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EDITORIALE N.317

Il Forum Economico Eurasiatico di Verona: nuove realtà dell’economia mondiale dall’Atlantico al Pacifico

Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia: “Per un nuovo sviluppo economico e sociale occorre un coordinamento tra tutti i governi nazionali" - Il ministro dell'Economia, Stefano Patuanelli: “Russia partner economico fondamentale” - Romano Prodi, presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli: “Sono preoccupato. Sembra che la politica mondiale ci metta del suo per aggravare la situazione”.

a sfida alla seconda ondata della pandemia, alle divisioni nel mondo, alle pericolose tendenze nazionalistiche. Un forte appello a favore di un futuro migliore per i popoli, di un futuro basato sull’economia sostenibile e responsabile è arrivato da Verona, dove il 22-23 ottobre scorsi, al Palazzo della Gran Guardia si è svolto il XIII Forum Economico Eurasiatico, promosso dall’Associazione “Conoscere Eurasia”, la Fondazione russa “Roscongress” e il Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo.
“È stato quasi un miracolo riuscire a realizzarlo anche in presenza, oltre che in videoconferenza”, ha sottolineato Antonio Fallico, presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, principale promotore e animatore dell'evento.
L’edizione di quest’anno, in concomitanza con la crisi del Covid e delle sue conseguenze dirette, è stata caratterizzata da un vasto e ambizioso ampliamento delle tematiche trattate oltre che da un numero di collegamenti record anche dalla Russia (più di 5 mila) e dalla Cina (circa 2.000 dalla sola Pechino).
L’evento dunque ha rispettato a pieno le norme del Dpcm del 18 ottobre scorso: il consueto appuntamento annuale è stato abilmente trasformato da “fisico” a “fisico-digitale”, con la presenza nel capoluogo scaligero del 60% dei relatori e, in streaming con migliaia di partecipanti e di spettatori dall’Italia e da tutto il mondo.
Geopolitica, macroeconomia internazionale, energia, finanza, digitalizzazione, infrastrutture, cooperazione economica e commercio internazionale tra la Grande Eurasia e il resto del mondo, ma anche genetica e ricerca: questi sono soltanto alcuni dei temi di dibattiti che si sono trovati al centro dei tavoli che quest’anno sono stati suddivisi in otto sessioni plenarie.
Come ha dichiarato all’apertura dei lavori, Fabio Tamburini, Direttore de “Il Sole 24 Ore” “credo che in momenti come questi sia importante avere la lucidità e la capacità di alzare lo sguardo dalla quotidianità, dall’emergenza sanitaria per vedere oltre il fossato. Di capire, dove sta andando il mondo. E da questo punto di vista gli appuntamenti come il nostro Forum sono davvero molto importanti”.
Secondo Fabio Tamburini “la pandemia in realtà non ha cambiato le cose. Credo che abbia funzionato da straordinario acceleratore di fenomeni che erano già in atto: per quanto riguarda la geopolitica l’elemento dominante sulla scena internazionale era dato ed è dato da due grandi blocchi che si confrontano. Da una parte gli Stati Uniti, dall’altra la Cina (…) che per la prima volta ha messo in discussione la leadership mondiale degli Stati Uniti. Questo era lo scenario e questo scenario dalla pandemia ha avuto una straordinaria accelerazione”.
“In questo scenario – ha infine sottolineato il Direttore de Il Sole 24 Ore - l’Europa era schiacciata prima della pandemia e attualmente risulta ancora più schiacciata. Perché la divaricazione dagli Stati Uniti che crescono molto, dalla Cina che ha ripreso a crescere e la vecchia Europa, cresciuta, ma che è sempre più in difficoltà, schiacciata dalle altre due realtà che in modo straordinariamente diverso tra loro però hanno reagito significativamente. Quindi per l’Europa si pone un problema davvero significativo perché la leadership che storicamente si era determinata fa ormai parte del passato”.
Un fortissimo invito al ripristino della cooperazione internazionale di fronte all’attuale emergenza globale è arrivato da Antonio Fallico che ha invitato a considerare “la soluzione russa alla crisi epidemiologica”, ricordando che “non possiamo sconfiggere” la pandemia sanitaria rischiando la pandemia economica. “Le attività scolastiche, culturali, imprenditoriali ed economiche – ha sottolineato il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” - non possono essere inibite se non vogliamo provocare una catastrofe sociale globale”.
Fallico ha ricordato che il vaccino anti-Covid “Sputnik V”, registrato l’11 agosto al ministero della Salute, potrebbe essere disponibile al pubblico in Russia e in altri Paesi tra fine ottobre e inizio novembre. Un secondo vaccino russo denominato “EpiVacCorona”, registrato il 14 ottobre, è stato già messo in produzione iniziale per 60 mila dosi, mentre un terzo vaccino russo è in fase avanzata di sviluppo.
“Per un nuovo sviluppo economico e sociale occorre un coordinamento tra tutti i governi nazionali. Attualmente il multipolarismo è minacciato dalla crescente attrattiva del “my country first”. Oggi operiamo in un contesto internazionale in cui alcuni Paesi pensano di poter agire da soli, mentre nessuna grande potenza ha la forza e la credibilità di rappresentare un vero e proprio leader globale.
In tale prospettiva occorre realisticamente riconoscere nella dialettica geopolitica globale la antistoricità del monopolarismo e la necessità di un consensus multipolare, che è fondamentale anche per affrontare le sfide poste dai tanti conflitti che attanagliano varie aree del mondo e il nostro stesso vicinato, ma anche sfide globali come il cambiamento climatico, il terrorismo internazionale, le migrazioni e la stessa pandemia da Covid-19. Il compito principale del nostro Forum è proprio quello di sviluppare la cultura del multipolarismo, coinvolgendo la Russia, la Cina, l’India e la grande Eurasia dall’Oceano Atlantico al Pacifico, senza le quali non possono essere decise le questioni politiche ed economiche più rilevanti contemporanee”, ha dichiarato nel suo discorso Antonio Fallico.
Nel suo intervento il ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha definito l’evento il “punto di riferimento e crocevia per i contatti politici ed economici dell’area”. “In tempi di pandemia non servono ripiegamenti ma il potenziamento delle interazioni e delle cooperazioni”, ha detto il numero uno del Mise.
Patuanelli ha suggerito l’esempio dell’Europa della scorsa primavera quando il virus ha interrotto catene strategiche. “Per fortuna abbiamo capito l’errore - ha detto - e abbiamo ribaltato il riflesso con la comparazione e lo scambio. Le cooperazioni sono fondamentali per superare la crisi. L’Italia ne è convinta. Per questo puntiamo sul sostegno all’export che significa rilanciare i flussi produttivi”. Per il ministro è la Russia il principale partner di interscambio con l’Italia e lo sarà “soprattutto in campi fondamentali come l’energia rinnovabile e il gas, essenziali per la generazione elettrica, e le nuove tecnologie”.
Al dibattito è intervenuto in diretta streaming Romano Prodi, presidente della “Fondazione per la collaborazione tra i popoli”, già Primo ministro Italiano dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008. “Sono preoccupato. Sembra che la politica mondiale ci metta del suo per aggravare la situazione". Secondo l’ex primo ministro italiano “ci vorrebbe un nuovo dialogo politico ma non vedo prospettive, sono preoccupato anche perché in tempi molto più difficili si era sempre riusciti a distinguere politica ed economia. Oggi vedo nuove tensioni, penso ai rapporti con la Libia mentre l’Europa è passiva. Stiamo perdendo l’occasione chiamata “Via della seta” proposta dalla Cina: c’è poco”.
E quello che ci insegna questo periodo è la necessità di riprendere i rapporti multilaterali e di un piano di investimenti comune che consenta di creare posti di lavoro e maggiore sostenibilità. Lo ha dichiarato alla sessione, intitolata “Nel mondo coesistono diversi modelli di ripresa economica. Come tornare ad una crescita economica ed a un commercio internazionale prospero”, l’amministratore delegato di Pirelli, Marco Tronchetti Provera. “Siamo a una svolta in termini di risorse e di coscienza delle necessità e delle priorità - ha aggiunto - Si esce tutti insieme da questa crisi, ma il nostro dovere è l’individuazione di progetti concreti”. Tronchetti ha ricordato che “le risorse messe sul tavolo dai governi sono senza precedenti. È come una ripartenza da zero con priorità molto chiare e tra queste c’è la tutela dell’ambiente”.
Le misure di lockdown “hanno danneggiato tutti i Paesi aperti all’export, come l’Italia. Nel 2019 le esportazioni valevano un terzo del Pil, mentre nel 2020 l’export del made in Italy vedrà un calo di oltre il 14%. Un colpo durissimo per la nostra economia e per il nostro Paese”, ha dichiarato Barbara Beltrame, vice presidente nazionale di Confindustria con delega all’Innovazione. “Dobbiamo invertire tutti questi trend”, ha aggiunto. Secondo la Beltrame “dobbiamo far sì che vengano ricostruiti tutti gli strumenti per realizzare un’arena commerciale internazionale in cui poter operare in tutta sicurezza”. In Italia, ha sottolineato, “le strategie devono includere il sostegno alla promozione del made in Italy e maggiori investimenti nell’industria 4.0”.
“Abbiamo vissuto una crisi drammatica e la stiamo ancora vivendo. Adesso è molto importante che i governi ma anche le varie istituzioni e gli imprenditori stessi ragionino su come riattivare la crescita nel medio lungo termine”, lo ha detto Emma Marcegaglia, presidente e ad di Marcegaglia Holding. “È importante che non rimaniamo in una situazione in cui il potenziale di crescita rimanga per un decennio più basso che negli anni precedenti - ha aggiunto - Dobbiamo cogliere l’opportunità per andare a correggere problemi che c’erano anche prima della pandemia. Nessun continente e nessun Paese può uscirne da solo”.
I dibattiti sono proseguiti sul futuro dell’industria petrolifera, con al centro l’intervento del presidente e amministratore delegato della maggiore compagnia petrolifera russa “Rosneft”, Igor Sechin, che a sua volta ha esortato “alla cooperazione internazionale, invitando i Paesi a guardare a quanti hanno superato le difficoltà e hanno imboccato la via dello sviluppo, Cina in primis”.
La seconda giornata ha avuto anche una dimensione di riflessione in particolare nel corso di una sessione in cui è stato messo in discussione il modello economico definibile come neoliberista o anche, nella sua formulazione più estrema di ispirazione soprattutto statunitense, come turbocapitalismo. 'E' un modello che ha dominato gli ultimi 35 anni ma che ha generato disuguaglianze crescenti non solo in Occidente ma che si è imposto in modo trasversale in tutto il mondo come mostrano i dati del “World Inequality Report” ha sottolineato Fallico che nel suo intervento finale ha ricordato come nessun Paese singolo o blocco di Paesi sia in grado di gestire il superamento di questo modello e come quindi, nei prossimi anni, il compito del Forum sarà di approfondire attraverso adeguati modelli e proposte la cultura della multipolarità. Il prossimo appuntamento è già fissato, a Verona per i giorni 20 e 21 di ottobre del 2021.

Per maggiori informazioni: http://forumverona.com/, http://conoscereeurasia.it/

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Rilanciare l’economia e proteggere la popolazione: il Cremlino vara un programma anti-crisi

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “In confronto alle principali economie mondiali, le perdite subite dalla Russia durante questa crisi sono inferiori” – Gli esperti dell’agenzia Bloomberg spiegano perché: “All’inizio della pandemia l’inflazione russa era a bassi livelli, il settore bancario era stabile e il Paese poteva contare su ingenti riserve internazionali e auree” - La ripresa della produzione in Russia nei mesi estivi permetterà al Paese di ridurre il calo del PIL fino al 4% entro la fine del 2020.

o scorso 6 ottobre il governo russo ha approvato un piano anti-crisi triennale per la ripresa dell’economia colpita dalla pandemia di coronavirus. Gli obiettivi principali del programma consistono nel ripristinare l’occupazione e il reddito della popolazione, garantire la crescita del PIL, ridurre la disoccupazione e concedere una seconda chance alle piccole e medie imprese.
Come ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, “in confronto alle principali economie mondiali, le perdite subite dalla Russia durante questa crisi sono inferiori”. Secondo i dati della Banca Centrale russa, nel secondo trimestre del 2020 il PIL russo è sceso dell’8% (gli Stati Uniti hanno registrato un calo del 32,9% e la Unione Europea del 14,4%). Come dichiarato in una recente relazione dell’agenzia Bloomberg, “all’inizio della pandemia l’inflazione russa era a bassi livelli, il settore bancario era stabile e il Paese poteva contare su ingenti riserve internazionali e auree”.
In base alle valutazioni degli esperti, la ripresa della produzione nei mesi estivi permetterà alla Russia di ridurre il calo del PIL fino al 4% entro la fine del 2020. Il governo della Russia ha adottato una serie di misure per sostenere le imprese rinviando le imposte e altri pagamenti obbligatori. In aggiunta, alle piccole e medie imprese sono stati concessi prestiti a tassi ridotti. Inoltre, lo scorso ottobre la moratoria sul fallimento delle aziende colpite dal coronavirus è stata prorogata fino al 7 gennaio 2021. Parallelamente alle misure di emergenza, è stato sviluppato un piano triennale (fino al 2024) di ripresa economica del valore di 6.400 miliardi di rubli. “Dobbiamo fare tutto il necessario per riavviare i processi positivi e andare avanti”, ha dichiarato il primo ministro, Mikhail Mishustin.
Il piano è inoltre volto a ripristinare l’occupazione effettiva e il potere d’acquisto, a sostenere piccole e medie imprese e i singoli imprenditori, a lanciare un nuovo ciclo di investimenti e a migliorare il clima imprenditoriale, nonché ad accelerare lo sviluppo tecnologico dell’economia, aumentare le esportazioni e sostenere la sostituzione delle importazioni. Durante la prima delle tre fasi (conclusasi nell’autunno del 2020), il Cremlino è riuscito a rallentare la recessione e a stabilizzare la situazione nei settori più colpiti: industria, trasporti e servizi, a contenere il calo del reddito pro capite, a ripristinare l’occupazione e la capacità di acquisto.
La seconda fase è iniziata in ottobre e durerà fino a giugno 2021. L’obiettivo è la ripresa dell’economia russa, che dovrebbe tornare a crescere e raggiungere almeno il 98% degli indicatori del 2019.
La terza ed ultima fase del piano, prevista per luglio-dicembre 2021, mira ad una crescita attiva sia dell’economia, sia dei redditi reali. Come previsto dal governo russo, “in questo periodo non dovrebbero esserci più restrizioni relative al Covid-19”.
Tuttavia, secondo Putin, “la Russia è pronta per qualsiasi situazione, anche la più grave, legata alla pandemia di coronavirus”. Secondo Aleksandr Lukashev, direttore dell’Istituto di parassitologia medica, “la seconda ondata di Covid-19 a Mosca potrebbe essere 2-3 volte più forte che in primavera”.
Per il momento, la Russia non prevede di chiudere nuovamente le frontiere né di limitare il servizio aereo con altri Paesi. Nel mese di ottobre, le compagnie aeree russe hanno potuto effettuare voli regolari verso quasi 30 Paesi, tra cui Regno Unito, Egitto, Maldive, Emirati Arabi Uniti, Turchia e Tanzania. Tra i Paesi ancora chiusi, verso cui è già stato dato il via libera ai voli, vi sono Italia, Germania, Grecia, Israele, Spagna, Cina, Cipro, Repubblica Ceca, Malta, Paesi Bassi e Arabia Saudita.
Il vaccino russo “Sputnik V”, già in circolo tra la popolazione, dovrebbe dare un enorme contributo alla lotta contro la pandemia. In Russia chi lo desidera viene vaccinato. “Già molte persone che conosco, sia membri della mia amministrazione, sia parenti stretti, sono state vaccinate”, ha affermato Putin.
Oltre a “Sputnik V”, in ottobre è stato registrato un secondo vaccino sviluppato dal centro scientifico siberiano “Vektor” di Novosibirsk. Ma gli scienziati russi non si fermeranno qui: secondo Putin, “presto la Russia avrà un terzo vaccino”. Non appena la produzione verrà fornita all’industria e il fabbisogno russo sarà soddisfatto, il Cremlino sarà pronto a distribuire ad altri Paesi il siero. Anche all’Ucraina. Putin non vede ostacoli per questo, tutto dipende da Kiev. Durante un incontro con Viktor Medvedchuk, leader del partito ucraino “Piattaforma di opposizione per la vita”, il presidente russo ha dichiarato “c’è un accordo con la Bielorussia, quindi perché non firmarlo con l’Ucraina”. Inoltre, Putin ha sottolineato che “la Russia è pronta a considerare la possibilità di revocare le sanzioni economiche dall’Ucraina”. Come gesto di buona volontà, il presidente russo ha incaricato il primo ministro Mikhail Mishustin di considerare la possibilità di revocare le sanzioni per alcune aziende ucraine che tradizionalmente esportavano i loro prodotti sul mercato russo.
Anche nelle condizioni di pandemia, le imprese russe stanno cercando di sviluppare la cooperazione internazionale. Le imprese della regione di Mosca producono più di 2,2 milioni di mascherine mediche al giorno. E le capacità di riserva disponibili consentono alla regione di aumentare prontamente la produzione di mascherine del 36%, fino a 3,09 milioni di pezzi al giorno. Nel terzo trimestre del 2020, nonostante la difficile situazione economica dovuta alla pandemia, i produttori di mascherine di Mosca hanno firmato contratti di esportazione con Paesi Bassi, Portogallo, Giappone, Cipro e India per un totale di oltre 35 milioni di dollari.

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