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EDITORIALE N.309

La Russia apre agli imprenditori esteri

Il presidente della Russia, Vladimir Putin: “Tra le priorità dell’agenda legislativa per il prossimo anno vorrei citare il miglioramento del clima imprenditoriale” – Il Cremlino farà tutto il necessario per “far sentire gli imprenditori esteri il più possibile a loro agio sul mercato russo” - Molti recenti studi degli economisti russi dimostrano che gli investimenti esteri sono una delle fonti più importanti del cosiddetto “denaro intelligente” – Il concetto del “made with Italy”, più volte proposto dal presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, alle imprese russe e italiane aiuta ad accelerare la realizzazione del programma statale di sostituzione dei prodotti d’importazione con gli analoghi prodotti sul territorio russo.


l presidente della Russia, Vladimir Putin, ha indicato il miglioramento del clima imprenditoriale nel Paese come una delle priorità dell’attività legislativa del Cremlino  per il 2020. “Tra le priorità dell’agenda legislativa per il prossimo anno vorrei citare il miglioramento del clima imprenditoriale, la creazione di strumenti efficaci per attrarre e proteggere quegli investimenti che facilitino la creazione di nuovi posti di lavoro per i nostri cittadini”, ha dichiarato Putin durante un recente incontro con i vertici dell’Assemblea federale.
“Siamo interessati a far sentire gli imprenditori esteri il più possibile a loro agio sul mercato russo. Stiamo adottando misure per migliorare il clima degli affari e degli investimenti”, ha aggiunto il presidente russo.
Secondo gli esperti “l’economia russa ha bisogno non solo di un’iniezione di risorse finanziarie, ma di investimenti intelligenti”, ovvero principalmente di investimenti diretti esteri, afferma Ruben Enikolopov, Rettore della Nuova Scuola Economica di Mosca.
L’aumento della produttività rimane una delle principali fonti possibili di crescita economica e nel 21° secolo richiede notevoli investimenti. Allo stesso tempo, nel Paese si osserva una carenza non semplicemente di investimenti, ma di investimenti intelligenti che garantiscano non solo l’iniezione di risorse finanziarie nell’economia, ma che siano legati all’attrazione di nuove tecnologie e all’aumento della produttività. Molti studi dimostrano che gli investimenti esteri sono una delle fonti più importanti di questo “denaro intelligente”, e dal punto di vista dell’aumento della produttività, gli investimenti diretti esteri sono più utili, sia nel creare nuove imprese, sia nell’acquisto di imprese già esistenti attraverso fusioni e acquisizioni.
Lo ha sottolineato più volte il presidente di Banca Intesa Russia, Antonio Fallico, che diversi anni fa aveva proposto alle imprese russe e italiane il rivoluzionario concetto di “made with Italy”. Il “made with Italy” – ha sottolineato il professor Fallico ai margini del Forum economico eurasiatico di Verona - è il nuovo pilastro per il rafforzamento delle relazioni bilaterali tra l’Italia e la Russia e ciò implica una diversa visione di collaborazione economica che sembra già essere recepita”.
Infatti nell’ambito dello sviluppo della cooperazione bilaterale, la Russia e l’Italia lanceranno un marchio congiunto “made with Italy”. Lo ha annunciato Elena Panina, membro della Commissione per gli affari internazionali della Duma di Stato (la Camera bassa del Parlamento), durante un recente incontro del Comitato russo-italiano degli imprenditori della Camera del commercio e dell’industria russa.
Il declino degli investimenti diretti esteri nell’economia russa è tradizionalmente attribuito ai rischi geopolitici associati a possibili nuove sanzioni contro la Russia. Tali rischi sono dati per scontati e pare non vi sia nulla da fare. Ma questo approccio è fondamentalmente sbagliato e anche ora è possibile e necessario attirare investimenti diretti esteri.
Innanzitutto, è necessario eliminare le restrizioni interne che ne riducono l’afflusso in Russia: tra queste vi sono la persecuzione ingiustificata degli investitori, le restrizioni dirette alla partecipazione degli investitori esteri in un numero crescente di attività strategiche e l’insufficiente prevedibilità della politica economica interna.
Secondo Ruben Enikolopov, la maggior parte di questi problemi sono risolvibili, ma per raggiungere tale obiettivo è necessario rendersi conto che la crescita economica richiede non solo maggiori investimenti, ma l’attrazione di denaro intelligente, che è principalmente disponibile all’estero.
Lo sviluppo di industrie innovative permetterebbe alla Russia di aumentare le esportazioni di beni e servizi. Come ha dichiarato Putin alla sessione del Consiglio presidenziale sullo sviluppo strategico e i progetti nazionali, è necessario aumentare gli sforzi per sostenere le esportazioni russe. “Il piano di esportazione dei prodotti industriali per il 2019 non è stato realizzato per quasi otto miliardi di dollari”, ha osservato Putin, secondo il quale anche i fattori di prezzo, le condizioni di mercato e altri indicatori oggettivi hanno avuto un ruolo in questo senso.
“È dovuto in gran parte a circostanze oggettive. Ma significa comunque che le misure per stimolare le esportazioni dovrebbero essere più efficaci, complete e calcolate”, ha dichiarato il presidente.
Secondo le statistiche ufficiali, attualmente solo il 2% delle imprese in Russia lavora per l’esportazione, ma i potenziali esportatori sono molti di più. Il 2019 non è stato un anno facile per il commercio estero russo a causa della “congiuntura negativa, delle guerre commerciali e delle misure protezionistiche di alcuni Paesi”.
I volumi fisici delle esportazioni hanno mostrato una leggera crescita. Il 2019 è stato un anno interessante in termini di diversificazione commerciale. Un grande contributo alla crescita delle esportazioni non energetiche è dovuto alla costruzione e all’esportazione di autovetture. Le esportazioni di prodotti a base di grassi e oli, fertilizzanti minerali, prodotti chimici, nonché le esportazioni legate alle industrie alimentare e manifatturiera sono cresciute in modo significativo. Secondo i dati preliminari, nel 2019 il volume delle esportazioni di materie non prime provenienti dalla Russia ha raggiunto un nuovo record di 160 miliardi di dollari, sebbene ciò sia attribuibile principalmente all’aumento dei prezzi, poiché in termini quantitativi i volumi sono rimasti all’incirca al livello del 2018.

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