Come Liguria abbiamo organizzato già una missione l’anno scorso, stiamo organizzando nuove missioni in vista dell’Expo di Astana e stiamo preparando altri rapporti commerciali con la Russia. Riteniamo che i capitali russi possano essere interessati alla nostra regione per investimenti legati a industria, ricerca, sviluppo e turismo. Le rotte Mosca-Genova aperte l’anno scorso sono un ottimo viatico, non appena le sanzioni cesseranno la Russia tornerà a essere un mercato per l’agroalimentare ligure”.

L’ambasciatore russo in Italia, Serghej Razov: “I rapporti con gli Usa non possono che migliorare”
“Noi speriamo in un miglioramento nei rapporti tra Stati Uniti e Russia, come potrebbero peggiorare rispetto a prima? I rapporti si sono deteriorati in un modo che peggio non poteva andare per due Stati che sono potenze nucleari e membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu”. Lo ha detto l’ambasciatore della Federazione Russa in Italia Serghej Razov al convegno di Genova. “Guardiamo con fiducia allo sviluppo dei rapporti con gli Stati Uniti e con i nostri partner europei - continua Razov -, guardiamo insieme e costruiamo le prospettive future, realizziamo nuove opportunità. Insieme dobbiamo guardare avanti, fare due passi avanti cercando di superare le difficoltà di questo periodo, le crisi vanno e vengono, se ne andrà anche la crisi in Ucraina”. “Stiamo preparando la visita del ministro degli Esteri Angelino Alfano in Russia. Lavoriamo anche per la visita ufficiale del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Russia con un calendario di incontri a livello politico”, ha sottolineato Razov.
“Non esiste un altro Paese come l’Italia nel mondo europeo che realizzi così tanti incontri bilaterali per stringere i rapporti con la Russia, concentrati sull’economia. Nonostante le sanzioni, il dialogo politico tra i nostri Paesi non si sta spegnendo, si sta rafforzando”, ha aggiunto l’ambasciatore russo.

Per maggiori informazioni:
Ufficio stampa Associazione Conoscere Eurasia: Ispropress
Benny Lonardi (393.4555590; direzione@ispropress.it)

Russia: 4 aziende italiane investono su zona economica Lipetsk
Sono stati annunciati il 9 di febbraio scorso a Lipetsk (Russia) tre investimenti italiani per decine di milioni di euro, che si vanno ad aggiungere alle tre aziende attualmente insediate nella zona Sest Luve, Alupro, Fensi. Secondo il console onorario della regione Vittorio Torrembini saranno Groppalli di Piacenza che produce componenti per le caldaie e che intende investire 12 milioni di euro; Immergas di Brescello (Reggio Emilia) specializzata in caldaie, con un target di 7 milioni di euro; Eurogroup di Milano, puntando su rotori e statori per motori elettrici, con 15-18 milioni di euro".
Inoltre Fondital (radiatori in alluminio e caldaie), dovrebbe inaugurare alla fine del 2017, con un investimento di partenza affine a quelli degli altri player italiani.
Lipetsk all'inizio degli anni Novanta divenne la sede di una delle più importanti scommesse imprenditoriali di Vittorio Merloni, l'imprenditore marchigiano, storico patron di Indesit (recentemente scomparso), ex presidente di Indesit Company e di Confindustria all'inizio degli anni '80. Attualmente è la mecca per investimenti da tutto il mondo, agevolati da politiche statali russe che favoriscono qui l'insediamento delle compagnie straniere. In particolare la zona economica speciale di Lipetsk ci sono già 47 compagnie insediate, che godono dei privilegi riservati alle società residenti. Le aziende sono rappresentative di 15 Paesi: Giappone, Italia, Belgio, Germania, Usa, Cina, Israele, Svizzera, Paesi Bassi, Ucraina, Corea del sud, Polonia, Russia, Francia e Gran Bretagna. Per un volume di investimenti dichiarati pari a 153 miliardi di rubli (2,3 miliardi di dollari).
La particolarità delle ZES è rappresentata, oltre che dalle agevolazioni fiscali dalla estrema facilita' con la quale le aziende residenti possono ottenere i permessi. Anche quelli di costruzione e la gratuità degli allacciamenti alle reti con i terreni; elementi questi che a tutt'oggi, in altre zone non privilegiate, costituiscono un vero e proprio ostacolo agli investitori, sia russi che stranieri. Il volume di investimenti dal 2005 ha avuto un andamento crescente, con una flessione nel 2012. La Regione è divenuta inoltre un punto importante, non solo russo, ma anche europeo per la produzione di elettrodomestici. Ci sono 22 aziende che coprono il 24% del mercato russo e ben il 13% di quello del Vecchio continente, dando lavoro a 7.000 persone con volumi di produzione pari a 603,45 milioni di dollari. (Askanews)

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