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EDITORIALE N.311

Il Cremlino: approccio equilibrato all’emergenza coronavirus

La Russia dispone di risorse finanziarie ed economiche più che sufficienti per far fronte all’eventuale crisi, causata dall’emergenza globale del coronavirus – Il Governo ha stanziato 300 miliardi di rubli a sostegno delle imprese – Banca Intesa Russia, l’istituto leader in Russia per i crediti alle piccole e medie imprese, aumenta i finanziamenti delle industrie russe - Nel 2019 le banche della Russia hanno emesso prestiti per 7.240 miliardi di rubli alle Pmi, ossia il 15% in più rispetto all’anno precedente.


economia della Russia sta per affrontare una situazione di emergenza a causa della pandemia del coronavirus e del crollo del prezzo del greggio sui mercati internazionali. Secondo il ministro  delle Finanze della Russia, Anton Siluanov, l’emergenza del coronavirus e molto più pericolosa per il Paese rispetto al calo delle quotazioni petrolifere. “Sono i due fattori molto pericolosi, ma la pandemia del coronavirus richiede più attenzione da parte dell'esecutivo perché incide in maniera molto negativa su interi settori strategici dell’economia nazionale”, ha dichiarato Siluanov.
Ciononostante la Russia è in grado di mantenere la stabilità economica a lungo termine di tempo malgrado  l’emergenza globale del coronavirus. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un recente incontro al Cremlino con i ministri del nuovo governo di Mikhail Mishustin.
“La Russia, così come il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono in grado di mantenere la stabilità nonostante il deterioramento della situazione economica mondiale”, ha sottolineato il leader del Cremlino.
Particolare attenzione durante l’incontro è stata rivolta alla situazione dei mercati globali delle materie prime sullo sfondo della diffusione del coronavirus COVID-2019 nel mondo.
“Le nostre riserve, tra cui il Fondo nazionale per la previdenza sociale, sono sufficienti a garantire una situazione stabile, nonché l’esecuzione di tutti gli obblighi di bilancio e sociali, nonostante un possibile deterioramento dell’economia globale”, ha detto il presidente russo.
Come ha precisato Putin, le riserve internazionali della Banca Centrale russa ammontano ora a circa 563 miliardi di dollari, mentre il volume del Fondo nazionale per la previdenza sociale supera i 124 miliardi.
Ciononostante, il presidente ha esortato i membri del governo a non adagiarsi sugli allori, poiché le conseguenze negative della diffusione del coronavirus sull’economia sono evidenti. L’esecutivo ha già stanziato un fondo straordinario di 300 miliardi di rubli a sostegno delle imprese.
“Per quanto riguarda l’impatto dell’epidemia sull’economia globale, dobbiamo monitorare la situazione molto da vicino e decidere rapidamente come rispondere a ciò che sta accadendo sui mercati mondiali”, ha aggiunto Putin. Sebbene il costo attuale del petrolio sia ancora accettabile per l’economia russa, Putin ha esortato il governo a prepararsi a diversi scenari, sebbene la situazione del coronavirus in Russia sia al momento sotto controllo.
Da parte sua, il ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha specificato che le risorse del Fondo nazionale per la previdenza sociale saranno sufficienti a finanziare gli obblighi di bilancio per oltre quattro anni, anche se il prezzo del petrolio è di 30 dollari al barile. “L’epidemia e il suo impatto sull’economia non impediranno alla Russia di adempiere agli obblighi sociali nei confronti dei cittadini”, ha affermato il capo del ministero delle Finanze.
Tuttavia, si prevede che il ministero dello Sviluppo Economico presenti entro il 9 aprile prossimo una versione aggiornata dello scenario delle condizioni di sviluppo socio-economico della Russia per il biennio 2020-2022, che tenga conto dell’impatto attuale e delle conseguenze del coronavirus sull’economia nazionale.
Secondo il ministro dello Sviluppo economico, Maksim Reshetnikov, “già ora è chiaro che le conseguenze dell’epidemia di coronavirus saranno abbastanza gravi, e per ora nessuno può dare una previsione chiara e definitiva della situazione”. Allo stesso tempo Reshetnikov ha sottolineato che il sistema di bilancio russo è protetto dagli shock esterni ed è in grado di adempiere agli obblighi sociali previsti. Allo stato attuale, la stima del ministero dello Sviluppo Economico per la crescita del Pil in Russia nel 2020 è dell’1,7% (-0,2% rispetto allo scenario precedente). Dal canto suo, l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha declassato le previsioni di crescita del Pil per i Paesi del G20. In particolare, gli esperti internazionali ritengono che la crescita del Pil della Russia nel 2020 sarà dell’1,2% anziché dell’1,6% precedentemente stimato.
In questa difficile situazione, “il ruolo strategico del mercato russo non fa che aumentare. È necessario garantire la competitività delle imprese italiane in questo mercato, che svolge un ruolo importante anche per l’accesso ai mercati di tutta la Grande Eurasia”. Lo ha dichiarato il 20 febbraio scorso il presidente di Banca Intesa Russia, fondatore e presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico, in occasione dell’Ottavo seminario italo-russo a Milano, incentrato sui problemi dell’interazione tra Russia e Italia nei settori dell’economia, dell’industria e della finanza.
Nel corso del seminario è stato osservato che, secondo l’istituto di statistica italiano ISTAT, nel 2019 le esportazioni dall’Italia verso la Russia hanno raggiunto i 7,3 miliardi di euro, con un incremento del 4,9%, mentre le importazioni dalla Russia sono state pari a 13,3 miliardi di euro, con un calo del 2 per cento.
“Le piccole e medie imprese sono un punto di crescita interessante per le banche in un contesto di bassa domanda di prestiti da parte delle grandi aziende e di restrizioni normative sulla vendita al dettaglio”, ha dichiarato Semen Isakov, vice presidente e senior analyst dell’agenzia Moody’s.
Secondo la Banca Centrale russa, nel 2019 le banche del Paese hanno emesso prestiti per 7.240 miliardi di rubli alle piccole e medie imprese, ossia il 15% in più rispetto all’anno precedente. Si tratta di un record dal 2013. Il portafoglio di tali prestiti è cresciuto del 12%, fino a 4.280 miliardi di rubli e, tenendo conto dei singoli imprenditori, le piccole imprese hanno chiesto finanziamenti alle banche per un totale di 7.800 miliardi di rubli. Banca Intesa Russia è uno dei leader nel mercato del credito alle piccole e medie imprese e non soltanto. Il 17 febbraio scorso la Banca Intesa Russia ha concluso un accordo per la concessione di un credito di 40 milioni di dollari per un periodo di 36 mesi con la società pubblica russa “Corporazione VSMPO-AVISMA” il maggiore produttore del titanio nel mondo (per gli approfondimenti consultare le pagine "Italia in Russia").



Antonio Fallico: cresce il ruolo strategico del mercato russo
A Milano e a Genova si sono svolti due seminari economico-finanziari, organizzati dall’Associazione “Conoscere Eurasia”.
Il 20 febbraio scorso si è svolto a Milano l’Ottavo seminario italo-russo che ha toccato temi di importanza vitale per il business dei due Paesi tra cui la cooperazione economica, industriale e finanziaria tra l’Italia e la Russia.
Il seminario, al quale hanno partecipato oltre cento tra politici, imprenditori e scienziati, è stato organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia”, dalla Fondazione Roscongress, dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo e dal Consolato generale della Federazione Russa a Milano, con il sostegno di Banca Intesa Russia, del Gruppo Intesa Sanpaolo e dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.
Davanti ai numerosi partecipanti e ospiti dell’evento sono intervenuto oltre 20 tra alti rappresentanti amministrativi e operatori economici, dalla Russia e dalla Lombardia, tra cui il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Serghej Razov.
All’apertura dei lavori il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, ha richiamato l’attenzione verso l’importanza dell’immenso mercato russo per il business italiano. “Il mercato russo diventa sempre più strategico – ha dichiarato il professor Fallico –. E in questo contesto vorrei sottolineare per le aziende italiane la centralità della Russia, quale Paese assolutamente strategico per espandere gli affari nel resto della Grande Eurasia”.
Secondo l’Istat, nel 2019, le esportazioni italiane verso la Russia si sono fermate a 7,3 miliardi di euro (+4,9% rispetto ai risultati dell’anno precedente), mentre le importazioni sono state pari a 13,3 miliardi di euro, scendendo del 2 per cento.
Tra le regioni italiane, la Lombardia è rimasta il più importante partner commerciale della Russia. In cifre assolute le forniture lombarde tra gennaio e settembre del 2019 si sono assestate a 1,6 miliardi di euro (-50 milioni rispetto allo stesso periodo del 2018), gli acquisti a 1,7 miliardi di euro (+282 milioni di euro).
Il giorno dopo (21 febbraio) a Genova si è svolto il Quarto seminario italo-russo, il cui tema centrale questa volta è stato il ruolo strategico dell’Italia e della Russia nello sviluppo delle relazioni politiche ed economiche tra l’Europa e la Grande Eurasia. I partecipanti dell’evento hanno analizzato la situazione attuale e le prospettive di sviluppo della cooperazione italo-russa nell’industria, nel settore delle innovazioni, nel comparto di Hi Tech, nel turismo e infine nelle infrastrutture, tra cui quelle portuarie.
Come ormai da tradizione, il seminario è stato organizzato dall’Associazione “Conoscere Eurasia”, dalla Fondazione Roscongress, dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo, con il sostegno di Banca Intesa Russia, del Gruppo Intesa Sanpaolo e dello studio legale Lexis Legal and Tax.
Davanti agli imprenditori dei due Paesi sono intervenuti più di venti tra i capitani dell’industria, i dirigenti delle associazioni imprenditoriali di categoria, numerosi esperti ed esponenti delle autorità, tra cui il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, il sindaco di Genova, Mario Bucci, l’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia, Serghej Razov, la ministra degli Investimenti del territorio industriale russo di Sverdlovsk, Viktoria Kazakova, l’assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria, Andrea Benveduti.
I partecipanti hanno constatato che nel 2019 (i dati si riferiscono a tre trimestri) il commercio tra la Russia e la regione Liguria è cresciuto, sia sul piano delle importazioni che su quello delle esportazioni. Le vendite verso la Russia hanno superato i 73 milioni di euro (+10 milioni di euro rispetto al periodo corrispondente dell’anno precedente). L’aumento è stato trainato in primo luogo dalle industrie chimica e metalmeccanica. Gli acquisti in Russia si sono quasi triplicati, raggiungendo 95,2 milioni di euro, grazie all’aumento delle importazioni di metalli.
“Diventa molto importante il nostro incontro odierno per continuare a dialogare, a costruire ponti e sinergie e ad abbattere muri e pregiudizi”, ha sottolineato il presidente dell’Associazione “Conoscere Eurasia” e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, secondo cui “non bisogna aspettare che le cose cambino da sole lamentandosi della cattiva sorte. Qui occorre sviluppare con determinazione e proattività quella che potremmo definire la diplomazia del business, dei poteri locali e della società civile”.


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