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EDITORIALE N.327

Antonio Fallico: "La partita della Russia sarà decisiva nelle infrastrutture globali e l’Italia si propone come partner strategico di Mosca all’Eastern Economic Forum. Il dialogo sarà proseguito al Forum Economico Eurasiatico di Verona"

L'analisi di Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione "Conoscere Eurasia", sulle pagine de Il Sole 24 Ore: "La Russia lavora senza sosta per sviluppare la sua rete infrastrutturale" - Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “L’Estremo Oriente presto diventerà un fortissimo centro di attrazione per i capitali di tutto il mondo” - Il 28-29 di ottobre a Verona la XIV edizione del Forum Economico Eurasiatico.


Russia è una parte integrante e inseparabile della regione Asia Pacifico. Siamo intenzionati a creare nei territori del nostro Estremo Oriente un fortissimo centro di attrazione di capitali per la nuova economia russa, a creare uno spazio amico per la realizzazione di progetti più audaci nel campo del business innovativo”. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, all’inaugurazione della Sesta edizione dell’Eastern Economic Forum (EEF, Forum Economico Orientale, https://forumvostok.ru/en/), uno dei convegni economici più importanti e prestigiosi in Russia, che si è svolto nella città di Vladivostok il 2-4 settembre scorsi.
Secondo Putin, “negli ultimi sei anni il volume degli investimenti diretti esteri, accumulati nell’economia dell’Estremo Oriente della Russia è stato quasi raddoppiato per salire a quota 80 miliardi di dollari”. Nel periodo indicato la crescita della produzione industriale è aumentata del 20%, ovvero due volte al di sopra della media russa. Grazie ai meccanismi speciali e straordinari di sostegno al business e di protezione dei capitali nel Territorio di sviluppo economico accelerato e nel Porto franco di Vladivostok si registrate oltre 2.500 società-residenti. “Nell’Estremo Oriente e in particolare in territori quali Amurskaja Oblast, Khabarovskij Kraj e Primorije è stata avviata la realizzazione di alcuni progetti di importanza mondiale che riguardano la costruzione aerospaziale e navale, l’industria chimica, la logistica e l’industria gaspetrolifera”, ha sottolineato il leader russo.
Il Governo centrale della Russia, del premier Mikhail Mishustin, e le autorità locali dell’Estremo Oriente stanno realizzando con successo un programma destinato a migliorare il clima del business e degli investimenti. In questo contesto Putin ha ricordato che “nel 2020 ben quattro territori dell’Estremo Oriente sono entrati nella prestigiosa lista delle prime 30 regioni della Russia per il miglior clima del business. Continueremo a rafforzare le garanzie per gli investitori, ad ampliare le opportunità per il business in tutta la Russia”, ha dichiarato il presidente russo.
Come esempio di vantaggi per il business, Putin ha citato l’esempio delle isole Curili, dove “il business che vi lavorerà realmente sarà esentato per 10 anni da tutte le imposte chiave, dall’imposta sul reddito a quella patrimoniale, dall’imposta fondiaria a quella sui mezzi di trasporto”.
“Inoltre – ha aggiunto Putin - in tutto il territorio delle isole Curili sarà introdotto un regime speciale di zona doganale libera, che permetterà di importare beni e attrezzature, di esportare prodotti finiti con molta facilità. All’interno di questa zona, inoltre, non verrà addebitata l’Iva fino a quando la merce non lascerà il territorio di Curili”.
Come ha dichiarato il consigliere presidenziale, Anton Kobjakov “malgrado le restrizioni legate alla pandemia del Covid-19, il Forum Economico Orientale ha suscitato moltissimo interesse da parte delle autorità, della comunità del business della Russia, dell’Asia Pacifico, dell’Europa e del mondo intero”.
Infatti, quest’anno il Forum ha accolto a Vladivostok più di 4.000 partecipanti, tra cui oltre 400 top manager provenienti dai 58 Paesi del mondo. Il programma del Forum ha compreso 100 eventi, dedicati a problemi di grande attualità per lo sviluppo globale e regionale. Oltre 900 relatori e moderatori sono intervenuti alle sessioni del Forum, che ha visto firmare 380 accordi e contratti per una cifra totale di 3.600 miliardi di rubli.
Uno degli eventi centrali del Forum è stato il business-dialogo “Russia-Italia: opportunità di cooperazione tra Italia e Russia nell’Estremo Oriente”, organizzato da Banca Intesa Russia e dall’Associazione no profit italiana “Conoscere Eurasia”, partner regionale della Fondazione russa “Roscongress”.
Al business-dialogo (la registrazione video “Russia–Italy Business Dialogue” è disponibile al seguente indirizzo Internet: https://forumvostok.ru/en/programme/business-programme/) sono intervenuti i rappresentanti delle autorità e degli istituti di sviluppo dell’Estremo Oriente, i top manager delle maggiori aziende e banche dell’Italia e della Russia, i vertici delle associazioni imprenditoriali dei due Paesi. Il Dialogo italo-russo, organizzato per la prima volta al Forum, ha testimoniato il crescente interesse per le opportunità che può offrire al business italiano e globale questa regione della Russia, ricca di materie prime e ponte naturale tra l’Europa e l’Asia.
“Lo sviluppo della cooperazione economica e commerciale è diventata particolarmente importante nel periodo difficile in cui ci troviamo, quando l’economia mondiale inizia a superare la crisi provocata dalla pandemia del Covid-19. Attualmente è importante sfruttare ogni occasione per tornare insieme ad una crescita stabile e sostenibile, per creare nuovi posti di lavoro garantendo la prosperità sociale ed economica per tutti”, ha dichiarato il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico.
“Diamo un’occhiata alla cartina geografica per capire dov’è l’Italia e dov’è l’Estremo Oriente della Russia. La distanza tra Roma e Vladivostok – ha ricordato il professor Fallico - è di circa 11.600 chilometri, oppure in linea d’aria è pari a 8.795 chilometri. Che cosa possono avere queste due aree geografiche in comune? Che tipo di business italiano può essere lanciato da quelle parti? Al primo sguardo sia la maniera di fare il business, che la mentalità in generale si distinguono moltissimo. Questo è il pensiero standard. Ma è sbagliato. E lo conferma l’attuale sessione del business dialogo Russia-Italia. Spero che questa iniziativa diventi una tradizione dell’Eastern Economic Forum e si trasformi presto in un punto di partenza per una nuova storia di successo relativa alla cooperazione economica e commerciale tra l’Italia e questo meraviglioso e straordinario territorio della Russia sulle coste dell’Oceano Pacifico”.
Per il presidente di Banca Intesa Russia “le distanze tra l’Italia e la Cina, oppure tra l’Italia e il Giappone o la Corea del Sud non sono per niente più corte rispetto a quelle tra l’Italia e l’Estremo Oriente della Russia”. Queste distanze, così come le sostanziali differenze di mentalità, non ostacolano lo sviluppo accelerato delle relazioni economiche e commerciali tra l’Italia e i Paesi del Pacifico. Vuol dire che in sostanza non si tratta né di distanze, né di differenze nella mentalità italiana e russa, che tra l’altro non si distinguono molto l’una dall’altra. “Forse questo spiega l’esistenza, nel corso dei secoli, di simpatie forti e sincere tra i nostri due popoli?”, si è interrogato il presidente Fallico.
Secondo l’Ambasciatore d’Italia in Russia, Pasquale Terracciano, che si è rivolto ai partecipanti del Dialogo italo-russo in videoconferenza, l’Italia è disposta a trasferire in Russia il proprio know-how nel campo dell’export, per contribuire allo sviluppo dell’Estremo Oriente.
“Grazie alla posizione strategica dell’Estremo Oriente russo e alla capacità di reperire manodopera qualificata, la Federazione Russa può diventare un fornitore affidabile di prodotti di alta qualità per l’Asia e l’Oceano Pacifico. L’Italia, con le sue tradizioni e la sua esperienza nell’export, è pronta a trasferire il proprio know-how alla Russia e, in particolare, a questa regione”, ha dichiarato l’Ambasciatore italiano.
Infatti, l’Estremo Oriente russo può svolgere un ruolo decisivo nel soddisfare la domanda di questa regione. “Per attirare le imprese italiane ed europee in generale nelle regioni geograficamente lontane dall’Europa, bisogna insistere sulla diffusione delle conoscenze e delle potenzialità di sviluppo fornite dagli enti locali”, ha sottolineato Terracciano, che in ottobre, dopo oltre quattro anni di servizio efficientissimo per il bene dei popoli dell’Italia e della Russia, sarà sostituito nella capitale russa da Giorgio Starace, attualmente Ambasciatore italiano a Tokio. “Nel momento in cui mi preparo ad assumere l’incarico di Ambasciatore d’Italia a Mosca, voglio enfatizzare non soltanto l’enorme potenziale dell’Estremo Oriente per lo sviluppo delle relazioni economiche e commerciali bilaterali con l’Italia, ma proporre l’idea di organizzare un sistema di cooperazione trilaterale tra la Russia, l’Italia e il Giappone, un partner straordinario, specie per lo sviluppo delle infrastrutture energetiche dell’Estremo Oriente”, ha dichiarato l’Ambasciatore Starace in videoconferenza.
Per poter soddisfare al meglio le esigenze dell’imprenditoria italiana che vorrebbe lavorare nell’Estremo Oriente, Fallico ha dato alcuni suggerimenti concreti, volti a migliorare il clima del business e degli investimenti, il cavallo di battaglia del Cremlino nello sviluppo economico dell’Estremo Oriente.
“Per dare una spinta allo sviluppo degli interscambi economici e commerciali tra l’Estremo Oriente e l’Europa – ha sottolineato Fallico - le autorità russe devono eguagliare le condizioni di lavoro delle società occidentali a quelle che esistono già nei Paesi concorrenti dell’Asia. Inoltre, gli esportatori dell’Estremo Oriente della Russia devono offrire ai mercati europei prodotti originali, interessanti e competitivi. Dall’altra parte il business italiano deve smettere di citare le difficoltà e deve darsi da fare per conoscere al meglio la domanda locale, il potenziale dei mercati russi e le condizioni concrete di lavoro nell’Estremo Oriente. In realtà il problema sono le scarse informazioni e una banale mancanza di curiosità”.
Purtroppo per il momento i risultati degli interscambi economici e commerciali tra l’Italia e l’Estremo Oriente della Russia sono molto modesti. Secondo i dati delle Dogane russe, nel 2020, l’anno della pandemia da Covid-19, le esportazioni di questo territorio della Russia verso l’Italia hanno totalizzato circa quattro milioni di dollari, mentre le importazioni dall’Italia sono state pari a 142,7 milioni. Nel primo trimestre del 2021 (ultimo dato disponibile, N.d.R.) le esportazioni dell’Estremo Oriente russo hanno toccato quota 939.500 dollari (699.500 dollari nel quarto trimestre del 2020), mentre le importazioni dall’Italia, soprattutto grazie alle vendite dei macchinari e delle attrezzature tecnologiche, hanno totalizzato nei primi tre mesi dell’anno 21,5 milioni di dollari. Si tratta di cifre assai modeste: basta dire che l’intero fatturato del commercio estero dell’Estremo Oriente nel primo trimestre 2021 è stato pari a 7,1 miliardi di dollari.
Allora quali fattori potrebbero favorire lo sviluppo accelerato degli scambi economici e commerciali tra l’Italia e la Russia? Secondo il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, in primissimo luogo il traffico dev’essere a due sensi: “Il business italiano si aspetta dalle autorità russe, dagli istituti per lo sviluppo dell’Estremo Oriente e dai potenziali partner russi delle proposte interessanti e affidabili”.
Il business italiano, Banca Intesa Russia così come l’intero gruppo Intesa Sanpaolo sono dunque pronti a concentrarsi sulle seguenti particolarità dell’Estremo Oriente russo.
In primo luogo, è molto interessante la presenza dei cosiddetti regimi economici speciali, come il Territorio di sviluppo accelerato e il Porto franco di Vladivostok, esteso di recente anche su tutta la città. “L’utilizzo dei vantaggi e delle opportunità di queste zone speciali – ha sottolineato Fallico – dev’essere chiaro e accessibile per il business straniero. Purtroppo, in Europa capiscono ancora poco o niente come utilizzare queste opportunità, il che non permette di dimostrare al 100% l’attrattività del territorio ai potenziali investitori. Se riuscissimo a lanciare delle relazioni bilaterali stabili e un continuo scambio di informazioni, il territorio potrebbe diventare molto attraente e interessante per gli uomini d’affari italiani”.
Inoltre, secondo Fallico, di grande aiuto potrà diventare “l’unica piattaforma informatica per il business presso gli istituti di sviluppo dell’Estremo Oriente”. La piattaforma potrà essere utilizzata dai businessmen per dare e per ricevere informazioni, per avanzare le proprie proposte e per raccogliere le richieste, per cercare dei partner locali che siano interessati a partecipare alla realizzazione di progetti di vario tipo nell’Estremo Oriente della Russia. Questo tipo di risorsa digitale favorirà lo sviluppo della cooperazione con l’Italia e con molti altri Paesi europei, distanti migliaia e migliaia di chilometri da questo territorio russo.
Inoltre, bisogna sfruttare il più possibile la vicinanza geografica tra l’Estremo Oriente e la regione Asia-Pacifico. Tenendo conto degli attuali e considerevoli investimenti russi ed esteri nello sviluppo del potenziale infrastrutturale e dei trasporti di questa zona della Russia, di fronte al business si aprono molte opportunità per promuovere gli interscambi con la Cina, con il Giappone e con molti altri Paesi vicini.
“Banca Intesa Russia – ha ricordato Antonio Fallico – ha esperienze fresche e positive in questo tipo di lavoro. Nel 2021, nell’ambito del finanziamento di un importante progetto estero nell’Estremo Oriente, siamo riusciti a far collaborare alcune società provenienti da diversi Paesi dell’Asia e dell’Europa”.
Un altro tratto particolare dell’Estremo Oriente è legato all’importanza del commercio estero per l’intera struttura economica del territorio. L’orientamento verso i mercati esteri può essere molto interessante sia per gli imprenditori italiani, che per Banca Intesa Russia. Uno dei suoi punti di forza in Russia è il finanziamento del commercio e il finanziamento dei progetti russi o congiunti destinati all’export dei prodotti russi. Per questo il business può contare sulla vastissima presenza internazionale del Gruppo Intesa Sanpaolo, e in particolare nella Regione Asia-Pacifico.
“Non dimentichiamo – ha detto in conclusione il professor Fallico – che i legami bilaterali non sono soltanto commercio e affari vantaggiosi e redditizi. Questo concetto è molto più ampio e copre un’ampia varietà di settori e di attività”.
Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha tradizionalmente basato la propria strategia sul fatto che la banca non è solo un istituto finanziario che emette prestiti. Ha anche responsabilità sociale nel territorio in cui opera. Questa responsabilità riguarda diversi settori, tra cui la cultura. Per questo motivo, prestiamo molta attenzione alla collaborazione culturale. Non è un caso che Banca Intesa Russia, in occasione dell’Eastern Economic Forum, abbia portato a Vladivostok la mostra intitolata “Sotto il cielo di Venezia. Vedute del Settecento dalle collezioni Intesa Sanpaolo”.
La mostra, in programma dal 3 settembre al 7 novembre alla “Galleria Nazionale di Primorje” di Vladivostok, è nata in sinergia fra Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e l’Ambasciata italiana a Mosca e crea un ponte ideale fra le Gallerie d’Italia, i musei della Banca, e le gallerie russe, tra cui quella di Vladivostok. L’esibizione indaga dunque il vedutismo a Venezia, genere che si è affermato rapidamente grazie alla produzione dei maestri della pittura veneta del Settecento che hanno contributo alla diffusione dell’immagine e del mito della città lagunare in tutta Europa. Il pubblico russo e internazionale del prestigioso Eastern Economic Forum ha potuto così ammirare le incantevoli vedute di Venezia dipinte da Canaletto, Francesco Guardi, Michele Marieschi e Hendrik Frans van Lint. Le opere esposte a Vladivostok provengono dalle Gallerie di Intesa Sanpaolo a Vicenza, che conservano oltre alla raccolta di arte veneta del Settecento anche una delle maggiori collezioni di icone russe in Occidente.

LA PARTITA DELLA RUSSIA SARÀ DECISIVA NELLE INFRASTRUTTURE
di Antonio Fallico

Russia, che si estende da Est a Ovest per quasi 10mila km, sta lavorando senza sosta per sviluppare la sua rete infrastrutturale. Nel prossimo decennio, gli investimenti nel settore ammonteranno a circa 75 miliardi di euro, portando a un miglioramento delle condizioni di viaggio, delle esportazioni e del trasporto interno delle merci. Secondo un recente sondaggio di EY, nei prossimi 3-5 anni, lo sviluppo dei corridoi di trasporto potrebbe dare una spinta importante alla crescita del settore nel Paese. La maggior parte degli intervistati ha indicato come driver principale lo sviluppo delle reti ferroviarie russe di transito: per il 50% occorre focalizzarsi sulla Via Marittima del Nord, mentre per il 40% sulla tratta Europa – Cina Occidentale.
Nel 2020, il volume del traffico ferroviario Cina-Europa-Cina ha raggiunto 592 mila Teu (Twenty-foot equivalent unit), pari a una crescita in 1,5 volte rispetto al 2019, e nei primi cinque mesi di quest’anno il traffico di merci è aumentato di 1,8 volte. Il termine di legge per lo spostamento dei container è di 14 giorni: tre volte più veloce rispetto al passaggio via mare attraverso l’Oceano Indiano e il Canale di Suez. In particolare, la maggior parte dei fondi del programma di investimento delle Ferrovie russe (RZhD) verrà utilizzata per la modernizzazione delle vie Baikal-Amur (BAM) e Transiberiana, proprio nei territori della Russia asiatica, vicino alla Cina. Il costo della prima fase è stimato in 5,9 miliardi di euro e si prevede di portare a termine la pianificazione nel 2021, in ritardo causa pandemia. Sempre quest’anno l’azienda avvierà la seconda fase (8,9 miliardi di euro a budget). Investimenti di questa importanza possono diventare anche un problema, dato che il ritmo dei lavori dovrebbe aumentare di quasi tre volte rispetto a oggi, ma nelle aree in cui bisogna costruire non vi sono né lavoratori, né aziende specializzate e, per far fronte alla situazione, il governo ha fatto ricorso ai reparti speciali delle Forze armate. Attraverso la Via Marittima del Nord nel 2020 sono state trasportate 31 milioni di tonnellate di merci. Nel 2024 la cifra dovrebbe raggiungere gli 80 milioni e nel 2030 i 150 milioni, di cui 30 di transito. Il Primo vice-Premier, Andrej Belousov, ha annunciato che il costo del progetto, grazie a un finanziamento pubblico-privato, è di 8,2 miliardi di euro, di cui 4,6 fino al 2024. Nei prossimi anni la rapidità di consegna delle merci aumenterà di un altro 30%, in seguito all’entrata in servizio del percorso autostradale Europa - Cina Occidentale, un terzo del quale attraversa il territorio del Kazakhstan. Un elemento chiave del nuovo percorso sarà l’autostrada a pedaggio Mosca-Nizhnij Novgorod-Kazan, la prima in Russia a essere realizzata con tutti i sistemi di trasporto intelligenti. L’entrata in servizio dell’autostrada, che collega 4 degli 8 maggiori agglomerati del Paese (Mosca, Samara-Togliatti, Nizhnij Novgorod e Kazan), dimezzerà il tempo del tragitto. La crescita totale del prodotto regionale nazionale (cioè il Pil a livello di singola regione) in questi territori entro il 2050 è stimata in 5,5 miliardi di euro. Nella zona russa di passaggio compresa nel percorso Europa-Cina Occidentale vivono più di 45 milioni di persone: oltre ad aumentare il transito, consentirà di attirare fino a 70 milioni di tonnellate di traffico interno. Il Progetto Europa-Cina Occidentale è definito come uno degli investimenti fondamentali per il 2022-2023.
L’iniziativa “Sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria della zona Centrale” prevede un incremento delle capacità di trasporto, oltre allo sviluppo di stazioni di smistamento e di complessi digitali di smistamento, la modernizzazione delle infrastrutture per i passeggeri a Mosca e nella regione. In aggiunta ai programmi federali, nel quadro del Partenariato pubblico-privato (Ppp) nel 2020 sono state firmate due importanti concessioni per la costruzione e lo sfruttamento dell’autostrada Solntsevo-Zhelkesnodorozhny (Regione di Mosca, costo di circa 1 miliardo di euro) e la costruzione e l’uso del ponte attraverso il fiume Lena (Yakuzia, circa 1 miliardo di euro). Lo sviluppo della comunicazione terrestre sarà accompagnato dalla costruzione di grandi centri di trasporto e logistici. Il supporto sarà fornito da 19 hub in 12 regioni della Federazione Russa. Tutti questi progetti saranno realizzati con fondi di investitori privati. Per le aziende italiane interessate a intercettare il boom infrastrutturale russo si presenta la possibilità di proporre forniture di macchinari da costruzione, attrezzature per magazzini e sistemi di gestione della logistica. Data la crescita delle capacità di transito russa, nelle regioni adiacenti ai nuovi corridoi di trasporto potranno svilupparsi progetti di assemblaggio industriale per i mercati cinesi o europei.

Il Sole 24 Ore. 31.07.2021
Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione "Conoscere Eurasia"

 

IMPRESE: GREEN ECONOMY E SOSTENIBILITÀ AL XIV FORUM EURASIATICO DI VERONA

Si terrà il 28 e 29 ottobre prossimi, a Verona nel Palazzo della Gran Guardia in presenza e in live streaming, la Quattordicesima edizione del Forum Economico Eurasiatico, organizzato dall'Associazione "Conoscere Eurasia", dalla Fondazione “Roscongress" e dal Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo. Il titolo dell'evento quest'anno sarà “L'Eurasia per un nuovo ordine geopolitico ed economico-sociale: Upgrading to a new, people-centered economy”. Al centro del convegno si troveranno i temi della transizione energetica, dell'economia circolare e della green economy, oltre alle conseguenze della pandemia di Covid-19 su banche e finanze, l'innovazione tecnologica e la transizione digitale. Co-organizzatori dell'evento sono l'Associazione delle imprese europee e l'Unione russa di industriali e imprenditori, mentre i partner sono Intesa Sanpaolo, Rosneft, Gazprombank, Vneshtotgbank, Credit Bank of Moscow, il fondo di investimenti Region e Lex Systems. Main sponsor sono Banca Intesa Russia, Coeclerici, Assicurazioni Generali e Accenture, con il sostegno dell'International technology transfer network di Pechino. “La pandemia ci ha fatto comprendere che sviluppo economico, benessere sociale ed ambientale devono andare di pari passo - ha commentato il presidente di Banca Intesa Russia e di “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico -. Le conseguenze dell'azione dell'uomo sul pianeta hanno avuto effetti devastanti, contribuendo ad accelerare la diffusione del virus. L'edizione del forum di quest'anno mette al centro le relazioni umane e quelle con l'ambiente, e vuole favorire la riscoperta dei valori legati a solidarietà e sostenibilità”.

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