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EDITORIALE N.310

Il nuovo Governo della Russia darà una spinta allo sviluppo delle Pmi

Il Cremlino lancia un nuovo programma, volto a migliorare ulteriormente il clima imprenditoriale in Russia – Molta attenzione sarà dedicata allo sviluppo e al sostegno delle piccole e medie imprese – La Russia studia l’esperienza, accumulata dall’Italia nel settore delle Pmi – Il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico: “Aumenta l’interesse nei confronti del dialogo tra gli imprenditori dalla Russia e dai Paesi europei”.


o sviluppo e il sostegno delle piccole e medie imprese in Russia sarà una delle priorità della politica economica del nuovo governo russo, guidato dal primo ministro, Mikhail Mishustin, che il 22 gennaio scorso ha approvato un programma aggiornato, destinato a un ulteriore perfezionamento e al miglioramento del clima imprenditoriale nel Paese. Il programma prevede l’attuazione di oltre 70 iniziative in settori quali l’ecologia, l’agricoltura, il turismo, nonché la tutela dei diritti e degli interessi legali degli imprenditori.
Le piccole e medie imprese (Pmi) costituiscono la spina dorsale delle economie di molti Paesi. Ad esempio, nei Paesi dell’UE la loro quota nel Pil varia dal 40 all’80%, negli Stati Uniti è pari a circa il 50 per cento. Sono le piccole e medie imprese che forniscono posti di lavoro a una fetta significativa della popolazione. Purtroppo la situazione in Russia è diversa e la quota delle Pmi nel Pil del Paese è pari al 22,3 per cento.
Il presidente russo, Vladimir Putin, si è espresso più volte a favore di uno sviluppo accelerato delle piccole e medie imprese: in base al pacchetto di decreti economici del 2018, entro il 2024 le Pmi dovrebbero dare lavoro ad almeno 25 milioni di persone, e la quota delle Pmi nel Pil del Paese dovrebbe raggiungere il 40 per cento.
Attualmente in Russia si sta attuando il progetto nazionale “Piccola e media imprenditorialità e sostegno all’iniziativa imprenditoriale individuale”, che entro 5 anni (2019-2024) mira ad ampliare l’accesso delle piccole e medie imprese alle risorse finanziarie, compresi i finanziamenti agevolati, per un importo complessivo di 10.000 miliardi di rubli. Questo è molto importante, perché secondo recenti indagini sociologiche condotte dal Centro di ricerca sull’opinione pubblica “VTsIOM” tra gli imprenditori russi, il problema principale per le piccole e medie imprese è la carenza cronica di denaro con difficoltà di accesso alle risorse di credito. Per questo motivo alla fine del 2019 nella sola Mosca la quantità di piccole e medie imprese è diminuita rispetto al 2018 del 5%, fino a 718.600 persone giuridiche e singoli imprenditori.
A questo proposito, il 21 gennaio scorso la Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento) ha approvato in prima lettura una legge che amplierà notevolmente le condizioni di prestito alle piccole e medie imprese. In particolare, la nuova legge rafforzerà nella legislazione russa il concetto di sistema nazionale di garanzia a sostegno delle piccole e medie imprese. Dovrebbero partecipare a questo sistema l’Istituto per lo sviluppo delle Pmi, la Banca russa per il sostegno alle piccole e medie imprese e i fondi regionali per il sostegno al credito. Secondo gli esperti, l’adozione del documento garantirà una crescita annua del sostegno finanziario alle piccole e medie imprese pari ad almeno il 3 per cento.
Sempre nell’agosto 2019, il Presidente Putin ha firmato una legge volta a sviluppare un sistema di sostegno alle attività di esportazione delle piccole e medie imprese. In particolare, la nuova legge prevede la creazione e lo sviluppo in Russia di Centri dedicati al sostegno delle Pmi che esportano beni e servizi. Ciò ha lo scopo di stimolare e coinvolgere le Pmi anche nelle attività di esportazione, di facilitarne l’ingresso nei mercati esteri di beni, servizi e tecnologie e di promuoverne la competitività e l’efficienza.
Ma secondo Boris Titov, leader del partito russo “Rosta” e difensore civico degli affari, tutte queste misure non sono sufficienti a stimolare seriamente lo sviluppo delle piccole e medie imprese in Russia. A questo proposito, il partito “Rosta” si è appellato al primo ministro Mikhail Mishustin proponendo un condono fiscale per le piccole imprese. Tra le altre proposte per migliorare l’economia e l’imprenditorialità del Paese, Titov ritiene necessario “passare a misure decisive per uscire dall’ombra e sviluppare le Pmi, soprattutto quelle manifatturiere”.
Si propone inoltre che, sull’esempio del Kazakistan, le imprese che operano con regimi fiscali speciali siano esentate da tutte le imposte per un periodo di tre anni. Inoltre, “Rosta” propone di garantire all’industria l’accesso a crediti a basso costo, a lungo termine e non garantiti, vale a dire di introdurre uno strumento di rifinanziamento, da parte della Banca Centrale russa, dei prestiti delle banche commerciali e degli istituti di sviluppo nell’ambito del finanziamento di progetti con tasso annuo pari allo zero per cento.
L’istituto per l’amnistia del capitale è stato introdotto in Russia nel 2015 e prevede la dichiarazione volontaria di eventuali beni, società estere controllate e conti presso banche estere: in questo caso il dichiarante gode di garanzie di esenzione dalla responsabilità amministrativa, fiscale e penale per i reati fiscali.
Per accelerare lo sviluppo del settore delle piccole e medie imprese la Russia si rivolge spesso ai Paesi, come l'Italia, dove le Pmi si trovano alla base dell’economia nazionale. In Russia era già stato realizzato con successo il progetto dei distretti industriali, mentre adesso si guarda alle produzioni e alle tecnologie italiane che eventualmente potranno essere trasferite in Russia in base al principio “made with Italy”.
In questo contesto tutt’altro che semplice si è svolto a Mosca il 10 febbraio scorso nella storica sede della Camera di commercio e industria della Federazione Russa il primo seminario internazionale sul tema della cooperazione economica, industriale e finanziaria tra la Russia e gli altri Paesi europei, con un focus sull’innovazione e le prospettive ad essa legate per le relazioni politiche ed economiche internazionali. A intervenire, in un panel di autorevoli relatori, imprenditori e banchieri, rappresentanti istituzionali e diplomatici.
L'evento del titolo "Russia ed Europa: prospettive innovative per la cooperazione economica" è stato organizzato dall’Associazione "Conoscere Eurasia" e dalla Camera di commercio e industria della Russia, con il sostegno di Banca Intesa Russia, della Fondazione “Roscongress”, del Forum economico internazionale di San Pietroburgo, in collaborazione con Association of European Businesses, l’Unione russa degli industriali e imprenditori, l’Associazione degli imprenditori italiani in Russia “Gim Unimpresa”.
I rapporti commerciali e gli investimenti diretti tra la Russia e l’Europa, nello scacchiere geopolitico, risultano essere intensi, come è stato sottolineato: da un lato, il Vecchio Continente rappresenta un luogo di attrazione della vita economica russa; dall’altro, la Federazione Russa, terzo partner commerciale dell’Unione europea, si conferma un mercato di riferimento fertile e virtuoso per le produzioni europee, senza dimenticare lo scambio energetico.
«L'Associazione “Conoscere Eurasia”, con il sostegno di Banca Intesa e di altri partner, prima di tutto, della Fondazione “Roscongress”, del Forum economico internazionale di San Pietroburgo e della Commissione economica Eurasiatica, sviluppa da ormai più di un decennio attività volte a favorire le relazioni economiche e commerciali tra la Russia e i Paesi dell'Unione europea, e in un senso più largo, in tutto lo spazio della Grande Eurasia, dall'Atlantico al Pacifico. Si svolgono in Italia, Austria, Belgio, Germania, Francia, Svizzera e in molte regioni della Russia", ha sottolineato il presidente di Banca Intesa Russia e dell'Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico.
"Ora, per la prima volta, abbiamo organizzato un seminario simile a Mosca, in collaborazione con un'organizzazione così influente e autorevole come la Camera di commercio e industria della Federazione Russa. Questo incontro che, spero, diventerà annuale, ha suscitato un grande interesse da parte degli imprenditori russi ed europei e indica l’esistenza di una crescente domanda di dialogo tra gli imprenditori dei vari Paesi", ha aggiunto.
Il seminario è stato incentrato sull’utilizzo delle tecnologie innovative per creare una produzione altamente efficiente, mentre nella seconda parte dell’evento è stata data voce alle istituzioni finanziarie con un focus sul loro ruolo nelle attività delle imprese altamente tecnologiche. Il primo seminario internazionale di Mosca, con oltre quindici protagonisti, si è rivelato un’ulteriore occasione di confronto e dibattito sul presente e il futuro della cooperazione economica tra la Russia e Paesi europei, con la condivisione di buone pratiche, idee e programmi.



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