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EDITORIALE N.312

Pandemia: la Russia e il mondo intero devono affrontare una nuova realtà

La Russia ha accumulato notevoli riserve internazionali ed è più preparata alla pandemia di coronavirus rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo - L’economia russa è abituata agli shock dovuti alle costanti sanzioni economiche, commerciali e finanziarie da parte dell’Occidente – Secondo alcune stime a causa della pandemia di coronavirus il Pil russo potrà diminuire del 3-5% nel 2020.


causa della pandemia di coronavirus, sta emergendo una “nuova realtà” nell’economia russa e mondiale. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, secondo cui “i tempi ricchi e prosperi” sono finiti e d’ora in poi la Russia e tutti gli Stati saranno chiamati a gestire al meglio le risorse a propria disposizione. Tuttavia, il ministro ritiene che la Russia, a differenza di molti altri Paesi del mondo, sia pronta al cambiamento.
“Certo, per noi è una nuova realtà, ma siamo pronti, la Banca Centrale e il governo hanno riserve auree e di valuta estera a sufficienza”F, ha dichiarato il ministro in un’intervista al canale televisivo russo “Rossija1”. Il ministro Siluanov ha inoltre sottolineato che le suddette riserve “saranno più che sufficienti” per rispondere a tutti i cambiamenti economici e di bilancio dovuti al coronavirus.
Secondo la Banca Centrale russa, nel mese di aprile del 2020 le riserve internazionali del Paese (oro e valuta estera) hanno superato i 550 miliardi di dollari. Le altre riserve nazionali comprendono fondi in valuta estera acquistati dal Ministero delle Finanze all’inizio del 2020 e appartenenti al Fondo nazionale per la previdenza sociale, nonché i fondi rimanenti del bilancio federale e altri fondi statali extra-bilancio in rubli.
Secondo le recenti stime l’entità del cosiddetto “cuscinetto finanziario” della Russia è di quasi 18.000 miliardi di rubli (250 miliardi di dollari). È costituito dai depositi in valuta estera e in rubli delle autorità russe (15.000 miliardi di rubli) e dagli attivi dei governi regionali, che ammontano a 2.400 miliardi di rubli. Pertanto, la quota di liquidità delle autorità federali, delle regioni e dei fondi extra-bilancio a cui si potrà attingere per combattere la crisi è pari a circa 17.700 miliardi di rubli. A marzo, alcuni analisti statunitensi hanno osservato che la Russia è più preparata alla pandemia di coronavirus rispetto a qualsiasi altro Paese al mondo, poiché l’economia russa è abituata agli shock dovuti alle costanti sanzioni economiche, commerciali e finanziarie da parte dell’Occidente. Secondo le previsioni del Fondo monetario internazionale dopo un calo nel 2020 l’anno prossimo l’economia ritornerà a crescere e il Pil aumenterà del 3,5% sull’anno precedente.
In particolare, il quotidiano americano The New York Times ha scritto a chiare lettere, che la Russia “è entrata nella crisi globale con enormi riserve finanziarie e le sue grandi aziende sono praticamente prive di debiti”, in quanto, per via delle sanzioni, il Cremlino non ha accettato prestiti dall’estero, e “la Russia stessa è autosufficiente, avendo imparato a provvedere a se stessa in maniera ottimale durante le sanzioni e l’embargo”.
Tuttavia, secondo gli esperti della Banca Centrale russa, un mese o forse di più di quarantena e di stop forzato alla produzione potrebbe costare all’economia russa circa il 2-4% del Pil nel 2020. “Gli effetti negativi si concentreranno nel secondo trimestre, mentre nella seconda metà dell’anno l’economia russa tornerà a funzionare normalmente”, ha dichiarato il capo della Banca Centrale, Elvira Nabiullina.
“Le misure restrittive, assolutamente necessarie per combattere l’epidemia, purtroppo, avranno inevitabilmente un impatto negativo sull’economia. La Banca Centrale esaminerà attentamente tutte le informazioni disponibili al momento di preparare una previsione per tutte le successive riunioni sul tasso di rifinanziamento. L’effetto complessivo dipenderà dalla durata delle misure restrittive”, ha aggiunto Nabiullina.
Variano le previsioni di esperti indipendenti. Ad aprile 2020 il Pil della Russia potrebbe diminuire in termini annui fino al 20%, mentre nel 2020 complessivamente potrebbe subire un calo del 3%, ovvero 3.300 miliardi di rubli, rispetto al 2019. Da parte sua, il capo della Camera dei Conti ed ex ministro delle Finanze, Aleksej Kudrin, noto per le sue previsioni tradizionalmente pessimistiche, ha dichiarato che il calo del Pil russo nel 2020, anche a fronte di uno scenario moderato, potrebbe essere stimato al 3-5%, mentre in uno scenario pessimistico potrebbe ripetersi la situazione del 2009 con un calo dell’8 per cento.
L’industria dei trasporti, che rappresenta il 10% delle spese totali della popolazione, sarà la più colpita dal calo della domanda durante il periodo non lavorativo e nei periodi successivi. Diminuiranno anche le spese per gli svaghi e le vacanze, l’abbigliamento e le calzature. La stagione estiva è molto in discussione, pertanto il settore del turismo e quello ricreativo ne risentiranno. Allo stesso modo, ne risentiranno gravemente il settore dei matrimoni, quello dell’estetica e del fitness, i ristoranti che non si sono adattati alla consegna a domicilio e i retailer non alimentari.
La metallurgia e l’edilizia potrebbero subire una notevole pressione: la situazione dei prezzi nei mercati globali delle materie prime – con una crescita globale in rallentamento e il declino dell’attività produttiva e delle costruzioni – potrebbe colpire in modo significativo le aziende di questi settori. Anche il settore finanziario ne risentirà, soprattutto a causa del calo della domanda di prestiti e del deterioramento della qualità dei portafogli di credito.
Il settore farmaceutico, quello della vendita al dettaglio di generi alimentari, l’intrattenimento online, le telecomunicazioni e i servizi di consegna sentiranno molto meno gli effetti delle misure di contenimento. Anche per i produttori agricoli i rischi sono moderati. Infine, a subire l’impatto meno negativo saranno le aziende a ciclo continuo.

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