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EDITORIALE N.313

La Russia lotta contro il virus e si prepara al dopo pandemia

L’allentamento delle misure restrittive a causa della pandemia di coronavirus in Russia potrà cominciare già nel mese di giugno – Il Cremlino non nasconde il fatto secondo cui la ripresa dell’economia russa dipenderà in larga misura dai prezzi degli idrocarburi sui mercati mondiali – A maggio con le restrizioni in corso l’economia russa perdeva circa 100 miliardi di rubli al giorno - Il Cremlino ha messo in atto un piano di emergenza, concentrando gli sforzi non solo sulle imprese di importanza sistemica, ma anche sul settore delle piccole e medie imprese.

 

a Banca Centrale della Russia prevede un serio allentamento delle misure restrittive a causa della pandemia di coronavirus nel mese di giugno. Dopo un notevole calo del Pil nel secondo trimestre del 2020, il Regolatore si aspetta una ripresa dell’attività economica nel Paese di pari passo con un allentamento delle misure restrittive. “La previsione di base presuppone che l’allentamento delle restrizioni inizierà a giugno”, si legge nel rapporto della Banca Centrale sulla politica monetaria.
Tuttavia, la velocità di ripresa dell’economia russa dipenderà in larga misura dai prezzi degli idrocarburi sui mercati mondiali. Secondo le previsioni del Ministero delle Finanze russo, il prezzo medio del petrolio sarà di circa 30 dollari al barile, tenendo conto dei prezzi abbastanza alti che vigevano nel primo trimestre. Secondo il ministro delle Finanze, Anton Siluanov, “nel 2021 il prezzo del petrolio sarà leggermente più alto, ma non si prevede una crescita significativa”.
Il 6 marzo scorso sono iniziate le oscillazioni sul mercato del petrolio, quando i membri dell’OPEC+ non sono riusciti a trovare un accordo. La Russia non ha accettato la proposta di ridurre ulteriormente la produzione di petrolio di 1,5 milioni di barili al giorno nel secondo trimestre del 2020. Dopo il fallimento dell’accordo, il prezzo del petrolio è sceso del 30 per cento.
Alla fine di aprile il calo delle quotazioni petrolifere e la pandemia di coronavirus hanno portato a una contrazione del 33% dell’attività economica in Russia.
Maksim Reshetnikov, capo del ministero dello Sviluppo Economico e del Commercio, ha dichiarato che “il ministero dispone di sei indicatori sulla base dei quali viene calcolato quotidianamente l’indice dell’attività economica nel Paese”.
Secondo Reshetnikov, “l’economia russa sta perdendo circa 100 miliardi di rubli al giorno con le attuali restrizioni. Si tratta di perdite molto ingenti. Questi sono i costi totali dell’economia, ma la priorità resta in assoluto la salute delle persone”, ha sottolineato il Ministro.
L’economia è ostaggio della situazione di quarantena, ha ammesso il ministro. “Non appena la situazione lo permetterà, ci vorranno delle regole chiare per le imprese, per permettere loro di lavorare in questo periodo di transizione temporanea, quando il coronavirus sarà ancora in circolazione. Potranno lavorare i saloni di bellezza, i rivenditori non alimentari, gli alberghi, i servizi di ristorazione. Ciò è estremamente importante per il business, perché tutti noi comprendiamo che le misure adottate finora hanno lo scopo di congelare l’economia”, ha aggiunto Reshetnikov.
Secondo il ministro, nel 2020 il deficit di bilancio russo potrebbe raggiungere il 4,5-5% del Pil, ma tutti gli obblighi sociali dello Stato saranno rispettati. All’inizio di maggio la Banca Centrale ha stimato al 6% il calo massimo del Pil russo nel 2020.
Per sostenere le imprese russe, il Cremlino ha messo in atto un piano di emergenza, concentrando gli sforzi non solo sulle imprese di importanza sistemica, ma anche sul settore delle piccole e medie imprese. Arkadij Dvorkovich, presidente della Fondazione Skolkovo, ha affermato che le misure adottate in Russia per sostenere le piccole e medie imprese nel contesto della pandemia di coronavirus sono sufficienti, sottolineando però che le aziende avranno bisogno di assistenza di base nel periodo giugno-luglio. In particolare, Dvorkovich ritiene che la cosa più importante sia far funzionare le misure adottate. “Ci aspettiamo che nelle prossime settimane tutte queste misure comincino a funzionare realmente, perché non tutti i meccanismi dichiarati sono effettivamente attuati nella pratica”, ha spiegato. Secondo l’economista, il periodo in cui le aziende russe avranno maggiormente bisogno di aiuto da parte dello Stato sarà giugno-luglio.
La crisi cambierà i modelli di comportamento delle persone, ha dichiarato il capo di Skolkovo. Secondo le sue previsioni, le aziende diventeranno più conservatrici e meno propense al rischio, mentre l’economia sarà meno competitiva. Dvorkovich ritiene inoltre che la produzione sarà eccessivamente localizzata, non terrà conto dell’efficienza, sarà circoscritta all’interno dei confini nazionali, e le catene di approvvigionamento verranno interrotte.
In conclusione, possiamo dire che i sociologi russi si aspettano un serio cambiamento nel comportamento della popolazione russa.
Alla fine della pandemia di coronavirus, molti russi saranno meno incentivati a viaggiare all’estero, soprattutto a causa di una mancata stabilità finanziaria. Inoltre, secondo le previsioni dei sociologi e degli psicologi, i giovani residenti nelle regioni rinvieranno la loro ammissione alle università della capitale, poiché durante il periodo di autoisolamento si saranno affezionati maggiormente alle loro famiglie. Anche i pensionati, che si sentiranno ancora per molto tempo minacciati per la loro salute, lasceranno le grandi città.

 

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